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Scenari

Fintech, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo volto della finanza

02 Set 2016

La rivoluzione dei servizi finanziari è iniziata. Un settore che attrae finanziamenti pari a 40 miliardi di dollari annui: ecco numeri, storie di successo, panorama italiano, analisi e interventi degli esperti

  È stato definito il nuovo volto della finanza: il fintech è un settore in rapida crescita che potrebbe rivoluzionare il mondo dei servizi finanziari.

CHE COS’È

Inizialmente usato per definire le soluzioni informatiche applicate ai back office delle banche e delle istituzioni finanziarie, ora il termine comprende in modo più generico tutte le innovazioni tecnologiche relative al settore finanziario, proponendo nuovi modelli di business che vanno dall’alfabetizzazione al retail banking, dagli investimenti alle criptovalute come i bitcoin. Secondo alcune previsioni la moneta digitale potrebbe addirittura diventare la sesta più grande valuta di riserva del mondo nei prossimi 15 anni.

Roberto Ferrari, direttore generale di CheBanca!, ha dedicato un libro L’era del fintech, pubblicato da Franco Angeli, a quello che l’Economist ha definito Fintegration, cioè la fusione fra banche tradizionali e nuovi servizi digitali. In questa intervista racconta come ci siamo arrivati e che cosa aspetta il sistema del credito tradizionale, non solo in Italia ovviamente.

 

E sul futuro delle banche e su quello che dobbiamo aspettarci, sono intervenuti Roberto Ferrari, direttore generale di CheBanca!, e Andrea Rangone, CEO di Digital360. Clicca qui per rivedere il webinar.

Per capire quello che ci aspetta, EconomyUp è entrata nel laboratorio di di buddybank (con la b minuscola), la nuova banca solo su smartphone che sta prendendo forma in Unicredit. Siamo andati nel laboratorio al 24° piano del grattacielo di piazza Gae Aulenti a Milano dove è al lavoro il team guidato da Angelo D’Alessandro. In questa videointervista il manager racconta come è stato formato, come è nato il progetto e quali modelli lo hanno ispirato.

 

 

E questo potrebbe essere l’anno decisivo per il Fintech. Stefano L. Tresca ci spiega quali sono le 7 previsioni che fanno del 2016 l’anno della tecnologia per la finanza: dalle banche supermercato al controllo delle amicizie su Facebook, passando per la blockchain e gli investimenti in startup. Ma c’è un lato oscuro…

 

►  I NUMERI

Il settore ha una forte attrattiva per gli investitori. Per esempio, nel 2014, ha triplicato la cifra globale arrivando a 12 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti il fintech ha il più alto grado di maturità, ma l’Europa ha registrato la crescita più consistente (con un incremento del 215%), anche se i volumi di investimento non superano gli 1,5 miliardi di dollari. Vediamo tutte le fotografie scattate su questo settore in continua crescita.

Fintech, tutti i numeri della rivoluzione dei servizi finanziari. Un settore che attrae finanziamenti pari a 40 miliardi di dollari l’anno, temuto dall’83% dell’industria della finanza tradizionale che vede il proprio business finire nelle mani delle nuove imprese tecnologiche. In Italia sono 115 le startup fintech. Ecco la fotografia scattata dall’Ufficio Studi di MoneyFarm

Fintech, nel 2020 investimenti globali a quota 46 miliardi di dollari. Alcuni operatori attivi nel mondo della tecnologia applicata alla finanza si sono riuniti in Innovate Finance, organismo no profit nato in UK. Nel loro Manifesto sottolineano che gli investimenti nel settore sono già triplicati in un anno. E prevedono che, entro 4 anni, cambierà definitivamente l’operatività dei servizi finanziari

Nei prossimi 5 anni le startup si mangeranno un quinto del business assicurativo. Un rapporto di Pwc fa il punto della situazione sulla percentuale di innovazione presente in ambito fintech, intercettando i rischi in atto per le compagnie assicurative. Negli ultimi tre anni, secondo il report, sono quintuplicati gli investementi in startup del settore

 

►  LE STORIE

Nel nostro Paese non mancano le iniziative imprenditoriali in questo senso. Sono 115 le startup che si occupano di fintech. Ecco alcune delle storie più interessanti.

Satispay, dall’App ai Pos: crescita di una startup fintech. Il sistema di pagamento attraverso smartphone funziona adesso anche con i point of sale di 83mila negozi, senza passare dall’applicazione. Si allarga così la base della società che ha già raccolto oltre 8milioni di finanziamenti. Il founder Alberto Dalmasso racconta la storia e gli obiettivi del progetto. Ecco come Alberto Dalmasso, uno dei co-founder, racconta a EconomyUp la storia e i progetti della startup.

 

Sardex, la moneta virtuale che ha raccolto 3 milioni per conquistare l’Italia. La startup sarda, che gestisce un circuito di mutuo credito commerciale per circa 3000 imprese, ha ricevuto l’investimento da Innogest, Invitalia Ventures, Banca Sella Holding, Fondazione di Sardegna, Nice Group e Melpart di Stefano Meloni, futuro presidente della società. Userà i capitali per espandersi in tutte le regioni. In un’intervista rilasciata a EconomyUp, l’amministratore delegato Roberto Spano racconta come il circuito di credito complementare ha permesso in Sardegna a molte imprese di aumentare il fatturato. Adesso l’obiettivo è esportare il “Sardex Factor”, basato sulla fiducia, in Italia e presto anche all’estero.

 

Fintech, perché una startup italiana nasce a Malta e viene poi comprata da una società californianaGreenAddress ha sviluppato un portafogli elettronico per la gestione delle transazioni con Bitcoin. Ha dovuto prendere la sede all’estero perché da noi non ci sono regole chiare sulla blockchain. Ed è stata adesso acquisita da Blockstream, di cui potenzierà il team

Fintech, il founder di InstaPartners: Ecco perché le banche sono costrette a innovare. Ignazio Rocco di Torrepadula, ceo della startup che finanzierà le Pmi attraverso l’acquisto di fatture non pagate, spiega perché gli istituti di credito puntano sulla financial technology: «Sono spinte dalla crisi e dalla necessità di migliorare il loro conto economico»

 

La mia piazza virtuale per condividere la passione per la Borsa. Giuseppe Calabrese, quarantenne con esperienze nella finanza, racconta la missione di Rataran, startup fondata nell’ottobre 2015 per fare trade sharing. «Un incubator di gestori talentuosi senza intermediari, agenzie, banche e altro a complicare il tutto». Obiettivo: far entrare il fintech nel mondo del trading online per rivoluzionarlo

Cos’è Tandem, la banca digitale che piace agli investitori. Un milione di euro raccolto in dieci secondi sulla piattaforma di crowdfunding Seedrs e una valutazione di oltre 80 milioni. Tandem è una neobank, istituto finanziario senza filiali che funziona solo su smartphone e mette al centro del progetto il cliente.

Domec, portare la startup al Sud per trovare soldi e talenti (e creare lavoro). “La società nasce a Milano nel 2014”, racconta il fondatore Antonio Sorrentino. “Cercavo risorse ma anche sviluppatori”. Così ha fatto il giro di finanziarie regionali e università e si è fermato a Potenza dove ha ottenuto 1,6milioni da Sviluppo Basilicata (e da altri investitori). “Ora stiamo per chiudere un altro round”, anticipa a EconomyUp

MoneyFarm, come si investe sul cambiamento. La società che vende consulenza finanziaria online è una sintesi delle regole e delle opportunità dell’innovazione. La tecnologia è determinante, spiega il CEO Paolo Galvani. Ma la sfida è cercare di essere sempre più semplici. Senza innamorarsi della propria creatura. E di una linea di sviluppo

2Pay, così tre over 40 hanno creato l’app per pagare con lo smartphone (senza conto corrente). La startup fintech, fondata da due commercialisti e un esperto di finanza, ha ideato una carta prepagata che consente di inviare (gratis) soldi agli esercenti e di riceverli pagando 2 centesimi a transazione. Ecco come funziona il brevetto che ha già ricevuto finanziamenti per 3,5 milioni

Arese Lucini, dopo Uber riparte con la startup fintech Oval Money. La ex general manager in Italia dell’azienda californiana è il CEO di una nuova società, fondata con Claudio Bedino ed Edoardo Benedetto, che sta per per lanciare un’app che permette di risparmiare e di fare prestiti peer-to-peer. Ecco come funziona

 

► PANORAMA ITALIANO

in Italia la rivoluzione FinTech è appena iniziata ed è considerata un’opportunità da non perdere, come ha dichiarato anche il vicedirettore generale di Bankitalia, Valeria Sannucci: “Le imprese fintech rappresentano un forte stimolo per l’industria bancaria a innovare, ricercare nuovi canali distributivi, utilizzare appieno il patrimonio informativo potenzialmente disponibile. Vi sono ovviamente rischi, che non vanno sottovalutati: debbono essere assicurati la protezione dei consumatori e il rispetto delle norme antiriciclaggio; va tenuto sotto attenta osservazione il crescente coinvolgimento in questo mercato dei fondi speculativi. Ma non vi è dubbio che, se opportunamente controllata, la crescita delle imprese fintech ha il potenziale per portare a una maggiore efficienza del sistema finanziario, a un miglioramento di servizi e prodotti e a una riduzione dei prezzi, a beneficio dei consumatori”. Ecco tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese.

Unicredit, tutte le azioni per la trasformazione digitale. Come viene speso il miliardo abbondante stanziato dalla banca fino al 2018? Investendo nel fintech con un fondo inglese e proponendo nuovi servizi e prodotti. Ecco quali sono, dall’instant lending alla business intelligence per le Pmi fino a una nuova banca mobile che debutterà nel 2017.

Appathon 2016, ecco le tre idee fintech premiate da Unicredit. Medaglia d’oro è SBDA, società guidata da un russo che propone un’app in grado di fornire suggerimenti al cliente basati su informazioni bancarie e geolocalizzazione. Al secondo posto Sedicii, che garantisce transazioni sicure proteggendo la privacy, al terzo Talk Force, chatbot per il dialogo con la banca via messaggistica

Intesa Sanpaolo, l’Innovation center sigla due partnership in Israele. Il gruppo bancario italiano sottoscrive due accordi di collaborazione nella Startup Nation con Bank Leumi e con la Camera di Commercio Israel Italia. Obiettivo: condividere know how in termini di innovazione e agevolare le aziende italiane che vogliono investire in terra israeliana e viceversa

BNP Paribas, in 8 città (anche a Roma) l’International Hackathon per innovare servizi fintech. La  maratona di sviluppo web e app promossa dal gruppo finanziario fa tappa nella Capitale in contemporanea con Parigi, Bruxelles, Istanbul, San Francisco, Berlino, Varsavia, Londra. Tre le categorie su cui si sfidano i team: per ciascuna ci sarà una vincitrice con un premio di 7mila euro

16 milioni per MoneyFarm: investimento record per il fintech italiano. Aumento di capitale sottoscritto dal fondo inglese Cabot Square Capital e da United Ventures. La società di consulenza finanziaria online aspira ora a diventare leader europeo dei servizi di Digital Wealth Management unendo tecnologia, innovazione ed esperienza nella gestione del risparmio

Bitcoin, tre italiani offrono una soluzione “sicura e istantanea”.  L’alleanza tra The Rock Trading, piattaforma di scambio della valuta digitale, e GreenAddress, fornitrice di un wallet (le “chiavi” dell’account), promette di semplificare la vita ai fan della moneta nata da Internet. L’idea è nata in Italia, ma la sede delle aziende è a Malta perché, dicono i founder, “da noi non c’era il quadro regolatorio adatto”

Neva Finventures: Intesa Sanpaolo punta 30 milioni sulle startup fintech. Nasce il primo Corporate Venture Capital del Gruppo focalizzato su investimenti in neoimprese tecnologiche nel settore finanziario. Il Ceo Carlo Messina: «Coglieremo opportunità anche a livello internazionale»

Perché la vera rivoluzione si chiama blockchain (e non bitcoin). La moneta virtuale è in crisi, ma la tecnologia sottostante può avere effetti dirompenti. Uno degli autori del libro “Per un pugno di bitcoin” spiega gli effetti che potrebbe avere la disintermediazione nel trasferimento di ogni genere di beni. Un sogno o un incubo?

Sia: «Valutiamo due startup fintech al mese per nuovi investimenti». Nicolò Romani, responsabile dell’Innovation Lab della società milanese che si occupa di sistemi di pagamento, spiega come il gruppo affronta la digital disruption e monitora le nuove imprese italiane ed europee per migliorare i propri servizi

 

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a cura di Concetta Desando

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