Imprese e innovazione, 10 casi di open innovation di successo | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

case history

Imprese e innovazione, 10 casi di open innovation di successo

di Concetta Desando

18 Ago 2017

Da Agos, che ha creato una Innovation Community per la ricerca di soluzioni innovative, a Cisco e Intesa San Paolo, che insieme hanno lanciato un bando per nuove imprese dell’industria 4.0, a Enel che ha avviato 80 progetti di collaborazione con le startup: ecco 10 aziende che stanno puntando sull’innovazione aperta

Per essere competitive le aziende non possono più fare a meno dell’open innovation: si tratta di un modello di innovazione secondo il quale le imprese per crescere preferiscono non basarsi soltanto su idee e risorse interne ma ricorrono anche a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti.

Un modello che si sta diffondendo sempre di più e che in Italia può generare una crescita del Pil dell’1,9% in più.

Ecco 10 casi di successo.

1. AGOS. La società leader nel mercato del credito al consumo ha creato una Innovation Community, un gruppo di dipendenti che, dopo essersi candidati spontaneamente ed essere stati valutati nella loro propensione all’innovazione, dedicano il 20% del loro tempo nella ricerca e nella progettazione di soluzioni innovative.
“Quando abbiamo cominciato abbiamo subito deciso di ingaggiare tutta l’azienda in questo percorso”, dice Gabriella Scapicchio, responsabile dell’Innovation Lab di Agos, che ha strutturato anche un piano di lavori cominciato con l’assesment interno delle competenze digitali.

 

2. CISCO e INTESA SANPAOLO “Le startup sono il fertilizzante per il terreno dell’innovazione”: ne è convinto Enrico Mercadante, responsabile Innovation & Digital Transformation in Cisco Italia, che ha lanciato con Intesa SanPaolo #StartUPinitiative, un bando per nuove imprese dello smart manufacturing.

In questo video Mercadante di Cisco spiega le ragioni per cui le startup possono contribuire al processo di accelerazione delle imprese verso l’Industria 4.0, ovvero la quarta rivoluzione industriale che vedrà protagonista la fabbrica totalmente automatizzata e interconnessa. Un processo particolarmente strategico nel nostro Paese a forte vocazione manifatturiera.

 

3.  ENEL. Nel 2016 ha incontrato 1550 startup e ha avviato 80 progetti di collaborazione in molti dei 30 Paesi in cui la società è presente. Ecco i dettagli di 8 progetti che rientrano nella strategia di open innovation del primo operatore europeo nel settore dell’energia.

Enel, 8 progetti di collaborazione con startup

Inoltre, parlando di open innovation in Enel, no si può non citare Powergift. Si tratta di una startup che permette di tenere sotto controllo il ROI di impianti di pannelli fotovoltaici e di donare l’energia prodotta in eccesso, attraverso un controvalore economico, a chi ne ha bisogno: il beneficiario riceve la donazione direttamente in bolletta. Il progetto ha vinto l’edizione 2016 dell’Enel Innovation World Cup Italia. PowerGift però non è una startup qualunque: nasce infatti da un’iniziativa di “entrepreneurship”, ovvero un progetto di imprenditorialità interno all’azienda e sostenuto da Enel stessa. La startup si è al momento focalizzata sui possessori residenziali, ma punterà nei prossimi mesi ad attivare il canale indiretto degli installatori e ai clienti business. «Quest’anno abbiamo l’obiettivo di raggiungere l’1% del mercato, nel 2018 il 3% e nel 2019 il 10%» spiega Giovanni Pepicelli, Enel Global ICT Digital Transformation, e oggi anche coFounder di PowerGift. Ecco la storia

Powergift, quando un’azienda coltiva il progetto di un dipendente

 

4. EY.  “L’open innovation in EY l’abbiamo fatta – spiega Andrea Paliani, Mediterrean Advisory Services Leader, EY – insegnando ai nostri ragazzi a co-innovare con i clienti e collegandoci con politecnici, startup, pmi innovative e grandi aziende per sviluppare prodotti e servizi. Ma abbiamo fatto innovazione aperta anche al nostro interno, lavorando insieme nelle varie società del gruppo e con varie competenze e mettendo insieme soluzioni multidisciplinari”.

 

5. NESTLÉ. La consegna di cibi pre-cucinati a domicilio sta attirando investimenti. Freshlystartup del meal-delivery che mira ad offrire ai propri clienti un servizio rapido e di qualità, a giugno ha chiuso un round di finanziamento da 77 milioni di dollari guidato dal gigante del food Nestlé.

 “Il modello tradizionale del food si sta spostando e si continua a registrare un aumento di quei consumatori che hanno un occhio di riguardo nei confronti dell’alimentazione sana, ricercando nuove opzioni e servizi che si adattino al loro stile di vita” afferma Jeff Hamilton, presidente di Nestlé Foods Division. L’investimento di Nestlé aiuterà Freshly ad aprire più impianti e a soddisfare la crescente domanda dei consumatori nei confronti dell’azienda. La startup stima che, durante il 2017, consegnerà oltre 8 milioni di pasti.

 

6. DOMPÉ . Un nuovo dipartimento di open innovation all’interno della ricerca e sviluppo, area sulla quale ogni anno viene già investito il 15% del fatturato (che è di circa 250milioni). Obiettivo: mettere a sistema le relazioni esistenti con circa 200 centri di ricerca nel mondo. è il primo step verso un percorso di open innovation intrapreso da Dompé.

Aringhieri: così il gruppo Dompé affronta la disruption del pharma

«Dall’altra parte del palazzo, nella nostra sede milanese, da un anno ospitiamo e-Novia, società nata nel 2012 nel contesto del Politecnico di Milano e specializzata nello scouting di tecnologie e brevetti, per facilitarne l’assemblaggio e farne dei brevetti», spiega Eugenio Aringhieri, da 10 anni CEO del gruppo biofarmaceutico Dompé. e-Novia è appena diventata una spa e ha lanciato un piano di sviluppo internazionale che la rafforzerà come Invention Foundry, la fabbrica dell’innovazione e delle startup.

 

7. INAIL. L’ente che assicura contro gli infortuni sul lavoro ha dato vita a laboratori interni per favorire il cambiamento, ha creato una Direzione per l’Organizzazione Digitale e ora vuole ingaggiare le startup. Ma attinge già idee dal’esterno: la sua piattaforma per la riabilitazione è stata progettata partendo da una console di videogames

Inail: l’open innovation nella PA, dai Lab all’integrazione con i videogiochi

 

8. FASTWEB.  Le startup innovative possono “inventare” nuovi mezzi di comunicazione e le grandi aziende possono coglierne l’innovatività e trarne benefici: è quello che è successo tra One.Tray, società co-fondata dal 25enne Federico Kluzer, ideatrice della prima cesta interamente brandizzabile e realizzata ad hoc per i controlli di sicurezza in aeroporto, e Fastweb, società attiva nelle connessioni a banda ultralarga in Italia, che ha fatto dell’innovazione e dell’open innovation una sua priorità.

 

Comunicazione, Fastweb negli aeroporti con una startup

 

9. ENGIE. A livello di Gruppo l’Open Innovation è partita nel 2014. Ad oggi ENGIE ha investito circa 40 milioni di euro del fondo complessivo di 140 milioni, destinati a una decina di startup; alcune di esse sono state individuate tramite call4ideas, incubatori o progetti come Startup Intelligence del Politecnico di Milano, che adesso rappresentano veri e propri partner d’innovazione dell’azienda. “Ma ci sono stati anche importanti cambiamenti organizzativi”, dice Cristina Tomassini, Head Of Innovation & Marketing in Italia. La funzione R&D di gruppo è stata incorporata nella Direzione Innovazione.

 

10. MEGAMARK. Da una parte un colosso dell’imprenditoria made in Sud che gestisce oltre 500 supermercati, dall’altra una startup che vende online cibo per animali. In mezzo una exit. “Abbiamo acquisito il 42% di Bauzaar per due motivi: entrare nel mondo del pet food, settore che sta registrando una crescita a doppia cifra, e sperimentare l’ecommerce. Entro la fine dell’anno acquisiremo la maggioranza della startup”. Francesco Pomarico è il responsabile progetti innovativi di Megamarkazienda attiva nel settore della distribuzione organizzata che ha acquisito una quota del portale di ecommerce creato nel 2013 da Matteo Valente e Domenico Gimeli. E sta collaborando con un’altra startup, Cucina Mancina

Open innovation: Megamark, il colosso del Sud che compra startup

  • 20k Share
Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

Articoli correlati