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Open innovation – definizione

04 Giu 2016

L’open innovation è un approccio all’innovazione in base al quale le imprese si basano anche su idee, risorse e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, enti di ricerca, fornitori e consulenti. Il termine, che significa “innovazione aperta”, è stato coniato dall’economista statunitense Henry Chesbrough, nel saggio The era of open innovation […]

L’open innovation è un approccio all’innovazione in base al quale le imprese si basano anche su idee, risorse e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, enti di ricerca, fornitori e consulenti.

Il termine, che significa “innovazione aperta”, è stato coniato dall’economista statunitense Henry Chesbrough, nel saggio The era of open innovation (2003). Secondo Chesbrough il paradigma della “closed innovation”, ovvero l’innovazione dentro l’impresa, non poteva più bastare nonostante i timori delle aziende di non essere più gli unici “proprietari” delle invenzioni e i legittimi tentativi di tutelare le proprie proprietà intellettuali.

Con i nuovi saperi e i nuovi business model introdotti dalle startup, non collaborare con le nuove imprese magari più avanzate dal punto di vista digitale, può rivelarsi uno svantaggio: chi non lo fa rischia di ritrovarsi indietro.

Le modalità concrete con cui si fa open innovation sono: gli accordi inter-aziendali, il sostegno economico a competizioni per startup, gli hackathon, l’acquisizione, da parte di grandi corporation, di startup innovative, la creazione di corporate accelerator per startup, la partnership con università, centri di ricerca e incubatori per innovare su specifici settori.

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