Credem, dall'open innovation al corporate venture capital: l'importanza delle competenze - Economyup

STARTUP INTELLIGENCE

Credem, dall’open innovation al corporate venture capital: l’importanza delle competenze



Dal 2019 la banca emiliana ha avviato un percorso di innovazione che l’ha portata a decidere di investire su startup early stage e pre-seed. Adesso sta lavorando all’implementazione del corporate venture capital per formare all’interno e acquisire all’esterno le competenze necessarie

di Cristina Marengon

08 Ott 2021


Palazzo Trivelli, sede di Credem a Reggio Emilia

Fondata nel 1910, su iniziativa di imprenditori reggiani, con il nome di Banca Agricola Commerciale di Reggio Emilia, Credem è oggi una banca moderna con una tradizione centenaria e una fra le principali realtà private italiane. Quotata in borsa, la banca di Reggio Emilia è presente a livello nazionale in 19 regioni e conta più di 6.000 dipendenti.

Il percorso verso un modello di innovazione aperta è relativamente recente per Credem, partner dell’Osservatorio Startup Intelligence, nonostante siano ormai consolidati tre pilastri come Open Innovation, committment delle linee di business e bilanciamento tra teoria e pratica. Nel 2019, Credem crea infatti il team di innovazione, l’Innovation Unit, guidata oggi da Piergiorgio Grossi, Chief Innovation Officer dell’azienda. In questi due anni, il team di innovazione si è posto l’obiettivo di comprendere le esigenze dell’azienda per crescere e innovare, individuando tre principali bisogni: mappare territori con attori innovativi come le startup; supportare l’azienda nel cambiamento culturale e infine realizzare progetti di innovazione.

Le startup sono emerse sin da subito come attori chiave sia per realizzare il cambiamento culturale necessario per fare innovazione. In linea con la necessità di generare cambiamento culturale, i dipendenti di Credem, in una logica inside-out, sono stati “portati fuori” dall’azienda e messi in contatto con la realtà innovativa delle startup attraverso, ad esempio, gli eventi dell’Osservatorio Startup Intelligence. Successivamente, in linea con l’obiettivo di realizzare nel concreto progetti di innovazione in azienda, in una logica outside-in, alcune startup, sono state “portate all’interno” della Banca per sviluppare idee e progetti imprenditoriali.

Per facilitare e potenziare il lavoro con le startup, è stato fondamentale poi coinvolgere il Consiglio di Amministrazione per trasmettere l’importanza per Credem di collaborare con le startup ma allo stesso tempo per generare interesse e domanda ad investire in questi attori innovativi.

Piergiorgio Grossi, Chief Innovation Officer di Credem

In questo percorso verso l’innovazione aperta è nato il fondo di Corporate Venture Capital (CVC) di Credem con l’obiettivo di focalizzarsi su startup early stage e pre-seed (qui la notizia del nuovo progetto).

Nella definizione del fondo di CVC, Credem ha seguito un processo di pianificazione che ha combinato un’iniziale analisi “strategica” e di governance seguita da una fase più “pratica” e di implementazione. Nella fase iniziale, Credem ha definito prima il suo posizionamento strategico, mappando le competenze che disponeva la Banca in termini di valutazione di startup, differenti però dalle tradizionali competenze per la valutazione di un’azienda. Successivamente ha definito una governance e un processo strutturato di investimento in cui sono state identificate due figure chiave di riferimento: lo sponsor dell’iniziativa, coinvolto fin dalle fasi iniziali nel processo di Corporate Venturing, e un Comitato Investimenti specifico, organismo con il quale lo sponsor e l’investment team, il team dedicato agli investimenti, si interfacciano per progettare il deal e valutare l’opportunità di attivazione dell’investimento.

Credem si sta ora concentrando sulla fase più pratica, di implementazione del CVC nell’organizzazione, lavorando per acquisire tramite formazione le competenze richieste all’interno, e nel contempo appoggiandosi a competenze esterne necessarie per determinate fasi del processo come lo scouting e la negoziazione del deal. Per rendere solido e robusto il modello di CVC progettato, Credem è impegnato infatti non solo ad internalizzare le competenze richieste ma anche a collaborare con professionisti, esperti del settore e investitori.

 

Cristina Marengon

Research Analyst presso Osservatori Digital Innovation