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EVENTI

EY Capri, il diario del Digital Summit: chi c’era, che cosa è stato detto, che cosa resta

07 Ott 2017

Oltre 550 partecipanti e 90 speaker per confrontarsi sulle esperienze di digital transformation e l’opportunità di creare nuovo valore e business. È il bilancio della decima edizione dell’evento. Ecco una sintesi di tutti i temi toccati e degli interventi, dalla smart mobility all’open innovation fino alla blockchain

Si è chiusa il 6 ottobre la due giorni delll’EY Capri Digital Summit 2017, appuntamento annuale dedicato ai temi dell’innovazione, focalizzato sulla condivisione di esperienza e sulle leve per produrre valore attraverso il digitale. Oltre 550 partecipanti e più di 90 relatori provenienti dal mondo delle imprese, delle istituzioni e dell’accademia si sono confrontati sul tema dell’innovazione a servizio della crescita del Paese. Titolo di questa edizione: “WHERE INNOVATION BECOMES EXPERIENCE, VALUE, BUSINESS”.

EY CAPRI VIDEO – QUI PUOI VEDERE LE VIDEOINTERVISTE AI PROTAGONISTI DEL DIGITAL SUMMIT

Ecco il diario delle due giornate di evento, con una sintesi degli speech dei relatori.

4 SETTEMBRE

L’introduzione alla due giorni sull’innovazione si è tenuta  la sera del 4 settembre. “Questo summit vuole contribuire a individuare le azioni piu efficaci per utilizzare appieno questo momento favorevole del nostro Paese, permettendo ad aziende e istituzioni di tracciare una rotta di sviluppo, investendo su ciò che è realmente prioritario” ha esordito Donato Iacovone, CEO Italia e Managing Partner Italia Spagna e Portogallo di EY. “La nuova centralità del cliente spinge, infatti, tutte le imprese, grandi e piccole, al cambiamento guidato da un consumatore più attento, esigente, preparato e multichannel: il 32% ricerca online, visita il negozio e compra sul web; il 51% ricerca offline e compra online e il 72% dei millennial vuole comprare esperienze, non solo beni. Le aziende devono rivedere i processi produttivi e di vendita per adattarsi a questo nuovo scenario. Innovare non significa, quindi, solo adottare un approccio digitale, ma necessita un cambiamento radicale della cultura d’impresa, per essere in grado di seguire la società e il mercato. Per attuarlo, e per reggere la velocità e intensità d’impatto moltiplicate dalla tecnologia, servono competenze elevate, da sviluppare e sostenere attraverso nuovi modelli educativi, percorsi formativi basati sullo scambio e interazione. Qui a Capri condivideremo esperienze, cercheremo di delineare i percorsi per creare valore per imprese e amministrazioni, sviluppare business e attenzione verso i clienti e i cittadini e rendere cosi la disruption una grande opportunità di crescita».

Marianna Madìa, Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, ha commentato la ricerca AGI-Censis “Rapporto sulla cultura dell’innovazione degli italiani” presentata da Riccardo Luna, Direttore AGI, e Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis.  L’anteprima di mercoledi sera si è chiusa con gli interventi “creativi” e in alcuni passaggi provocatori del sociologo Domenico De Masi e di Enrico Bertolino, conduttore tv ma anche coach aziendale. Ecco tutti i dettagli.

EYCapri Digital Summit 2017, il diario della prima giornata

5 OTTOBRE

L’edizione 2017 ha preso il via con il panel Le nuove frontiere della convergenza, con gli interventi di Fabio Gasperini, Italy Financial Services Advisory Leader, EY e del Prof. Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale cinese, Politecnico di Milano. A seguire i keynote speech di Arnaud De Puyfontaine, Presidente Esecutivo Telecom Italia, Jeffrey Hedberg, CEO Wind Tre, e Naguib Sawiris, Presidente Orascom TMT Investments.

Di martech (tecnologie per il marketing) hanno invece parlato Alessandro Araimo, EVP General Manager Discovery Italia, Massimo Beduschi, Chief Operating Officer, WPP Italia, Giovanni Ciarlariello, Executive Vice President Operations & Business Sky, Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director per il Sud Europa Alibaba Group, Luca Colombo, Country Manager Facebook Italy, Silvia Candiani, Amministratore Delegato Microsoft Italia.

Il nuovo ecosistema della mobilità nell’era dell’IOT  è stato al centro della tavola rotonda con Gion Baker, AD Vodafone Automotive, Barbara Covili, General Manager MyTaxi Italia, Pietro Innocenti, Direttore Generale Porsche Italia, Gianni Martino, Managing Director Italy & Country Manager Europe South car2go, Antonio Samaritani, Direttore Agenzia per l’Italia Digitale.

Il tema delle città intelligenti e delle piattaforme urbane per lo sviluppo è al centro degli interventi di Francesca Bria, Chief Technology and Innovation Officer, Città di Barcellona, Maria Ludovica Agrò, Direttore Agenzia per la Coesione Territoriale, Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato Iren, Valerio Camerano, Amministratore Delegato A2A, Ludovica Carla Ferrari, Assessore Attività Produttive, Turismo e Smart City Comune di Modena, Marco Icardi, Regional Vice Presidente SAS e CEO SAS Italia, Franco Bassanini, Presidente CDA Open Fiber, Maurizio Dècina, Presidente Infratel, Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato Acea, Piercarlo Giannattasio, CEO CommsCon e Director DAS-Small Cells Business Unit Cellnex Europe, Stefano Venier, Amministratore Delegato Gruppo Hera .

A seguire un focus sul tema dell’e-commerce. Sullo sviluppo dei sistemi di pagamenti digitale e l’esperienza di alcune grandi aziende hanno raccontato la propria esperienza Carlo Bagnasco, Amministratore Delegato Eviva, Gabriele Benedetto, Amministratore Delegato Telepass, Pasquale Ferro, Capo Servizio Tesoreria dello Stato Banca d’Italia, Emilio Petrone, Amministratore Delegato Sisal, Maurizio Pimpinella, Presidente Associazione Prestatori Servizi di Pagamento (A.P.S.P.).

Uno degli ambiti in cui la customer experience digitale mostra le sue potenzialità è il turismo e, in particolare, della promozione dei territori. A confrontarsi su questo tema Dorina Bianchi, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Valeria Sandei, Amministratore Delegato Almawave, Elena David, Amministratore Delegato Valtur, Cristiano Musillo, Consigliere Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri, Marco Ferraris, Country Enterprise Leader Italia di Adobe, Andrea Lecce, Responsabile Direzione Marketing, Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Giorgio Palmucci, Presidente Confindustria Alberghi e Vice Presidente Federturismo.

Nella quarta rivoluzione industriale il tema centrale è quello della trasformazione dei processi produttivi. A discutere della qualità dell’efficienza sono stati Alberto Baban, Presidente Piccola Industria di Confindustria, Alberto Bombassei, Presidente e fondatore Brembo, Gerhard Dambach, Amministratore Delegato Bosch, Claudio Marani, Direttore Generale SACMI, Paolo Scudieri, Presidente Adler Pelzer Group, Luisa Arienti, Amministratore Delegato SAP Italiacon il keynote speech di Luciano Floridi, Professor of Philosophy and Ethics of Information della Oxford University.

Luciano Floridi: “Io, filosofo, vi spiego gli effetti della digital transformation sul mondo delle imprese”

A cambiare sono anche le dinamiche del lavoro, dalla necessità di nuove figure e nuove competenze allo smart working. Del futuro delle competenze: visione ed esperienze di People transformation hanno discusso Gianfilippo Mancini, Amministratore Delegato Sorgenia, Pasquale Natella, Amministratore Delegato EXS Executive Selection, Angelo Rughetti, Sottosegretario per il Governo al Ministero della Semplificazione e Pubblica AmministrazioneRoberto Sgalla, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM CISL, Giovanni Bocchieri, Direttore Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia,Enza Bruno Bossio, Intergruppo Parlamentare per l’Innovazione Tecnologica, Michele Campione, HR Director EMEA Industrial Operations Electrolux, Marco Gay, Vice Presidente Esecutivo Digital Magics.

6 OTTOBRE 

#EYCapri: congiuntura tecnologica favorevole, ma servono competenze

La giornata si è aperta con l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha sottolineato che per crescere dobbiamo “sfruttare al meglio questa congiuntura tecnologica favorevole mettendo insieme Industria e Impresa 4.0”. Sulla pubblica amministrazione ha detto che “per la “P.A. 4.0 è stato fatto molto, ma deve essere tradotto in messa in pratica giornaliera per poterne avvertire i benefici”.

Donato Iacovone, CEO Italia e Managing Partner Italia Spagna e Portogallo di EY ha riassunto i principali punti emersi dal dibattito.  “In questi due giorni abbiamo messo a fuoco quanto l’innovazione digitale permetta di promuovere la crescita, migliorando la produttività e l’occupazione. Si tratta di un processo, favorito anche dai provvedimenti del Governo che interessa tanto le imprese private, quanto la Pubblica Amministrazione, che con tempi e modalità diversi stanno affrontando concretamente questa trasformazione epocale. L’innovazione tecnologica è un processo ormai in corso. A Capri abbiamo però capito che il futuro si gioca sulle competenze. La situazione attuale del mercato del lavoro nel nostro Paese racconta una distanza ampia tra domanda e offerta, che riguarda sia le nuove figure, sia chi è già inserito in azienda da tempo. I dati parlano chiaro: ad esempio, sono pochissimi i laureati STEM, 14 su 1.000, contro una media europea di 19, ben il 21% in meno. Quindi, anche se l’implementazione tecnologica sta procedendo rapidamente, ora il focus deve essere centrato sulle competenze che servono al nostro Paese in una visione di lungo periodo”.

Dopo l’intervento di Antonio Marcegaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Marcegaglia, si è aperta la tavola rotonda dal tema “Open innovation. Il paradigma dell’accelerazione”.  Si sono confrontati sulla questione – moderati da Andrea Paliani, Mediterranean Advisory Services Leader di EY , Eugenio Aringhieri (Amministratore Delegato, Dompé), Lucia Chierchia (Open Innovation Director, Electrolux Group), Nicoletta Luppi (Presidente e Amministratore Delegato, MSD Italia), Carlo Masseroli (General Manager Project Milanosesto), Giovanni Ronca (Co-Head Italy, Unicredit), Angelo Trocchia (Presidente, Unilever Italia), Paolo Boccardelli (Direttore, LUISS Business School), Fabrizio Gea (Coordinatore Nazionale Digital Innovation Hub, Confindustria), Maximo Ibarra (Coordinatore Master in Management and Technology, Università LUISS). L’intervento di Alessio Rossi (Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria) ha poi concluso la sessione.

Open Innovation, Paliani (EY): “Come portarla nel Sistema Italia”

Per Eugenio Aringhieri, Amministratore Delegato di Dompé, “fare innovazione e farla in modo aperto e connesso oggi non è un’opzione, è un imperativo strategico e l’Italia ha la possibilità oggi di giocare la propria partita privilegiando la focalizzazione in sistemi complessi e in settori produttivi con elevato contenuto tecnologico. Uno di questi – ha proseguito Aringhieri – è senza dubbio il settore delle Life Sciences, in cui spiccano una comunità scientifica di primo livello, centri universitari e di Ricerca di alto profilo, un’industria seconda in Europa solo alla Germania e un Governo che crede in questo progetto. Questo è il campo di gioco e la nuova sfida è mettere in connessione gli attori di una filiera virtuosa. Il momento è ora”.

Per Lucia Chierchia, Open Innovation Director di Electrolux Group, “il contesto in cui operiamo si evolve ogni giorn: i consumatori sono sempre più esigenti e vengono sviluppate tecnologie che aprono nuove strade e possono cancellare quelle vecchie. Se non impariamo ad innovare il nostro modo di fare business, perderemo il nostro vantaggio competitivo: verremo superati non solo dai nostri concorrenti, ma anche da aziende che oggi nemmeno esistono. In tale contesto, il modello open innovation è una leva essenziale per fare innovazione, mediante sinergie con startup innovative ed aziende che operano in settori lontani dal nostro”.

“Quando ci si appresta a realizzare un progetto di sviluppo come Milanosesto – ha affermato Carlo Masseroli, Direttore Generale di Milanosesto – che prevede la riqualificazione di un’area di oltre 1.400.000 metri quadri non si può non tenere conto delle nuove tecnologie e delle diverse esigenze che il mercato manifesterà in futuro. Per questo Milanosesto ha scelto di portare avanti lo sviluppo del nuovo quartiere in una logica di “Open Innovation”. Per realizzarlo abbiamo deciso farci aiutare, da un raggruppamento, formato da diversi partners, nella progettazione del nuovo quartiere”.

Come ha raccontato Giovanni Ronca, Co-Head Italy, Unicredit “nell’attuale contesto competitivo cerchiamo di incoraggiare la nascita di un ecosistema aperto tra banche e imprese, al fine di incentivare la contaminazione di competenze e favorire la nascita di servizi innovativi che è oggi essenziale per vincere le nuove sfide globali. Fondamentale è il supporto all’innovazione di nuova generazione. A tal fine abbiamo all’interno del Gruppo un fondo dedicato a finanziare startup avanzate Fintech che possono aiutarci a offrire nuovi servizi ai clienti e ad intercettare nuove soluzioni utili al nostro business. Nell’autunno lanceremo inoltre la quinta edizione di UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione per startupper che ci permette di raccogliere 800 progetti l’anno”.

“Dobbiamo tutti sforzarci di abbandonare le logiche di un modello imprenditoriale chiuso e poco funzionale”, ha dichiarato Alessio Rossi, Presidente, Giovani Imprenditori di Confindustria. “L’Open Innovation è questo: un’osmosi virtuosa tra startup innovative, che hanno bisogno di crescere, e aziende strutturate, piccole o grandi, che hanno bisogno di innovare”.

Altro argomento al centro del dibattito è stata la Blockchain.

Introdotto da Giuseppe Perrone, Blockchain Hub Mediterranean Leader di EY, ha affrontato il tema Nicola Losito, Director of IBM Digital Business Group Italy and CEO of InTeSA (an IBM Company). “Il 2017 è l’anno della blockchain – ha dichiarato Losito – e questa convinzione ci deriva dal livello di maturità della tecnologia e dalla sensibilità dei player di diversi settori d’industria. Ma la vera svolta dipende dalla capacità di innescare forti leadership di sistema, dalla finanza ai trasporti, dalle utility alla supply chain del food. In questo modo possiamo accelerare l’adozione della blockchain e raccoglierne i benefici in pochi mesi. Alternativamente, il percorso risulterà più lento e i vantaggi spostati nel lungo periodo”.

Corporate Venture Capital. Il ritorno di innovazione e sviluppo è stata la sessione conclusiva dell’EY Capri Digital Summit 2017, moderata da Michele Padovani, Innovation Strategy Director, EY. Per Anna Gervasoni, Direttore Generale AIFI, “è un momento vivace per il mondo delle startup e del venture capital. In tale contesto, il ruolo del corporate venture capital può essere il giusto collante che unisce impresa, capitali e tecnologia su nuovi percorsi di sviluppo”.

Come ha affermato Michele Barbera, Amministratore Delegato di Spaziodati, “il contributo delle grandi aziende è fondamentale per innovare nel digitale Nel 2014 il gruppo Cerved è entrato nell’equity di Spaziodati, apportando capitali, esperienza, visione e fortissima conoscenza dei mercati. Grazie a loro siamo cresciuti, e abbiamo potuto lanciare con successo Atoka Enterprise, la nostra piattaforma Big Data per banche e large corporate. E noi, credo, abbiamo contribuito a rendere Cerved ancora più innovativa”.

“La nostra missione – ha dichiarato Federico Leproux, amministratore delegato di TeamSystem – è accrescere la competitività di aziende e professionisti attraverso la digitalizzazione. Per il successo di questo processo è indispensabile sviluppare un ecosistema aperto e collaborativo tra tutti i soggetti coinvolti, istituzioni, imprese, operatori finanziari e provider di soluzioni e piattaforme digitali come TeamSystem”.

Come ha spiegato Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved, “la nostra strategia di crescita, fortemente orientata all’innovazione, passa non solo da investimenti interni in talenti e tecnologie, ma anche per operazioni di Corporate Venture Capital. Iniziative di questo tipo richiedono focus e forti competenze interne sia in fase di scouting sia nella successiva governance, per far sì che le nuove realtà vengano progressivamente integrate nel nostro ecosistema e generino impatto sul business, preservandone tuttavia l’agilità tipica di una start-up, necessaria per portare innovazione. Così è stato con Spazio Dati, nel 2014 una startup innovativa in ambito big data, oggi componente rilevante della nostra evoluzione di data driven company. E così ci auguriamo sia presto anche per altre start-up innovative che stiamo analizzando”.

Fabio Gallia, Amministratore Delegato e Direttore Generale Cassa Depositi e Prestiti, ha sollecitato a supportare lo sviluppo di un ecosistema italiano dell’innovazione e della tecnologia attraverso venture capital e corporate venture capital per colmare il ritardo accumulato in questi anni rispetto agli altri Paesi europei.

Venture capital, Gallia (Cdp): “L’Italia raddoppi gli investimenti e le aziende facciano la loro parte”

Sono intervenuti anche Pietro Sella, Amministratore Delegato Gruppo Banca Sella, Stefano Soliano, Direttore Generale ComoNExT, e Nicola Drago, Amministratore Delegato, De Agostini Publishing.

 

 

 

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