Consentire la comunicazione e la connessione tra la strada e i veicoli che la percorrono: è questo l’obiettivo delle smart road, le strade intelligenti che sono ormai un elemento fondamentale della nuova mobilità. Qualcuno le chiama strade del futuro, ma le smart road stanno già diventando realtà, in quanto tassello fondamentale in un più ampio progetto di smart city e smart mobility. Per questo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2018 ha emanato il Decreto Smart Road, indicando quali sono i nuovi servizi smart che riguardano le strade, e dove e quando verranno effettuati. A settembre 2020 il Decreto è stato aggiornato: ora prevede la sperimentazione di “mezzi di trasporto innovativi” che, per esempio, “non dispongono di un volante o di una pedaliera”. In altre parole si apre uno scenario di mezzi totalmente autonomi che cominciano a percorrere le nostre strade, naturalmente sotto la supervisione degli addetti ai lavori. In questo contesto si colloca, per esempio, la prima sperimentazione in Europa di un’auto a guida autonoma destinata al car sharing eseguita il 22 gennaio 2025 a Brescia, un progetto di A2A, Polimi, MOST.
A livello globale, dei 166 progetti di smart road censiti a partire dal 2017, ben 46 sono stati lanciati nel 2024, in crescita rispetto ai 44 del 2023 e ai 28 del 2022. In Italia sono 21 le iniziative attivate nel solo triennio 2022-2024, a riprova dell’impegno e dell’interesse del Paese su questo fronte.
A giugno 2026 la Tangenziale di Napoli è stata ufficialmente certificata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come la prima Smart Road del Paese. La certificazione è stata consegnata il 4 giugno 2026 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla società Tangenziale di Napoli, parte del Gruppo Autostrade per l’Italia. Il progetto è stato sviluppato insieme al MIT, al Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) e a Movyon, la società tecnologica del gruppo Aspi specializzata in soluzioni digitali per la mobilità.
Ma vediamo intanto cos’è una smart road e qual è la normativa al riguardo.
Indice degli argomenti
Che cosa sono le smart road
Questa la definizione ufficiale di smart road contenuta nel Decreto Smart Road emanato in Italia nel 2018 (vedi sotto):
“Si definiscono Smart Road le infrastrutture stradali per le quali è compiuto (…) un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori delle infrastrutture, alla pubblica amministrazione e agli utenti della strada, nel quadro della creazione di un ecosistema tecnologico favorevole all’interoperabilità” tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione.
In altre parole la smart road è una “strada intelligente” sulla quale i veicoli che la percorrono possono comunicare e connettersi tra di loro. L’obiettivo è agevolare il trasporto grazie all’implementazione di sistemi di rilevazione del meteo e del traffico attraverso i quali i viaggiatori possono richiedere in tempo reale informazioni su condizioni stradali, del traffico o su situazioni particolari. Inoltre le smart road possono fornire servizi di deviazione dei flussi di traffico nel caso di incidenti, suggerimenti di traiettorie alternative, gestione di accessi, parcheggi e rifornimenti, interventi tempestivi in caso di emergenze.
Focus sui big data
Per implementare le smart road sono essenziali i dati. Secondo uno studio diffuso dalla casa automobilistica Ford, grazie all’utilizzo dei big data sarebbe possibile determinare in largo anticipo le aree “più critiche” in termini di traffico e incidenti ogni giorno a Londra e nella sua area metropolitana. In riferimento ai costi diretti ed indiretti legati al traffico, i ricercatori hanno addirittura ricalcolato il danno in quasi 10 miliardi di sterline l’anno. In Italia, a luglio 2017, è stato siglato un accordo tra Roma Servizi per la Mobilità e InfoBlu, società del gruppo Telepass, per sperimentare una piattaforma digitale satellitare integrata per il controllo della mobilità nella capitale. La piattaforma, che integra le informazioni ricavate dai sensori mobili di Infoblu con le informazioni di Roma Servizi, è stata uno dei primi esempi di Internet of Things applicata ai Big Data.
Il decreto Smart Road in Italia
Nell’aprile 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il Decreto Smart Road ha dato il via alle strade intelligenti e alla sperimentazione dei veicoli a guida autonoma. La legge – specifica il Mit – scandisce interventi, tempi e tipi di strade interessate. Il decreto individua innanzitutto gli standard funzionali per realizzare strade più connesse e sicure che, grazie alle nuove tecnologie introdotte nelle infrastrutture stradali, possano dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli, per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo, fino alle notizie turistiche che caratterizzano i diversi percorsi.
QUI IL DECRETO 28 FEBBARIO 2018 SULLE SMART ROAD
Secondo quanto riporta una nota del Ministero, i primi interventi “riguarderanno le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase, entro il 2025, si interviene sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T, Trans European Network – Transport, e su tutta la rete autostradale e statale. Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete del Sistema nazionale integrato dei trasporti.
Nel decreto viene poi indicata un’altra data: il 2030. Entro quell’anno “saranno attivati ulteriori servizi: deviazione dei flussi, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie, gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, anche elettrico”. È prevista poi l’installazione di dispositivi per il monitoraggio strutturale della staticità delle opere stradali.
Il decreto Smart Road contiene un allegato tecnico nel quale sono riportate le specifiche funzionali di cui le infrastrutture (esistenti e di nuova realizzazione) dovranno dotarsi entro il 2030 per diventare smart. Domenico Colella e Giulia Loi, avvocati dello Studio Orsingher Ortu – Avvocati Associati, lo hanno analizzato punto per punto per EconomyUp. Per accogliere i nuovi veicoli driverless – hanno puntualizzato i legali – le infrastrutture della TEN-T (Trans-European Networks-Transport), dello SNIT di primo livello (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti) e le autostrade, dovranno prima diventare “Smart Roads”. Come? Lo riporta appunto l’allegato tecnico del decreto. L’introduzione della connettività V2X – che permette lo scambio di informazioni tra veicoli e tra veicoli e infrastrutture, pedoni e device – darà vita ad un vero e proprio “ecosistema tecnologico”. A rendere le strade “smart”, poi, l’introduzione di misure per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate, hotspot Wi-Fi dislocati in tutti i parcheggi e aree servizio, servizi di connessione per l’IoT e sistemi di rilevazione del traffico e del meteo in grado di fornire previsioni a breve termine. I costi di tali interventi saranno sostenuti dal concessionario dell’infrastruttura, del servizio o dall’ente gestore.
Decreto Smart Road: l’aggiornamento 2020
A settembre 2020 il Mit ha già predisposto, con l’ausilio dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida automatica, un aggiornamento del decreto Smart Road. Con tale Regolamento – si legge nella Relazione – si mira a estendere la sperimentazione su strada pubblica anche ai mezzi di trasporto innovativi, che non hanno uno schema classico rispetto al normale veicolo omologato oggi in circolazione (ad esempio non dispongono di un volante, di una pedaliera, ecc.).
Le sperimentazioni saranno attuate con il possibile contributo – si legge nel documento – di almeno tre soggetti: una startup italiana, la Next Future Transportation con sede a Padova, già attiva a livello internazionale nel settore e interessata a sperimentare i suoi mezzi innovativi anche in Italia; una società francese, Navya, azienda produttrice di mezzi di trasporto autonomi e fornitrice di soluzioni innovative di mobilità intelligente e condivisa; e una startup americana, Local Motors, che ha sviluppato un minibus a guida autonoma.
2024: la Check list del Ministero
Il 13 maggio 2024, l’Osservatorio sulle Smart road del Mit ha adottato all’unanimità un documento di Check list che indica ai concessionari e agli operatori del settore le caratteristiche funzionali e tecniche per le quali sarà possibile procedere con la “bollinatura” Smart Road del MIT.
Si tratta di una guida di autovalutazione per verificare la coerenza con le specifiche del D.M. 70 del 28 febbraio 2018 e dell’allegato.
Che cosa fa l’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road
Per monitorare l’attuazione del provvedimento sulle smart road è stato istituito nel 2018 l’Osservatorio Smart Road presso il Mit. Diversi i compiti del nuovo istituto che, come riporta una nota del Ministero, deve “garantire, da una parte, il coordinamento nazionale tra le diverse iniziative locali presenti e future in ambito smart road e sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica e, dall’altra, la promozione e il supporto di studi, ricerche e approfondimenti, con particolare attenzione al tema “sicurezza” e potrà avvalersi di ulteriori soggetti interni ed esterni al Ministero di comprovata professionalità ed esperienza, senza alcun onere per l’Amministrazione”.
Ci avviamo, dunque, verso una trasformazione digitale epocale, volta a garantire una migliore gestione del traffico e maggiore sicurezza. E l’Osservatorio è solo uno dei tanti tasselli che il nostro Paese sta mettendo per raggiungere l’obiettivo.
Le tecnologie per la strada intelligente
Internet of Things (IoT), Big data e intelligenza artificiale (AI), insieme a tecnologie come 5G e Edge Computing, Blockchain, Bim (Building Information Modeling), droni e Das (Distributed acoustic sensing), rivoluzioneranno il settore del traffico stradale guidandolo verso nuovi modelli di sfruttamento delle infrastrutture. In questo contesto, le società tecnologiche acquisiscono sempre maggiore importanza diventando partner delle società di trasporto. Le nuove tecnologie contribuiranno a convertire le strade convenzionali in ecosistemi intelligenti, abilitando una gestione del traffico in tempo reale e automatizzata, più sicura, efficiente e sostenibile. Una nuova mobilità che punta a migliorare l’esperienza del viaggiatore, riducendo le emissioni di Co2 e, nel futuro, puntando a ridurre o addirittura eliminare gli incidenti stradali.
Ma come vengono utilizzate nello specifico queste tecnologie per le smart road?
- Grazie al continuo monitoraggio in tempo reale delle infrastrutture e della strada attraverso tecnologie IoT, si può rilevare lo stato del traffico e gestire la segnaletica dinamica.
- ll flusso continuo dei Big data e gli algoritmi che analizzano le informazioni acquisite consentono di prevedere i flussi veicolari in determinate fasce orarie e in giorni specifici, o addirittura di effettuare calcoli probabilistici sui possibili incidenti che potrebbero verificarsi a certe condizioni di traffico.
- L’Artificial Intelligence (IA) e l’attività di Data analysis contribuiscono a migliorare e ottimizzare la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture stradali.
- La tecnologia 5G offre una connessione a bassa latenza che garantisce nuove funzionalità e quindi un miglioramento delle prestazioni e della quantità di servizi disponibili.
- L’Edge Computing, tecnologia legata alla possibilità di trasferire parte dell’intelligenza presente nella rete ai suoi confini, favorisce il debutto della guida autonoma.
- La gran mole di dati da analizzare e mettere a sistema, tra cui la gestione dei tempi e l’analisi dei costi, richiede la progettazione BIM, rappresentazione digitale e tridimensionale delle opere infrastrutturali.
- I droni possono diventare una sorta di occhi volanti per srovegliare viadotti, gallerie e aree non facilmente ispezionabili dai mezzi tradizionali.
- Tecnologie come DAS (rilevamento acustico distribuito) e DTS (rilevamento termico distribuito) consentono di installare su strada dispositivi intelligenti e fibra ottica, dando l’opportunità di rilevare incidenti in tempo reale.
Smart road in Italia: l’Osservatorio 2026
L’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano, nel report diffuso a giugno 2026, cita, tra gli esempi più significativi, la A4 Milano-Bergamo, dove la quarta corsia dinamica viene gestita attraverso algoritmi predittivi che consentono di ottimizzare i flussi di traffico e ridurre fino a 1,5 tonnellate di emissioni di CO2 equivalenti per ogni ora di attivazione, senza ulteriore consumo di suolo. Allo stesso modo, la dorsale E45-E55 sta sperimentando sistemi di comunicazione Vehicle-to-Everything (V2X) per il monitoraggio del traffico e la gestione delle emergenze, mentre l’Autostrada del Mediterraneo A2 dispone di oltre 800 postazioni tecnologiche alimentate da fonti rinnovabili che supportano servizi di assistenza alla guida connessa e informazione in tempo reale agli automobilisti. Un ulteriore esempio è rappresentato dalla SS51 di Alemagna, considerata il primo caso italiano di Smart Road montana grazie all’integrazione tra gestione dei flussi turistici e monitoraggio meteo-ambientale.
Dove sono le sperimentazioni, le tecnologie utilizzate
Ecco, ad oggi, i principali progetti in Italia.
2022 – A19 Palermo-Catania
Sistema di “Flying poles” lungo la tratta per la ricarica di droni, utili al monitoraggio dei flussi stradali, e per offrire connessione WiFi ai veicoli in movimento.
2023 – A4 Viale Certosa-Cinisello Balsamo
Quarta corsia dinamica attivata grazie ai dati acquisiti tramite sensori di rilevamento e l’impiego di algoritmi di IA per la previsione del flusso veicolare.
2024 – A32 Autostrada del Frejus
Corridoio digitale abilitato al 5G con l’obiettivo di migliorare la connettività e la sicurezza della mobilità in un’ottica di supporto alla mobilità connessa e autonoma.
2021-2030 – A4 Torino-Milano
Scambio dati su incidenti e circolazione contromano; platooning. A fine 2025 proseguono le innovazioni tecnologiche nel tratto da Torino fino allo svincolo autostradale Novara Est.
2023-2026 – A7 Milano-Serravalle
Miglioramento della sicurezza e gestione del traffico tramite tecnologie digitali per il monitoraggio in tempo reale, rilevamento incidenti e comunicazione veicolo-infrastruttura.
2022 – A12+A10 Genova & A1 Firenze-Bologna
Scambio dati su incidenti, cantieri, ostacoli e eventi meteo; assenza di reti cellulari.
2022-2025 – Sassari-Olbia
Scambio dati su traffico, condizioni infrastruttura e ambiente circostante attraverso la fibra ottica.
2020-2025 – E45/E55 Orte Mestre
Nuovo standard (Dedicated Short Range Communications – DSRC) per l’implementazione di servizi di infomobilità e di servizi V2I e V2V; realizzazione di Green Island per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili ogni 20-30 km.
2021-2026 – Statale 51 di Alemagna
Completati 80 km di infrastrutture intelligenti, all’interno del progetto Dolomiti Innovation Valley, integrando tecnologie per migliorare traffico e sicurezza in vista delle Olimpiadi, con le varianti di Valle e Tai aperte già a gennaio 2026 per l’evento.
2021 – Milano-Cortina (2021-2026)
Gestione dei flussi di traffico (di residenti e turisti), grazie a dati su domanda, stato infrastrutture e eventi.
2024-2030 – A22 Brennero-Modena
Fase 2 di raccolta dati a partire dall’infrastruttura che ora, grazie a tecnologia avanzata, combina energia pulita, gestione smart del traffico e supporto alla guida autonoma per migliorare sicurezza, efficienza e sostenibilità del trasporto su strada.
2021 – A90 Grande Raccordo Anulare di Roma & A91 Roma-Aeroporto Fiumicino
Gestione traffico e nuovi servizi C-ITS basati su comunicazioni V2I e V2V; realizzazione Green Island.
2022-2026 – A2 Salerno-Reggio Calabria
Scambio dati tramite app, infrastruttura wireless.
Ultimo aggiornamento: completata la Green Island Montalto Uffugo (CS), una delle infrastrutture simbolo del programma Smart Road di Anas.

Focus sui progetti: come sono nati
Le smart road di Anas
Anas investirà complessivamente 1 miliardo di euro per le smart road entro il 2033. Nel 2023 è partia una prima fase con un investimento di circa 250 milioni euro in corso, anche grazie a contributi europei, nell’ambito del Programma Operativo PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e del Connecting Europe Facility per le reti Trans Europee TEN-T 2014-2020.
Questo primo step ha riguardato alcuni dei più importanti assi strategici del Paese: l’itinerario E45-E55 ‘Orte-Mestre’, in Veneto la statale 51 “di Alemagna”, in Sicilia la Tangenziale di Catania e la A19 ‘Autostrada Palermo-Catania’, nel Lazio le autostrade A90 ‘Grande Raccordo Anulare di Roma’, A91 ‘Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino’ e la A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’.
Smart Road Cortina 2021
La sperimentazione di Anas, in occasione dei Campionati mondiali di sci alpino 2021 a Cortina d’Ampezzo, ha rappresentato la prima esperienza in Europa di Smart Road. La società ha dotato la statale 51 “Alemagna” di un’infrastruttura tecnologica Smart Road, per un investimento complessivo di circa 27 milioni di euro. Il progetto permette di fruire di una piattaforma integrata per la gestione della mobilità che garantirà la migliore qualità degli spostamenti nella Valle.
La Smart Road Cortina 2021, percorso di circa 80 km, utilizza il controllo e il monitoraggio continuo in tempo reale delle infrastrutture e della strada attraverso tecnologie IoT per migliorare i flussi di traffico e di aumentare i livelli di sicurezza stradale.
“Arena del futuro”: la smart road sull’Autostrada Brebemi
Un gruppo di grandi aziende e università è al lavoro per sperimentare sull’Autostrada Brebemi, nel bresciano, un tratto che consentirà alle auto elettriche di ricaricarsi senza fermarsi. Si chiama Arena del Futuro”. Obiettivo dichiarato: lo sviluppo di un innovativo sistema di mobilità delle persone e delle merci a zero emissioni lungo corridoi di trasporto autostradali. L’iniziativa è infatti incentrata sulle auto elettriche e sulla loro ricarica, in ottica di sostenibilità ambientale.
Smart road in Sardegna: la Sassari-Olbia
Anche la Sardegna dovrebbe avere una smart road. Entro il 2025 la Sassari-Olbia dovrebbe diventare una strada ad alta tecnologia, connessa in rete per lo scambio di informazioni tra automobilisti e tra questi e l’infrastruttura stradale. Un investimento per il quale sono state individuate risorse pari a 30,5 milioni di euro. La Sassari-Olbia sarà dotata di un sistema basato sullo scambio di informazioni tra veicolo e infrastruttura attraverso una serie di sensori. Questi sensori saranno in grado di raccogliere in tempo reale i dati di traffico, strada e ambiente circostante e trasmetterli attraverso la fibra ottica a un apposito sistema di gestione che elaborerà le informazioni raccolte sia per il monitoraggio del traffico sia per la comunicazione all’utenza.
Autostrade 5G
L’Italia, inoltre, con il Brennero parteciperà al progetto Ue delle “autostrade 5G” per la mobilità connessa e automatizzata: l’iniziativa prevede una prima serie di corridoi di prova su larga scala per lo sviluppo delle tecnologie 5G che consentono tra l’altro la guida automatizzata di mezzi di trasporto pesanti come i camion.
Come funzionerà la smart road a Trieste
Per l’area triestina è stato lanciato nel luglio 2019 il progetto di Smart Road detto anche “Corridoio Meduri” in memoria di Giuseppe Meduri della Società Generale d’Informatica (Sogei), uno dei primi ad aver contribuito all’avvio dell’iniziativa. Smart Road prevede l’installazione di sistemi intelligenti di trasporto lungo il raccordo autostradale RA14 e RA13 e la strada statale 202 “Triestina”.
I sensori e le telecamere, connessi a un apposito software, permetteranno di rilevare ingorghi e code, così come di evitare i controlli doganali per i camion già riconosciuti dal sistema. Un modo, spiega l’Autority, per velocizzare imbarchi e sbarchi, tagliando i tempi morti e l'”errore umano”. Una quantità di dati da elaborare in tempo reale notevole, perché nella zona passano in media 700 veicoli al giorno.
2025: il car sharing a guida autonoma a Brescia
Il 22 gennaio a Brescia c’è stata la già citata prima sperimentazione in Europa di un’auto a guida autonoma destinata al car sharing, un progetto di A2A, Polimi, MOST. QUI tutti i dettagli.
2026: a Napoli la prima smart road
Nel caso della Tangenziale di Napoli, lunga circa 22 chilometri, il sistema prevede l’installazione di 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteo e 40 antenne basate sulle tecnologie ITS-G5 e Cellular V2X, progettate per consentire il dialogo tra infrastruttura e mezzi di trasporto.
Per gli automobilisti questo significa ricevere informazioni più tempestive su traffico, incidenti, cantieri, condizioni meteo avverse e possibili criticità lungo il percorso. In prospettiva, la stessa infrastruttura sarà in grado di interagire con i veicoli connessi e autonomi che arriveranno sulle strade nei prossimi anni.
Esempi di smart road nel mondo
Nel mondo ci sono vari esempi di smart road. Uno dei principali è il progetto del Dipartimento dei Trasporti del Michigan e Cavnue, che ha installato pali di 55 piedi dotati di telecamere, radar e piccoli computer. Questi dispositivi raccolgono dati in tempo reale sul traffico, sul meteo e su potenziali ostacoli, con l’obiettivo di permettere ai conducenti e ai veicoli autonomi di reagire rapidamente a incidenti o nel caso ci siano veicoli in panne.
Nel Regno Unito, l’agenzia governativa National Highways ha finanziato la sperimentazione di sei nuove tecnologie per smart road. Tra queste, uno strumento che rileva automaticamente oggetti pericolosi e una piattaforma di analisi dati in tempo reale che mira a fornire informazioni sul traffico e a mitigare il rischio di incidenti.
In Australia, l’operatore di strade a pedaggio Transurban sta testando la gestione del traffico e la comunicazione con veicoli connessi, utilizzando una rete di oltre 5.000 telecamere installate sulle sue strade. Queste telecamere sono già in grado di rilevare modelli di traffico anomali, migliorando così la gestione della viabilità.
Un ulteriore esempio negli Stati Uniti riguarda Austin, Texas, dove Cavnue sta implementando un sistema simile per un corridoio merci intelligente. Questo progetto intende informare i conducenti di camion sulle condizioni stradali e, in futuro, servirà ai camion autoguidati.
In Utah, i bus per pendolari a Salt Lake City comunicano già con i semafori per ottenere estensioni di luce verde, dimostrando come la comunicazione tra veicoli e infrastrutture possa ottimizzare il flusso del traffico.
Smart road e professioni
Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato, ha elaborato uno studio dal quale emergono le figure professionali correlate alle smart road. Eccole.
BIM Coordinator
Questa figura, con Laurea in Ingegneria o Architettura e preferibilmente Master e/o certificazione in ambito BIM, ha un’ottima conoscenza di software per il disegno (Autocad 2D/3D, Revit) e per il calcolo, un ottimo uso dei software legati all’analisi termica ed alla sezione dei diversi impianti. Si occupa di gestire l’implementazione del software di supporto BIM. È responsabile dell’implementazione e dell’esecuzione degli standard e delle regole BIM. Partecipa a conferenze e workshop per l’azienda per trasferire le conoscenze all’interno dell’organizzazione. Coordina, con il team di progettazione, Clash Detection e simulazioni 4D/5D. Sviluppa e mantiene protocolli e piani di esecuzione BIM e sviluppo di strategie per automatizzare il flusso di lavoro. Garantisce l’accuratezza dei modelli e delle serie di dati, stabilendo procedure per il monitoraggio della qualità e l’ottimizzazione del flusso di lavoro e dello scambio dati. Si occupa, infine, di formazione e assistenza del team di progetto e spiegazione delle procedure e degli standard (Sistemi di classificazione, ISO19650, PAS).
Architetto Renderista
Questa figura, con Laurea in Architettura o affini nel campo della Computer Grafica, si occupa di collaborare allo sviluppo ed alla progettazione delle commesse, composizione fotografica e gusto nella predisposizione delle scene. Crea la documentazione grafica a supporto di studi di fattibilità, concept e soluzioni definitive di progetto. Realizza modelli e documenti tecnici 3D di architettura, rendering in HD e presentazioni grafiche di progetti complessi.
Data Manager o Data Analyst
Il Data Manager o Data Analyst per sistemi di monitoraggio geotecnico e strutturale (ponti, viadotti, gallerie in costruzione, edifici, scavi). Sono Geologi che operano sia in campo, sia da remoto, analizzando dati raccolti da sistemi informatici e sensori montati su infrastrutture stradali e ferroviarie, così da determinare le manutenzioni e le riparazioni delle stesse.
Esperti in Intelligenza Artificiale e Machine Learning
Fondamentali sono anche gli Esperti in Intelligenza Artificiale e Machine Learning: con l’evoluzione della tecnologia, l’intelligenza artificiale e il machine learning sono sempre più utilizzati per ottimizzare le infrastrutture digitali, migliorando l’efficienza operativa e la personalizzazione dei servizi.
Smart road e UE
Le smart road sono il tassello chiave del piano Cooperative Intelligent Transport Systems della Ue che ha come obiettivo quello di rendere le strade europee sempre più intelligenti per fare in modo che l’auto possa comunicare con le infrastrutture stesse. Un sistema, questo, che si muoverà grazie all’Internet of Things e alle comunicazioni via 5G e in cui tutto è connesso: dal semaforo fino al cartello stradale. I sensori delle vetture permetteranno agli utenti di ricevere quante più informazioni possibile, dagli aggiornamenti sul traffico fino alla velocità di marcia ottimale. Questo è il futuro, non lontano, che ci attende sulle strade.
(Articolo aggiornato al 18/06/2026)



















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