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NUOVA IMPRENDITORIALITÀ

Open innovation, Fabio Cannavale: “Ecco come funzionerà B Heroes”

di Luciana Maci

07 Nov 2017

Il founder di Lastminute.com svela a EconomyUp nuovi dettagli sul percorso di accelerazione appena lanciato con Intesa Sanpaolo e Discovery Italia: già 200 le candidature, a breve il tour per incontrare i pre-selezionati sul territorio, a maggio un “documentario” in 5 puntate. “Così facciamo sistema” dice l’imprenditore

Sta arrivando il “tour de France delle startup”: a guidarlo è Fabio Cannavale, Ceo di lastminute.com Group, ma la squadra è ampia e composita, all’insegna dell’open innovation, modalità attraverso la quale il mondo delle aziende ricerca spunti innovativi al proprio esterno, quindi anche tra le startup. La definizione a carattere sportivo, coniata dallo stesso Cannavale, riguarda il nuovo progetto B Heroes, percorso di accelerazione rivolto ad imprese ad alto contenuto di innovazione con sede operativa in Italia. “Il nostro obiettivo è fare sistema, perché è importante che i maggiori imprenditori italiani digitali si parlino tra loro e parlino con le startup” spiega a EconomyUp.

Fabio Cannavale

CHI È FABIO CANNAVALE – Cinquantuno anni, sposato, due figli, dopo una laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano e un master in Business Administration alla Insead, Cannavale ha fondato e presieduto eDreams.it, ha ideato il motore di ricerca dei voli low cost lanciato in Italia con il brand Volagratis.it ed ha dato vita al Bravofly Rumbo Group, che oggi offre servizi a oltre 10 milioni di viaggiatori. È socio dei maggiori seed capital Italiani (Dpixel, H-Farm, Club Italia, Digital Magics) e negli ultimi anni ha cofondato o investito direttamente in startup o società quali segugio.it, duespaghi.it, prezzibenzina.it, sailogy.it, brandonferrari.it, siamosoci.it, Dentalpro e molte altre. Proprio il suo desiderio di giocare un ruolo attivo nelle realtà imprenditoriali emergenti lo ha portato a lanciare B Heroes: una call per startup che entreranno in un percorso di accompagnamento, supportate da mentor e altri imprenditori. Alla vincitrice almeno 500mila euro, per le migliori potrebbero aprirsi opportunità di business. Un percorso che diventerà anche un programma televisivo sul Canale 9. L’avventura è appena iniziata.

CHI REALIZZA B HEROESB Heroes è realizzato da Boost Heroes, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Discovery Italia. Giorno dopo giorno si stanno aggiungendo nuovi partner di rilievo, che però non sono stati ancora ufficializzati. Boost Heroes è il nuovo nome di Shark Bites Spa, la holding costituita dagli investitori che hanno partecipato al programma televisivo Shark Tank dedicato alle startup in onda nel 2015 su ItaliaUno. Il fondo è guidato da Fabio Cannavale, azionista di controllo, e da Loris Lanzellotti, amministratore delegato. In questi anni è cresciuto fino a toccare i 3 milioni di euro di capitale. Ha circa 50 soci e 43 partecipazioni in varie startup tra le quali Satispay, Talent Garden e Soundreef. Shark Bites ha cambiato il nome in Boost Heroes per “armonizzarsi” con B Heroes.

Intorno a Boost Heroes, altri soggetti di qualità: oltre ai citati Intesa Sanpaolo (che partecipa con un investimento da un milione di euro) e Discovery Italia c’è Endeavor Italia,  parte di Endeavor Global, associazione no-profit che aiuta gli ecosistemi imprenditoriali a maturare e migliorare con una particolare attenzione all’impatto sociale. Ci sono alcune realtà industriali come Jakala, Bip e Contactlab che porteranno le loro competenze, esperienze, conoscenze del mercato a supporto delle startup del programma. E ci sono imprenditori di alto profilo, sia già affermati sia emergenti, che hanno aderito al progetto: solo per fare qualche nome Diego Piacentini, Paola Bonomo, Paolo Ainio, Riccardo Donadon e molti altri. (qui l’elenco completo dei promotori).

Caratteristiche distintive del percorso di B Heroes sono il supporto gratuito da parte di imprenditori di successo e investimenti da 50 mila euro nelle startup finaliste che porteranno ad un investimento finale di 500 mila euro nella società vincitrice. La call è aperta fino al 30 Novembre 2017 (qui il link per candidarsi) ma la selezione è progressiva, fino a raggiungimento del numero di startup selezionate previsto per l’inizio del programma.

Il 13 novembre partirà il tour in 10 tappe per presentare il progetto B Heroes all’interno delle sedi dei maggiori incubatori italiani.

Il Calendario:
13.11 Milano (Digital Magics)
15.11 Torino (I3P)
16.11 Treviso H-Farm (TBD)
20.11 Bologna (TIM Wcap)
21.11 Bari (Impact Hub)
22.11 Roma (L Venture)
29.11 Napoli (Innovation Hub di IntesaSanpaolo)
30.11 Napoli (Innovation Hub di IntesaSanpaolo)
05.12 Milano
06.12 Palermo (Consorzio Arca – Università degli studi di Palermo)

 

Abbiamo chiesto a Fabio Cannavale di fare il punto sul lancio di B Heroes.

Come stanno procedendo le candidature?
Abbiamo già più di 200 iscritti, contiamo di arrivare a 400. Faremo una pre-selezione delle realtà da noi considerate più interessanti in base alla documentazione che ci è stata inviata. Tra quelle pre-selezionate ne vedremo fisicamente circa 150. Organizzeremo infatti un tour di 8 date in giro per le principali città italiane presso incubatori locali. Qui incontreremo le startup che ci saranno segnalate dagli stessi incubatori e quelle da noi pre-selezionate che si trovano sul territorio. La fase di selezione sarà chiusa entro dicembre.

Come sarà il programma televisivo?
Diciamo subito che B Heroes sarà l’opposto di Shark Tank. Sono stato tra i giurati del programma dedicato alle startup andato in onda nel 2015 su ItaliaUno: si trattava di un format tv creato per intrattenere il pubblico. Noi investitori non incontravamo le startup prima della messa in onda. Su una trentina che avevamo scelto, alla fine abbiamo investito solo in tre società. B Heroes è l’opposto: le startup saranno selezionate nell’ambito di un percorso di 8 mesi, con finale il 20 maggio. Alla fine chi vincerà avrà i soldi in tasca, proprio perché c’è stato un percorso pregresso. Ne nascerà un programma televisivo registrato in 5 puntate, realizzato da Discovery Italia e trasmesso sul canale Nove da metà maggio ai primi di giugno. Ma più che di un programma si tratterà di un documentario. La copertura tv si è resa necessaria per avere una risonanza mediatica. Il nostro è come un tour de France: si organizza la gara, si individuano i ciclisti, si lancia il fischio di partenza, poi le riprese televisive arrivano di conseguenza, non l’inverso.

A quali fondi avranno accesso le startup selezionate e dove si svolgerà il percorso di accelerazione?
In realtà ciascuna resterà sul proprio territorio e convergerà a Milano occasionalmente per incontri e workshop che si terranno presso BASE, l’incubatore di Cariplo. Quanto ai finanziamenti, le prescelte, che saranno fino a un massimo di 12, avranno a disposizione un investimento iniziale di 50.000 euro e un set di servizi gratuiti esclusivi. Avranno inoltre accesso ad una rete di imprenditori di successo e tutor dedicati e parteciperanno a 3 Boost Camp, eventi che includono workshop, momenti di formazione e networking. All’azienda che dimostrerà, a programma terminato, di aver potenziato e sviluppato il proprio business, valorizzando gli strumenti e le competenze fornite, verrà offerto un investimento di 500.000 euro. L’assegnazione avverrà durante la serata finale a maggio 2018 all’interno di Sharing Italy, evento di Intesa Sanpaolo.

Si può dire che B Heroes è un’iniziativa di open innovation?
Certamente. Il nostro obiettivo è innanzitutto fare sistema: è importante che i maggiori imprenditori italiani digitali si parlino e parlino con le startup. Puntiamo inoltre, anche attraverso la copertura mediatica, a fare in modo che nel nostro Paese cambi l’attuale percezione delle startup come di imprese inefficaci o addirittura destinate al fallimento. Infine, in Italia, nelle aziende tradizionali, c’è ancora poca cultura sulle innovazioni realizzate dalle startup. È un modo per mettere in contatto questi due mondi.

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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