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Mobilità sostenibile: cos’è, i progetti, gli incentivi per il nuovo modo di muoversi nel rispetto dell’ambiente



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La mobilità sostenibile riduce l’inquinamento e consente il risparmio energetico. Il ruolo chiave di sharing e veicoli elettrici. I dati 2026

Aggiornato il 20 mag 2026



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Punti chiave

  • La mobilità sostenibile mira a ridurre inquinamento ed emissioni, tutelare salute e spazio pubblico e aumentare efficienza energetica tramite soluzioni integrate e intermodalità.
  • Favorire la mobilità dolce (camminare, bicicletta), la micromobilità, il trasporto pubblico e servizi in sharing per ridurre auto private e impatto climatico.
  • In Italia i Pums, incentivi regionali e iniziative come MOST e le smart city spingono la transizione verso sistemi integrati e tecnologie pulite entro il 2035–2050.
Riassunto generato con AI


Spostarsi in bicicletta o in monopattino (e, se possibile, a piedi), preferire l’auto ibrida o elettrica a quella a benzina, utilizzare il trasporto pubblico, ricorrere alla condivisione di veicoli (bici, scooter, autovetture), ma anche poter usare in modo integrato vari mezzi per il percorso quotidiano in un percorso fluido, conveniente e senza ostacoli: sono alcuni dei comportamenti che caratterizzano la mobilità sostenibile nelle città, un concetto di cui si è cominciato a parlare negli anni Novanta e che è sempre più d’attualità. Anche perché i centri urbani sono congestionati e inquinati. E in Italia il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni in grado di alterare il clima.

Cos’è la mobilità sostenibile: il significato

mobilità-green

Mobilità sostenibile sta a indicare un modo di muoversi legato indissolubilmente al concetto di sostenibilità territoriale e orientato, quindi, verso la riduzione dei rischi di inquinamento e del potere inquinante, la salvaguardia della salute e dello spazio pubblico come bene comune, il risparmio energetico.

Muoversi in modo sostenibile significa anche utilizzare tecnologie per strade e autostrade connesse (smart road) che garantiscano fluidità, efficienza e sicurezza negli spostamenti. E comprende il concetto di mobilità integrata: l’utente deve poter usufruire di vari mezzi di trasporto (servizi pubblici, in sharing, privati) senza soluzione di continuità, per completare il percorso quotidiano agevolmente e in modo conveniente. L’argomento non riguarda solo i grandi centri, ma l’insieme delle strutture e infrastrutture relative alla mobilità nel nostro Paese.

Obiettivo della mobilità sostenibile, secondo la definizione riportata nella strategia europea in materia di sviluppo sostenibile approvata nel 2006 dal Consiglio Europeo, è garantire che i sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzandone contemporaneamente le ripercussioni negative sull’economia, la società e l’ambiente.

Come detto , ci sono vari modi di muoversi in modo sostenibile, cioè evitando comportamenti inquinanti e limitando, o annullando del tutto, le emissioni di CO2. Ecco alcuni dei principali:

  • Camminata a piedi (detta anche “mobilità dolce”)
  • Passeggiata a cavallo (detta anche “mobilità dolce”)
  • Utilizzo della bicicletta (standard, elettrica, a pedalata assistita ecc. ecc.)
  • Utilizzo di mezzi della micromobilità (monopattini elettrici, segway, hoverboard)
  • Trasporto pubblico
  • Car sharing
  • Car pooling

Mobilità sostenibile in Italia

In Italia la mobilità sostenibile avanza, ma resta una transizione a due velocità: al 30 aprile 2026 circolano circa 409 mila auto elettriche BEV, ancora una quota ridotta rispetto al parco auto complessivo, mentre la rete pubblica di ricarica è arrivata a 73.047 punti installati a fine 2025, con forte crescita delle ricariche veloci.

Sul fronte ambientale, però, i trasporti pesano ancora molto, perché nel 2023 hanno generato il 28,3% delle emissioni nazionali di gas serra, tornando sui livelli pre-pandemia.

Segnali positivi arrivano dalla sharing mobility, con domanda in aumento nel 2025, ma l’offerta di veicoli e operatori si sta restringendo, accentuando il divario tra grandi città e resto del Paese.

In sintesi: l’Italia sta costruendo infrastrutture e abitudini nuove, ma per trasformare davvero la mobilità servono più elettrificazione, trasporto pubblico, intermodalità e servizi condivisi accessibili anche fuori dai principali centri urbani.

Come attuare la mobilità sostenibile

Ci sono vari modi per mettere in pratica un modo di muoversi più sostenibile per il pianeta: prediligere la mobilità dolce e condivisa, ma anche scegliere con cura auto e moto, in modo che siano poco inquinanti. Vediamo le principali modalità.

Scegliere la mobilità dolce e condivisa

E’ consigliato privilegiare l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, specialmente per tragitti brevi e nei centri storici. E’ opportuno il ricorso a car sharing e bike sharing, anche in forme auto-organizzate, per ridurre il numero di veicoli in circolazione e aumentare il numero di passeggeri che utilizzano lo stesso mezzo. E’ preferibile usare i mezzi pubblici disponibili, rispetto all’auto privata e condividere l’auto con altri che fanno il tuo stesso percorso (car pooling).

Auto: seguire regole su velocità e controlli

Si deve mantenere una velocità moderata in autostrada a 110 km, perché questo riduce i consumi anche del 30%. In città occorre evitare frenate brusche e accelerazioni. All’accensione dell’auto, non premere l’acceleratore per “scaldare” il motore. In caso di coda o di sosta prolungata, spegnere il motore. Fare regolarmente il check up dell’auto e privilegiare le gomme energy saver, che riducono i consumi fino al 3% in città e fino al 5% su tragitti extraurbani.

Acquisto veicoli e motocicli: scegliere i meno inquinanti

Al momento dell’acquisto di un’auto nuova o usata, privilegiare i veicoli di classe Euro 6 (o comunque Euro 5), più recenti e quindi meno inquinanti. Per i veicoli commerciali meno recenti, in caso di impossibilità di sostituzione, installare filtri antiparticolato omologati che abbattono le emissioni di polveri sottili. Nell’acquisto di un motociclo o di un ciclomotore, nuovi o usati, privilegiare quelli con motore a quattro tempi (più performanti e meno inquinanti) rispetto a quelli a due tempi, e la classe più recente disponibile sul mercato.

Mobilità sostenibile nel futuro: come ci muoveremo nel 2035?

Nel 2035 ci muoveremo meno “in auto” e più dentro un sistema: auto elettriche per gli spostamenti necessari, treni e metropolitane come dorsale, bici, micromobilità e sharing per l’ultimo miglio. La svolta sarà spinta anche dalle regole europee: dal 2035 le nuove auto e i nuovi van dovranno essere a emissioni zero allo scarico nell’UE. Ma il futuro non sarà solo elettrificazione: l’IEA prevede una forte crescita globale dei veicoli elettrici entro il 2030, mentre in Italia la vera sfida sarà rendere la mobilità sostenibile accessibile anche fuori dalle grandi città.

In pratica, il 2035 potrebbe somigliare a questo: meno possesso dell’auto privata, più abbonamenti integrati; parcheggi trasformati in hub di ricarica e interscambio; consegne urbane con cargo bike e furgoni elettrici; strade più lente e sicure; app capaci di combinare treno, bus, car sharing e bici in un unico tragitto.

Perché è importante l’intermodalità per la mobilità sostenibile

“La nuova sfida per i policy maker di questo settore – scrive in questo articolo per EconomyUp Fabio Pressi, CEO di Infoblu – è la creazione di una intermodalità accessibile a tutti, adeguando i Piani Urbani alle esigenze emergenti e ripensando, anche con l’aiuto dei Big Data, la città come un insieme di reti di trasporto diverse ma interconnesse (…) A livello di amministrazione pubblica, centrale e locale – prosegue – sarà necessario emanare norme che favoriscano l’integrazione e l’interconnessione dei diversi sistemi di trasporto, attraverso strumenti certi, quali la condivisione dei dati (infomobilità) e l’apertura a soggetti terzi, dei sistemi di prenotazione e di pagamento (software Open con interfacce API).

Solo attraverso l’integrazione intelligente dei sistemi si potrà passare da un metodo di trasporto all’altro, in tutta semplicità, secondo le proprie esigenze del momento e favorendo i mezzi non o meno inquinanti: dal trasporto pubblico al bike sharing, dalla metro allo scooter, e per fare un parallelismo telefonico…il “roaming della mobilità”.

La mobilità sostenibile per le smart city

Una città dove ci si sposta in modo agevole, comodo e sicuro è una città migliore, sia per i cittadini sia per le attività economiche esercitate in loco. Per questo è importante che nelle cosiddette smart city la mobilità sia sostenibile.

Il concetto stesso di smart city racchiude in sé quello di smart mobility, termine che fa riferimento a tecnologia, infrastrutture per la mobilità (parcheggi, reti di ricarica, segnaletica, veicoli), soluzioni per la mobilità (tra cui i modelli di new mobility). E l’obiettivo finale dell’introduzione di una mobilità smart nelle nostre città è ridurre il traffico, ridurre l’inquinamento, creare flussi intelligenti e senza interruzioni, e rafforzare le economie di scala per promuovere una mobilità accessibile a tutti.

Mobilità sostenibile: esempi nel mondo (spiccano Stoccolma e Singapore)

San Francisco, Stoccolma, Helsinki, Singapore e Zurigo sono le città con la mobilità più smart, sostenibile e a misura di cittadino secondo l’Urban Mobility Readiness (UMR) Index, rapporto annuale dell’Oliver Wyman Forum e dall’Università della California, Berkeley. Milano è la prima città italiana in classifica, ma occupa solo il 31esimo posto. I dati di questo rapporto riguardano il 2022.

Nel 2020, il City Mobility Index di Deloitte indicava Stoccolma come città dove la mobilità è più sostenibile, seguita da Singapore e Amsterdam. Il report prendeva in esame la qualità della mobilità urbana in 36 centri urbani sparsi per il pianeta. I criteri usati per la ricerca (interessanti per capire meglio in cosa consiste il nuovo modo di muoversi sostenibile) sono stati:

  • Prestazioni e resilienza. Aspetti come la mobilità integrata e la modal diversity (diversità modale)
  • Visione e leadership. Investimenti, innovazione, regolamenti, ecc.
  • Servizio e inclusione. Accessibilità e altro ancora.

Per ogni criterio, le città sono state classificate da ‘emergenti’ a ‘aspiranti’ a ‘contender’, ‘top performer’ e ‘leader globale’. Amsterdam, per esempio, è un “leader globale” sia nella diversità modale che nella visione e nella strategia, un “top performer” quando si tratta di congestione e densità dei trasporti pubblici, ma solo una città “aspirante” per l’accessibilità dei trasporti. Il 30% dei viaggi nella capitale olandese è fatto in bicicletta e il 19% con i mezzi pubblici, le auto private sono ancora la maggior parte dei mezzi circolanti (42%).

Tokyo è un “leader globale” quando si tratta di sicurezza dei trasporti, ma solo “aspirante” quando si tratta di congestione e qualità dell’aria. I cittadini di Tokyo viaggiano molto di più sui mezzi pubblici (47%) e molto meno in auto (12%). Sorprendentemente, il 24% degli abitanti della metropoli cammina, contro solo il 4% di chi vive a Amsterdam.

Le città italiane con la mobilità più sostenibile

La mobilità sostenibile continua a guadagnare terreno nelle città italiane, grazie alla diffusione di infrastrutture per la mobilità elettrica, all’espansione delle reti ciclabili e agli investimenti nel trasporto pubblico a basse emissioni. Secondo il più recente rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nei principali centri urbani italiani, Milano, Bologna, Firenze, Torino e Parma si confermano tra le città più avanzate per qualità dell’offerta di trasporto pubblico, servizi di sharing mobility, diffusione della mobilità elettrica e politiche di riduzione del traffico privato. Rimane invece più complessa la situazione in molte città del Sud, dove la dipendenza dall’automobile privata e una minore dotazione infrastrutturale rallentano la transizione verso modelli di mobilità più sostenibili. Nel complesso, cresce la presenza di veicoli elettrici e ibridi, aumentano le piste ciclabili urbane e si diffondono strumenti digitali che integrano diversi mezzi di trasporto in un’unica esperienza di viaggio.

Milano e la mobilità sostenibile

Milano rappresenta uno dei laboratori più avanzati della mobilità sostenibile in Italia. Negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha rafforzato le proprie politiche di decarbonizzazione dei trasporti attraverso l’estensione delle zone a basse emissioni, il progressivo rinnovo elettrico della flotta del trasporto pubblico e il potenziamento della rete di ricarica. La città dispone oggi di una delle più elevate concentrazioni di punti di ricarica pubblici del Paese e continua a investire nell’elettrificazione degli autobus, nella mobilità condivisa e nell’intermodalità tra metropolitana, bicicletta e servizi di sharing. Le misure adottate nell’ambito di Area C e Area B hanno inoltre contribuito a ridurre il traffico e le emissioni nel centro urbano, favorendo modalità di spostamento più sostenibili e una migliore qualità dell’aria.

Mobilità sostenibile nei piccoli centri: il caso Busto Arsizio

La transizione verso una mobilità più sostenibile non riguarda soltanto le grandi metropoli. Anche i centri di medie dimensioni stanno sperimentando soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Busto Arsizio, in provincia di Varese, rappresenta un esempio significativo di questo percorso. L’amministrazione comunale ha investito negli ultimi anni in infrastrutture per la mobilità ciclabile, punti di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di monitoraggio dei flussi di traffico e progetti di mobilità condivisa. L’obiettivo è costruire una rete di trasporti più efficiente, integrata e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini e di accompagnare la transizione ecologica dei territori. In questo contesto, la raccolta e l’analisi dei dati, insieme alla collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini, diventano strumenti fondamentali per pianificare una mobilità sempre più intelligente e inclusiva.

Most: Cos’è il Centro nazionale per la mobilità sostenibile

Proprio con l’obiettivo di implementare un modo più sostenibile di muoversi, è stato costituito a giugno 2022 MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile), finanziato dal Ministero dell’Università e dalla Ricerca scientifica attraverso il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

MOST è una Fondazione con sede a Milano che, attraverso la collaborazione con 24 università, il CNR (Centro Nazionale per le Ricerche) e 24 grandi imprese, punta a incentivare e supportare lo sviluppo di soluzioni moderne, sostenibili e inclusive per l’intero territorio nazionale. Nel lavoro di MOST sono coinvolti oltre 1200 ricercatori.

Le aree e gli ambiti di cui si occupa, sono molteplici: mobilità aerea, veicoli leggeri e mobilità attiva, trasporto per vie d’acqua, trasporto ferroviario, nuovi carburanti.

Mobilità sostenibile: l’Osservatorio

L’11 marzo 2025 è stato presentato a Roma l’Osservatorio SUNRISE (SUstaiNable Road InfraStructure Evolution) di MOST – Centro nazionale per la mobilità sostenibile.
Il progetto, coordinato dal Professor Ennio Cascetta, vede la partecipazione di sei partner di primo livello attivi sui temi della sostenibilità, della mobilità stradale e della sua decarbonizzazione: Almaviva, Autostrade per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Eni, Fondazione Filippo Caracciolo e Iveco Group.

L’obiettivo dell’Osservatorio è fornire analisi puntuali e aggiornate sul processo di decarbonizzazione dei trasporti e indicare le traiettorie di sviluppo all’interno del più ampio percorso di transizione energetica dell’Italia. È quanto mai necessario, dato che, in Italia, il 92% delle emissioni dei trasporti è imputabile al trasporto su strada.

Il trasporto sostenibile

mezzi-di-trasporto-sostenibili

Trasporto sostenibile: cos’è

Un sottoinsieme della mobilità sostenibile è il trasporto sostenibile, che identifica metodi alternativi di spostamento rispetto a quelli tradizionali su gomma o, comunque, basati sull’utilizzo di mezzi di locomozione inquinanti. Dal punto di vista aziendale, trasporto sostenibile fa riferimento a un concetto esteso di sostenibilità che non si limita a quella ambientale (Environmental), ma considera anche altri aspetti (Social e Governance). Le sfide vedono coinvolti, a vari livelli, gli individui, le imprese e le istituzioni.

Con il termine “trasporto sostenibile” ci si riferisce in particolare a tutti quei mezzi di trasporto che hanno un basso impatto sull’ambiente e consentono quindi di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze di mobilità e quelle di sostenibilità. Un esempio di mezzo di trasporto sostenibile è la bicicletta, ma possono essere considerati tali anche treni, autobus e tram, auto elettriche o ibride, così come le modalità di car pooling e car sharing.

Vantaggi del trasporto sostenibile

Scegliere i mezzi di trasporto sostenibili e lasciare l’auto a casa offre numerosi benefici:

  • migliora la qualità della salute e della vita
  • riduce i costi di trasporto
  • riduce l’inquinamento atmosferico
  • riduce il traffico stradale e gli incidenti
  • valorizza le aree verdi
  • consente spostamenti in libertà e maggiore interazione sociale

Esempi di mobilità sostenibile: le startup

Ecco alcune startup che si stanno distinguendo nel settore della mobilità sostenibile nel 2024 e 2025:

A livello globale

  • Lightyear (Paesi Bassi): Questa startup ha sviluppato un’auto elettrica alimentata da pannelli solari, offrendo una soluzione innovativa per ridurre le emissioni di CO2.
  • ZeroAvia (Stati Uniti): Si concentra sullo sviluppo di aerei a idrogeno per un trasporto aereo più sostenibile.

In Europa

  • Hype (Francia): Gestisce la più grande flotta di taxi a idrogeno al mondo, con l’obiettivo di espandersi in altre capitali europee entro il 2025.
  • Volta Trucks (Svezia): Produce camion elettrici progettati per la logistica urbana, riducendo l’inquinamento acustico e atmosferico.

In Italia

  • Wayla: Una startup milanese che offre un servizio di van pooling per ridurre traffico ed emissioni nelle città italiane.
  • SWITCH: Utilizza l’intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione delle flotte urbane e della logistica.
  • Mole Urbana: Progetta quadricicli elettrici riciclabili al 100%, con un design innovativo e sostenibile.

Queste aziende stanno contribuendo a trasformare il settore dei trasporti, rendendolo più ecologico e innovativo. Quale di queste ti incuriosisce di più?

Settimana Europea della Mobilità

La Settimana Europea della Mobilità si svolge dal 16 al 22 settembre di ogni anno, fornendo alle città e ai paesi l’opportunità di sperimentare innovazioni nella pianificazione del traffico e dei trasporti, promuovere nuove infrastrutture, sensibilizzare sulla mobilità sostenibile e misurare i livelli di rumore/inquinamento.

Ogni anno questa campagna di sensibilizzazione della Commissione Europea adotta un tema che mette in luce una specifica dimensione della mobilità sostenibile. Nel 2024 il tema è stato la condivisione degli spazi pubblici.

Mobilità sostenibile: gli incentivi

In Italia esistono alcuni incentivi per indurre cittadini e imprese a optare per una mobilità più sostenibile. Eccone una lista.

  1. Incentivi Regionali:
  • Lombardia: Il bando “Rinnova Veicoli 2024-2025” offre contributi tra 1.500 e 30.000 euro per la sostituzione di veicoli aziendali inquinanti con veicoli elettrici o biciclette cargo a pedalata assistita.
  • Valle d’Aosta: Contributi fino al 50% della spesa per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, con un massimo di 12.700 euro per i giovani sotto i 35 anni.
  • Veneto: Incentivi per amministrazioni locali per l’acquisto di veicoli ecologici.
  1. Rottamazione:
  • Anche se gli ecobonus statali per l’acquisto di nuovi veicoli non sono stati rinnovati nel 2025, alcune regioni continuano a offrire incentivi per la rottamazione di veicoli obsoleti.
  1. Ecobonus:
  • Nel 2024, l’ecobonus ha sostenuto l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in, ma non è stato rinnovato a livello nazionale per il 2025.

Questi incentivi variano da regione a regione, quindi è consigliabile verificare i dettagli sui siti ufficiali delle amministrazioni locali.

(Articolo aggiornato al 20/05/2026)

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