Telepass e le startup: un percorso di open innovation che porta alla call sulla mobilità | Economyup

SMART MOBILITY

Telepass e le startup: un percorso di open innovation che porta alla call sulla mobilità



Telepass sta cercando startup della smart mobility attraverso una call che terminerà il 29 novembre. Ma già da tempo ha allacciato rapporti con realtà imprenditoriali innovative, da Urbi a WashOut, da Helbiz a Wise. Ecco le ragioni delle partnership e perché l’azienda continua a perseguire una strategia di open innovation

18 Nov 2019


“Telepass crede nella capacità di innovare grazie alle startup” dice il Gabriele Benedetto, CEO di Telepass. E infatti la società da qualche anno ha avviato un proficuo rapporto con diverse nuove imprese innovative, in un’ottica di open innovation. E adesso aggiunge un pezzo alla sua strategia: una call per le nuove realtà della mobilità che scadrà il 29 novembre. QUI  il regolamento e tutte informazioni.

La relazione fra Telepass e le startup è fatta di numerose sfumature, dall’investimento alla partnership. Nel 2017 Atlantia, la società che controlla Telepass, ha acquistato il 70% di Urbi, startup che ha sviluppato un’applicazione per aiutare gli utenti a individuare mezzi di trasporto in sharing. Più di recente il gruppo Telepass (Telepass, Telepass Pay, Infoblu, Urbi, KMaster) ha partecipato a un round di finanziamento per WashOut, startup che offre un servizio di lavaggio di auto a chiamata, entrato nella piattaforma TelepassPay, l’app per pagare strisce blu, carburante, bollo auto e molto altro.

Poi ci sono le partnership tra cui quella con Helbiz, società di monopattini elettrici in condivisione che si possono noleggiare e pagare su TelepassPay, e che ha cominciato il percorso per il collocamento a Milano e al Nasdaq. Altra collaborazione operativa è in corso con Wise Emotions, startup che sviluppa applicazioni native per iPhone, Android e Windows Phone.

“Dalle startup acquisiamo un nuovo modo di lavorare e idee che possono scalare in modo diverso grazie al numero di clienti che siamo in grado di mettere in gioco e al sistema di pagamento che possiamo offrire”, spiega Benedetto. “Proprio queste esperienze ci hanno portato a lanciare una call per aumentare la nostra capacità di innovare e di supportare le startup che operano nella mobilità”.

Al contest, intitolato “Telepass Pay Ecosystem: una call per l’ecosistema di mobilità integrata”, possono partecipare startup, software house e technology provider che abbiano sviluppato soluzioni innovative per la mobilità urbana ed extraurbana basate su IoT e intelligenza artificiale (QUI il link per iscriversi). La call si chiuderà il 15 novembre. A dicembre si conosceranno i vincitori, che avranno la possibilità di approfondire il loro progetto con il top management e il team IT di Telepass e valutare possibili collaborazioni in grado di accelerarne lo sviluppo.

L’obiettivo finale di Telepass, azienda nata per il pagamento automatico del pedaggio autostradale, è quello di promuovere lo sviluppo e la diffusione della smart mobility, arricchendo la piattaforma Telepass Pay con soluzioni tecnologiche in grado di accrescere il Customer Engagement.

Telepass e la startup Urbi

Acquista da Telepass a metà 2017, Urbi era stata fondata tre anni prima a Chiasso (Svizzera) dal milanese Emiliano Saurin e da Serena Schimd grazie ai fondi ricevuti da Lastminute.com.

La società fornisce un’applicazione che aggrega tutta la mobilità urbana: si possono prenotare da un’unica app servizi di car, scooter e bike sharing, taxi e ride sharing e trasporto pubblico. Urbi si è espansa fino a raggiungere circa 15 città europee, con 200 mila download complessivi. Nell’operazione del 2017 Telepass ha acquisito il 70% della startup: un 60% da Lastiminute.com, che è sceso dall’80 al 20% del capitale, e un altro 15% dai fondatori, che sono arrivati a possedere il 5%, mantenendo però la guida manageriale.

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“Urbi ci ha dato modo di far capire che, per quanto riguarda gli spostamenti con i veicoli, si può passare a un modello non proprietario” afferma Gabriele Bendetto, CEO di Telepass, convinto che in futuro sarà considerato sempre meno necessario possedere un’automobile. “I giovani – prosegue – ci stanno dando lezioni sull’importanza della mobilità. Il rapporto con Urbi ha consentito all’azienda di aprire agli utenti di Telepass opportunità di avere servizi di mobilità di nuova generazione”.

Un’app unica per tutti i servizi di mobilità: l’italiana Urbi tra i leader in Europa

Telepass e la startup WashOut

A febbraio 2019 Telepass ha partecipato a un round di finanziamento da un  milione di euro per la startup Wash Out che offre un servizio di lavaggio a domicilio di auto e moto tramite smartphone. L’ingresso di Telepass nell’azionariato della società ha rappresentato l’evoluzione di un accordo strategico che già permetteva ai clienti della app Telepass Pay di usufruire dei servizi offerti dalla giovane impresa innovativa.

Fondata a Milano nel 2016 da Christian Padovan, Andrea Galassi e Alessandro Morlin, la startup è stata incubata in SpeedMIUp, l’incubatore dell’Università Bocconi di Milano. A giugno 2018 Wash Out si è aggiudicata l’investimento di 800mila euro del programma B Heroes messo a disposizione da Boost Heroes e Intesa Sanpaolo Innovation Center. Il premio è arrivato al termine del percorso di accelerazione durato 4 mesi e che ha coinvolto 12 startup selezionate tra centinaia di candidate. A febbraio 2019 il round di finanziamento da 1 milione di euro con la partecipazione anche di Telepass.

Wash Out lava le auto dei clienti direttamente in strada, o all’interno di un parcheggio o in un’autofficina, senza che questi debbano spostarle in aree adibite. Il lavaggio avviene a secco, con prodotti ecologici che non lasciano residui sul terreno. La prenotazione è possibile attraverso un’app per smartphone, dopodiché il cliente deve solo selezionare il luogo in cui è parcheggiata l’auto, pagare e e lasciare che gli addetti si mettano al lavoro.

Wash out e wash in: come una startup usa l’auto connessa per il lavaggio “da remoto”

Telepass e la startup Helbiz

A gennaio 2019 Helbiz e Telepass hanno stretto un accordo per rendere possibile il noleggio di monopattini elettrici Helbiz e saldare il costo delle corse con Telepass Pay.

Helbiz è una società americana con sede a New York fondata nel 2017 dall’italiano Salvatore Palella con l’obiettivo di risolvere il problema dell’ultimo miglio attraverso una piattaforma innovativa per il noleggio di veicoli di trasporto. Connettività on-board, elettrificazione, trasporto condiviso e on-demand sono i driver che guidano lo sviluppo del brand, che è già presente in circa 10 Paesi nel mondo. In questo scenario va a inserirsi HelbizGo, servizio per il noleggio di monopattini elettrici che offre agli utenti, e in particolare a coloro che abitano in contesti cittadini, un mezzo pratico ed economico per gli spostamenti a medio e corto raggio.

A giugno 2019 Helbiz ha annunciato l’intenzione di quotarsi sia al Nasdaq, il mercato azionario statunitense per imprese hi-tech, sia a Piazza Affari.

A ottobre scorso Forever Sharing, azienda cinese produttrice di veicoli per lo sharing, è entrata con 8 milioni di dollari nel capitale di Helbiz. L’accordo dovrebbe consentire a Helbiz di penetrare nel mercato asiatico. Intanto insieme le due società lanceranno un nuovo modello di bici elettrica.

Forever Sharing (Cina) investe 8 milioni sui monopattini di Helbiz, che ora vale 160 milioni

Telepass e Wise Emotions

Telepass ha avviato una collaborazione con Wise Emotions, altra startup che sviluppa applicazioni native per iPhone, Android e Windows Phone. “Avevamo bisogno di aprirci al nuovo modo di sviluppare, i nostri tecnici devono diventare più digitali” spiega il CEO di Telepass, Gabriele Benedetto.

Partendo dalle richieste dei clienti, Wise Emotions, co-fondata a Milano da Marco Cavone che ne è anche CEO, fornisce un servizio a 360 gradi, sempre tenendo in mente l’end user. È inoltre in grado di produrre e sviluppare prodotti custom per ecommerce, bot per Messenger di Facebook, applicazioni e contest su Facebook.

Come funziona l’ecosistema della mobility as a service, dallo sharing ai taxi

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