L’open innovation ha ormai raggiunto nelle aziende italiane una fase di maturità. Per oltre due decenni il mondo delle imprese ha sperimentato una profonda trasformazione al proprio interno e nei rapporti con l’esterno grazie all’innovazione aperta. Si tratta di un approccio strategico e culturale in base al quale le aziende, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non più e non soltanto a idee e risorse interne, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Allo stesso tempo questo nuovo approccio all’innovazione comporta una revisione dei processi aziendali e dei profili lavorativi nell’ambito di una mutata cultura interna.
LA GUIDA
Che cos’è l’open innovation e quali vantaggi offre questo modello di innovazione
Il modello di innovazione individuato nel 2003 dall’economista californiano Henry Chesbrough, in base al quale le aziende possono ricorrere a risorse provenienti dall’esterno (startup, università, fornitori), ha ormai raggiunto uno stadio di maturità. Ecco la più recente definizione, come si applica e i vantaggi

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