Auto a guida autonoma: che cosa sono, come funzionano, le applicazioni in Italia | Economyup

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Auto a guida autonoma: che cosa sono, come funzionano, le applicazioni in Italia



Le auto a guida autonoma circolano già sulle nostre strade, da Parma a Torino. Dai 5 livelli di guida, ai test, alla normativa, ecco cosa c’è da sapere

05 Nov 2020


Auto a guida autonoma

L’auto a guida autonoma è uno dei trend del settore automotive che acquisirà sempre maggior rilievo nei prossimi anni. In realtà da tempo circolano numerosi veicoli dotati di livelli base di autonomia, ma è da poco che si stanno affacciando sulla scena quelli più avanzati (dove non serve mettere mano al volante, per intenderci). In  Italia, per esempio, sono cominciati i primi test. Sperimentazioni pionieristiche che potrebbero diventare la quotidianità entro non molti anni.

VIDEO – L’AUTO A GUIDA AUTONOMA IN 1 MINUTO

Che cos’è la guida autonoma e come funziona: i 5 livelli

Un’auto a guida autonoma è un veicolo che utilizza una combinazione di sensori, telecamere, radar e intelligenza artificiale (AI). Tecnologie per spostarsi tra diverse destinazioni senza necessità di intervento umano, su strade che non siano state pre-adattate allo scopo. Nel mondo dell’automotive è stata adottata una scala di classificazione da 0 a 5 che permette di valutare il livello relativo di automazione di ciascun veicolo.

Livello 0, Nessuna automazione

è l’auto tradizionale, in cui il conducente controlla l’auto senza alcun tipo di supporto da parte di un sistema di assistenza alla guida.

Livello 1, Assistenza alla guida

sono presenti ausili cruise control adattivo, controlli elettronici di stabilità del veicolo (ESC), il supporto dinamico di frenata, i sistemi di mantenimento della corsia di marcia

Livello 2, Automazione parziale

ci sono almeno due funzioni primarie automatiche di controllo del veicolo che agiscono congiuntamente (ad esempio cruise control adattivo combinato con il lane centering) e consentono al guidatore di cedere il controllo di alcune funzioni in situazioni limitate.

Livello 3, Guida autonoma limitata

il guidatore può cedere al sistema di guida autonoma il pieno controllo delle funzioni critiche di sicurezza, ma limitatamente a precise condizioni di traffico e ambientali.

Livello 4, Automazione elevata

si tratta di una guida autonoma sostanzialmente piena, in cui il veicolo può svolgere tutte le funzioni critiche di sicurezza e monitorare costantemente le condizioni della strada per l’intero viaggio, ma non in condizioni meteo estreme.

Livello 5, Automazione completa

è richiesta solo l’indicazione della destinazione e l’avvio del sistema, senza altro intervento da parte del guidatore, in tutte le casistiche possibili.

Auto a guida autonoma

Auto a guida autonoma, storia della sperimentazione in Italia

Il decreto a marzo 2018

Il nostro Paese è stato tra i primissimi a ospitare test su strada di automobili senza pilota, ma è apparso nel report stilato da KPMG sull’Autonomous Vehicles Readiness solo nella terza edizione pubblicata a inizio 2020. Nella speciale classifica, il Belpaese si colloca nella ventiquattresima posizione (su 30 nazioni censite), mettendo in evidenza gli sforzi compiuti negli ultimi anni per recuperare terreno.

Il 16 marzo 2018 l’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha firmato il provvedimento che permette la sperimentazione delle driverless car sulle strade italiane. Con questo decreto si dà il via alla sperimentazione su strada di veicoli a guida autonoma. Il decreto, infatti, autorizza “costruttori del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, nonché istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca” alla sperimentazione delle auto a guida autonoma in Italia. Una mossa prevista nel Decreto Smart Road sull’ammodernamento digitale delle rete stradale nazionale.

 

Self driving car: che cosa dice il decreto che le autorizza anche in Italia

I primi test con auto da remoto a Torino nell’ottobre 2018

Un primo mini-test, che era più che altro una sorta di dimostrazione pubblica, si era già svolto alla fine di ottobre 2018 a Torino. Si è trattato di un evento nato dalla collaborazione tra Tim, Ericsson e Comune di Torino per far conoscere e sperimentare le potenzialità della nuova rete 5G, ultraveloce e con basso tasso di latenza, attraverso servizi che saranno disponibili da Tim. Nell’ambito della due giorni di demo e prova dei servizi 5G rivolti al grande pubblico, un pilota ha guidato una vettura da remoto, restando dentro Palazzo Madama, e in piazza i passeggeri, tra cui Paola Pisano, assessore all’Innovazione del Comune di Torino, hanno viaggiato con la macchina che svoltava, accelerava e frenava da sola. Nel pomeriggio hanno potuto provarla i cittadini.

Auto a guida autonoma, il Ministero dei Trasporti autorizza i test sulle strade pubbliche

Il primo test su strada dell’auto a guida autonoma a Parma il 27 maggio 2019

Dopo le prove su circuiti, il 27 maggio 2019 sono iniziate le sperimentazioni dell’auto a guida autonoma a Parma. Il test è stato effettuato da Vislab: Spinoff dell’Università di Parma, VisLab è, nel 2019, la prima società autorizzata dal Ministero dei Trasporti a testare l’auto a guida autonoma su strada in Italia. Unica società ad aver ottenuto l’autorizzazione anche perché, come riferisce il ministero stesso, è la sola ad aver presentato la richiesta di autorizzazione. Ma, soprattutto, è una società americana: nel 2015, infatti, VisLab, è stata acquisita dalla statunitense Ambarella. Dunque, benché VisLab si presenti ancora come società italiana perché ha mantenuto la sede a Parma e il team italiano, è in realtà una società americana. Qui puoi leggere la sua storia

Auto a guida autonoma di Vis Lab

Il veicolo impiegato per le sperimentazioni è un Ambarella modello L. I collaudi consisteranno nell’esecuzione di sperimentazioni del sistema di guida automatica al fine di testare le capacità di circolazione del veicolo nel traffico cittadino. In particolare verranno testati i sistemi di percezione visiva e mediante radar, il sistema di pianificazione del percorso e il comportamento del veicolo nelle intersezioni, negli incroci e nelle rotonde.

La sperimentazione è stata effettuata lungo le tratte stradali adiacenti a Via 9 Novembre 1989, Via Indro Montanelli, Via Caduti di Nassirya, e anche su Viale delle Esposizioni, Via delle Scienze, Parco Area delle Scienze.

L’aggiornamento del Decreto Smart Road

La rielaborazione del decreto sulle Smart Road da parte del MIT nel 2020 autorizza la sperimentazione su strada anche a vetture prive di volante o pedali – finora non omologabili – con la logica di fornire nuovi mezzi di trasporto in un’epoca in cui i contatti personali vanno evitati sempre più. Il nuovo regolamento è ancora in fase di verifica da parte del Consiglio di Stato e potrebbe dare il via libera anche ai natanti da remoto, per poter avviare nuove sperimentazioni non solo sulla strada, ma anche sull’acqua.

L’aggiornamento del decreto permetterebbe quindi l’avvio di una nuova stagione di test non più ristretti alle strade private o a circuiti chiusi al traffico, ma che finalmente potrebbero conoscere le sfide della pubblica via, con tutte le difficoltà che gli automobilisti conoscono. I soggetti pronti a partire in questo momento sarebbero tre startup: l’italiana Next Future a Padova, la francese Navya a Merano e l’americana Local Motors a Torino a cui si aggiunge la consolidata realtà di VisLab a Parma.

Auto a guida autonoma: a che punto è la normativa in  Italia

La legislazione in merito è precedente all’epoca digitale. In Italia dobbiamo fare i conti con il Codice della strada che definisce veicoli tutte le macchine circolanti su strada guidate dall’uomo, escludendo quindi a priori – a una prima analisi – la possibilità di un’auto in grado di muoversi autonomamente.

Su questa base si innesta però l’adesione alla Convenzione di Vienna sul traffico stradale che si presenta come meno restrittiva e contempla più semplicemente la presenza di una persona in grado di controllare il veicolo. Proprio grazie alla Convenzione, quindi, si sono svolti vari test nel nostro Paese, dal primo nel lontano 1998 – quando una Lancia Thema macinò quasi 2.000 km per tutta la penisola guidandosi da sola per il 94% del tempo – fino al 2018 quando l’avvento del già citato Decreto Smart Road ha riorganizzato la materia mettendo dei paletti più rigidi.

Auto a guida autonoma: a che punto è la normativa in Italia e in Europa

Focus sul Decreto Smart Road

Il 28 febbraio del 2018 infatti il Ministero dei Trasporti ha emanato il D.M. n. 70 meglio noto come “Decreto Smart Road”  introducendo nuove regole per la sperimentazione di veicoli a guida autonoma su strade pubbliche. Il testo, oltre a identificare i veicoli driverless come dotati “di tecnologie capaci di adottare e attuare comportamenti di guida senza l’intervento attivo del guidatore, in determinati ambiti stradali e condizioni esterne”, ha istituito anche un apposito osservatorio tecnico mirato a coordinare le varie iniziative e sperimentazioni e, allo stesso tempo, a supporto di studi, ricerche e approfondimenti in particolare sul tema della sicurezza.

(Articolo aggiornato al 05/11/2020)