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Mercato

Startup, le 13 exit del primo semestre 2015

02 Lug 2015

Da Restopolis a Pop.it, ecco tutte le vendite realizzate fino a giugno. Un numero in crescita rispetto allo scorso anno, con una prevalenza di nuove società attive nel settore food, dove si registra l’affare più ricco (quello di PizzaBo). Ecco chi è riuscito a realizzare il sogno di tanti neoimprenditori…

Se il 2014 si era chiuso con la exit di Cibando, startup attiva nel servizio di ricerca di locali in cui pranzare e cenare, acquisita dalla multinazionale indiana Zomato, nel 2015 le neoimprese italiane stanno facendo il botto: nei primi sei mesi dell’anno, infatti, sono già 13 le startup che sono state comprate e, per alcune di esse, si è parlato di cifre record (55 milioni di euro pagati da Rocket Internet per rilevare Pizzabo, somma che farebbe entrare la piattaforma online di consegna a domicilio della pizza nella top ten delle exit realizzate negli ultimi tre anni da società italiane). Se si considera anche l’acquisizione della piattaforma per prenotare vacanze in barca Bluewago da parte di Venetwork per 1 milione di euro, comunicata il 2 luglio, il numero complessivo di exit sale a 14.

Ecco, nel dettaglio tutte le exit del primo semestre del 2015. Due sono gli elementi che emergono con chiarezza. Il primo: molte startup acquisite negli ultimi mesi sono attive nel settore del food, effetto questo, dovuto probabilmente ad Expo e al giro di affari che ruota intorno all’esposizione universale. Secondo elemento: prima dell’agognata exit molte startup si sono autofinanziate; poche sono quelle incubate e accelerate o che hanno avuto finanziamenti da venture capitalist.

H-Farm acquisisce Nuvò. L’incubatore fondato da Riccardo Donadon rileva il 100% della società di consulenza per servizi di innovazione digitale creata nel 2008 da Cristina Mollis, che nel 2015 prevede di chiudere con ricavi attorno ai 10 milioni di euro e consolida una struttura di quasi 80 persone. La fondatrice entra nella compagine societaria di Roncade come responsabile di H-Farm Industry, la divisione di consulenza digitale per le aziende.

Aruba acquisisce Pop.it (giugno). La startup dedicata alla registrazione di domini e servizi professionali per le pmi è entrata a far parte della grande azienda italiana di servizi di web hosting, e-mail, Pec e registrazione domini con sede ad Arezzo, per consolidare ulteriormente la sua leadership nel mercato dell’hosting e dei domini. Fondata nel 2009 da Valerio Gioia, Pop.it è uno dei rami  della società Dotweb Srl, startup innovativa partecipata da Nana Bianca e finanziata da P101 e Club Italia Investimenti 2, veicolo di preseed che lavora a fianco degli acceleratori italiani. Non è stato svelato l’importo della exit.

Pazienti.it acquistata da Sapio Life, società controllata dal Gruppo Sapio (giugno). Fondata nel 2011 da Linnea Passaler, Pazienti.it è la community che mette in contatto pazienti e medici. Sul portale è possibile sia chiedere consulti agli specialisti della salute sia prenotare trattamenti ed esami. Sconosciuto il valore della exit. Secondo quanto rivelato da StartupItalia, potrebbe superare di poco i sei zeri. La startup è nata grazie al contributo economico della famiglia della founder e al grant di 25mila euro di Working Capital. È stata, infatti, una delle prime startup ad aver partecipato al programma di accelerazione dell’attuale Tim #WCAP.

Clicca e Mangia e DeliveRex acquisite da Just Eat (giugno). Due società italiane impegnate nella consegna di cibo a domicilio da pc e smartphone, Clicca e Mangia di Milano e DeliveRex di Roma, sono state acquisite dal gruppo internazionale Just Eat. Fondato nel 2001 in Danimarca, il colosso oggi ha sede centrale a Londra ed è attivo in 13 Paesi nella consegna a domicilio di pietanze ordinate via web o mobile.  “Clicca e Mangia e DeliveRex sono due realtà fortemente in crescita nell’ambito della ristorazione a domicilio online che si integrano perfettamente alla nostra offerta in Italia” ha commentato David Buttress, Ceo di Just Eat. “Questo si traduce in un numero maggiore di ristoranti, una più ampia scelta di cucine disponibili e molti più clienti attivi nell’ordinazione di cibo a domicilio nelle più importanti città del Paese. Queste acquisizioni si inseriscono nella strategia volta a mantenere la leadership di mercato ovunque operiamo”. 

Zambon vende a Baxter la sua partecipazione in Suppremol (marzo). Z-Cube, il braccio d’investimento della società farmaceutica Zambon (quella del Fluimucil), ha venduto la sua partecipazione in Suppremol GmbH, uno spin-off del Max-Planck-Institute di Monaco di Baviera che ha visto nel professor Robert Huber, premio Nobel per la Chimica nel 1988, uno dei fondatori. Exit da 200 milioni, un segno di vitalità dell’ecosistema e un modello per il corporate venture capital. Ma in Italia la notizia passa del tutto inosservata: non una riga sulla stampa e ben poco sui siti italiani.
 

Pizzabo acquisita da Rocket Internet (febbraio). Il colosso tedesco dell’ecommerce ha sborsato, pare, 55 milioni di euro per rilevare Pizzabo.it, la startup italiana che ha sviluppato una piattaforma online per la consegna a domicilio della pizza. Il sito creato a Bologna nel 2009 dal lucano Christian Sarcuni mette così a segno una exit dall’importo roboante, che entrerebbe di diritto nella top ten delle exit realizzate negli ultimi tre anni da società italiane. In un’intervista a Vanity Fair, Sarcuni spiega perché non è mai passato per le mani di un business angel: «Avevamo paura di svendere l’idea. Le cose sono due: o riesci ad ottenere subito un grosso capitale, o è meglio fare da sé. Noi, grazie al grosso volume di ordini, siamo riusciti ad autofinanziarci».

Map2App acquistata da BravoFly Rumbo (febbraio). Il gruppo attivo nell’ecommerce di biglietti aerei quotato l’anno scorso alla Borsa di Zurigo (che in Italia opera con il nome Volagratis) ha acquisito la startup bolognese Map2App, che ha sviluppato una piattaforma con cui si possono creare applicazioni mobile di guide turistiche. I termini dell’acquisizione non sono stati resi noti. I primi soldi (30 mila euro) alla startup fondata da Pietro Ferraris, Simone Biagiotti e Michele Orsi nel 2012, sono arrivati con la vittoria di un bando del comune di Bologna. Poi la trafila è quella comune a molte startup: un angel investor, un seed da 100 mila dollari, un advisory board con professionisti importanti (manager di Yahoo! e Lonely Planet per esempio), incontri, cene, strette di mano e il primo cliente importante: California State Parks. Il prodotto è stato sviluppato tra Bologna e San Francisco, dove la società ha una seconda sede. (Leggi la storia di Ma2App)

MyTable e RestOpolis comprate da Tripadvisor (febbraio). Il colosso americano delle recensioni online ha acquisito le due startup tricolore per lanciare anche in Italia TheFork.it, piattaforma online e mobile per la prenotazione di ristoranti. RestOpolis viene fondata nel 2012 da Almir Ambeskovic, che ha creato un sito tramite il quale gli utenti registrati accedono a informazioni e curiosità su migliaia di ristoranti in Italia e possono prenotare un tavolo direttamente dalla piattaforma o con l’app geolocalizzata per iPhone e Android, conoscendo in tempo reale la disponibilità dei posti senza necessità di ulteriore conferma da parte del ristorante, e tutti i luoghi dove deliziare il palato usufruendo di sconti e promozioni. Prima di approdare all’exit, la startup si è basata su autofinanziamenti e capitali di rischio. Mytable nasce imvece nel 2009 a Torino sulla base di un’intuizione: portare nei ristoranti il concetto della prenotazione in tempo reale, come si faceva già per gli aerei o gli alberghi. Il progetto è di Matteo Carluccio, 41 anni, che lo sviluppa con l’amico Riccardo Reinerio. Cominciano con un obiettivo minimo: 40 ristoranti. Lo raggiungono, lo superano e nel 2011 diventano partner di Groupon. Adesso l’ingresso nella galassia TripAdvisior. Ma sempre all’insegna della forchetta. (Leggi la storia di RestOpolis)

Discipline.eu acquisita da Hem (febbraio). In Italia si è parlato poco di questa exit; la notizia, infatti, è stata riportata da TechCrunch. La startup che si occupa di design di interni e di arredamento è stata acquisita da Hem, azienda tedesca con sede a Berlino. Sconosciuti i termini dell’operazione.

Dotadv rilevata da Subito.it (febbraio). La piattaforma digitale per la compravendita dell’usato ha acquisito la startup Dotadv, piattaforma italiana dedicata alle Pmi per la gestione automatica della pubblicità online. l rapporto fra Subito.it (oltre 8,8 milioni di utenti unici al mese) e Dotadv ha avuto inizio nel 2014, quando Subito.it ha deciso di estendere e implementare la tecnologia e il software proprietari di Dotadv – sviluppati dai fondatori Fausto Preste, Lorenzo Marzullo, Davide Fiorentini, Arrigo Benedetti Ciampi – integrando la piattaforma e facendola diventare un asset aziendale proprio.  Anche in questo caso non si conosce l’importo.

Gp Renewable acquisita da Air (gennaio). Il 2015 si è aperto con una bella notizia per l’ecosistema. La startup fondata dal ventenne pugliese Gianluigi Parrotto che produce mini-turbine eoliche da utilizzare sui tetti delle case, è stata rilevata da quattro investitori americani riuniti nel gruppo Air per 5,5 milioni di euro. L’idea di Parrotto è nata sui banchi di scuola, quando frequentava l’Istituto tecnico Galilei-Costa di Lecce. Poi Arianoa, l’acceleratore interno alla scuola ha fatto il resto. La startup è stata inglobata nella nuova società Air Group Italy.

  • G. Colella

    Vorrei far presente che il milionario Gianluigi Parrotto non ha provveduto al saldo del mio compenso relativo ai lavori di grafica eseguiti dalla mia agenzia tra luglio e settembre 2015, utilizzati regolarmente e pubblicamente per le campagne pubblicitarie di Air Group Italy.
    Tali compensi sono stati da me più volte richiesti, anche tramite il mio legale, ottenendo solo promesse di pagamento non mantenute. Purtroppo, non sono il solo in quanto, ad oggi, mi hanno contattato una decina di persone nelle stesse mie condizioni!
    Lascio questo commento ritenendo che sia di comune interesse, anche al fine di evitare che altre persone possano trovarsi nella mia stessa situazione nel momento in cui intratterranno rapporti economici con la società.

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