Wash out e wash in: come una startup usa l’auto connessa per il lavaggio “da remoto” | Economyup
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INTERNET OF THINGS

Wash out e wash in: come una startup usa l’auto connessa per il lavaggio “da remoto”



Grazie al servizio di “Wash Out” abilitato dall’app Telepass Pay si può far lavare la macchina a un addetto senza essere presenti sul posto. Per ora solo all’esterno, ma in futuro si potrebbero sbloccare le portiere e farlo entrare all’interno. È una delle possibilità offerte dalla connected car. Ma ce ne sono molte altre

14 Mag 2019


L’auto connessa consente anche di farsi lavare la macchina senza essere presenti sul posto. Sul concetto di connected car è infatti basata l’attività di Wash Out, startup che consente di chiamare un addetto al lavaggio del proprio veicolo in sosta utilizzando un’applicazione da smartphone.

Che cos’è la connected car

Con il termine connected car si intende un veicolo che, oltre ad avere accesso a Internet, dispone di sensori e può inviare e ricevere segnali, percependo la realtà circostante e interagendo con altri veicoli o entità. Le auto connesse rientrano nell’IoT (Internet of Things, Internet delle Cose) che ormai pervade qualsiasi ambito della quotidianità, e sono in grado non solo di comunicare con altri oggetti, ma consentono anche al proprietario di controllare e gestire da remoto alcune funzioni.  Tra queste c’è appunto il lavaggio macchina per interposta persona da remoto.

Come nasce Wash Out, la startup che è piaciuta a B Heroes e Telepass

I tre founder di Wash Out sono Christian Padovan, Andrea Galassi e Alessandro Morlin. Stessa età, stessa origine milanese, si conoscono da piccoli sui banchi di scuola. “Abbiamo sempre avuto aspirazioni e mindset imprenditoriale” racconta Padovan. Dopo la laurea alla Bocconi, uno dei tre, Andrea Galassi, vola a Dubai per lavorare per Boston Consulting Group. È lì che nel 2015 Galassi vede l’idea che porterà poi in Italia per fondare Wash Out: un’app per lavare la macchina. Tornato in Italia nel 2016, Galassi coinvolge i due amici nel progetto: replicare l’idea vista a Dubai anche nel nostro Paese. Fondano così Wash Out e la startup viene incubata in SpeedMIUp, l’incubatore dell’Università Bocconi di Milano.

Wash Out, la startup green che vuole rivoluzionare il mercato dell’autolavaggio

A giugno 2018  Wash Out si è aggiudicata l’investimento di 800mila euro del programma B Heroes messo a disposizione da Boost Heroes e Intesa Sanpaolo Innovation Center per essere stata la migliore impresa scelta al termine del percorso di accelerazione durato 4 mesi e che ha coinvolto 12 startup selezionate tra centinaia di candidate.

A febbraio 2019 Wash Out ha ricevuto un round di finanziamento da 1 milione di euro che ha visto la partecipazione  di  nuovi  investitori  fra cui il gruppo Telepass  (Telepass, Telepass Pay, Infoblu, Urbi, KMaster). L’ingresso di  Telepass nell’azionariato della società è l’evoluzione di un accordo strategico che già permette ai clienti della app Telepass Pay di usufruire dei servizi offerti dall’impresa innovativa.

La società è attualmente attiva a Milano, Roma, Torino e Firenze.

Come funziona Wash Out

Wash Out lava le auto dei clienti direttamente in strada, o all’interno di un parcheggio o in un’autofficina, senza che questi debbano spostarle in aree adibite. Il lavaggio avviene a secco, con prodotti ecologici che non lasciano residui sul terreno. La prenotazione è possibile attraverso un’app per smartphone, dopodiché il cliente deve solo selezionare il luogo in cui è parcheggiata l’auto, pagare e e lasciare che gli addetti si mettano al lavoro. Al momento di effettuare la prenotazione bisogna scegliere quale tipo di servizio richiedere: pulizia della carrozzeria, dei vetri, dei cerchi, dei pneumatici o aspirazione dello sporco dall’abitacolo, pulizia del cruscotto e lavaggio dei vetri interni (oppure entrambi). Di recente sono partiti un nuovo servizio per le flotte aziendali e servizi aggiuntivi di car care sui lavaggi.

Wash Out: i prezzi

Il costo parte dai 12,90 euro per il lavaggio “parziale” delle utilitarie e raggiunge i 19,90 per le auto più grandi, salendo fino ai 16,90 euro per il lavaggio completo delle utilitarie e ai 24,90 euro dei SUV di lusso o delle ammiraglie. Wash Out è disponibile anche per gli scooter e motociclette.

Wash Out e la sostenibilità ambientale

Wash Out utilizza prodotti ecologici che non necessitano di acqua per essere utilizzati e che non producono scarti o schiume nocive, in pieno rispetto dell’ambiente. Si tratta, infatti, di detergenti che si vaporizzano al momento dell’utilizzo, sollevando lo sporco dalla superficie del veicolo, creando uno strato protettivo che ne facilita la rimozione. Con appositi panni in microfibra lo sporco viene quindi rimosso e catturato. Questo permette all’incaricato di eseguire il lavaggio senza sporcare l’ambiente circostante, produrre scarti al suolo o vapori nocivi.

Wash Out e Wash In

Durante un incontro organizzato da Telepass il 15 marzo 2019 nell’ambito della Milano Digital Week , in cui si è parlato anche dei servizi IoT per l’auto, è stato mostrato in diretta un video su come, attraverso l’utilizzo dell’app Telepass Pay, è possibile lasciare l’automobile sulle strisce blu e chiamare da app un addetto al lavaggio di Wash Out. L’incaricato ha lavato l’automobile all’esterno ma successivamente ha potuto anche fare pulizia all’interno. Questo perché l’utente (in questo caso, a scopi dimostrativi, il CEO di Telepass Gabriele Benedetto) ha potuto aprire le portiere da remoto attraverso l’applicazione, così come ha potuto richiuderle una volta terminato il servizio. Si è trattato, però, appunto di una dimostrazione. Il servizio di lavaggio interno di Wash Out è attivo dalla nascita della startup, ma ancora non è disponibile l’apertura da remoto. Lo sarà, presumibilmente, con lo sviluppo dei servizi abilitati dalla conncted car.

Che cos’è l’auto as a service e quali servizi sono possibili con big data e IoT

 

I NUOVI SERVIZI ASSOCIATI AI VEICOLI CONNESSI

L’auto connessa è in grado di soddisfare una vasta gamma di esigenze grazie alle sue molte funzioni. Ad esempio può comunicare con i sistemi di navigazione satellitari per condividere i dati sul traffico, e al tempo stesso ricevere quegli stessi dati per suggerire deviazioni al percorso in modo da saltare le code. Può anche (grazie ai servizi disponibili su smartphone) accendere l’aria condizionata qualche minuto prima dell’arrivo del guidatore per rinfrescare o riscaldare l’abitacolo, oppure accendere i fari a distanza per farsi individuare in un parcheggio affollato, o farsi localizzare in caso di furto.

Alcuni sistemi operativi delle auto connesse dispongono anche di sistemi di “concierge”. Ad esempio è possibile, mentre si è in strada, far prenotare all’auto un albergo, un parcheggio o un ristorante vicino alla destinazione; oppure prenotare la revisione o interventi meccanici in caso di guasti che è l’auto stessa a segnalare sia al proprietario sia alle officine convenzionate.

Connected car: che cos’è, che cosa può fare (anche in caso di incidente), quali vantaggi ha

Uno dei servizi emergenti offerti da una connected car è l’in-car delivery. Consiste nella possibilità di offrire ai clienti la consegna di un pacco direttamente dentro il bagagliaio dell’auto, proprio come avviene per le consegne tradizionali effettuate presso le abitazioni. Le sperimentazioni di questo servizio sono iniziate nel 2016, quando la casa automobilistica svedese Volvo ha annunciato questo tipo di servizio insieme alla startup Urb-it. Amazon lo ha lanciato in pompa magna nel 2018 in 37 città statunitensi e fuori dagli Usa, in collaborazione proprio con Volvo (per Usa ed Europa) e con General Motors. Tuttavia il big dell’e-commerce aveva già testato un progetto pilota con la tedesca Audi nel 2015 in Germania. L’ultima arrivata nel campo dell’in-car delivery è Škoda Auto, che ha da poco attivato un test in collaborazione con due retailer online cechi.

A questo proposito Mercedes-Benz Vans ha lanciato In-Van Delivery and Return (IDR), la nuova soluzione digitale di un’applicazione che collega i fornitori di servizi logistici con le aziende dotate di flotte dedicate all’assistenza tecnica. I vantaggi: consegne di notte direttamente nel veicolo dedicato al servizio di assistenza, riduzione delle spese e dei tempi di viaggio, accesso al veicolo più sicuro e senza chiave.