Smart road, che cosa sono le strade intelligenti del futuro e a che punto siamo in Italia | Economyup
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L'APPROFONDIMENTO

Smart road, che cosa sono le strade intelligenti del futuro e a che punto siamo in Italia



Grazie alle nuove tecnologie, le smart road possono dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo. Questo è il futuro che ci attende sulle strade. C’è già un decreto che regola la sperimentazione e diversi sono i progetti già in cantiere

18 Lug 2019


Consentire la comunicazione e la connessione con i veicoli che la percorrono. È questo l’obiettivo delle smart road, le strade intelligenti che sono ormai un elemento fondamentale nella nuova mobilità. Qualcuno le chiama strade del futuro, ma le smart road stanno già diventando un dato di fatto perché tassello fondamentale nel più ampio progetto di smart city e smart mobility. Non a caso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’anno scorso ha emanato il Decreto Smart Road, puntualizzando quali sono i nuovi servizi smart che riguardano le strade, e dove e quando verranno effettuati.

Che cosa sono le smart road

La Smart Road è una “strada intelligente” sulla quale i veicoli che la percorrono possono comunicare e connettersi tra di loro. L’obiettivo delle smart road è agevolare il trasporto grazie all’implementazione di sistemi di rilevazione del meteo e del traffico attraverso i quali i viaggiatori possono richiedere in tempo reale informazioni su condizioni stradali, del traffico o in situazioni particolari. Inoltre le smart road possono fornire servizi di deviazione dei flussi di traffico nel caso di incidenti, suggerimenti di traiettorie alternative, interventi sulle velocità per evitare situazioni di traffico, gestione di accessi, parcheggi e rifornimenti, interventi tempestivi in caso di emergenze.

Smart road e big data

Per implementare le smart road sono essenziali i dati. Secondo uno studio appena diffuso dalla casa automobilistica Ford, grazie all’utilizzo dei big data, sarebbe possibile determinare in largo anticipo le aree “più critiche” in termini di traffico e incidenti ogni giorno a Londra e nella sua area metropolitana. In riferimento ai costi diretti ed indiretti legati al traffico, i ricercatori hanno addirittura ricalcolato il danno in quasi 10 miliardi di sterline l’anno. In Italia, a luglio 2017, è stato siglato un accordo tra Roma Servizi per la Mobilità e InfoBlu, società del gruppo Telepass, per sperimentare una piattaforma digitale satellitare integrata per il controllo della mobilità nella capitale. La piattaforma, che integra le informazioni ricavate dai sensori mobili di Infoblu con le informazioni di Roma Servizi, è stata uno dei primi esempi di Internet of Things applicata ai Big Data.

Il decreto Smart Road in Italia

Nell’aprile 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il Decreto Smart Road per dare il via alle strade intelligenti e alla sperimentazione dei veicoli a guida autonoma. La legge – specifica il Mit – scandisce interventi, tempi e tipi di strade interessate. Il decreto individua innanzitutto gli standard funzionali per realizzare strade più connesse e sicure che, grazie alle nuove tecnologie introdotte nelle infrastrutture stradali, possano dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli, per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo, fino alle notizie turistiche che caratterizzano i diversi percorsi.

Leggi la versione integrale del decreto Smart Road

Secondo quanto riporta una nota del Ministero, i primi interventi “riguarderanno le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase, entro il 2025, si interviene sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T, Trans European Network – Transport, e su tutta la rete autostradale e statale. Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete del Sistema nazionale integrato dei trasporti.

Nel decreto viene poi indicata un’altra data: il 2030. Entro quell’anno “saranno attivati ulteriori servizi: deviazione dei flussi, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie, gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, anche elettrico”. È prevista poi l’installazione di dispositivi per il monitoraggio strutturale della staticità delle opere stradali.

Il decreto Smart Road contiene un allegato tecnico nel quale sono riportate le specifiche funzionali di cui le infrastrutture (esistenti e di nuova realizzazione) dovranno dotarsi entro il 2030 per diventare smart. Domenico Colella e Giulia Loi, avvocati dello Studio Orsingher OrtuAvvocati Associati, lo hanno analizzato punto per punto per EconomyUp. Per accogliere i nuovi veicoli driverless – hanno puntualizzato i legali –  le infrastrutture della TEN-T (Trans-European Networks-Transport), dello SNIT di primo livello (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti) e le autostrade, dovranno prima diventare “Smart Roads”. Come? Lo riporta appunto l’allegato tecnico del decreto. L’introduzione della connettività V2X – che permette lo scambio di informazioni tra veicoli e tra veicoli e infrastrutture, pedoni e device – darà vita ad un vero e proprio “ecosistema tecnologico”.  A rendere le strade “smart”, poi, l’introduzione di misure per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate, hotspot Wi-Fi dislocati in tutti i parcheggi e aree servizio, servizi di connessione per l’IoT e sistemi di rilevazione del traffico e del meteo in grado di fornire previsioni a breve termine. I costi di tali interventi saranno sostenuti dal concessionario dell’infrastruttura, del servizio o dall’ente gestore.

Che cosa fa l’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road

Per monitorare l’attuazione del provvedimento sulle smart road è stato istituito l’Osservatorio Smart Road presso il Mit. Diversi i compiti del nuovo istituto che, come riporta una nota del Ministero, dovrà “garantire, da una parte, il coordinamento nazionale tra le diverse iniziative locali presenti e future in ambito smart road e sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica e, dall’altra, la promozione e il supporto di studi, ricerche e approfondimenti, con particolare attenzione al tema “sicurezza” e potrà avvalersi di ulteriori soggetti interni ed esterni al Ministero di comprovata professionalità ed esperienza, senza alcun onere per l’Amministrazione”.

Ci avviamo, dunque, verso una trasformazione digitale epocale, volta a garantire una migliore gestione del traffico e maggiore sicurezza. E l’Osservatorio è solo uno dei tanti tasselli che il nostro Paese sta mettendo per raggiungere l’obiettivo.

Tutti i progetti in cantiere sulle smart road

Secondo quanto riportato da CorCom nell’ultimo anno il nostro Paese ha raddoppiato gli sforzi per investire sulle “vie connesse”. Anas ha firmato la convenzione con Open Fiber per la realizzazione delle infrastrutture di rete in fibra ottica, anche per conto di Open Fiber, permettendo così di ridurre il digital divide. Il programma Anas prevede una prima fase di posa della fibra ottica (spenta) fino a circa 3.000 km di rete, a partire dall’anno scorso. Non solo. Anas ha messo sul piatto 140 milioni di euro per una procedura di accordo quadro relativa alla fornitura e installazione di sistemi tecnologici avanzati per l’infomobilità e la sicurezza lungo circa 2.500 km di rete Anas distribuiti su tutto il territorio nazionale.

L’Italia, inoltre, con il Brennero parteciperà al progetto Ue delle “autostrade 5G” per la mobilità connessa e automatizzata: l’iniziativa prevede una prima serie di corridoi di prova su larga scala per lo sviluppo delle tecnologie 5G che consentono tra l’altro la guida automatizzata di mezzi di trasporto pesanti come i camion.

Come funzionerà la smart road a Trieste

Per l’area triestina è stato lanciato nel luglio 2019 il progetto di Smart Road detto anche “Corridoio Meduri” in memoria di Giuseppe Meduri della Società Generale d’Informatica (Sogei), uno dei primi ad aver contribuito all’avvio dell’iniziativa. Smart Road prevede l’installazione di sistemi intelligenti di trasporto lungo il raccordo autostradale RA14 e RA13 e la strada statale 202 “Triestina”.

I sensori e le telecamere, connessi a un apposito software, permetteranno di rilevare ingorghi e code, così come di evitare i controlli doganali per i camion già riconosciuti dal sistema. Un modo, spiega l’Autority, per velocizzare imbarchi e sbarchi, tagliando i tempi morti e l'”errore umano”. Una quantità di dati da elaborare in tempo reale notevole, perché nella zona passano in media 700 veicoli al giorno.

Smart road e UE

Le smart road sono il tassello chiave del piano Cooperative Intelligent Transport Systems della Ue che ha come obiettivo quello di rendere le strade europee sempre più intelligenti per fare in modo che l’auto possa comunicare con le infrastrutture stesse. Un sistema, questo, che si muoverà grazie all’Internet of Things e alle comunicazioni via 5G e in cui tutto è connesso: dal semaforo fino al cartello stradale. I sensori delle vetture permetteranno agli utenti di ricevere quante più informazioni possibile, dagli aggiornamenti sul traffico fino alla velocità di marcia ottimale. Questo è il futuro, non lontano, che ci attende sulle strade.

(Articolo aggiornato il 18/07/2019)

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network