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OLTREBANCA

Dalla pizza ai prestiti, perché JustEat sta entrando nel business bancario

di Stefano Tresca

19 Lug 2017

Il colosso del food delivery ha iniziato a concedere prestiti ai ristoranti: essendo già in possesso di una mole di dati su quelli che utilizzano il suo servizio, sa con certezza quanto valgono e se sono solvibili senza dover ricorrere a vecchi metodi come l’analisi del business plan. Così nascono le “banche senza banca”

Per anni si è pensato che la concorrenza alle grandi banche potesse arrivare dalle startup del settore Fintech (la tecnologia finanziaria).

L’ultimo anno ha dimostrato il contrario. La minaccia più grande per le banche tradizionali arriva da società altrettanto grandi che operano al di fuori del settore bancario.

Lo scorso ottobre Facebook ha ottenuto una licenza bancaria irlandese che gli permette di operare in tutta Europa. Facebook non ha esperienza bancaria ma ha 1,2 miliardi di clienti che tendono ad usarlo ogni giorno.

 Per ora la licenza bancaria riposa in qualche archivio digitale in attesa che Mark Zuckerberg decida di aggredire questo nuovo mercato. È improbabile che aspetti a lungo.

Al contrario di Facebook, altre società sono in piena attività finanziaria. Di solito il primo passo è limitato ad un settore verticale. Ad esempio WeChat—la app di messaggistica Cinese—è partita offrendo pagamenti da smartphone tra i suoi clienti.

Just Eat—il gigante inglese della consegna di cibo a domicilio—ha preferito iniziare dai prestiti ai ristoranti.

Tutte queste aziende hanno tre caratteristiche in comune:

  1. Hanno un numero massiccio di clienti. Just Eat non è grande come Facebook (nessuno lo è) ma può vantare oltre 14 milioni di clienti. Poche banche possono dire altrettanto.
  2. Hanno un’app che i clienti portano sempre con loro nello smartphone e che tendono ad utilizzare regolarmente. Il mercato digitale è estremamente competitivo e queste aziende hanno imparato a creare app accattivanti e semplici da utilizzare. Quasi nessuna banca può dire altrettanto.
  3. Hanno accesso ai dati dei clienti, ai Big Data. Nel caso di Just Eat i clienti sono sia i consumatori sia i ristoranti. Just Eat non compra cibo, non ha costi di magazzino né di spedizione. È una piattaforma che mette in contatto i ristoranti ed i consumatori, fornendo un eccellente sistema di pagamento e di gestione degli ordini.

Se il consumatore è contento, Just Eat guadagna una commissione. Se il consumatore non è contento, lascia un voto negativo al ristorante. Just Eat guadagna comunque una commissione. Con molti voti negativi il ristorante fallisce, non Just Eat.

Il terzo punto—i Big Data—spesso permettono a queste aziende di entrare nel mondo dei servizi bancari con più efficienza delle banche e con meno costi.

Just Eat può concedere prestiti ai ristoranti perché conosce già la situazione finanziaria. Quanto guadagna il ristorante? Ai clienti piace il cibo? La consegna è veloce ed efficiente? Il customer care risponde in fretta? Tutti i dati sono già nell’app. Una banca al contrario deve passare per sistemi antichi e costosi come il business plan (e sperare che il ristoratore non abbia mentito troppo).

Queste aziende digitali—le “Banche senza banca”—guadagnano più volte da un singolo servizio bancario.

Ad esempio, quando una banca presta denaro guadagna dagli interessi. Just Eat guadagna tre volte.

  1. Guadagna dagli interessi come una banca.
  2. Fa crescere i ristoranti, che aumentano le vendite e quindi pagano più commissioni a Just Eat.
  3. Presta denaro solo ai ristoranti che utilizzano la sua app. Di fatto attrae nuovi clienti senza spendere un dollaro di pubblicità.

Ad oggi Just Eat non ha acquisito una propria licenza bancaria, ma lascia gestire le pratiche ad un’altra azienda inglese di successo, Funding Circle.

“Parti in piccolo e cresci in fretta” è un tipico approccio delle startup e delle aziende digitali in cui le banche spesso non riescono a competere.

I risultati positivi dei primi prestiti potrebbero spingere Just Eat ad aprire una divisione bancaria oppure a costituire  una joint venture con Funding Circle (o con un’altra società con licenza bancaria).

Le prime conseguenze si vedono per chi lavora in questo settore. Molte aziende digitali che fino allo scorso anno non avevano mai pensato ad operare nel mercato dei pagamenti o dei prestiti hanno iniziato a commissionare studi ed analisi agli esperti di settore su come seguire l’esempio di Just Eat.

Sarà interessante vedere come le banche reagiranno a questa “invasione”. Possono cercare di combattere la concorrenza, oppure proporsi come partner seguendo l’esempio di Funding Circle.

Se non puoi batterli, unisciti a loro.

Stefano Tresca

Vive dal 2010 a Londra dove è membro fondatore di Level39, il più grande acceleratore al mondo di startup fintech. Il suo ultimo libro è "Future Cities", Amazon bestseller.

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