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INVESTIMENTI

Venture capital, al via il più grande fondo italiano (con dentro Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo)

02 Mag 2018

Indaco Ventures I è il fondo per startup late stage gestito da Indaco Venture Partners. Il capitale sottoscritto ammonta a 130 milioni, ma si punta ad arrivare a 200 entro l’anno. Tra gli investitori anche la banca torinese e la fondazione guidata da Guzzetti, oltre al FII. Occhi puntati su innovazione “Made in Italy”

Nel giorno della festa dei lavoratori nasce un nuovo fondo di venture capital. E chissà che la scelta di partire proprio il primo maggio non sia di buon auspicio, dato che stiamo parlando del fondo di vc più grande in Italia. A sottoscriverlo sono Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Indaco Venture Partners (che ne gestirà il capitale), Sgr nata contestualmente all’avvio del fondo e da cui questo prende il nome. Indaco Venture I (appunto) parte con un capitale di 130 milioni di euro (già sottoscritti), e investirà in startup late stage che svilupperanno progetti “Made in Italy”. L’obiettivo di raccolta è ambizioso: 200 milioni. Numeri significativi per un settore che, in Italia, soffre di nanismo cronico.

Il team a capo del fondo di venture capital Indaco Ventures I

Il team chiamato a gestire gli investimenti di Indaco Ventures I, si legge in una nota, comprende una squadra di manager di successo nel mondo del venture capital, capitanata da Davide Turco. L’obiettivo del fondo? Creare la prima realtà italiana in grado di competere a livello europeo. Insomma una parte di investitori italiani ha deciso di alzare la voce e provare a sedersi al tavolo dei grandi. Anche se la partita al momento, considerato il divario di capitali investiti rispetto al resto d’Europa, sembra davvero proibitiva. Chi metterà risorse e competenze in Indaco Ventures I sono Futura Invest (i cui principali azionisti sono Fondazione Cariplo e Fondazione Enasarco) e Intesa Sanpaolo, che deterranno il 49% della Sgr. Mentre il restante 51% sarà posseduto dai 5 manager chiave: Davide Turco (Amministratore Delegato), Elisabeth Robinson (vicepresidente Esecutivo), oltre agli investment director Antonella Beltrema, Alvise Bonivento e Valentina Bocca.

Il Fondo investirà in 20-30 società, principalmente startup late stage, attive nei settori: digitale, elettronica e robotica, medtech e nuovi materiali. Secondo quanto riporta una nota, sembra che il fondo sia pronto ad annunciare due investimenti in campo medicale ed elettronico. Mentre nei radar ci sono già una serie di startup che necessiterebbero solo di adeguati capitali per dire la loro nel mercato globale. Più nel dettaglio, gli investimenti si concentreranno su realtà i cui vantaggi competitivi derivano da tecnologie proprietarie d’avanguardia, o da innovazioni che portino a un’effettiva trasformazione digitale, con team e tecnologie ‘Made in Italy’ (o comunque sviluppate in Italia). Tutto nell’ottica di favorire la creazione di qualificati posti di lavoro e, di conseguenza, lo sviluppo innovativo, sostenibile e resiliente del Paese. Una piccola parte del capitale del fondo è inoltre indirizzata a investimenti in startup early stage, a patto che ci si trovi di fronte a business effettivamente scalabili e con ambizioni internazionali.

La parola agli investitori del fondo di venture capital Indaco Ventures I

Davide Turco Amministratore Delegato di Indaco Venture Partners SGR, ha commentato così l’operazione: «siamo molto grati agli investitori che hanno creduto in questo progetto. Siamo convinti che Indaco Ventures potrà contribuire a colmare il ritardo nel Venture Capital del nostro paese, fornendo finalmente alle nuove aziende con maggiori potenzialità ed ambizioni le risorse finanziarie necessarie per fare un importante salto dimensionale e competere ad armi pari, o quasi, con i loro concorrenti attivi in contesti caratterizzati da risorse per l’innovazione enormemente più grandi».

«In occasione della Festa del Lavoro di due anni fa, annunciammo la nascita di Cariplo Factory, la prima società di Fondazione Cariplo dedicata alla creazione di opportunità di lavoro per i giovani e alla crescita dell’imprenditoria giovanile. Ha aggiunto Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo. «Mancava ancora un importante tassello che si realizza oggi con la nascita del Fondo Indaco, un veicolo per potenziare la competitività internazionale delle nostre realtà imprenditoriali». Mentre per Carlo Messina, CEO di Intesa San Paolo, nell’ottica del piano di impresa 2018-2021 tramite cui la banca punta a diventare la prima Impact Bank al mondo, «Il progetto che presentiamo oggi a fianco del Fondo Italiano d’Investimento e della Fondazione Cariplo, intende accrescere l’impegno nei confronti di un’imprenditorialità caratterizzata in particolare da competenze e tecnologie italiane».

Sulla strada della continuità, e del sostegno al mercato italiano del venture capital, si muove l’ingresso in Indaco Venture I da parte del Fondo Italiano d’Investimento. Carlo Mammola, amministratore delegato di Fondo Italiano d’investimento, si dice «contento di contribuire all’avvio di questa importante iniziativa che ha come obiettivi il sostegno allo sviluppo e alla competitività del sistema italiano delle giovani aziende ad elevato contenuto tecnologico». Lo stesso contenuto tecnologico delle idee imprenditoriali su cui punta da tempo anche Microsoft Italia, come ha spiegato l’ad di Microsoft Silvia Candiani: «è fondamentale sostenere le nuove idee imprenditoriali per contribuire all’arricchimento del nostro ecosistema. Si tratta di un tema per noi strategico che indirizziamo sia a livello globale con Microsoft for Startups, il programma che fornisce supporto alle imprese ad alto potenziale con un investimento complessivo di 500 milioni di dollari in tecnologia e mentorship, sia a livello locale con growITup, il progetto che ci vede collaborare da anni con Fondazione Cariplo per creare un vero e proprio ponte tra le Industry cardine del Made in Italy e le startup più promettenti.L’annuncio oggi della nascita del fondo Indaco Ventures I è un ulteriore passo avanti per promuovere l’innovazione in Italia e siamo certi contribuirà ad accelerare l’impatto di growITup nel nostro Paese». (F.M.)

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