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Bilanci

2016, gli investimenti in startup crescono: ecco la top ten

29 Dic 2016

Secondo i calcoli di EconomyUp, le risorse investite in nuove imprese innovative ammontano a 178,4 milioni, oltre 70 in più rispetto al 2015. 101 le operazioni, 1,76 milioni l’investimento medio. Talent Garden ha chiuso il deal maggiore (12 milioni). Guarda la timeline con i closing più importanti di ogni mese

Non si è arrivati neanche a 200 milioni, ma le risorse raccolte sono più della metà rispetto all’anno scorso. L’investimento complessivo sulle startup italiane nel 2016 supera di poco i 178 milioni (178.493.000 euro, per la precisione). È questa la cifra calcolata da EconomyUp sommando tutte le operazioni di cui ha avuto notizia nel corso dell’anno. Oltre 70 milioni in più rispetto al 2015, quando gli investimenti avevano raggiunto, stando ai nostri calcoli, quota 102 milioni

L’importo potrebbe essere più alto di un milione e mezzo circa se le operazioni in dollari, come quelle chiuse da Musement, Moneyfarm, Cloud4wi, DFLabs, fossero considerate in base al cambio di dicembre 2016 e non in base a quello vigente al momento del deal.

Con la definizione “startup italiane” consideriamo le giovani società che hanno sede legale in Italia, ma sono state aggiunte anche le startup “italiane di fatto” che pur non avendo il loro quartier generale nel nostro Paese, sono nate all’interno dei confini italiani e qui conservano uffici, sedi operative centri di ricerca&sviluppo. Tra queste, per esempio, c’è Cloud4wi.

[Leggi anche i dati dell’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico di Milano sugli investimenti in startup nel 2016]

In tutto, EconomyUp ha calcolato 101 operazioni e un investimento medio di 1,77 milioni di euro. Di questi 178 milioni, più della metà è stata raccolta nel corso del primo semestre: 100,35 milioni, suddivisi in 59 operazioni, di cui 24 nel primo trimestre (34,2 milioni raccolti) e 35 nel secondo (66 milioni). Nei mesi che vanno da luglio a dicembre sono stati chiusi meno deal, 42 (78 milioni), ma è stata messa a segno l’operazione più ricca dell’anno: i 12 milioni ottenuti da Talent Garden, la rete di coworking e di formazione digitale creata da Davide Dattoli.  

Sono stati 65 i deal al di sopra dei 500mila euro. Un dato che dimostra che le operazioni messe a segno dai fondi di venture capital superano quelle di angel investing. Non c’è stata un’operazione da 16 milioni come quella di Moneyfarm nel 2015, ma i closing superiori a 5 milioni sono stati 11 contro i 5 dell’anno scorso, segno che i round series A e series B più importanti raggiungono gli importi medi che si registrano anche in altri paesi europei come Regno Unito, Germania e Francia, in cui le startup hi-tech riescono a ottenere molte più risorse.

Ecco il quadro degli investimenti mese per mese: 
Gennaio: 7,6 milioni
Febbraio: 15,9 milioni
Marzo: 10,8 milioni
Aprile: 16,5 milioni
Maggio: 36,6 milioni
Giugno: 12,8 milioni
Luglio: 18 milioni
Agosto: 700mila euro
Settembre: 19 milioni
Ottobre: 4 milioni
Novembre: 29 milioni
Dicembre: 4,5 milioni

In questa timeline sono indicate le operazioni maggiori di ciascun mese.

Mentre questa è la lista dei 10 deal più sostanziosi dell’anno.

1. Talent Garden – 12 milioni (novembre)
La società fondata da Davide Dattoli chiude un round a cui partecipano tra gli altri 500 Startups e Reid Hoffman, founder di LinkedIn.

2. Movendo Technology – 10 milioni (luglio)
La startup nata all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ha ricevuto il finanziamento più grande da un unico business angel: 10 milioni di euro dall’industriale farmaceutico Sergio Dompé.

3. Musement – 9,6 milioni (novembre)
La società che permette di trovare eventi in tutto il mondo raccoglie 10 milioni di dollari (9,6 milioni di euro al cambio di novembre e dicembre 2016). Il round è stato guidato da Micheli Associati e sottoscritto dai fondi di venture capital P101 e 360 Capital Partners.

4. Rigenerand – 8,7 milioni (maggio)
La società che sviluppa una terapia basata su cellule staminali contro i tumori ha ricevuto un investimento guidato da Principia SGR.

5. Credimi (ex Instapartners) – 8 milioni (febbraio)
La società fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula ha chiuso un aumento di capitale a cui hanno partecipato nomi importanti come Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni, Lorenzo Pelliccioli, la famiglia Venesio, Hans Paul Burkner, Giovanni Landi e Jean Pierre Mustier.

6. Mosaicoon – 8 milioni (maggio)
La scaleup siciliana che ha realizzato una piattaforma collaborativa per la realizzazione di campagne video online chiude un round con un gruppo di imprenditori e di family office.

7. Cloud4wi – 7,2 milioni (marzo)
La piattaforma che permette agli esercizi commerciali di “monetizzare” i servizi wifi offerti ai clienti usando strumenti di marketing digitale raccoglie 8 milioni di dollari (7,7 milioni di euro al cambio di dicembre 2016).

8. Silk Biomaterials – 7 milioni (aprile)
La società nata nel Parco Scientifico Tecnologico di ComoNExT che si occupa dell’applicazione in ambito clinico della fibroina è stata finanziata dal fondo di venture capital Principia III-Health.

9. BeMyEye – 6,5 milioni (maggio)
La società che coniuga marketing e geolocalizzazione grazie a un network di collaboratori in crowdsourcing ha ottenuto il finanziamento da Nauta Capital, P101 e 360 Capital Partners. Annunciata anche l’acquisizione della francese LocalEyes.

10. Moneyfarm – 6,2 milioni (settembre)   
La startup italiana fintech ha ottenuto 7 milioni di dollari (6,7 milioni di euro al cambio di dicembre 2016) da parte del colosso assicurativo tedesco Allianz.

Tra gli investitori hanno avuto un ruolo importante anche quelli pubblici. Per esempio, Invitalia Ventures, guidata da Salvo Mizzi, ha chiuso il primo anno di attività operativa con 11 investimenti: quasi 8 milioni investiti in operazioni di Series A post seed, in round dal valore complessivo di circa 23 milioni. Le operazioni di cui si conoscono già i dettagli sono quelle condotte nel primo semestre: D-Eye (1,5 milioni), Sardex (3 milioni), Tensive (500mila euro), Zehus (1,5 milioni) ed Echolight (4 milioni). Mentre la sgr ha annunciato di aver investito tra ottobre e dicembre anche in Empatica, 40 South Energy, Floome, Vino75, Pedius e Remoria: per queste ultime, le cifre saranno rese note dai primi giorni di gennaio 2017.

Hanno giocato una partita di primo piano anche le Regioni attraverso le finanziarie regionali: tra le operazioni più significative, Domec (1,5 milioni, con partecipazione di Sviluppo Basilicata), IntertwineFoodscovery (rispettivamente 1 milione e 800mila euro, con partecipazione della finanziaria abruzzese Fira), Sailsquare (1,3 milioni, con partecipazione di Ligur Capital, fondo di venture capital che ha tra i soci la finanziaria della Regione Liguria).

(articolo aggiornato il 3 gennaio 2017: la somma complessiva precedente era 174 milioni. Con l’aggiunta di tre operazioni di cui EconomyUp ha avuto notizia successivamente, si arriva alla cifra di 178,4 milioni)

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