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LA GUIDA

Connected car: che cos’è, che cosa può fare (anche in caso di incidente), quali vantaggi ha



Condividere i dati sul traffico, suggerire deviazioni al percorso in modo da saltare le code, accendere l’aria condizionata qualche minuto prima di salire a bordo, fornire un servizio di concierge: sono alcune delle caratteristiche della connected car, una delle sfide maggiori per l’industria automotive

09 Ago 2019


Le auto connesse (connected car), parte di quell’IoT (Internet of Things, Internet delle Cose) che ormai pervade qualsiasi ambito della quotidianità, sono in grado non solo di comunicare con altri oggetti, ma consentono anche al proprietario di controllare e gestire da remoto alcune funzioni. I “normali” prodotti IoT permettono ad esempio di regolare il riscaldamento di casa, oppure di ordinare il latte se il frigo si “accorge” che è finito.  Le auto connesse danno accesso a una gamma di possibilità di comunicazione molto più ampia.

Oltre a consentire agli automobilisti di accedere, generalmente tramite smartphone, a informazioni relative allo stato dell’auto, alla sua localizzazione e ai dati tecnici, le connected car sono anche capaci di avvertire i servizi di emergenza in caso di incidente, di contattare l’officina se qualcosa nel motore non va come dovrebbe, di avvertire il gommista se si fora.

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Che cos’è la connected car

Un’auto connessa è dunque una vettura che dispone di una propria connessione a Internet, grazie alla quale l’auto stessa può condividere il proprio accesso a internet con i passeggeri e consentire l’accesso ai suoi dati a dispositivi che si trovino all’interno dell’auto ma anche da remoto.

Che cosa può fare la connected car

L’auto connessa è in grado di soddisfare una vasta gamma di esigenze grazie alle sue molte funzioni. Ad esempio può comunicare con i sistemi di navigazione satellitari per condividere i dati sul traffico, e al tempo stesso ricevere quegli stessi dati per suggerire deviazioni al percorso in modo da saltare le code. Può anche (grazie ai servizi disponibili su smartphone) accendere l’aria condizionata qualche minuto prima dell’arrivo del guidatore per rinfrescare o riscaldare l’abitacolo, oppure accendere i fari a distanza per farsi individuare in un parcheggio affollato, o farsi localizzare in caso di furto.

Alcuni sistemi operativi delle auto connesse dispongono anche di sistemi di “concierge”. Ad esempio è possibile, mentre si è in strada, far prenotare all’auto un albergo, un parcheggio o un ristorante vicino alla destinazione; oppure prenotare la revisione o interventi meccanici in caso di guasti che è l’auto stessa a segnalare sia al proprietario sia alle officine convenzionate.

Connected Car, nuove tecnologie e case automobilistiche

Le nuove tecnologie sono le protagoniste indiscusse della connected car. Ecco come i principali player del settore stanno costruendo l’auto connessa: Mercedes ha sviluppato un sistema di parcheggio da remoto tramite app, un assistente di sterzata autonoma per evitare ostacoli e uno per il sorpasso autonomo. Volvo ha presentato un sensore che riconosce i bordi della carreggiata anche se non sono segnalati dalle strisce. BMW consente di aggiornare via web le mappe.

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Connected car, emergenze e incidenti

Da marzo 2018, all’interno dell’Unione Europea, tutte le nuove auto devono obbligatoriamente montare un sistema di sicurezza che comunica alle forze di polizia se la vettura è rimasta coinvolta in un incidente: il sistema, utilizzando il GPS, comunica i propri dati di telemetria e la posizione, in modo da allertare i soccorsi fornendo direttamente i dati indispensabili per l’intervento.

Connected car, quali vantaggi per i passeggeri?

Le auto connesse, oltre a offrire opzioni di sicurezza e di controllo remoto, possono anche condividere il proprio accesso Internet creando un hotspot Wi-Fi ad hoc, così da consentire ai passeggeri di utilizzare la rete dell’auto per navigare, guardare contenuti di intrattenimento in streaming, lavorare e studiare.

Connected car e auto del futuro

Grazie alla rete 5G, infatti, l’obiettivo per il futuro è quello di far comunicare costantemente l’auto con l’ambiente circostante (ad esempio con le altre auto, con la segnaletica stradale connessa e anche con la stessa strada): secondo i primi test, in questo modo sarà possibile ridurre del 68% gli incidenti stradali. Nelle auto a guida autonoma, poi, la connettività sarà ancora più importante: questi veicoli utilizzeranno le informazioni di telecamere, laser e radar per creare una mappa digitale 3D dei loro dintorni, comunicheranno con i veicoli che le circondano per ottenere maggiori informazioni sul loro comportamento (e prevedere e anticipare i loro movimenti).

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Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network