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EY CAPRI

Automotive e fintech, cosa succede se le auto diventano banche

di Luciana Maci

07 Ago 2017

La trasformazione digitale sta portando alla collaborazione industrie che un tempo sembravano lontane tra loro. Come la tecnologia applicata alla finanza che sta interagendo con il settore automobilistico per quanto riguarda i pagamenti in mobilità

Il mondo dell’automotive sta diventando pioniere di innovazione. Chi, solo qualche anno fa, riteneva che si trattasse di un mercato ormai maturo rischia di restare deluso: nel settore si stanno sperimentando tecnologie, servizi e prodotti disruptive, dall’auto connessa fino alla self driving car. Un’evoluzione progressiva che finisce per incrociare la strada con industrie un tempo ritenute lontanissime. Per esempio il fintech, la tecnologia applicata alla finanza, che sta interagendo con l’automotive soprattutto per quanto riguarda i pagamenti in mobilità. E non solo.

Secondo Suresh Ramamurthi, president e Chief Technology Officer (Cto) di CBW Bank, una piccola banca di Weir (Stati Uniti) a cui si affidano molte startup del fintech, in un prossimo futuro le automobili saranno in grado di immagazzinare i profili dei loro guidatori, ricavare una mappa dei loro percorsi abituali ed evidenziare qualsiasi cosa che richieda un pagamento lungo il tragitto, che sia un pedaggio autostradale o un caffè all’autogrill. Brett King, co-founder e Ceo della startup di mobile banking Moven e autore di “Augmented: Life in the Smart Lane“, ritiene che tra 5-7 anni le autovetture e le stazioni di rifornimento saranno in grado di comunicare l’una con l’altra e si occuperanno direttamente del pagamento. Ma già esistono esperimenti concreti in questo senso.

Paolo Lobetti Bodoni

Paolo Lobetti Bodoni, Mediterranean Automotive and Transportation Leader di EY, ha commentato: «La convergenza tra settori è un trend consolidato e il terreno automobilistico ha potenzialità enormi di veder nascere nuovi business model: da vendita di auto a servizi di mobilità, da industria di trasporto a industria di gestione del tempo. L’integrazione tra servizi e arrivare per primi sul mercato locale saranno fattori chiave di successo. Su questo tema torneremo durante il Summit EY Capri che si terrà il prossimo 4,5,6 ottobre».

 

PAGARE SENZA SCENDERE DALL’AUTO

FIS, società internazionale che fornisce tecnologia per i servizi finanziari, sta sviluppando insieme a SAP una piattaforma chiamata BuyWay che renderà il cliente o il guidatore in grado di pagare la benzina o di dare disposizioni per il lavaggio dell’auto senza neppure alzarsi dal sedile. È una tecnologia che si attiva con la voce: l’impronta vocale (come se fosse un’impronta digitale) sarà in grado di verificare l’identità della persona e/o certificherà il pagamento, in modo da renderlo “hands-free”. Quando tutte le pompe di benzina negli Usa saranno “adeguate”, spiega Doug Brown, Senior Vice President e General Manager del settore Mobile presso FIS, l’azienda ma anche altri soggetti e competitor saranno liberi di creare una varietà di app e mobile wallet che interagiranno con le macchine erogatrici di carburante. A differenza di altre iniziative, BuyWay non è solo un proof of concept. Sembra addirittura che la versione go-to-market sarà lanciata entro quest’anno. Inoltre Brown assicura che i principali rifornitori di carburante hanno già aderito all’iniziativa.

Ovviamente molti altri soggetti sono al lavoro in questa stessa area. Durante un hackathon sull’Internet of Things (IoT) lanciato a dicembre 2016 da U.S. Bancorp, un gruppo di lavoro ha lavorato sul progetto di un veicolo smart che consente all’automobile di pagare in automatico su ordine del guidatore. Un’iniziativa apprezzata dal Chief Innovation Officer di U.S. Bank, Dominic Venturo: “Dalla nostra prospettiva – ha detto – in più posti rendiamo possibile a un possessore di carta di credito di usare la propria carta, meglio è”.  Se però la versione emersa dall’hackathon prevede l’utilizzo di un telefono come “ponte” tra il guidatore e la macchina, l’idea dei dirigenti della banca è che le credenziali per il pagamento vengano immagazzinate in automatico nell’autovettura stessa. Quando bisogna pagare qualcosa, apparirà un messaggio sul sistema di navigazione: “Mi dai l’ok per versare 10 dollari?”.

PROGRAMMARE I PAGAMENTI

CBW Bank sta lavorando a pagamenti da automobile ancora più sofisticati. Le auto connesse dovrebbero poter fornire un feedback molto circostanziato sul comportamento del guidatore, sulla sua geolocalizzazione e sulle condizioni del veicolo stesso, in modo da contestualizzare un determinato pagamento in base a dimensioni multiple quali appunto il luogo, il tempo, la quantità e la frequenza. Un esempio: un padre può comunicare alla sua auto “Concederò a mia figlia solo un gelato a settimana” e questi dati vengono recepiti e immagazzinati. Di conseguenza il proprietario di una flotta di camion che ha una partnership, per esempio, con Shell Oil, potrà assicurarsi che i suoi autisti facciano rifornimento solo alle stazioni della Shell.

PARCHEGGIARE SENZA PENSIERI

SAP ha lanciato di recente una nuova partnership con Nokia, HertzConcur che mette insieme la Vehicle Network solution di SAP per parcheggiare e fare rifornimento con la piattaforma IoT di Nokia chiamata IMPACT, il noleggio auto di Hertz e le soluzioni di gestione spese e viaggi di lavoro di Concur. Questo consentirà agli utenti di prenotare e pagare il parcheggio e il rifornimento di carburante online e di ricevere in automatico il tracciamento delle spese. Un progetto utile in particolare per chi viaggia per affari.

FARSI CAPIRE DALL’AUTO CON UNO SGUARDO

Zachary Bolton, ingegnere dei sistemi e della tecnologia del Continental Automotive Group, ha studiato il modo in cui, attraverso telecamere dotate di funzionalità di riconoscimento facciale, gli automobilisti potranno sistemare i sedili o adottare comportamenti di guida in base alla comprensione dei propri desideri da parte della tecnologia installata all’interno della macchina. “Attraverso un battito di ciglia è possibile dedurre la direzione verso la quale la persona sta guardando” dice Bolton. Una soluzione che, a suo dire, potrebbe essere commercializzata entro un paio di anni.

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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