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La storia

La mia piazza virtuale per condividere la passione per la Borsa

28 Giu 2016

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Giuseppe Calabrese, quarantenne con esperienze nella finanza, racconta la missione di Rataran, startup fondata nell’ottobre 2015 per fare trade sharing. «Un incubator di gestori talentuosi senza intermediari, agenzie, banche e altro a complicare il tutto»

Giuseppe Calabrese, founder di Rataran
Per gli addetti ai lavori che amano la terminologia sofisticata, Rataran è una piattaforma di  trade sharing dedicata a trader e investitori, con l’obiettivo di far entrare il fintech nel mondo del trading online per rivoluzionarlo. Passiamo ai comuni mortali: immaginate una piazza virtuale dove i trader condividono talento, operazioni e attività con tutti gli appassionati di Borsa. In sostanza, Rataran è un “incubator di gestori talentuosi: un modo nuovo di concepire il trade sharing, selezionando i migliori trader indipendenti, validando le loro performance e mettendo le loro scelte di investimento a disposizione dei clienti”.

Così lo definisce Giuseppe Calabrese, 40 anni a luglio, cofounder della startup fondata nel 2013 a Brugherio (MI) che ha un obiettivo ambizioso: “Il trade sharing è la nostra mission. Nel mondo degli affari non si trova traccia di rapporti cosi diretti tra trader e investitori, senza intermediari, agenzie, banche e altro a complicare il tutto. Nella nostra visione, il trade sharing rappresenta una finestra sul futuro, nel quale chiunque potrà decidere in autonomia come investire il proprio capitale, spendendo poco, non rendendo conto a nessuno e, soprattutto, basandosi su dati certi e veritieri” spiega l’imprenditore.

Un’idea che Giuseppe sviluppa durante il suo percorso formativo, basato soprattutto sul risk management e sull’analisi statistica delle performance: dopo la laurea in Banking and Finance, dal 2001 al 2005 lavora in Ernst & Young nella divisione risk advisory services, poi ricopre il ruolo di hedge fund analyst prima per un family office di Lugano e dopo per una SIM di gestione basata a Milano. Oggi, oltre che startupper, gestisce un fondo alternativo della Pharus Management, la cui strategia è interamente basata su opzioni. 

Negli stessi anni, conosce Alfredo Branco, milanese, 40 anni e una passione per la tecnologia e le startup. Grazie alla sua esperienza informatica diventa senior IT engineer prima di BeMyEye dal 2012 fino a meta 2013, e poi anche per altre startup.

Insieme, i due imprenditori decidono di creare qualcosa di disruptive nel settore del trading, partendo da una consapevolezza: “nel mondo del trading online non c’è una vera concorrenza tra i vari operatori, solitamente trader privati e professionisti. Vige un oligopolio dove ognuno si ritaglia il proprio spazio. In economia, è risaputo che solo in condizioni di concorrenza il prodotto/servizio può migliorare e raggiungere un rapporto qualità/prezzo ottimale per il consumatore finale. Rataran vuole cambiare questo oligopolio trasformandolo in un mercato concorrenziale” spiega Calabrese.

“Nel 2014 abbiamo messo online come beta test una piattaforma interattiva con un’isola virtuale, un contest per selezionare i migliori trader ai quali offrire contratti di collaborazione, e uno spazio dedicato agli investitori. L’idea di base è semplice: vogliamo reinventare il modo in cui le persone investono i propri risparmi. Se non si è professionisti e si desidera capitalizzare in sicurezza, bisogna rivolgersi a tutti quei siti web che promettono meravigliosi guadagni, senza vere certificazioni indipendenti. La nostra intenzione è quella di garantire a tutti, professionisti e non, un servizio web semplicissimo da utilizzare che offra risultati certificati, senza conflitti d’interesse”. Con un capitale iniziale di 20mila euro, nell’ottobre del 2015 viene costituita la società come srl, e due mesi dopo viene chiuso il primo round di finanziamento pari a circa 120mila euro. Oggi Rataran conta 50 abbonamenti, 460 utenti iscritti, 275 trader iscritti e 75 operativi. Sono stati pubblicati più di 3.400 operazioni e sono state condivise poco più di 2.700 trades.

In Italia ci sono trader molto bravi nella loro professione, che però non dispongono della visibilità che meritano e nemmeno di una piattaforma dove poter mostrare la propria operatività e guadagnare assieme agli investitori che ne seguono le operazioni – continua Calabrese -. Sul fronte opposto ci sono gli investitori, che necessitano di trasparenza, risultati certificati e semplicità di utilizzo. Per loro il metodo più immediato sarebbe quello di poter seguire i migliori professionisti italiani e prendere spunto o copiare direttamente le loro operazioni di trading. Su Rataran bastano pochi click per collegarsi ai trader più performanti e decidere in autonomia come e dove investire, senza intermediari e senza la necessità di essere dei professionisti”.

“E se ancora avete dei dubbi, lasciatevi convincere dai numeri – continua l’imprenditore – nei quattro mesi di durata del primo RataranContest, i top trader hanno avuto risultati positivi, con guadagni medi del 2,5%, pur in presenza di mercati altamente instabili con perdite del 20% medio”. Forse per questo, assicura Calabrese, “il trade sharing è un concetto nuovo, in fase di sviluppo, ancora forse incompreso nel suo reale potenziale, ma comunque già in grado di portare una grossa ventata di novità nel mondo della finanza”.

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di Concetta Desando

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