Startup italiane: 12 imprese innovative da conoscere e seguire nel 2022 - Economyup

INNOVAZIONE IN ITALIA

Startup italiane: 12 imprese innovative da conoscere e seguire nel 2022



Il 2022 è iniziato con successo per Scalapay e Iubenda. Ma ci sono altre startup italiane che potrebbero scalare. Ecco alcuni nomi

di Federico Bandirali

15 Mar 2022


Startup italiane - Photo by Vardan Papikyan on Unsplash

Per le startup italiane il 2022 potrebbe essere un anno importante, anche se l’Italia è ancora indietro rispetto all’Europa negli investimenti di venture capital. I segnali positivi ci sono: a febbraio Scalapay, la startup fintech co-fondata da un italiano, Simone Mancini, ha ottenuto 497 milioni di dollari in un round serie B co-guidato dal colosso tecnologico cinese Tencent e da Willoughby Capital. A marzo la legal tech Iubenda, capitanata da Andrea Giannangelo, ha realizzato un’exit grazie al gruppo belga Team.blue, leader europeo nel settore domini e hosting. Intorno a loro un mondo di altre startup innovative italiane che nel 2022 potrebbero crescere, scalare e realizzare successi simili a quelli delle “colleghe”.

Ne vogliamo segnalare alcune. Non si tratta necessariamente delle migliori startup italiane in assoluto, ma di quelle che per innovatività dell’idea, finanziamenti ricevuti, capacità di riscuotere fiducia da imprenditori importanti, rappresentano esempi di visione e genialità imprenditoriale nell’ecosistema delle startup innovative.

1. 1000farmacie

1000Farmacie è una startup innovativa under 30, costituita nel marzo del 2020 a Milano in concomitanza con l’esplosione della pandemia da Covid-19 dallo startupper e CEO Nicola Petrone insieme a Mohamed Younes (COO) e Alberto Marchetti (CMO).

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La giovane realtà ha creato un marketplace che unisce le farmacie italiane su un’unica piattaforma digitale, ed è quindi attiva in un settore di mercato – l’e-pharmacy – che in Europa e ancor più in Italia ha penetrazione prossima allo zero (il canale di vendita principale è offline e copre il 75% degli acquisti), ma con enormi potenzialità di crescita e un valore di mercato stimato vicino ai 180 miliardi di euro.

A inizio 2022, 1000Farmacie ha chiuso un round di investimento da 15 milioni di dollari guidato da P101 SGR e da HBM Healthcare Investments, tra i principali investitori mondiali nell’innovazione sanitaria. La startup innovativa nell’aprile 2020 aveva già chiuso un round seed da 1,7 milioni, portando quindi il totale dei capitali raccolti a 17 milioni di dollari in meno di due anni.

La startup milanese punta ad allargare la propria attività e il servizio di consegna “dell’ultimo miglio” grazie ai fondi raccolti – oltre ad aumentare il numero di farmacie presenti nella propria rete – per poi integrare entro il 2023 nella piattaforma servizi di assistenza sanitaria, in modo da supportare sempre più i pazienti e soddisfare le loro esigenze.

2. Caracol – Additive Manufacturing

PMI innovativa, Caracol nasce a fine 2017 co-fondata a Lomazzo (Como) da Francesco De Stefano, Jacopo Gervasini, Paolo Cassis e Giovanni Avallone.  La società converte supporti robotici in una tecnologia integrata di Additive Manufacturing grazie sullo sviluppo hardware di un sistema innovativo di estrusione brevettato e a degli algoritmi software proprietari. Il sistema messo a punto da Caracol permette di produrre componenti in monoscocca di dimensioni elevate e geometricamente “complesse” e, grazie al “direct printing”, materiali compositi ad alte performance meccaniche e termiche,

L’obiettivo è rinnovare e rivoluzionare il sistema produttivo attuale, con un occhio di riguardo nel supportare le aziende del manifatturiero ad operare in modo sempre più sostenibile, poiché la tecnologia messa a punto è stata studiata anche guardando all’ambiente.

Nel settembre 2021 Caracol, ha chiuso un round di investimento da 3,5 milioni di euro per i suoi servizi avanzati guidato da Primo Ventures attraverso il fondo Primo Space Fund ed EUREKA! Venture SGR attraverso il fondo EUREKA! Fund in qualità di lead investors, oltre a diversi business angel.

Gli obiettivi per il 2022 prevedono l’apertura di una nuova sede e il raddoppio del team di lavoro per favorire l’espansione commerciale del business, senza dimenticare investimenti ingenti in R&S.

3. Casavo

Casavo è una scaleup nonché il primo instant buyer italiano nel mercato immobiliare. Fondata a Milano nel settembre 2017 dall’attuale CEO Giorgio Tinacci e diventata nel frattempo PMI innovativa, ha lanciato una piattaforma che consente alla società di comprare un immobile in vendita nel giro di 30 giorni, determinandone il valore in tempo reale utilizzando un apposito algoritmo (Eva) in cui sono inserite diverse variabili.

Dopo la valutazione online, qualora l’utente decida di cedere l’immobile di proprietà Casavo effettua sopralluoghi e verifiche, ne diventa eventualmente acquirente in modo vincolante, e paga il venditore in 30 giorni. La società, poi, stabilisce se sia necessario ristrutturare o rinnovare quanto acquisito autonomamente, si “trasforma” e mette in vendita l’immobile, sia sulla piattaforma che attraverso agenzie partner. Realizzando di volta in volta utili, anche per via di offerte tendenzialmente inferiori all’8% del reale valore di mercato.

A marzo del 2021 la PMI innovativa attiva a Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna sul territorio nazionale – oltre a Madrid e Barcellona in Spagna -. ha chiuso un round di serie C da 50 milioni di euro guidato dal fondo Exor Seeds, la holding della famiglia Agnelli al primo investimento in una startup italiana famosa. A cui si aggiunto un finanziamento con Goldman Sachs di 150 milioni, portando capitali per un totale di 200 milioni.

Dal 2017 a oggi Casavo a raccolto oltre 450 milioni tra finanziamenti e investimenti di importanti VC mondiali tra i quali Project A Ventures, 360 Capital, Picus Capital, P101, Bonsai Partners, DE Shaw & Co e Goldman Sachs.

Per inaugurare al meglio il 2022, la PMI innovativa ha deciso di espandersi anche in Portogallo, stanziando 100 milioni per scalare ulteriormente il business e proseguire nell’internazionalizzazione.

4. D-Orbit

D’Orbit è un’ex startup innovativa italiana attiva nel settore aerospaziale, che dalla costituzione nel 2011 a Milano da parte del fondatore e amministratore delegato Luca Rossettini ha messo al centro della propria mission la mitigazione dei “detriti nello spazio” occupandosi di logistica spaziale. Nel 2022 ha annunciato l’intenzione di quotarsi al Nasdaq – il listino di Wall Street per i titoli tecnologici, mediante una fusione con una Special purpose acquisition company (società di acquisizione a scopo speciale) in virtù di un accordo che valuta la realtà italiana 1,28 miliardi di dollari.

D-Orbit è stata la prima compagnia di trasporto spaziale a spostare i satelliti dal punto in cui vengono lasciati cadere in orbita dai razzi per dirigerli verso le mete desiderate, ed è stata inserita tra le 100 aziende più innovative e promettenti su scala globale entrando nella Red Herring Top 100 Global Competition,

Riconoscimento ricevuto per l’invenzione di un sistema di decommissioning spaziale: un dispositivo che consente di riportare a terra i satelliti nello spazio a conclusione del loro ciclo di vita, riducendo i costi per gli operatori e aumentando contestualmente la redditività, oltre ad accrescere i servizi satellitari accessibili.

Secondo i dati presenti su Crunchbase, la startup ha ricevuto in tutto 25,4 milioni da parte di 13 investitori differenti. A cui si aggiungono ricavi per $ 3,4 milioni nel 2021, un backlog di $ 21,5 milioni, contratti negoziati per un valore di $ 167 milioni e una pipeline da $ 1,2 miliardi. La società prevede di diventare redditizia nel 2024 con un fatturato stimato pari a 453 milioni di dollari.

D-orbit, che ha sede principale a Fino Mornasco (Como) in Italia oltre ad altre in UK, Usa e Portogallo, è anche la prima azienda spaziale al mondo ad essere certificata come B Corporation (B-Corp), fornendo manutenzione orbitale (in-orbit servicing) per rendere possibile la costruzione di infrastrutture per un uso più pulito, sicuro e sostenibile dello spazio.

5. Genenta Science

Genenta Science è una società biotech italiana fondata nel 2014 dal CEO Pierluigi Paracchi insieme a Luigi Naldini – direttore della Divisione di Medicina rigenerativa, cellule staminali e terapia genica dell’Ospedale San Raffaele di Milano – e a Bernhard Gentner – ematologo e medico ricercatore sempre al San Raffaele – che ha adottato un modello di ricerca italiano ma con uno “sguardo” internazionale, nel dicembre 2021 è entrata a far parte del Nasdaq, quotandosi così sul mercato statunitense nel listino tecnologico per eccellenza.

Traguardo decisamente rilevante per una startup italiana famosa a cui ispirarsi, con una storia che esemplifica al meglio l’eccellenza italiana nella ricerca e la capacità di avere al contempo lo sguardo rivolto al mondo.

Prima della quotazione nel listino tech più importante al mondo, Genenta Science, ha raccolto 30 milioni di euro, dei quali 10 nel 2015. Un progetto subito partecipato dall’Ospedale San Raffaele di Milano, trait d’union tra due ricercatori e il CEO Pierluigi Paracchi, oggi 46enne e tra i protagonisti della storica exit della startup innovativa Eos all’americana Calaver per mezzo miliardo di dollari.

Il team di ricerca di Genenta Sience ha ideato un sistema di ingegnerizzazione delle cellule staminali tramite un vettore derivato dal virus dell’HIV che, grazie all’impiego dell’ingegneria genetica, riescono a penetrare i tessuti malati stimolando la produzione di una specifica proteina antitumorale.

Genenta, nel corso degli anni, ha ricevuto fiducia e capitali da family office italiani famosi: Rovati, Bromioli, Fumagalli, Candy, Ferragamo, Riello e Branca: il gotha dell’imprenditorialità italiana. Nel 2019 la biotech ha raccolto anche investimenti cinesi dalla investment company QZ.

Dal 2020 Genenta ha internazionalizzato sempre più il proprio team, aggiungendovi professionisti famosi ed esperti, e ha optato per un modello nel quale il management opera prevalentemente negli Stati Uniti, mentre il CEO rimane al fianco del team di ricerca a Milano. Un esempio di eccellenza italiana, sia nella ricerca medica che nella conduzione del business.

6. Keyless

Fondata nel 2019 a Londra dagli italiani Andrea Carmignani, Fabian Eberle, Giuseppe Ateniese e Paolo Gasti con vocazione da subito internazionale, Keyless è una startup deeptech di cybersecurity che nasce per creare un sistema universale per l’identità online grazie all’autenticazione biometrica di nuova generazione. A poco più di due due anni dalla nascita, a fine 2021 la società è stata acquisita da Sift, unicorno Usa partecipato da Insights Partner e da altri importanti venture capital leader nella Digital Trust & Safety.

La startup innovativa italo-londinese si era fatta subito notare vincendo un contest internazionale in ambito insurtech, Open-f@b Call4Ideas 2020 organizzato da BNP Paribas Cardif. Il business della società anglo-italiana ha però avuto inizio alla Luiss University, primo cliente per la protezione dei dati sensibili di quasi 10.000 studenti, gestiti giocoforza da remoto nel 2020. Una sfida che, per il CEO Andrea Carmignani, è un elemento di soddisfazione e orgoglio.

Da lì in poi Keyless ha proposto soluzioni privacy-preserving alle imprese attraverso molteplici soluzioni di autenticazione senza password e di gestione dell’identità personale, unendo la biometria multi-modale con tecnologie di miglioramento della privacy e una rete cloud distribuita.

Keyless utilizza una tecnologia private-by-design, affiancata dall’impiego di una crittografia innovativa e dal calcolo sicuro multi-party, rispettando i requisiti PSD2 SCA e superando le tutele previste dal GDPR. La startup è poi entrata in altri settori tra cui, ad esempio, i servizi finanziari dove la cybersecurity è fondamentale.

Prima della exit, la raccolta totale di investimenti di Keyless è stata pari a 9,3 milioni di euro essenziali per la crescita della società, arrivati da diversi investitori tra cui LA4G, Maire Investments – l’investment company del Family Office della famiglia Di Amato – Primo Miglio SGR, P101, Gumi Cryptos Capital e Italia500.

7. Kineton

Kineton è una startup hi-tech nata a Napoli nel 2017 partendo da un’idea dell’ingegnere Giovanni Flengo, CEO e founder della società. La realtà campana, che ora ha anche sedi a Torino e Milano, fornisce servizi di ingegneria informatica attraverso la realizzazione di soluzioni innovative nei settori tecnologici principali: Media, Automotive, Telco, IoT, Gaming e Aerospace.

Al momento il business produce il 95% dei ricavi da lavori di sviluppo, integrazione e servizi IT, con prezzi basati sulla subscription fee. Il restante 5% è invece focalizzato su prodotti per la Kinecar, servizi di interazione digitale sviluppati autonomamente, e prodotti KAMP, KineMediaCert e KARP (piattaforme rivolte al settore media sempre in subscription fee).

Il progetto che ha portato alla realizzazione di Kinecar, parallelo alle altre attività, è stato sviluppato in oltre due anni focalizzandosi su tre capisaldi: innovazione, mobilità sostenibile e sicurezza. Un’auto che è anche un ecosistema digitale. La microcar completamente elettrica è infatti dotata di tecnologia innovativa per intrattenimento e sicurezza rivolta principalmente ai più giovani, e integra sistema per raccogliere i dati del guidatore, conoscerlo e prevedere incidenti oltre a monitorare la soglia d’attenzione. Concept che rivoluziona il concetto stesso di automobile e permette a Kineton di ambire a diventare un player di riferimento dell’automotive in futuro.

Kineton ha anche trionfato nella categoria Startup della XXIV edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno, che premia imprenditori italiani alla guida di aziende con un fatturato di almeno 25 milioni di euro capaci di distinguersi ogni anno per essere riusciti a creare valore grazie a visione strategica e matrice innovativa, contribuendo così alla crescita economica del Paese.

Una realtà che in quattro anni è riuscita a competere sul mercato con aziende internazionali affermate, emergendo con ingenti investimenti anche nello sviluppo di competenze e talenti ma tenendo come costante l’attenzione al welfare aziendale e all’impatto sociale sul territorio.

8. Lanp

Ulisse: un nome mitologico per un’idea che vuole scalare il mondo, partendo da quello della moda e del retail con riscontri già tangibili. E non solo.

Ulisse è una soluzione IoT integrata creata dalla startup innovativa italiana Lanp – costituita a Monza nel 2018 – per il monitoraggio delle persone che si spostano in spazi fisici. La tecnologia raccoglie dati e informazioni su presenze e movimenti all’interno di uno spazio predefinito, analizza flussi e comportamenti, e restituisce analytics in tempo reale con una dashboard digitale

Un sistema di Visual analytics che decifra i modelli comportamentali dei soggetti analizzati, combinando due tecnologie. La Sensor vision e quella radar, integrate in una piattaforma IoT con hardware e algoritmi proprietari.

Ulisse trasforma gli spazi fisici in luoghi ‘intelligenti grazie alla mole di dati raccolti, e considerato come il passaggio dal Visual al Retail sia immediato, la soluzione di Lanp è stata adottata da prestigiosi brand della moda nelle diverse declinazioni tra cui Salvatore Ferragamo, Sergio Rossi, Yamamay, Bata, Sunglass hut, e nel Food da un colosso come McDonald’s.

Inoltre, l’analisi di flussi e comportamenti di consumatori e cittadini è alla base di ogni possibile intervento adeguato per gestire una Smart city e le sue varie sfaccettature, il che rende Ulisse centrale non solo nel retail ma anche nel progettare le città del futuro Mobilità inclusa, poiché i flussi di traffico sono centrali.

Lanp, che nel tempo si è strutturata con un centro di ricerca e sviluppo situato nel Nord del Messico, oltre ad avviare avviando una joint-venture commerciale nel Sud-Est asiatico tra Singapore e Seul, attraverso una raccolta di finanziamenti con una piattaforma di crowdfunding nel 2021 ha ricevuto 280mila euro andando ben oltre i 100mila previsti. Capitali investiti in R&S, algoritmi complessi per applicazioni innovative, con l’obiettivo di entrare già nel 2022 in altri mercati.

9. Macai

Macai è una startup di grocery delivery italiana basata a Milano e attiva anche a Torino, Modena e Brescia che si propone come un supermercato online in grado di consegnare quanto ordinato in tempi strettissimi, secondo il modello del quick commerce. Un supermercato digitale al 100%, che offre oltre 7.500 prodotti con una delivery rapida grazie alla presenza capillare dei dark store, ovvero magazzini non aperti al pubblico e posizionati nelle città con la tecnologia necessaria per raggiungere l’obiettivo.

Co-fondata e guidata dal 34enne CEO e startupper italiano nel food-tech Giovanni Cavallo, Macai ha chiuso un round di finanziamento pre-seed da 3 milioni di dollari nel 2021 con investitori che includono Macai Lumen Ventures, Plug and Play Ventures e il nuovo fondo Cats.

Il round più grande di sempre in Italia e tra i principali in Europa, permetterà a Macai di espandersi nel breve termine nelle principali città italiane, mentre ragionando in prospettiva l’obiettivo è diventare il player di riferimento nel settore non solo nel Bel Paese, ma anche in altre nazioni europee.

A nuove aperture nel Nord Italia già programmate, entro metà 2022 la startup prevede di aggiungere l’avvio del processo di internazionalizzazione, anche grazie ad un nuovo seed round.

10. MegaRide

La startup è attiva in un settore peculiare: le competizioni a due e quattro ruote, dove è stata da subito presente in diversi campionati al fianco di team e produttori di gomme tra i quali Pirelli e Ducati, MotoGP inclusa.

MegaRide si legge con l’accento sulla a, visto che il nome si ispira all’isolotto su cui sorge Castel dell’Ovo, uno dei simboli di Napoli, città dove è stata fondata nel 2016 come spin-off accademico della facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II da Flavio Farroni, che è il CEO, con Francesco Timpone e Aleksander Sakhnevych.

La startup ha collezionato negli anni premi internazionali iniziando a fatturare “dal primo giorno”, senza ricorrere ad aumenti di capitale per scelta del founder.Questo perché la startup partenopea ha sviluppato un sistema con algoritmo integrato, che raccoglie, interpreta e integra i dati completi degli pneumatici studiandone e valutandone l’aderenza a seconda delle condizioni dell’asfalto.  Una soluzione capace di restituire indicazioni che consentono di sfruttare al meglio il “grip”, ovvero l’aderenza al suolo senza slittamento in accelerazione.

MegaRide, dopo aver vinto l’edizione 2020 dell’Italian Master Startup Award, nel 2021 è stata premiata con l’Hardware Innovation of the Year all’Automotive Testing Technology International Award 2021, tra i più importanti riconoscimenti del settore.

Premio ricevuto per VeSevo (nome che rimanda al Vesuvio), un dispositivo per testare le gomme che unisce hardware innovativo e algoritmi complessi utili all’analisi dei dati, adottato da team di Formula 1 e MotoGP e nato dalle ricerche del gruppo Vehicle Dynamics del Dipartimento di Ingegneria Industriale della Federico II di Napoli.

11. Wallife

Wallife è una startup innovativa italiana nell’insurtech che ha raccolto nel suo primo round di finanziamento 4,8 milioni di dollari ad agosto del 2021 – ovvero poco dopo la nascita – classificandosi al sesto posto in Europa nel settore secondo il database di Crunchbase.

Fondata infatti a inizio 2021 da Fabio Sbianchi, imprenditore lungimirante e già fondatore di Octo Telematics, Wallife è la prima realtà al mondo capace di rispondere alla domanda di sicurezza e protezione dei singoli da rischi ancora sconosciuti operando in tre diverse aree di ricerca: Biometrics, Genetics, Biohacking.

La startup si occupa di assicurazioni vita con un modello innovativo: utilizza parametri mai sperimentati in precedenza, offrendo una protezione dai rischi derivanti dall’innovazione tecnologica e dal progresso scientifico.

La proposta altamente innovativa di Wallife ha catturato l’interesse di oltre quaranta investitori di grande influenza nel settore economico-finanziario, tra cui Wellness Holding di Nerio Alessandri, (fondatore e presidente di Technogym), Antonio Assereto (Proximity Capital) e Andrea Dini (Aptafin), insieme ad altre figure note nel panorama finanziario internazionale tra banche e private equities.

Grazie al primo round, inoltre, ha avviato il percorso per studiare e brevettare nuove modalità di protezione degli individui e sviluppare la piattaforma assicurativa. Nel corso del 2022 la promettente startup innovativa insuretech chiuderà un secondo round che avrà come scopo la realizzazione e il lancio di nuovi prodotti, anche grazie al supporto di un Advisory Board composto da professori e ricercatori di atenei europei e statunitensi.

12. Wiseair

Wiseair è una startup innovativa che ha come focus la sostenibilità ambientale costituita a Milano nel febbraio 2019 su iniziativa di quattro studenti di ingegneria dell’Alta Scuola Politecnica del PoliMi e de PoliTo ai tempi 24enni – Paolo Barbato, Andrea Bassi, Fulvio Bambusi e Carlo Alberto Gaetaniello -, nonché vincitori del premio GoBeyond di Sisal Pay 2018 nella categoria innovazione sociale (20.000 euro di equity fee immediatamente raddoppiati grazie al Bando Fabriq Quarto del Comune di Milano).

 Dopo aver realizzato un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria innovativo volto a generare consapevolezza tra le persone attraverso la creazione e il coinvolgimento di una community attiva di cittadini grazie ai vasi dotati di sensori IoT ribattezzati Arianna e collegati ad un’app, la startup innovativa italiana a inizio pandemia ha ridefinito il proprio modello di business chiudendo anche un Pre-Seed da 200mila euro con Linkem Spa.

 Wiseair ha quindi sviluppato e commercializzato a fine 2020 il suo primo prodotto pensato per le amministrazioni locali ovvero “ido”: una dashboard con tanto di reportistica a servizio della PA basato sulla stessa tecnologia di Arianna.

Installando però i sensori seguendo le indicazioni normative, oltre ad analizzare i dati raccolti rendendoli più facili da comprendere. Il tutto per aiutare e supportare il processo decisionale concretamente rispetto al tema dell’inquinamento, grazie ad una rete capillare di rilevamento e monitoraggio in tempo reale della qualità dell’aria.

A dicembre 2021, Wiseair ha chiuso il suo primo round di investimenti da 1 milione di euro, che ha visto come lead investor il multi-family office svizzero Novum Capital Partners. Linfa per continuare a crescere, puntando a coprire sempre più l’Italia nel 2022, per poi avviare nel 2023 il percorso di internazionalizzazione con un modello di business scalabile e un’idea innovativa in un ambito di cruciale importanza.

 

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Federico Bandirali

Giornalista pubblicista dal 2014 e growth hacker dal 2017 con master presso Talent Garden, durante gli studi in comunicazione ho iniziato a collaborare con testate cartacee generaliste dal 2006. Dopo…