Come funziona l'ecosistema della mobility as a service, dallo sharing ai taxi | Economyup
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MILANO DIGITAL WEEK

Come funziona l’ecosistema della mobility as a service, dallo sharing ai taxi



Al tema è stato dedicato il primo dei due incontri promossi da Telepass. Il CEO Gabriele Benedetto: ecco i tre pilastri della nuova mobilità. Annunciato il lancio di TelepassX, un prodotto sviluppato con BNL. Il vicedirettore Marco Tarantola: i clienti vogliono usare solo quello che è loro utile. Oggi il secondo incontro

di Luciana Maci

15 Mar 2019


Da sinistra a destra Gabriele Bendetto, CEO di Telepass, Emiliano Saurin, fondatore di Urbi, e Giovanni Iozzia, direttore di EconomyUp

Pagare in una volta sola per poter utilizzare vari mezzi quando e come vogliamo, poter usare un servizio che ci piace ovunque ci troviamo, fare un pagamento senza tirar fuori monete o carte: è il nuovo modo di muoversi (e di pagare) delle persone e ha un nome preciso, Mobility as a Service (MaaS). Se ne è parlato il 13 marzo al primo dei due incontri organizzati da Telepass, società del gruppo Atlantia, nell’ambito della Milano Digital Week 2019 (tema di quest’anno: l’intelligenza urbana) e racchiusi sotto il titolo: “L’impatto delle nuove tecnologie sull’esperienza quotidiana di mobilità. Milano #nientepotràfermarti”. Il secondo incontro è in programma per oggi, venerdì 15 marzo  ed è dedicato alla mobilità dei veicoli fra big data e IoT.

A delineare il nuovo paradigma della Mobility as a Service è stato Gabriele Benedetto, CEO di Telepass: “La MaaS – ha spiegato – si basa su tre pilastri: il consumo, ovvero poter godere di tutti i servizi di mobilità a consumo; l’everywhere, cioè  la possibilità di ottenere un servizio ovunque e senza barriere; e l’invisibilità dei pagamenti. Per far questo c’è bisogno di una piattaforma integrata di servizi di mobilità che gestisca i pagamenti in modo invisibile”.  Durante l’incontro è stato annunciato il prossimo debutto di  “Telepass Pay X”, una nuova proposta nata dalla collaborazione con Bnl-Bnp Paribas: un mix tra conto corrente e carta prepagata per servizi di mobilità ma anche per pagamenti quotidiani.  Il lancio sul mercato è previsto per lunedì 25 marzo.

Vediamo i focus principali dell’incontro.

Mobilità e startup innovative: un ecosistema di soluzioni e servizi

La nuova mobilità ha bisogno di un ecosistema per crescere. Di questo ecosistema fanno parte vari attori: le aziende, le startup, gli innovatori. Nessuno può fare nulla da solo. È questo il concetto emerso nella prima parte del dibattito, moderato dal direttore di EconomyUp Giovanni Iozzia e aperto dall’amministratore delegato di Telepass, Gabriele Benedetto, che si è presentato al fianco di Emiliano Saurin, fondatore di Urbi, società fornitrice di un’applicazione che aggrega tutta la mobilità urbana (si possono prenotare da un’unica app servizi di car, scooter e bike sharing, taxi e ride sharing e trasporto pubblico). La maggioranza di Urbi è stata acquisita nel 2017 da Telepass. “Urbi ci ha dato modo di far capire che, per quanto riguarda gli spostamenti con i veicoli, si può passare a un modello non proprietario”, spiega Benedetto, convinto che in futuro sarà considerato sempre meno necessario possedere un’automobile. “Le nuove generazioni ci stanno dando lezioni sull’importanza della mobilità. In ogni caso il progetto delle strisce blu di Telepass Pay rimarrà anche se l’auto non è di proprietà. Anzi sarà sempre più centrale”. Telepass Pay, lo ricordiamo, è l’app che permette una serie di servizi tra cui il pagamento delle strisce blu, del carburante, del bollo auto e molto altro.

Il rapporto con Urbi ha consentito all’azienda di aprire agli utenti di Telepass opportunità di avere servizi di mobilità di nuova generazione. “Potremmo dire – ha proseguito Gabriele Benedetto – che sul fronte dei servizi siamo agnostici, ovvero è il cliente che sceglie qual è il servizio migliore per lui. Ma da soli era impossibile farlo”. In questa strategia aziendale di collaborazione con realtà innovative rientra l’investimento di Telepass in WashOut, la startup che offre un servizio di lavaggio a domicilio di auto e moto tramite smartphone (“In questo caso si fa riferimento anche all’automobile di proprietà” ha specificato Benedetto). Così come rientra il rapporto con Wise Emotions, altra startup che sviluppa applicazioni native per iPhone, Android e Windows Phone. “Avevamo bisogno di aprirci al nuovo modo di sviluppare, i nostri tecnici devono diventare più digitali” ha puntualizzato il CEO di Telepass.

Sharing mobility: le piattaforme multi-modali

Da sinistra a destra Luca Mazzetta, Country Manager di Helbiz, Giuliano Blei, founder e CEO di GoVolt, Daria Cappato, responsabile marketing di Sharen'go, Serafino Chierici, Direttore Generale di Skidata Italia

Luca Mazzetta, Country Manager di Helbiz, ha raccontato la storia della società americana con sede a New York fondata nel 2017 dall’italiano Salvatore Palella. Obiettivo della giovane azienda è risolvere il problema dell’ultimo miglio attraverso una piattaforma innovativa per il noleggio di veicoli di trasporto. Helbiz ha siglato a gennaio un accordo con Telepass per consentire il noleggio del monopattino elettrico Helbiz e saldare il costo delle corse con Telepass Pay.

Altra piattaforma innovativa che parte dai monopattini elettrici con l’idea di fare tante altre cose è GoVolt, per la quale ha parlato il founder e CEO Giuliano Blei. “L’idea del noleggio di scooter sharing elettrico è nata quando, durante un viaggio a Berlino, ho provato un servizio di scooter sharing e me ne sono innamorato” racconta Blei. “Successivamente abbiamo vinto un bando comunale e attivato il servizio, ormai da 14 mesi. Abbiamo il patrocinio del Comune di Milano e a breve immetteremo sul mercato 120 monopattini. La nostra visione? Diventare una piattaforma multi-veicolo: offriremo un servizio multi-modale per ampliare l’offerta”.

Sharen’go, l’evoluzione del car sharing

Pioniere del car sharing elettrico, Sharen’go oggi è un big soddisfatto di come sta andando il business ma insoddisfatto per le recenti decisioni del governo italiano. “Abbiamo iniziato per primi a fare il car sharing totalmente elettrico nella seconda metà del 2015 – ha ricordato la responsabile marketing, Daria Cappato – e oggi abbiamo la più importante flotta elettrica in Europa, con 2000 veicoli solo in Italia. Approderemo prossimamente in Olanda, in Slovenia e in altri Paesi. Milano è per noi una città pazzesca: l’area B ha ampliato il fronte del noleggio di auto elettriche e il Comune ha messo a disposizione 30 isole digitali per risolvere i problemi di ricarica. Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 abbiamo sperimentato lo stacco, ovvero l’utente può staccare personalmente la macchina dall’isola digitale. Purtroppo la nota negativa arriva dal governo giallo-verde: ha stabilito in finanziaria un bonus pubblico per tutti i tipi di veicoli elettrici tranne che per quelli di minore cilindrata. Il paradosso è che per le auto di lusso come Tesla ci sono incentivi e per noi no. Questo ha frenato nuovi investimenti che avevamo previsto”.

Mobilità e dati

La nuova mobilità può a volte trarre la sua origine dal passato, seppure recente. È il caso di Skidata, azienda austriaca attiva dal 1977 nel settore della costruzione di apparecchiature per gestire accesso e controllo dei visitatori per destinazioni turistiche, parcheggi, stadi, parchi di divertimento, centri commerciali e zone fieristiche, stazioni sciistiche. Le sue radici affondano nel mercato dello sci, in pratica ha inventato lo skipass, strumento all’epoca innovativo che ha sostituito il vecchio metodo tramite punzonatore. “Siamo riusciti a innovarci e a sposare nuovi trend – ha affermato Serafino Chierici, Direttore Generale di Skidata Italia – e ci interessa moltissimo la smart mobility, perché il nostro business è punto di arrivo e di partenza”. Chierici si è detto d’accordo con la visione di Benedetto sulla futura eclisse del modello proprietario dell’autoveicolo: “Mio padre acquistava la macchina, io la noleggio, mia figlia la condividerà”. L’azienda è anche parte attiva di uno dei pilastri della mobility as a service, i pagamenti “invisibili”, attraverso un accordo con Telepass per il pagamento dei parcheggi.

Banche e pagamenti per la mobilità

Marco Tarantola, Vice Direttore Generale di Bnl-Bnp Paribas

Cosa c’entra una banca con i pedaggi autostradali e le strisce blu? Lo ha spiegato Marco Tarantola, Vice Direttore Generale di Bnl, ricordando che a luglio scorso Bnl e Arval Gruppo BNP Paribas hanno siglato una partnership con Telepass per i pagamenti in mobilità. Un’iniziativa pensata anche in vista dell’introduzione della fatturazione elettronica, per facilitare le attività contabili e fiscali degli imprenditori, e per proporre una nuova offerta a quegli automobilisti che utilizzano servizi di mobilità, non solo sulle autostrade. Il primo prodotto, “Telepass X Biz”, è partito in sperimentazione tra ottobre e novembre scorsi. Destinato a micro, piccole e medie aziende, artigiani e professionisti, integra i servizi Telepass Fleet con un conto corrente business Bnl e, principale novità, con un fido di 500 euro per dispositivo che consente la dilazione dei costi del rifornimento delle auto aziendali. Il secondo prodotto è pensato per privati e famiglie. Si chiama “Telepass Pay X” ed è in sostanza un conto corrente e una carta di pagamento che, attraverso l’app Telepass Pay, consente transazioni veloci e sicure nel mondo della mobilità. “I modelli tradizionali non funzionano più, i clienti vogliono usare solo quello che è loro utile: perciò facciamo Bank as a Service e Bank as a Platform” ha concluso Tarantola.

Taxi e innovazione

Da sinistra a destra Stefano Salzani, vicepresidente di Taxi Blu, Massimo Cipriani, vicepresidente di appTaxi, Massimiliano Curto, CEO di Wetaxi, Giovanni Iozzia, direttore di EconomyUp

Altro tassello dell’ecosistema della mobilità urbana: i servizi di taxi. Negli ultimi anni le nuove tecnologie hanno fatto il loro ingresso anche in un mondo considerato per molti versi poco propenso all’innovazione come quello dei taxi. È accaduto grazie anche alla disruption portata da Uber, il servizio nato in California per noleggiare un’auto con conducente da smartphone, che, pur contestatissimo dai tassisti italiani (e non solo), ha in qualche modo costretto i guidatori delle auto gialle a perseguire la strada dell’innovazione. È nata persino una startup, WeTaxi: all’incontro di Telepass il CEO Massimiliano Curto ha parlato di come sta crescendo la piattaforma, che ha anche attivato un servizio di taxi sharing a Torino. Sono intervenuti Stefano Salzani, vicepresidente di Taxi Blu, e Massimo Cipriani, vicepresidente di appTaxi. In conclusione Gabriele Benedetto ha approfittato per fornire un’altra anticipazione: “Il Comune di Milano ci ha convocati per discutere di una piattaforma da realizzare con i taxi per il mondo dei servizi sociali, per esempio le emergenze dialisi”.

Venerdì 15 marzo, nella seconda tavola rotonda organizzata da Telepass nell’ambito della Milano Digital Week, si parlerà de “La mobilità del veicolo: big data e IoT”. Il focus sarà sul modo in cui la gestione dei big data e dell’Internet of Things offrono nuove opportunità di sviluppo per i veicoli che percorreranno le smart road. Tra gli speaker, oltre a Gabriele Benedetto, ci saranno Fabio Pressi, CEO di InfoBlu, Marco Fornari, CEO di Telepass Broker, e Luca Grasso, Product Manager Telepass Pay.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale