Guida autonoma, la sperimentazione di Teoresi per creare il "cervello" delle auto - Economyup

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Guida autonoma, la sperimentazione di Teoresi per creare il “cervello” delle auto



La sperimentazione di Teoresi, società fondata 35 anni fa per la consulenza informatica e oggi attiva anche nell’automotive, è partita nel 2021 con Torino City Lab e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Obiettivo: trasformare una city car elettrica in una smart car senza conducente. A che punto è la ricerca

di Maura Valentini

16 Set 2022


Teoresi, il prototipo Xev YOYO

La ricerca per l’auto guida autonoma cresce anche in Italia. Tra gli attori attivi in questo campo c’è Teoresi: una società nata 35 anni fa per la consulenza informatica e oggi attiva anche nei campi di auto e smart mobility che, forte dell’esperienza maturata nel settore automotive, ha avviato progetti di ricerca e sviluppo per la guida assistita e autonoma in collaborazione con Torino City Lab e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile voluto dal Pnrr e promosso dal Politecnico di Milano.

A che punto è la sua sperimentazione, e quali le potenzialità?

Che cosa fa Teoresi

“Teoresi è una società internazionale di servizi di ingegneria che si occupa di sviluppare l’intelligenza delle macchine, aggiungendo ai dispositivi il “cervello” che li rende smart” ha spiegato a Economyup Fabio Gadda, Strategic Marketing e Business Intelligence Expert di Teoresi Group. “Nell’ambito automotive, che al momento rappresenta il 60% del fatturato dell’azienda, Teoresi opera principalmente in quattro aree – auto connessa, auto condivisa, auto elettrica e auto autonoma. La maggior parte dei suoi oltre 850 dipendenti sono tecnici e ingegneri, soprattutto ingegneri meccanici, informatici, elettronici.”

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“Nei progetti su cui lavora, Teoresi segue generalmente le indicazioni dei clienti, ma allo stesso tempo ha avviato dei centri di ricerca a Torino, Modena e Napoli per sviluppare competenze specifiche, in particolare sull’auto autonoma, con le quali proporsi al cliente con dei time-to-market competitivi grazie a soluzioni ‘plug and play’ che possono essere personalizzate in base alle singole richieste. Un percorso che consente anche di accelerare la crescita dei nuovi ingegneri che entrano in Teoresi, che, sotto la guida dei progettisti più esperti, hanno l’opportunità di rafforzare le proprie competenze specialistiche sul campo.”

Teoresi, come nasce il progetto di auto a guida autonoma

La sperimentazione è nata nel 2021 con l’obiettivo di trasformare una city car elettrica, la XEV YoYo (di recente entrata a far parte della flotta di Enjoy a Torino), in una smart car senza conducente.

“Il progetto è mirato a dotare l’auto di un “cervello” che la rende autonoma” spiega Gadda. “In questo caso, il “cervello” sono algoritmi di intelligenza artificiale che consentono al veicolo di spostarsi in autonomia e di “scegliere” la traiettoria migliore da percorrere per muoversi. Come? Rielaborando e interpretando le informazioni acquisite attraverso “i suoi occhi”: camere e sensori posizionati sul veicolo come radar, sonar, lidar.”

Utilizzando questi strumenti, il veicolo sarà in grado di localizzarsi nello spazio e guidare senza bisogno di un conducente.

“Per funzionare questi algoritmi hanno bisogno di una prima fase di allenamento in una “palestra” per allenarsi e imparare a riconoscere l’ambiente e decidere con consapevolezza come muoversi. A questo scopo Teoresi ha creato un simulatore che utilizza le informazioni raccolte dai sensori per ricreare una “mappa” dell’ambiente in cui poi dovrà muoversi il veicolo e in cui gli algoritmi possono allenarsi e provare le manovre che poi saranno effettuate su strada.”

A che punto è la sperimentazione

“Al momento ci troviamo nella seconda fase della sperimentazione, ovvero l’installazione del “cervello” già addestrato sul veicolo per testare in un ambiente reale quanto è già stato provato nel simulatore: la prova su strada, per il momento una strada privata nella sede di Teoresi, nei prossimi mesi la smart road a Torino, un circuito urbano di circa 35 km pensato per testare l’auto connessa e autonoma con tecnologia 5G. L’auto è già in grado di eseguire in completa autonomia alcune manovre, come il rettilineo, la svolta a sinistra e la frenata davanti al passaggio pedonale, e riesce a “vedere” l’ambiente e gli eventuali ostacoli che la circondano e decidere di conseguenza se fermarsi o aggirare l’ostacolo.”

Quale lo scopo finale?

“Teoresi, in quanto società di servizi di ingegneria, non ha in primis la finalità di realizzare un prodotto da mettere sul mercato, ma di portare soluzioni innovative ai propri clienti, operando come partner in grado di supportare e guidare dal punto di vista tecnologico” chiarisce Gadda.

“Per noi si tratta quindi di creare know-how aziendale, sia in termini di conoscenza teorica e metodologica nell’affrontare progetti di questo tipo, sia in termini di esperienza tecnologica d’avanguardia per preparare soluzioni a livello sia di concept sia di prototipi da personalizzare per i nostri clienti Automotive, nonché sviluppare sinergia tecnologica fra diversi settori industriali (pensiamo ad esempio ad applicazioni trasversali per la Urban Air Mobility) in una logica di cross-fertilization.”

In linea con questi obiettivi, Teoresi ha una partnership con il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, insieme a 25 università e 24 imprese, all’interno del quale lavora per contribuire nelle aree di intervento “mobilità aerea”, “veicoli stradali sostenibili” e “CCAM – Connected Cooperative Automated Mobility, reti connesse e infrastrutture smart”, con diversi obiettivi, tra cui preparare le reti di trasporto all’avvento dei veicoli connessi e autonomi, migliorare la resilienza della rete di trasporto nel complesso, ripensare l’architettura dei veicoli a zero emissioni in ottica di connettività, cooperazione e automazione.

Le nuove prospettive dopo la svolta normativa del 14 luglio

Il 14 luglio 2022 è stata una data storica per la normativa in materia di guida autonoma: l’Unione Europea ha recepito il nuovo articolo 34-bis della Convenzione di Vienna sulla circolazione, che integra il concetto di “sistema di guida automatica” e permette la diffusione sul mercato dei sistemi di assistenza ADAS (di livello 3 o superiore) che consentono al conducente di lasciare il volante.

“È sicuramente un passo avanti, ma ora bisognerà vedere come si regoleranno i governi nazionali”

Guida autonoma, quali gli ostacoli?

“Quello normativo non è l’unico ostacolo che oggi rallenta lo sviluppo della guida autonoma,” nota Gadda.  “A livello tecnologico siamo già pronti, grazie ai progressi registrati negli ultimi anni nelle tecnologie che abilitano la guida senza conducente, dall’intelligenza artificiale al machine learning, dall’Internet of Things alla connettività 5G.”

“Quello che ancora manca è completare l’infrastruttura necessaria per consentire la connessione e la cooperazione fra i veicoli e fra i veicoli e l’infrastruttura stessa: servirà potenziare il 5G, che oggi è in via di diffusione, e i sistemi di intercomunicazione. Infine, bisognerà creare un modello di business attorno alla guida autonoma, sostenibile dal punto di vista dei costi, che dovranno essere in linea con i vantaggi che promette, e dal punto di vista della mobilità urbana, alla ricerca del giusto equilibrio fra trasporto pubblico, privato e condiviso.”

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.