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Mercato

Startup & Food, l’effetto Expo è già cominciato

03 Mar 2015

A pochi mesi dall’inizio dell’esposizione universale, l’ecosistema italiano è nel mirino dei grandi gruppi internazionali. Ci sono già stati quattro “affari” in meno di due mesi (Zomato mangia Cibando per 6 milioni di dollari, Tripadvisor fa doppietta con RestOpolis e MyTable, Rocket Internet compra PizzaBo). E non è detto che sia finita qui…

Un'immagine della schermata di TheFork.it
Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più. Sarebbe un motivetto perfetto per Expo 2015. Perché mai come in questo periodo, in attesa dell’esposizione universale che si terrà a Milano da maggio a ottobre, si è visto tanto movimento e tanta attenzione da parte di colossi internazionali verso le startup che si occupano di food. Al punto che si è parlato di vera e propria abbuffata: a dicembre Zomato compra Cibando, a febbraio Tripadvisor fa doppietta con RestOpolis e MyTable, subito dopo Rocket Internet compra PizzaBo. In meno di due mesi, quattro startup legate al settore del cibo fanno exit. Il tutto con un giro d’affari che va dai 6 milioni di dollari per l’acquisto di Cibando ai 55 milioni di euro per la exit di PizzaBo (cifra non confermata nè smentita dal fondatore della starup bolognese Christian Sarcuni)

Expo 2015, 10 startup che prendono per la gola

Insomma, pare proprio che gli affari si facciano per la gola. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire che cosa c’è dietro tutto questo movimento a tavola. Partiamo dalla prima exit. Dicembre 2014: la multinazionale indiana Zomato, servizio web e mobile di ricerca ristoranti (oltre 35 milioni di visite al mese), che fornisce informazioni dettagliate per oltre 310mila ristoranti in 20 Paesi, compra Cibando, startup attiva nel servizio di ricerca di ristoranti che ha nel proprio database 82mila locali registrati, 150mila foto professionali scattate da food photographer professionisti e oltre 7mila recensioni sviluppate dai suoi food editor. Secondo quanto affermato da Deepinder Goyal, fondatore e Ceo di Zomato, dietro l’operazione ci sarebbe l’intenzione di lanciare il servizio anche nel Belpaese: “L’intero team di Cibando si sta unendo a Zomato e il prossimo passo è la costruzione di un forte business in Italia” ha detto l’imprenditore che investirà, nei prossimi due anni, ben 6 milioni di dollari per la crescita del team e del proprio business. Cifra che la dice lunga sulla vera intenzione di Zomato: l’acquisto di Cibando, infatti, arriva a pochi mesi dall’inizio di Expo, l’esposizione universale per la quale sono attesi in Italia 20 milioni di visitatori. E che cosa c’è di più allettante per un turista della possibilità di cercare e prenotare un ristorante con un click?

Intuizione che deve essere passata anche nella mente dei vertici di Tripadvisor: a febbraio il colosso delle recensioni online, infatti, punta tutto sulla forchetta e acquista in un colpo solo RestOpolis e MyTable.it. La prima è una startup fondata nel 2012 da Almir Ambeskovic che offre un servizio online per la prenotazione di ristoranti. I numeri raccontano il suo successo: 5mila ristoranti italiani presenti sulla piattaforma, inoltre, secondo quanto racconta il founder, la startup farebbe lievitare il fatturato dei ristoranti fino a 250-300mila euro, con un guadagno medio di circa 10mila euro al mese. MyTable.it, invece, è stata fondata nel 2009 a Torino da Matteo Carluccio che, con l’amico Riccardo Reinerio, ha l’ambizione di portare nei ristoranti il concetto della prenotazione in tempo reale. Detto fatto: dopo un inizio di solo 40 ristoranti, nel 2011 la startup diventa partner di Groupon fino a diventare una delle principali realtà imprenditoriali del settore.

– LEGGI LA STORIA DI RESTOPOLIS

Il risultato delle due exit (sconosciuto l’importo) è l’arrivo sul mercato nazionale di TheFork, piattaforma online e mobile per la prenotazione di ristoranti. Il servizio permette ai clienti di scegliere il ristorante in base alla zona, ai prezzi, alle disponibilità, al tipo di cucina e alle recensioni degli utenti. È anche possibile vedere i menù dei ristoranti e approfittare di offerte speciali, come menù a prezzo fisso e sconti fino al 50%. Con la prenotazione online, gli sconti sono applicati automaticamente alla cassa, eliminando l’esigenza di dover presentare un coupon al ristorante. La piattaforma, inoltre, permette agli utenti di controllare la disponibilità in tempo reale, visualizzare orari e ristoranti alternativi e guadagnare punti fedeltà che danno diritto a ulteriori sconti.

Ma non è finita. La possibilità di fare business utilizzando la tradizione culinaria italiana in vista della fiera universale conquista anche Rocket Internet, gruppo di ecommerce basato a Berlino, che acquista PizzaBo, startup fondata nel 2009 da Christian Sarcuni che ha sviluppato una piattaforma online per l’invio a domicilio della pizza.  L’acquisizione si aggancia a una maxi operazione condotta dal gigante tedesco che ha visto l’ingresso in Delivery Hero (30% per 586 milioni di dollari) e l’acquisizione di 9 food startups  (7 in Asia e 2 in Europa).

Insomma, l’Expo ha portato l’ecosistema italiano nel mirino dei grandi gruppi internazionali. Ora bisogna vedere se anche i turisti si lasceranno prendere per la gola.

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