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Ecco gli investitori che scommettono sulle startup deep tech in Italia e in Europa


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Dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dalla robotica alle nanotecnologie: investire nelle startup che sviluppano queste tecnologie richiede competenze specifich. Vediamo quali sono sono i principali fondi deep tech attivi in Italia e in Europa

Pubblicato il 3 nov 2026

Valentina Neri

Giornalista



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fondi specializzati nel deep tech


Punti chiave

  • Il deep tech nasce da scoperte scientifiche e progressi ingegneristici, includendo Intelligenza artificiale, biotecnologie, nanotecnologie, robotica, energie rinnovabili e quantistica.
  • Investire nel deep tech richiede competenze per valutare tecnologie immature, accettare tempi lunghi e incertezza; investitori specializzati accompagnano dal laboratorio alla produzione industriale.
  • Numerosi fondi italiani ed europei finanziano seed, early stage e growth, offrendo capitale, network, laboratori, incubatori e supporto all’industrializzazione delle startup deep tech.
Riassunto generato con AI


Intelligenza artificiale, biotecnologie, nanotecnologie, robotica, energie rinnovabili e quantistica: sono alcuni degli ambiti del deep tech, l’innovazione che nasce da scoperte scientifiche e progressi ingegneristici.

Investire nelle startup che sviluppano queste tecnologie richiede competenze specifiche: bisogna saperne valutare il potenziale quando le applicazioni commerciali sono ancora da dimostrare, accettando tempi lunghi e risultati incerti.

A farlo sono investitori specializzati, che possono accompagnare le imprese dal laboratorio alla produzione industriale. Ecco i principali fondi deep tech in Italia e in Europa, con le società che li gestiscono e le aziende su cui hanno investito.

Amadeus Capital Partners

Amadeus Capital Partners viene fondata nel 1997 da Anne Glover e Hermann Hauser. È uno degli operatori storici del deep tech britannico ed europeo, con investimenti dalla fase seed alla crescita. Dalla nascita ha raccolto oltre 1,3 miliardi di dollari, finanziato più di 200 società e accompagnato 17 IPO.

Le tre aree della strategia sono Intelligence, che comprende IA, computing e tecnologie quantistiche, Human, dedicata a salute e medicina, e Planet, per energia, sostenibilità, nuovi materiali e applicazioni spaziali. Riverlane, Quibim, SandboxAQ, SLAMcore ed Epoch Biodesign sono alcune delle società finanziate. Tra le exit ci sono Solexa, acquisita da Illumina, e FiveAI, acquisita da Bosch. CSR è stata invece quotata e successivamente acquisita da Qualcomm.

Con APEX Venture, Amadeus Capital Partners ha inoltre avviato l’Amadeus APEX Technology Fund, dedicato al deep tech europeo soprattutto in Germania, Austria e Svizzera. Nel 2023 il veicolo aveva raggiunto 28 milioni di euro al primo closing, su un obiettivo di 80 milioni.

Deep Blue Ventures – Deep Ocean Capital SGR

Deep Blue Ventures viene lanciato nel giugno 2023 da Deep Ocean Capital SGR, con sede a Roma. Alla guida ci sono i cofondatori Emilia Garito, presidente, e Domenico Nesci, amministratore delegato. Paolo Cellini è chief investment officer.

Il fondo investe nelle fasi seed ed early stage e in selezionate operazioni di serie A, con un mandato deep tech che comprende aerospazio, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, salute e sostenibilità. Ha realizzato un primo closing di 40,8 milioni di euro su un obiettivo di 70 milioni, con il sostegno di FEI e CDP Venture Capital. Il fondo collabora con Leonardo, Agenzia spaziale europea (ESA), Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), Istituto italiano di tecnologia (IIT) e I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino.

Il portafoglio comprende InSilicoTrials, INTA Systems, PhotonPath, Genoa Instruments, AIKO, Fluid Wire Robotics, AI4IV, Random Power, K3RX, OhmSpace e UpSurgeOn. Il modello Deep Tech Factory affianca all’investimento una rete di venture builder, acceleratori e incubatori, per accompagnare la trasformazione della ricerca in prodotti e imprese.

Elaia e Deep Tech Seed 3

Elaia nasce a Parigi nel 2002, fondata da Xavier Lazarus e Philippe Gire. Lazarus è managing partner insieme ad Anne-Sophie Carrese e Pauline Roux. Il gestore investe in tecnologie digitali e deep tech, dalle prime fasi di sviluppo alla crescita. Elaia ha superato un miliardo di euro in gestione e nel 2026 Lazard è salita al 51% del capitale.

La strategia deep tech si sviluppa attraverso collaborazioni con PSL, INRIA, CNRS, Barcelona Supercomputing Center e Max Planck Foundation, che favoriscono l’accesso ai progetti nati dalla ricerca. Elaia ha investito in Alice & Bob, Aqemia, Proxima Fusion, Dexory e SandboxAQ, presenti nel suo portafoglio. Tra le exit ci sono Mablink Bioscience, acquisita da Eli Lilly, e Gleamer, acquisita da RadNet.

Nel marzo 2026 Deep Tech Seed 3 ha chiuso la raccolta a 134 milioni di euro, con investimenti previsti da uno a 13 milioni per società nelle fasi pre-seed e seed. Al closing aveva già finanziato 11 aziende.

Eureka! Fund I e Fund II – Eureka! Venture SGR

Fondata nel 2019 da Anna Amati e Stefano Peroncini, Eureka! Venture SGR investe in startup e spin-off provenienti dalle università e dai centri di ricerca, con una specializzazione nelle tecnologie deep tech. La SGR conta complessivamente 130 milioni di euro gestiti e 35 società partecipate, distribuiti tra le diverse strategie. Del team di investimento fanno parte anche Massimo Gentili e Anna Tampieri.

Il primo fondo, Eureka! Fund I – Technology Transfer, è diventato operativo nel 2020 con un primo closing di 38 milioni di euro, sostenuto da FEI, CDP e Compagnia di San Paolo. Investe nelle fasi proof-of-concept, seed e serie A, soprattutto nei materiali avanzati e nelle applicazioni della scienza e dell’ingegneria dei materiali. Il suo portafoglio comprende BeDimensional, Caracol, Planckian, Phononic Vibes, WISE, INTA Systems, Novac e Astradyne.

Nel settembre 2026 è stato lanciato Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio, con un primo closing di circa 20 milioni di euro, di cui 16 impegnati da Lazio Innova. Il secondo fondo amplia il raggio d’azione verso industrializzazione, transizione energetica, economia circolare, mobilità e tecnologie per sicurezza e difesa.

Faber e Faber Tech III

Faber nasce nel 2013, con sede a Lisbona. Alexandre Barbosa è managing partner e Sofia Santos è partner. La strategia deep tech comprende due aree principali: scienza applicata e trasformazione digitale, clima e tecnologie oceaniche. Il gestore investe soprattutto nell’Europa meridionale, con primi ticket fino a 2,5 milioni di euro.

Il portafoglio storico comprende 66 società, tra cui Sword Health, Unbabel, Smartex, Mitiga, Luminate Medical e MicroHarvest. In generale, gli investimenti spaziano dalle infrastrutture spaziali alla progettazione di enzimi, dai materiali sostenibili all’IA applicata alla ricerca biologica. Tra le operazioni recenti, ATMOS Space Cargo, ISPTech, Biographica e Zymvol.

A novembre 2024 Faber Tech III ha annunciato un primo closing di 31 milioni di euro, su un obiettivo di 60 milioni, con il sostegno di FEI, NATO Innovation Fund e Caixa Capital. L’attenzione al Sud Europa rende il fondo un interlocutore anche per startup italiane.

Fondo Technology Transfer – CDP Venture Capital

Il Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital è operativo dal novembre 2020 ed è guidato da Claudia Pingue, senior partner e responsabile. I partner sono Rita Verderosa, Davide Santi e Francesco Rossi.

Con una dotazione di 380 milioni di euro, il fondo sostiene la nascita e lo sviluppo di startup deep tech dalla ricerca italiana. Opera attraverso investimenti diretti e sottoscrizioni di fondi specializzati, finanziando le prime fasi di validazione scientifica, sviluppo del prodotto e costruzione dell’impresa.

La rete comprende i poli RoboIT, per robotica e meccatronica, Tech4Planet, per la sostenibilità ambientale, Galaxia, per l’aerospazio, Extend, per nuovi farmaci e terapie, e Farming Future, per l’agrifood tech. Nel settembre 2026 si è aggiunto SophIA, dedicato a intelligenza artificiale e cybersecurity, con 27,5 milioni di euro iniziali stanziati insieme al Fondo Artificial Intelligence. Il Fondo Technology Transfer è anche sottoscrittore di diversi veicoli italiani specializzati, contribuendo alla formazione di nuovi team e fondi dedicati.

HCVC

HCVC nasce dall’esperienza di Hardware Club, avviato nel 2015. Alexis Houssou è fondatore e managing partner, Jerry Yang e Aymerik Renard sono general partner. Il gestore opera tra Parigi, Londra e San Francisco.

La strategia riguarda tecnologie basate su progressi scientifici e ingegneristici, dalla nascita dell’impresa alla serie A, con investimenti in robotica, salute, energia, difesa, spazio e computing. La rete di Hardware Club riunisce oltre 600 startup, favorendo lo scambio di competenze su fornitori, certificazioni, componenti e produzione. Il sostegno alle partecipate comprende lo sviluppo dei prototipi, i progetti pilota e l’avvio della produzione industriale, con investimenti in Europa e Stati Uniti. Il portafoglio comprende 56 società, tra cui Dyna Robotics, Chiral, Anello Photonics, Antaris, Alcatraz e Rivercell.

Nel 2023 HCVC ha completato la raccolta del suo secondo fondo, raggiungendo i 75 milioni di dollari.

Indaco Ventures I – Indaco Venture Partners SGR

Indaco Venture Partners SGR nasce nel 2016, fondata da Davide Turco, Elizabeth Robinson, Antonella Beltrame e Alvise Bonivento. Gestisce oltre 363 milioni di euro e investe in elettronica, robotica, nuovi materiali, medtech, biotecnologie e digitale. Conta oltre 40 società in portafoglio e più di 15 exit: tra le imprese finanziate ci sono Newcleo, Codasip, Cysec, 2D Photonics, Easyrain e WISE. Nel gennaio 2026 ha completato, attraverso il fondo TT Venture, la vendita della partecipazione in D-Orbit.

Indaco Ventures I, avviato nel 2017, investe in digital, deep tech e medtech e dispone di 134 milioni di euro, con 24 investimenti. Al suo lancio hanno partecipato Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Fondo Italiano d’Investimento. Dal 2024 è affiancato da Indaco Ventures I – Parallel Lombardia, con una dotazione di 14,6 milioni di euro e cinque investimenti in società selezionate del portafoglio del fondo principale.

imec.xpand

imec.xpand avvia il primo fondo nel 2017, con il sostegno del centro di ricerca belga imec. I cofondatori Tom Vanhoutte e Peter Vanbekbergen guidano il gestore insieme al partner Frank Bulens. Il gestore mantiene un’organizzazione indipendente e coinvolge sia investitori finanziari sia industriali.

Il gestore investe in semiconduttori e nanotecnologie, con applicazioni nell’intelligenza artificiale, nella fotonica, nel quantum computing e nella salute. La strategia ha portata globale e utilizza competenze e infrastrutture di imec per valutare le tecnologie e accompagnarne lo sviluppo.

Nel maggio 2024 ha annunciato un nuovo fondo da 300 milioni di euro. Alla stessa data aveva finanziato 23 società, che avevano raccolto complessivamente quasi 1,5 miliardi di euro. Le partecipate comprendono Celestial AI, per le interconnessioni ottiche nelle infrastrutture di IA, PsiQuantum, per il calcolo quantistico, e Swave Photonics, per i chip destinati alle immagini olografiche.

Innovation Industries

Innovation Industries è attiva nei Paesi Bassi dal 2017. Nard Sintenie, Harm de Vries e Chris Sonnenberg sono partner del gestore, che investe nel deep tech soprattutto in Benelux e Germania, nei settori industriale, medtech e agrifood. Gli investimenti spaziano dagli strumenti per la produzione dei semiconduttori all’hardware per l’IA, dalla fotonica alle batterie, fino alle tecnologie mediche e alla cattura della CO2.

Nel 2024 aveva finanziato oltre 30 imprese. Il portafoglio comprende Nearfield Instruments, Axelera AI, Smart Photonics, LionVolt, Carbyon, Onera Health, Orbem e Salvia Bioelectronics. Una delle exit è Luxexcel, acquisita da Meta.

Nel 2024 ha raccolto 500 milioni di euro per il terzo fondo e 100 milioni per lo Strategic Partners Fund, destinato alle scaleup già partecipate. Il patrimonio complessivo in gestione ha raggiunto un miliardo di euro. I sottoscrittori includono fondi pensione olandesi, banche, investitori pubblici e FEI.

IQ Capital

IQ Capital nasce nel 2005, fondata da Kerry Baldwin, Max Bautin ed Ed Stacey, oggi managing partner. Ha base nel Regno Unito e investe esclusivamente nel deep tech europeo, soprattutto nelle fasi pre-seed, seed e serie A, con risorse aggiuntive per sostenere la crescita delle partecipate. La selezione privilegia tecnologie proprietarie e proprietà intellettuale difendibile.

Del portafoglio fanno parte Thought Machine, per le infrastrutture bancarie, Nyobolt, per le batterie a ricarica rapida, Speechmatics, per il riconoscimento vocale, Paragraf, per l’elettronica al grafene, e Nu Quantum, per le reti quantistiche. Tra le exit ci sono Grapeshot, acquisita da Oracle, Audio Analytic, acquisita da Meta, Spectral Edge, acquisita da Apple, e Phonetic Arts, acquisita da Google.

Nel 2023 IQ Capital ha annunciato 200 milioni di dollari per Venture Fund IV e un Growth Fund II da 200 milioni, raggiungendo un miliardo di dollari in gestione. Alla stessa data aveva finanziato oltre 100 startup deep tech.

Join Capital

Join Capital è una società di venture capital con sede a Berlino, fondata nel 2015 da Jan Borgstädt, Tobias Schirmer e Sebastian von Ribbentrop, tutti e tre partner. Investe in tecnologie deep tech per industria, spazio, difesa e sicurezza.

Tra le aziende finanziate ci sono Optics11, Quadsat, Kreios Space, Quantum Optics Jena e 2D Photonics, quest’ultima italiana. Le tecnologie comprendono sensori in fibra ottica, comunicazioni quantistiche, sistemi satellitari, propulsione e componenti fotonici. Nel settembre 2026 PhotonPath, spin-off del Politecnico di Milano partecipato dal gestore, è stata acquisita da Ciena.

Nel marzo 2026 il FEI ha annunciato un impegno di 50 milioni di euro nel Fund III, che punta a raccogliere 235 milioni e a finanziare 25 startup early stage. Il terzo fondo rafforza l’attenzione verso applicazioni dual use e tecnologie necessarie alla sicurezza delle infrastrutture e all’autonomia industriale europea.

Kembara – Mundi Ventures

Kembara è un fondo gestito da Mundi Ventures, nato nel 2024 per finanziare la crescita di imprese deep tech e climate tech europee nelle serie B e C. I partner sono Javier Santiso, Yann de Vries, Robert Trezona e Pierre Festal, affiancati da Siraj Khaliq come senior strategic advisor.

Nel febbraio 2026 ha annunciato un primo closing da 750 milioni di euro, su un obiettivo di un miliardo; alla raccolta partecipa anche il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), che si è impegnato a investire 350 milioni di euro. Prevede investimenti iniziali di 15–40 milioni di euro, che possono arrivare a 100 milioni per impresa con i round successivi, e punta a finanziare circa 20 aziende.

Gli investimenti si concentrano su IA, semiconduttori, quantum computing, robotica, energia, materiali, spazio e tecnologie dual use. Il capitale serve a sostenere l’industrializzazione, l’espansione produttiva e la crescita commerciale. Tra le imprese finanziate c’è Quantum Motion, che sviluppa processori quantistici al silicio.

LIFTT

LIFTT nasce a Torino nel 2019 su iniziativa di Compagnia di San Paolo, Politecnico di Torino e Fondazione LINKS, per sostenere il trasferimento tecnologico e la crescita di imprese basate sulla ricerca scientifica.

Nell’ottobre 2026 è stata trasformata in LIFTT SCA-SICAV-RAIF, un fondo evergreen lussemburghese gestito da Azimut Investments, con circa 140 milioni di euro di patrimonio iniziale e 59 società partecipate tra Italia, Europa e Stati Uniti. Il team opera attraverso LIFTT Tech Partners, consulente strategico esclusivo del fondo. Investe in tecnologie di frontiera per salute, risorse critiche, infrastrutture dei dati, energia e automazione industriale. La struttura evergreen consente di accompagnare i tempi lunghi di sviluppo delle tecnologie scientifiche attraverso investimenti successivi, senza la scadenza tipica di un fondo chiuso.

LIFTT ha finanziato, tra le altre, Picosats, Vitrealab, Rainbow Crops, QSENSATO, CareGlance e Wearable Robotics.

Matterwave Ventures

Matterwave Ventures nasce nel 2022 dal gruppo di investimento Industrial Technologies di btov, costituito nel 2016. I partner sono Benedikt Kronberger, Christian Reitberger, Ines Kolmsee e Silviu Apostu. La società gestisce oltre 250 milioni di euro. Nel corso delle rispettive carriere, i professionisti del gruppo hanno investito in oltre 70 aziende nell’arco di 25 anni.

Il gestore investe in hardware e software per la trasformazione industriale europea, soprattutto nei round seed e serie A, con una specializzazione in deep tech, industrial tech e climate tech. Sostiene tecnologie per migliorare i processi produttivi, ridurre i consumi energetici e l’utilizzo delle risorse, con attenzione allo sviluppo e alla produzione in Europa di componenti e sistemi avanzati.

Tra le partecipate ci sono Akhetonics, che sviluppa processori ottici, Codasip, per i processori RISC-V, Innatera, per il computing neuromorfico, Equal1, per il calcolo quantistico, LiveEO, per l’analisi dei dati satellitari, Effect Photonics e micropsi Industries.

MITO Tech Transfer e MITO Tech Ventures – MITO Technology

MITO Technology nasce nel 2007 e avvia nel 2018 l’attività legata a Progress Tech Transfer, oggi MITO Tech Transfer, dedicato alle tecnologie per la sostenibilità provenienti dalla ricerca. Il team comprende Francesco De Michelis, Andrea Basso e Alberto Calvo. MITO Technology, advisor dei due veicoli, segue complessivamente 95 milioni di euro e 24 società partecipate. Ha investito in Finapp, Naturbeads, Picosats, Newcleo, Wearable Robotics, Easyrain, Tau Group e i-Foria.

Nel 2024 lancia MITO Tech Ventures, focalizzato su transizione ecologica e decarbonizzazione. MITO Tech Ventures ha realizzato un primo closing di 55 milioni di euro, con CDP Venture Capital, FEI, Iren e altri investitori. La strategia prevede 25 investimenti, soprattutto in Italia, nei settori energetico, ambientale, delle costruzioni, della mobilità e dell’industria pesante. Il fondo è classificato ai sensi dell’articolo 9 del regolamento europeo sull’informativa di sostenibilità nei servizi finanziari (SFDR): ha quindi come obiettivo investimenti sostenibili e deve rendicontare come lo persegue.

Nel 2026 MITO Tech Ventures ha guidato anche il round di X-nano, spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che sviluppa un processo per produrre grafite sintetica dalla pirolisi del metano.

NATO Innovation Fund

Il NATO Innovation Fund viene lanciato nel 2023 ed è sostenuto da 24 Paesi che fanno parte dell’Alleanza atlantica, fra cui l’Italia. Il fondo è presieduto da Ari Jónsson, gli investment partner sono Patrick Schneider-Sikorsky, Erin Hallock, Sander Verbrugge, Nur Özdemir e Ulrich Quay.

È un gestore autonomo, con un miliardo di euro in gestione, che investe nel deep tech per difesa, sicurezza e resilienza, dal seed alla serie B. La strategia prevede sia investimenti diretti nelle imprese sia sottoscrizioni di fondi specializzati. Il mandato comprende tecnologie con impieghi civili e militari, dalle infrastrutture energetiche alle comunicazioni, dalla robotica ai nuovi materiali. Il fondo opera separatamente dall’acceleratore DIANA, all’interno del più ampio ecosistema di finanziamento del defence tech.

Il fondo ha finanziato ARX Robotics, Aquark Technologies, Fractile, Isar Aerospace, Space Forge, Tekever e iCOMAT. Tra i fondi sostenuti compaiono OTB Ventures, Join Capital, Vsquared e Faber.

Obloo Capital e Obloo Future of Computing Fund I

Obloo nasce nel 2017, raccogliendo l’esperienza di Venture Factory nel trasferimento tecnologico. I managing partner sono Nicola Redi, Roberto Della Marina e Misal G. Memeo, Arianna Tibuzzi è partner. Nell’ottobre 2026 Obloo Ventures diventa Obloo Capital, ampliando l’attività agli investimenti nelle fasi avanzate e alle operazioni sul mercato secondario.

Il mandato riguarda esclusivamente deep tech: computing, aerospazio, energia, IA, cybersecurity, robotica e materiali. La piattaforma ha concluso oltre 70 investimenti, tra cui Planckian, Aindo, Focoos AI, Newtwen, Kurs Orbital, Novac e Adaptronics. Attraverso la collaborazione con Galaxia, il fondo sostiene anche Addyx, startup che sviluppa materiali innovativi già utilizzati in Formula Uno

Obloo Future of Computing Fund I punta a raccogliere 80 milioni di euro, con un impegno di 25 milioni da parte del FEI. Investe soprattutto in Italia, con attenzione a quantum computing, semiconduttori, microelettronica e intelligenza artificiale.

OTB Ventures

OTB Ventures nasce nel 2017, fondata da Adam Niewiński e Marcin Hejka, entrambi managing partner. Ha uffici ad Amsterdam e Varsavia e investe nel deep tech europeo, con una particolare esperienza nell’Europa centro-orientale. Gestisce oltre 350 milioni di dollari.

La strategia si concentra sulle prime fasi di crescita delle aziende, soprattutto tra late seed e serie A. Tra le imprese in portafoglio ci sono ICEYE, che sviluppa satelliti radar per osservare la Terra, Hydrosat, che analizza immagini termiche satellitari, ClearSpace, specializzata nella rimozione dei detriti e nei servizi in orbita, e ATMOS Space Cargo, che realizza capsule per riportare carichi dallo spazio sulla Terra. Apheris sviluppa infrastrutture per addestrare modelli di intelligenza artificiale tutelando la riservatezza dei dati, Plumerai realizza sistemi di visione artificiale per dispositivi con capacità di calcolo limitata e MatrixSpace produce radar che integrano l’intelligenza artificiale. Kurs Orbital, con base italiana, sviluppa sistemi per l’avvicinamento e l’aggancio autonomo tra veicoli spaziali.

OTB Ventures ha inoltre raccolto 185 milioni di dollari per il suo secondo fondo, OTB Fund 2, destinato alle startup deep tech europee. Alla raccolta hanno partecipato il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), il NATO Innovation Fund.

Poli360 e Poli360 2 – 360 Capital

360 Capital è attiva dal 1997, con uffici a Milano e Parigi. Tra i partner ci sono Fausto Boni, Cesare Maifredi, François Tison, Alexandre Mordacq, Alessandro Zaccaria e Lucrezia Lucotti. Il gestore investe in deep tech, climate tech e digitale, dalle fasi pre-seed alla serie B. Nel complesso, 360 Capital gestisce 700 milioni di euro, con oltre 70 partecipate e più di 170 startup finanziate dalla nascita. Il gestore ha realizzato un’exit da Preligens, acquisita da Safran per 220 milioni di euro nel 2024.

Tra i fondi gestiti da 360 Capital c’è Poli360, nato nel 2018 dalla collaborazione con il Politecnico di Milano per trasformare ricerca e brevetti in imprese. Il primo fondo conta 20 startup, tra cui Energy Dome, Isaac, Phononic Vibes, PhotonPath, Inxpect ed Equixly.

Nel marzo 2026 Poli360 2 ha annunciato un closing di 85 milioni di euro, verso un obiettivo di 100 milioni. Il fondo prevede 20–25 investimenti, destinando almeno l’80% del capitale all’Italia e fino al 20% al resto d’Europa. La strategia si concentra su automazione industriale e sostenibilità.

Quantonation

La società di venture capital Quantonation viene fondata nel 2018 da Charles Beigbeder, Christophe Jurczak e Olivier Tonneau. È specializzata nelle tecnologie quantistiche e nelle innovazioni basate sulla fisica, con investimenti in Europa, Nord America e Asia-Pacifico e circa 325 milioni di euro in gestione.

La società investe attraverso due fondi principali. Quantonation I, il primo, ha raccolto 91 milioni di euro e finanziato 27 società. Tra queste ci sono Pasqal, che sviluppa computer quantistici ad atomi neutri, Quandela e ORCA Computing, che utilizzano tecnologie fotoniche per il calcolo quantistico, Nord Quantique, che lavora su processori quantistici con sistemi di correzione degli errori, e Quobly, che sviluppa processori quantistici al silicio. Multiverse Computing realizza software e algoritmi quantistici e ispirati al calcolo quantistico per applicazioni industriali, mentre Qubit Pharmaceuticals utilizza simulazioni e strumenti di calcolo avanzato per progettare nuovi farmaci.

Nel febbraio 2026 Quantonation II, il secondo fondo della società, ha completato la raccolta a 220 milioni di euro, superando l’obiettivo di 200 milioni. A quella data aveva già investito in 12 aziende, su un obiettivo di circa 25. Tra le partecipate c’è Diraq, che sviluppa processori quantistici al silicio.

In Italia Quantonation ha inoltre avviato con Scientifica Quantum Italia, un veicolo di investimento distinto dai due fondi, dedicato alle tecnologie quantistiche. Affianca ai capitali il supporto operativo e i collegamenti con la ricerca e l’industria, per aiutare a trasformare i progetti scientifici in nuove imprese.

Scientifica Venture Capital e Scientifica Fund 1

Scientifica nasce nel 2022 e investe in manifattura avanzata, materiali intelligenti, intelligenza artificiale, biotecnologie e tecnologie quantistiche. Riccardo D’Alessandri è cofondatore e managing partner, Patrick ed Elio Leoni Sceti sono general partner, Maurizio Scanavino è presidente dall’aprile 2026.

Il modello integra investimento, ricerca e accesso alle infrastrutture: attraverso Capex Zero, le startup possono utilizzare laboratori e attrezzature riducendo le spese iniziali. Il portafoglio comprende 25 startup attive, tra cui OhmSpace, Fluid Wire Robotics, Small Pixels, Principled Intelligence, QSENSATO, GenomeUp e Relicta, che sviluppa imballaggi a partire dagli scarti dell’industria ittica. Scientifica ha inoltre sviluppato Quantum Italia con Quantonation ed è partner del polo SophIA di CDP Venture Capital. Le iniziative di scouting includono “1 Anno Sabbatico”, che permette di dedicarsi a tempo pieno a un progetto scientifico o tecnologico.

Nel dicembre 2024 è stato annunciato Scientifica Fund 1 da 200 milioni di euro, destinato a sostenere imprese e progetti tecnologici dall’idea alla crescita industriale.

Seraphim Space

La strategia di Seraphim dedicata allo spazio parte nel 2016. Mark Boggett è CEO e general partner della piattaforma, che investe in space tech e deep tech attraverso fondi di venture capital, un veicolo quotato e programmi di accompagnamento alle startup. Il patrimonio complessivo in gestione supera il miliardo di dollari.

La strategia copre infrastrutture orbitali, osservazione della Terra, comunicazioni e tecnologie per sicurezza e resilienza, sostenendo le imprese dalle prime fasi alla crescita. Le principali partecipazioni della piattaforma comprendono ICEYE, D-Orbit, LeoLabs, SatVu, Xona Space Systems e Tomorrow.io. Seraphim ha accompagnato oltre 150 startup attraverso l’insieme delle attività di investimento e accelerazione, con sei IPO.

Nel febbraio 2026 il fondo early stage Seraphim Space Ventures II aveva superato i 100 milioni di dollari, con 17 società partecipate, tra cui Hubble Network, Ascend Arc, Delos e ATMOS.

Supernova Invest

Supernova Invest nasce nel 2017 dall’alleanza tra la società di gestione del risparmio Amundi e il CEA, l’ente pubblico francese di ricerca sull’energia atomica e le energie alternative. I managing partner sono Pierre-Emmanuel Struyven e Régis Saleur, i general partner sono Celia Hart e François Breniaux. Gestisce oltre 800 milioni di euro.

Il gestore è specializzato in deep tech, dalla creazione dell’impresa alla crescita, con investimenti in tecnologie industriali, salute, digitale, energia e ambiente. Supernova conta circa 100 investimenti, oltre 70 società in portafoglio – tra cui Loft Orbital, ANYbotics, Aledia, Prophesee, Quobly, Cailabs e Robocath – più di 30 exit attraverso vendite ad altre aziende. Il legame con il CEA favorisce l’accesso a tecnologie e spin-off scientifici, mentre la presenza di fondi dedicati a diverse fasi permette di accompagnare i progetti dalla ricerca all’industrializzazione.

UVC Partners

UVC Partners è una società di venture capital attiva dal 2011, con sedi a Monaco e Berlino. Collabora con UnternehmerTUM, il centro per l’innovazione e l’imprenditorialità legato all’Università tecnica di Monaco, che offre alle startup accesso a competenze tecniche, clienti industriali, talenti e investitori. Tra i partner ci sono Ingo Potthof, Johannes von Borries e Helmut Schönenberger. Benjamin Erhart segue numerosi investimenti nel deep tech.

Investe in tecnologie destinate alle imprese, deep tech e innovazione industriale. Conta 49 società in portafoglio, tra cui Isar Aerospace, Proxima Fusion, planqc, TWAICE, Reverion, DyeMansion e HQS Quantum Simulations. Nel 2026 ha annunciato le exit da VEACT e AMW.

Nel marzo 2026 UVC Partners ha annunciato 150 milioni di euro aggiuntivi per sostenere la crescita delle imprese, affiancandoli ai 250 milioni del suo quarto fondo, Fund IV, per un totale di 400 milioni di euro di nuovi capitali disponibili.

Vsquared Ventures

Vsquared Ventures nasce nel 2020, con sede a Monaco e una presenza a Londra. I general partner sono Benedikt von Schoeler, Herbert Mangesius, Thomas Oehl e Lise Rechsteiner.

Il gestore investe nel deep tech attraverso sei aree: robotica e manifattura, spazio, nuove architetture di calcolo e sensori, IA e software, tecnologie per la biologia e transizione energetica. La strategia prevede l’ingresso nelle prime fasi di sviluppo e il sostegno al successivo percorso di industrializzazione. Gli investimenti coprono filiere ad alta intensità di ricerca: computer quantistici, semiconduttori, interfacce neurali, riciclo delle batterie, robotica e infrastrutture spaziali. Vsquared ha finanziato oltre 40 aziende, tra cui Isar Aerospace, Neura Robotics, IQM, Zama, Cylib e Inbrain Neuroelectronics. Il portafoglio comprende anche Black Semiconductor, The Exploration Company, Synthara e QC Design.

Nel giugno 2024 Vsquared Ventures II ha chiuso la raccolta a 214 milioni di euro, portando il patrimonio complessivo gestito a circa 450 milioni.

Voima Ventures

Voima Ventures nasce nel 2019, fondata da Inka Mero, managing partner, con sedi a Helsinki e Stoccolma. La piattaforma comprende anche il portafoglio originato da VTT Ventures, legato al centro di ricerca finlandese VTT.

Investe in startup scientifiche e deep tech dei Paesi nordici e baltici, dalle prime fasi fino alle serie A e, in alcuni casi, B. Gli investimenti coprono nuovi materiali, biotecnologie, diagnostica, energia, tecnologie alimentari e sensoristica. Alla fine del 2024 il portafoglio comprendeva 38 società attive. Tra le partecipate ci sono Betolar, Cellfion, Aisti, ÄIO, ArgusEye e Avenue Biosciences, mentre tra le exit c’è Combinostics. Oltre il 70% delle aziende finanziate proviene da spin-off universitari o dall’ecosistema della ricerca.

Alla fine del 2024 il terzo fondo ha chiuso la raccolta a oltre 100 milioni di euro, con un obiettivo di 25–30 partecipazioni e investimenti iniziali tra 200mila e tre milioni di euro.

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