Digital transformation, 13 cose da sapere per la ripresa d'autunno | Economyup
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FUTURO PROSSIMO

Digital transformation, 13 cose da sapere per la ripresa d’autunno

di Luciana Maci

31 Ago 2017

Lo “shopping vocale”, la driverless car di Tesla, il crowdfunding dei bitcoin ma anche Facebook e Google che tendono la mano agli editori e i robot che cominciano a scrivere notizie. Vi siete persi queste notizie? Ecco come recuperarle perché aiutano a comprendere quanto l’innovazione digitale potrà cambiare interi business

Stanno accadendo cose molto importanti nella trasformazione di numerose industry. Segnali, tentativi, accordi, fatti che lasciano presagire un’accelerazione dell’innovazione tecnologica (e non solo) che è destinata a ridisegnare i tradizionali confini e i modelli di business di molte aziende.

Ecco quello che è accaduto questa estate e che è utile sapere per comprendere ciò che sta accadendo, non solo in Italia. Sul fronte del retail cresce il colosso cinese Alibaba e parte negli Usa lo shopping vocale nato dall’alleanza Google-Wallmart. L’automotive è in fermento: Tesla conta di produrre la sua prima driverless car entro l’anno le banche cominciano ad adottare servizi connessi al fintech, la tecnologia applicata alla finanza. Proprio il fintech continua a offrire spunti sorprendenti: l’Estonia ha annunciato che avrà la sua criptomoneta e si va affermando l’Ico, raccolta fondi attraverso un particolare tipo di crowdfunding incentrato sulla moneta digitale. Per non parlare di colossi del food delivery come JustEat che entrano anche loro nell’arena del fintech. Sul fronte dell’editoria Facebook e Google cominciano a collaborare più strettamente con le testate giornalistiche. Ma intanto i robot cominciano a scrivere notizie (30mila al mese, per l’esattezza). Ecco cosa si sta muovendo nello scenario internazionale della digital transformation. Per chi si ricorda le notizie uscite nel periodo estivo ma soprattutto per chi se le era perse.

AUTOMOTIVE

TESLA “PREVEDE” LA SUA DRIVERLESS CAR ENTRO L’ANNO – La casa automobilistica di Elon Musk è stata la prima a mettere in commercio auto dotate di pilota automatico. A gennaio il magnate ha annunciato su Twitter che la “piena capacità di guida autonoma” della Tesla aumenterà entro pochi mesi e ha predetto che entro la fine dell’anno una delle sue vetture sarà in grado di guidare da sola da Los Angeles a New York senza che il conducente debba toccare il volante. Musk ha anche promesso che entro il 2019 la sua azienda lancerà sul mercato un’auto a guida autonoma di livello 5.

Il futuro dell’auto: i progetti di tutti i grandi costruttori da qui al 2020

LE AUTO DIVENTANO BANCHE – Il mondo dell’automotive sta diventando pioniere di innovazione. Chi, solo qualche anno fa, riteneva che si trattasse di un mercato ormai maturo rischia di restare deluso: nel settore si stanno sperimentando tecnologie, servizi e prodotti disruptive, dall’auto connessa fino alla self driving car. Un’evoluzione progressiva che finisce per incrociare la strada con industrie un tempo ritenute lontanissime. Per esempio il fintech, la tecnologia applicata alla finanza, che sta interagendo con l’automotive soprattutto per quanto riguarda i pagamenti in mobilità. E non solo.

Automotive e fintech, cosa succede se le auto diventano banche

IL NUOVO CEO DI UBER COMINCIA IL LAVORO –  Dovrebbe contribuire a risolvere molte questioni aperte e a riportare un clima di serenità in una società finora guidata da un capo più irrequieto Dara Khosrowshahi, scelto a fine agosto come nuovo Ceo di Uber. La società californiana co-fondata da Travis Kalanick, il quale ha lasciato il suo posto come Ceo lo scorso giugno, eesta la startup più valutata al mondo (circa 70 miliardi di dollari), e il suo business continua a crescere a ritmo vertiginoso ma continua a perdere centinaia di milioni di dollari ad ogni trimestre. Il nuovo capo, top manager iraniano-americano proveniente da Expedia, avrà molto lavoro a partire dall’autunno.

Uber, 6 cose da sapere sul nuovo Ceo che viene da Expedia

FINTECH

SI POSSONO OTTENERE MILIONI CON IL “CROWDFUNDING DEI BITCOIN” – Brave Browser, società che ha sviluppato un nuovo sistema per la gestione della pubblicità on line, ha raccolto 36 milioni di dollari di investimenti. Come? Non si è quotata in Borsa, non ha contattato un venture capital né un fondo di investimento. L’intera somma è stata raccolta direttamente dagli investitori, con una ICO, una Initial Coin Offering, che permette di emettere monete digitali che gli investitori comprando in crowfunding. Ecco come funziona il sistema.

Come raccogliere 36 milioni in 30 secondi, senza quotarsi e senza venture capital

L’ESTONIA EMETTERÀ UNA CRIPTOVALUTA – La prima nazione ad avere un proprio Bitcoin probabilmente sarà l’Estonia. Tecnicamente l’emissione della nuova criptovaluta e la consequente raccolta di fondi avverrà con una ICO (Initial Coin Offering). L’Estonia sarebbe la prima nazione ad utilizzare lo stesso sistema per raccogliere fondi pubblici alternativi ai titoli di stato. Secondo Kaspar Korjus—direttore del programma Estone di residenza elettronica—i fondi saranno utilizzati per investire in startup e per sviluppare tecnologia legata al settore pubblico, soprattutto intelligenza artificiale e contratti intelligenti.

FOOD

IL FOOD DELIVERY SI LANCIA NEL FINTECH – Just Eat, il gigante inglese della consegna di cibo a domicilio, ha iniziato a concedere prestiti ai ristoranti. Se il consumatore è contento, Just Eat guadagna una commissione. Se il consumatore non è contento, lascia un voto negativo al ristorante. Just Eat guadagna comunque una commissione. Essendo già in possesso di una mole di dati su quelli che utilizzano il suo servizio, il colosso del food delivery sa con certezza quanto valgono e se sono solvibili senza dover ricorrere a vecchi metodi come l’analisi del business plan. Così nascono le “banche senza banca”.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

UN ROBOT SCRIVERÀ 30MILA STORIE AL MESE – I lettori inglesi leggeranno oltre 30.000 storie al mese scritte da un bot: un software in grado di costruire una notizia e impacchettarla grazie a un bel template, pescando direttamente da un database del governo. Se ne occuperà la Press Association, media provider e agenzia di stampa nazionale inglese e irlandese, grazie a un finanziamento assegnato da Google del valore di 706.000 euro. Sono varie le innovazioni che trasformeranno l’editoria e il giornalismo: software che capiscono le sfumature di un testo, algoritmi in grado di “riassumere” libri ma anche strumenti semantici che ci aiuteranno a non essere più schiavi della Seo e a concentrarci sui contenuti di qualità.

Un bot scriverà 30.000 notizie al mese per un’agenzia di stampa inglese

LAVORO

SERVIRANNO ESPERTI DI BIG DATA CON SPIRITO DA IMPRENDITORE – Servono nuove skill per nuove opportunità lavorative, come è emerso da ricerca diffusa da EY a fine giugno. Attualmente le figure professionali ricercate devono essere all’altezza delle richieste del mercato: in particolare devono essere in grado di estrarre informazioni utili da grandi quantità di dati. Inoltre è indispensabile l’utilizzo delle nuove tecnologie anche nelle procedure di assunzione dei dipendenti. I più ricercati saranno i giovani che coniugano doti statistico-matematiche, informatiche, e capacità di visione imprenditoriale.

Professioni, sarà ricercato chi sa essere un po’ statistico e un po’ imprenditore

LIFE SCIENCE

STRUMENTI INNOVATIVI IN AMBITO MEDICO – L’evoluzione dell’industria farmaceutica, l’adozione di nuovi processi produttivi nell’ambito medico e le “nuove medicine” biotech mettono a disposizione strumenti innovativi e soluzioni per la prevenzione, lo screening e la cura delle malattie molto efficaci, ma che richiedono investimenti ingenti nella fase di ricerca e sviluppo, con il conseguente aumento dei costi delle prestazioni sanitarie. Per questo la sfida principale nei prossimi anni sarà l’accesso all’innovazione. Il futuro si avvicina – ha scritto a giugno su EconomyUp Massimo De Andreis, Presidente di GEI – Associazione Italiana Economisti d’Impresa – perciò occorre uno sforzo di investimenti, ricerca e sinergie tra pubblico e privato per tenere il sistema sanitario e l’industria farmaceutica del nostro Paese nella linea avanzata”.

MEDIA

FACEBOOK E GOOGLE IN AIUTO DEI GIORNALI – Facebook ha avviato il test della piattaforma che introdurrà nei post  un servizio di abbonamento alle varie testate che pubblicano notizie su FB usando la formula Instant articles (il formato che permette la visione immediata della notizia sul cellulare). Google-Alphabet sta sviluppando nuovi strumenti per consentire ai publisher di aumentare gli abbonati. Due iniziative che, se andranno in porto, potrebbero favorire la trasfromazione digitale nell’industria editoriale.

Editoria, come cambierà ora che Facebook e Google si alleano con le testate online

RETAIL

ARRIVA LO SHOPPING VOCALE – Grazie all’accordo fra Walmart, la catena americana di negozi al dettaglio, e Google, negli Stati Uniti sarà possibile da fine settembre fare la spesa online semplicemente parlando al telefono, al pc o altri device connessi. Il cuore della partnership fra i due giganti è infatti lo shopping vocale abilitato da Google Assistant, la piattaforma che non solo riconosce il parlato ma applica l’Intelligenza Artificiale per la corretta interpretazione del linguaggio. Saranno centinaia di migliaia di articoli che potranno essere comprati tramiti ordini vocali con Google Assistant. L’offerta si integrerà con Google Express, che consente già di ordinare prodotti di varie marche.

Accordo Google-Walmart, è l’inizio dell’e-commerce vocale. Ecco che cosa cambierà

IL COLOSSO CINESE ALIBABA CRESCERÀ DEL 50% –  Mesi fa il fondatore e leader di Alibaba, Jack Ma, ha annunciato un tasso di crescita dei ricavi della società cinese di e-commerce pari a quasi il 50% per i prossimi 12 mesi. L’annuncio ha scatenato l’entusiasmo in Borsa: il 3 giugno Alibaba, quotata al NYSE, “valeva” 307 miliardi di dollari, a distanza di 19 giorni ne “valeva” 367. Secondo il Financial Times, il successo è legato alla crescente capacità di Alibaba – favorita da una normativa sulla privacy molto più lasca che in Occidente – di utilizzare, incrociandoli fra loro, i dati che essa raccoglie nei business correlati in cui è presente: nell’ecommerce in senso proprio, nell’entertainment, nella finanza (pagamenti e risparmio gestito), nella logistica e nel cloud.

Perché Alibaba vale 60 miliardi di dollari in più in soli 20 giorni

CROSS INDUSTRY CONVERGENCE

L’ECOSISTEMA SISTEMA DIGITALE SI NUTRIRÀ DI CONNESSIONI – Una ricerca diffusa a luglio dal Polimi sottolinea l’importanza per i mesi a venire della cross industry convergence, che consiste nella ridefinizione dei confini tradizionali tra i settori attraverso l’integrazione di prodotti/servizi, asset/tecnologie e dati. Oggi rappresenta una delle più importanti opportunità di crescita per le organizzazioni, che possono così ridefinire i confini del proprio mercato passando da una logica centrata sul prodotto/servizio ad un modello experience & customer centric.

Cross industry convergence: che cos’è e perché è un’opportunità di crescita

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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