Monopattini elettrici: le regole del decreto Toninelli sulla micromobilità | Economyup
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LA NORMATIVA

Monopattini elettrici: le regole del decreto Toninelli sulla micromobilità



Dal 27 luglio è in vigore il decreto che dà il via libera ai Comuni per avviare test su strada dei monopattini elettrici: circolazione solo in città, nelle ciclabili o anche su strada ma con limite a 30 km orari. Milano, Torino, Rimini, Cattolica, Pesaro e Verona già partite. A Milano aperto il bando per lo sharing

di Luciana Maci

2 giorni fa


Nel mondo della smart mobility il 2019 sarà ricordato come l’anno che ha stabilito nuove regole per i monopattini elettrici e altri mezzi della micromobilità. Dal 27 luglio 2019, infatti, i Comuni italiani hanno un anno di tempo per regolamentare la circolazione di monopattini elettrici,  segway, hoverboard e monowheel. Milano, Torino, Rimini, Cattolica, Pesaro e Verona sono state fra le prime città as aderire. In particolare Milano ha pubblicato tre avvisi di manifestazione di interesse per la sharing mobility, alle quali le società possono partecipare dal 29 ottobre, mentre a Torino la sperimentazione è partita dal 13 novembre.

Micromobilità: il decreto Toninelli in vigore dal 27 luglio

Il decreto firmato dall’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che fissa le regole per la circolazione di questi mezzi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale venerdì 12 luglio ed è entrato appunto in vigore sabato 27 luglio.

Nei fatti, già da diversi mesi in alcune città, Milano in testa, circolavano liberamente i vari micro-veicoli. Adesso le regole possono diventare operative. Tuttavia proprio Milano, a metà agosto, ha bloccato la circolazione di monopattini elettrici in sharing in attesa dell’avviso di interesse pubblicato a fine ottobre che stabilirà quali operatori possono offrire i loro servizi in città.

QUI IL TESTO DEL DECRETO SULLA MICROMOBILITÀ

Normativa sui monopattini elettrici: il percorso

Il Codice della Strada presentava lacune in materia e di fatto finiva per penalizzarne o proibire l’uso dei veicoli della micromobilità, perciò si sono rese necessarie nuove regole. Come spesso succede nel mondo dell’innovazione, la necessità di stabilire una normativa ad hoc è arrivata a posteriori, dopo l’emersione del fenomeno. Comunque è arrivata. Le norme sulla micromobilità elettrica sono state previste dalla Legge di Bilancio 2019, dopodiché il Ministero delle Infrastrtutture e dei Trasporti (MIT) ha redatto una bozza di decreto attuativo, che  ha condiviso con varie istituzioni, al fine di ricevere osservazioni utili prima della pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Pubblicazione avvenuta il 12 luglio 2019.  Il decreto a firma diToninelli concede ai Comuni la possibilità di avviare le sperimentazioni di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard nelle città. Prevede il via libera dei test su strada esclusivamente in ambito urbano e nel rispetto di determinate condizioni, alcune delle quali hanno già ricevuto critiche da più parti. Per esempio, per i minori che si spostano in monopattino è obbligatorio avere la patente AM (quella per il motorino) e i Comuni sono obbligati a collocare nuova segnaletica per indicare le strade dove si può circolare con questi mezzi. Ma vediamo l’iter del provvedimento e quali sono le nuove regole.

Micromobilità: cosa dice il Codice della Strada

Proprio perché i monopattini elettrici sono un’innovazione recente, il Codice della Strada italiano, emanato nel 1992 (quindi ormai 27 anni fa), non li prevedeva. Tuttavia, all’articolo 190 ci sono disposizioni che regolamentano il comportamento dei pedoni. Al comma 8 è sancito che la circolazione per mezzo di tavole, pattini o acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata. Anche al comma 9 esiste un riferimento agli acceleratori di andatura: è vietato spostarsi con tavole, pattini o acceleratori di andatura sugli spazi riservati ai pedoni (marciapiedi e zone pedonali). Come si vede, non c’è un preciso riferimento ai monopattini elettrici (o agli hoverboard e simili) nel Codice della Strada, ma, da quello che si evince anche da successive disposizioni legislative, i monopattini elettrici con velocità massima inferiore ai 6 Km/h possono essere assimilati agli acceleratori di andatura. Quindi di fatto ne sarebbe vietato l’uso sulla carreggiata. Il governo giallo-verde è intervenuto proprio per aggiornare questa normativa.

Micromobilità: il decreto attuativo

Dopo che la micro mobilità elettrica è stata introdotta nella Legge di Bilancio 2019, l’8 aprile 2019 il MIT ha annunciato che il decreto attuativo per avviare la sperimentazione nelle città della micromobilità elettrica era pronto. “Verrà ora condiviso – si leggeva in una nota apparsa sul sito del ministero – con le altre amministrazioni coinvolte e con gli enti locali e contiamo che sarà definitivamente in vigore in tempo per avviare le sperimentazioni di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard nelle città dall’estate 2019”.

“Il MIT – proseguiva il comunicato – ha fatto un attento lavoro sul testo del decreto attuativo, accogliendo anche diverse richieste pervenute dall’Anci. Si auspica, dunque, un rapido iter di condivisione da parte delle altre istituzioni, così da fare tutti insieme un nuovo importante passo in avanti verso una mobilità veramente green che consentirà di offrire nuovi mezzi di trasporto nell’ottica dell’intermodalità a zero emissioni.  Come stabilito dalla legge di Bilancio, saranno i sindaci a delimitare le aree in cui avviare la sperimentazione e disciplinare le modalità di utilizzo dei mezzi.

Nei giorni successivi i dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti hanno inviato a varie istituzioni lo schema di decreto relativo alla sperimentazione della micromobilità elettrica al fine di condividerne il testo e di ricevere osservazioni utili a migliorarlo prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA DICE IL DECRETO ATTUATIVO: LE NUOVE REGOLE SULLA MICROMOBILITÀ

La sperimentazione dei veicoli di micromobilità, che potrà prendere avvio una volta che i Comuni avranno deliberato, permetterà la circolazione in città di questi mezzi non previsti dal Codice e dunque finora vietati. Si stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, previa delibera comunale, su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 Km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h. La sperimentazione, che dovrà essere chiesta dalle singole città entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento del Mit, potrà durare minimo un anno e massimo due anni.

Nuove regole per i monopattini elettrici: circolazione solo in città

La circolazione su strada è consentita solo in ambito urbano e limitatamente a determinate infrastrutture stradali.

Tutti i mezzi ammessi alla sperimentazione

Alla sperimentazione sono ammessi esclusivamente i monopattini elettrici; i segway, dispositivi di trasporto personale che sfruttano un’innovativa combinazione di informatica, elettronica e meccanica; i monowheel, monocicli con una sola ruota simile all’uniciclo, in cui generalmente il guidatore colloca i piedi tra le due ruote; e gli hoverboard,  veicoli a due ruote parallele che, mediante sensori giroscopici e opportuna elettronica di bordo, riescono a mantenersi in equilibrio orizzontale con persone a bordo senza bisogno di appoggi ulteriori.

Illuminazione del mezzo e potenza del motore

Questi mezzi di micromobilità dovranno essere dotati di segnalatore acustico e con un motore elettrico con potenza nominale massima non superiore ai 500watt. È indispensabile che i micro-veicoli siano dotati di illuminazione: da mezz’ora dopo il tramonto, durante la notte e di giorno, quando le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i mezzi sprovvisti di luce bianca o gialla fissa e posteriormente di catarifrangenti rossi o di luce rossa fissa, non potranno essere utilizzati ma solo condotti o trasportati a mano. In altre parole, sarà vietata la circolazione al buio e di giorno in caso di scarsa visibilità per i microveicoli sprovvisti di luci. Inoltre se si circola su strada o su pista ciclabile ci sarà l’obbligo di avere il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità di sera e notte per il segway e il monopattino elettrico.

Monopattini elettrici: nuove regole sulla velocità

I dispositivi in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità, mentre per poter essere utilizzati nelle aree urbane, attraverso il regolatore,  non potranno superare la velocità di 6 km/h. Inoltre, nelle piste ciclabili protette, nelle corsie riservate e nelle zone 30 è ammesso il transito solo a monopattini e segway (in un range tra i 6 e i 20 chilometri l’ora), ma non a monowheel e hoverboard. Tutti i dispositivi dovranno avere la marchiatura CE, ai sensi della direttiva eurooea 2006/42/CE

Chi potrà guidare i veicoli per la micromobilità

Tutti i veicoli elettrici di micromobilità potranno essere guidati esclusivamente da conducenti maggiorenni, a meno che il minore non sia in possesso della patente AM (quella necessaria per il motorino).

È vietato il trasporto di altri passeggeri o di cose e ogni forma di traino. Va mantenuto un andamento regolare e devono essere evitate manovre brusche ed acrobazie. Vengono richiamate le norme dell’art. 182 del Codice della Strada (circolazione dei velocipedi), quando vengono percorse le piste ciclabili o i percorsi promiscui pedonali e ciclabili. I limiti di velocità indicati nel decreto non valgono per i mezzi elettrici in dotazione agli organi di polizia stradale. Non sarà previsto l’obbligo del casco.

Micromobilità: la palla passerà ai Comuni

Il 27 luglio è la data che dà il fischio d’inizio ai Comuni: servirà un’apposita delibera di Giunta comunale per approvare il piano della sperimentazione della micromobilità elettrica, andando a regolamentarne oltre che la circolazione anche la sosta. I Comuni dovranno anche installare nuova segnaletica per indicare le strade dove si può circolare con monopattini o altro. Particolare attenzione i comuni dovranno porre in caso di istituzione di servizi a noleggio dei dispositivi in condivisione,  con obbligo di copertura assicurativa per l’espletamento del servizio stesso. La sperimentazione potrà essere autorizzata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, e non potrà avere una durata superiore ai 24 mesi dalla predetta data, con un minimo di 12 mesi. I comuni dovranno comunicare al MIT la volontà di accedere alla sperimentazione entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti,  ed entro tre mesi dal termine della sperimentazione andrà inviata una relazione sui risultati conseguiti.

Monopattini elettrici a Milano

La sospensione dopo un incidente

Da sabato 27 luglio Milano ha avviato la sperimentazione e ha definito le regole a cui dovranno attenersi i conducenti dei nuovi mezzi a motore, una mappa e tutte le norme riguardanti i parcheggi. Per chi non le rispetta scatteranno le multe a partire da 26 euro. Dopo un incidente, e l’apertura di un fasciscolo in Procura, il 14 agosto il Comune di Milano ha intimato alle aziende di sharing di ritirare i monopattini elettrici dal mercato in attesa di ulteriori provvedimenti. Fino a quel momento aveva dato via libera alla circolazione dei veicoli ma non aveva autorizzato le società che si occupano del loro noleggio in condivisione. Il 23 agosto l’amministrazione comunale ha riunito intorno a un tavolo gli operatori del settore. Sono stati discussi i temi principali (condivisione delle linee guide, definizione di  parametri, focus sulla necessità di combinare sicurezza e servizio al cittadino…) in vista dell’emanazione dell’avviso pubblico per manifestazioni di interesse per le società che vogliono attivare a Milano servizi di condivisione di monopattini, segway, hoverboard, skateboard e monoruote. Tuttavia al tavolo non erano presenti solo le aziende di monopattini elettrici, ma anche altri operatori di micromobilità condivisa (car sharing, moto sharing ecc. ). L’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, vuole infatti puntare a un’integrazione tra i vari mezzi in condivisione, con l’obiettivo finale di invitare le persone a lasciare i propri veicoli a casa e quindi contribuire a una città più ecologica e smart.

Milano: tre bandi per la sharing mobility

Alle parole di Granelli sono seguiti i fatti: da martedì 29 ottobre le società o i soggetti che gestiscono flotte di veicoli quali monopattini elettrici, ma anche scooter elettrici e biciclette a flusso libero, possono presentare le proprie manifestazioni di interesse, ovvero candidarsi per essere scelte dal Comune per operare sul territorio.

Sono stati emessi tre bandi – e non uno – proprio in quella ottica di integrazione dei mezzi in condivisione di cui parlava Granelli. “La sharing mobility milanese ha dimostrato di essere efficiente e con questi bandi rinnoviamo i servizi esistenti e li rendiamo ancora più sostenibili grazie al potenziamento delle flotte elettriche” ha infatti dichiarato l’assessore.

Milano: le regole per la circolazione dei micro-veicoli

La circolazione dei  micro veicoli di mobilità elettrica a Milano viene consentita nelle aree pedonali purché la velocità del mezzo non superi i 6 chilometri orari, su piste e percorsi ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 con il limite di velocità di 20 chilometri orari. Vietate le strade con la pavimentazione in sassi di fiume e le corsie preferenziali, anche in Zone 30. Il decreto prevede che i dispositivi siano dotati di limitatore di velocità.

Altre restrizioni riguardano le strade dove siano presenti le rotaie dei tram, a meno che esse non si trovino in una sede stradale separata, nelle aree di parcheggio a fondo cieco, nelle gallerie pedonali. Per questi motivi vigeranno divieti specifici in alcuni tratti delle seguenti strade: via Case Rotte, corso Di Porta Vittoria, via Orefici, via Disciplini, Gattamelata, largo Raffaele Mattioli, viale Duilio, via Campo Lodigiano, via Cordusio, via Porlezza, largo Maria Callas, via Dante, via Larga, via Melone, via Del Carmine, via e vicolo Ciovassino via Olmetto, via San Simpliciano, vicolo San Giovanni Sul Muro, via Carlo Ottavio Cornaggia, via Ripa Di Porta Ticinese (area stradale), via Giuseppe Mazzini, via Gaetano Giardino, via Spadari, via Victor Hugo, via Cesare Cantù, via Armorari, via Broletto, via Tommaso Grossi, via Santa Margherita, piazza Della Scala (fronte Teatro alla Scala), via San Giovanni sul Muro, via dell’Orso, via Arco, via Santa Maria delle Grazie. Per il momento i monopattini elettrici possono circolare sulle  strade pedonali mentre per le piste e corsie ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 bisognerà attendere la posa della segnaletica, come previsto dal decreto ministeriale. I cartelli stradali dedicati alla micromobilità elettrica previsti sono duecento.

“I monopattini e gli altri micromezzi elettrici, al pari delle biciclette, contribuiscono a migliorare la qualità della mobilità urbana, a patto però che vengano presi sul serio da chi li usa“, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità del capoluogo lombardo Marco Granelli. Che ha poi messo in guardia: “Non sono giocattoli e la strada non è una giostra, per questo siamo stati chiari nel definire gli ambiti dove possono circolare al fine di garantire la sicurezza di tutti“.

Monopattini elettrici a Torino

A Torino la sperimentazione è partita il 13 novembre 2019. I nuovi mezzi di trasporto potranno viaggiare sulle piste ciclabili e nella cosiddette “zone 30”, dove cioè non si possono superare i 30 km orari. Limite, quest’ultimo, che entra in vigore anche nella Ztl centrale. Non potranno invece viaggiare sui marciapiedi e sotto i portici cittadini. “Non è nemmeno consentito procedere contromano – spiega l’assessora ai Trasporti, Maria Lapietra -, farsi trainare da veicoli o circolare in due sullo stesso mezzo. Ogni utilizzo improprio verrà sanzionato”. Le multe variano da 40 a 160 euro, a seconda delle violazioni che verranno contestate. Il decalogo della sperimentazione prevede anche che monopattini e segway debbano riportare la marcatura CE ed essere dotati di segnalatore acustico e limitatore di velocità.

I motori non possono avere una potenza superiore ai 500w e la velocità massima consentita è di 20 km orari. Il parcheggio è consentito nelle aree e negli stalli destinati alle bici e ai motoveicoli. Per guidarli, se minorenni, è obbligatorio possedere la patente. Da mezzora dopo il tramonto, o qualora le condizioni atmosferiche lo richiedano, se i mezzi sono sprovvisti di dispositivi di segnalazione visiva non possono essere utilizzati. Col buio è obbligatorio il giubbotto catarifrangente. Non c’è l’obbligo di indossare il casco, anche se consigliato. Stesso discorso per quanto riguarda l’assicurazione.

La sperimentazione terminerà a fine luglio.

Monopattini elettrici a Cattolica

Cattolica è stato il primo Comune a poter utilizzare i monopattini elettrici. A dare il via ufficiale alla sperimentazione è stato l’allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. “Comincia una nuova era: quella della micromobilità elettrica” ha detto salendo a bordo di uno dei monopattini della ditta BIT Mobility per un test-drive sul lungomare Rasi-Spinelli insieme al sindaco Mariano Gennari. “Finalmente – ha aggiunto Toninelli – residenti e turisti potranno muoversi con veicoli smart, tecnologici, agili, non inquinanti, poco ingombranti e soprattutto piacevoli da guidare. Sono certo che altri Comuni seguiranno l’esempio di Cattolica”.

 

Monopattini elettrici a Rimini

Nella seduta del 31 luglio 2019 la Giunta comunale di Rimini ha approvato le disposizioni sulla micromobilità. “Rimini – è stato il commento di Roberta Frisoni, assessore alla mobilità del Comune, subito dopo l’approvazione – comincia ufficialmente a sperimentare la micromobilita elettrica. Da oggi è possibile circolare con i monopattini elettrici su una rete di percorsi ciclabili, zone 30 e aree pedonali individuate per consentire a cittadini e turisti di provare nuovi servizi e forme di mobilità alternativa. Non è un passaggio come gli altri: si tratta di una sperimentazione che, se veicolerà risultati positivi per la comunità e l’ambiente, potrà essere assorbita nele politiche strutturali legate alla mobilità cittadina. (…) Oltre ai servizi servono evidentemente anche le infrastrutture per accompagnare il cambiamento, ed è per questo che i nuovi lungomari, all’interno del Parco del Mare, sono stati già progettati per accogliere tutte le forme nuove di mobilità sostenibile, dai pedoni, ai monopattini, alle biciclette, agli skate, ai roller. Oggi dunque siamo solo all’inizio”.
Ai sensi della Delibera, sul territorio del Comune di Rimini la circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica è consentita esclusivamente in ambito urbano e in particolare sulla pista ciclabile del lungomare sud da Miramare (lungomare Spadazzi) fino l’incrocio con Via Faenza; sulla pista ciclabile del lungomare sud dall’incrocio con Via Siracusa fino Piazzale Boscovich; sulla pista ciclabile lungo via destra del porto fino al Ponte dei Mille; sulla pista ciclabile di via Principe Amedeo da Piazzale Fellini al sottopasso; sul percorso ciclopedonale di Piazzale  Cesari Battisti dal sottopasso alla Stazione ferroviaria; nei percorsi ciclopedonali dei parchi Renzi, Maria Callas, Cervi, Olga Bondi, Fabbri, Poderi della Ghirlandetta, XXV Aprile; nelle “zone 30” da Via Cristoforo Colombo al lungomare Claudio Tintori; sulla pista ciclabile del lungomare nord a Viserbella.

In tutte queste zone la velocità non dovrà essere superiore a 15km/h, mentre nelle aree pedonali e nelle vie del centro storico e di Piazzale Fellini non potrà superare i a 6km/h, ovvero in Via Marecchia, da via dei Mille a Ponte di Tiberio; sul Ponte di Tiberio; su Corso D’Augusto da Ponte di Tiberio a Via Verdi; in Via Verdi fino Piazza Malatesta; in Via Garibaldi, da Porta Montanara a Via Bertola; su Corso d’Augusto,  da Arco d’Augusto a Via Bertola; in Via IV Novembre e Via Dante, da Via Alberti a Stazione Ferroviaria; in Via Galeria e Via Castelfidardo, da Via Bastioni Orientali a Via IV Novembre.

Inoltre il Comune di Rimini intende avviare un servizio di sharing e free floating: la gestione di un sistema di monopattini elettrici dotati di interfaccia di bordo con il sistema di gestione digitale e funzionanti anche in assenza di postazioni fisse per la custodia o il ricovero dei monopattini.

Il Comune di Rimini si è affidato a due società: Bird Rides Italy e Lime. Ad essere esclusa è stata  Helbiz, società fondata negli Stati Uniti dall’italiano Salvatore Palella, che mette a disposizione monopattini elettrici in sharing e che per prima aveva portato a Rimini il servizio di noleggio di questi micro-veicoli. La decisione non è stata gradita dalla società che ha già annunciato una richiesta di accesso agli atti e il ricorso al Tar.

Sembra invece che Riccione, almeno per il momento, abbia deciso di non aderire alla sperimentazione dei monopattini. E quindi non ha individuato né le zone nelle quali possono circolare e né la segnaletica. Tuttavia Helbiz ha annunciato lo sbarco anche nella Perla verde. Fra Rimini e Riccione mette a disposizione circa 200 mezzi.

Monopattini elettrici a Pesaro

Disco verde dalla giunta comunale di Pesaro su monopattini elettrici e segway: “Siamo tra le primissime città in Italia a partire con la sperimentazione”, ha detto il sindaco Matteo Ricci.  Dal 20 settembre sono arrivati 100 monopattini della società svedese Voi Technology, che ha scelto Pesaro come prima città italiana in cui investire. Fondata a Stoccolma nel 2018, opera in 11 Paesi e 38 città tra cui Parigi, Madrid, Berlino, Oslo, Helsinki, Lisbona e Copenaghen. Ad oggi l’azienda ha permesso a più di tre milioni di utenti di usufruire di oltre dieci milioni di corse flessibili, convenienti e a basse emissioni di carbonio.

I cento monopattini messi a disposizione dalla società svedese sono tutti dotati di regolatore di velocità. Su Ztl e aree pedonali (come quelle del centro storico) la velocità massima consentita è di sei chilometri all’ora. Mentre nelle zone 30 e ciclabili si può circolare con il limite dei 20 chilometri all’ora. Da segnalare che su via Branca, come per le bici, nel tratto tra via Almerici e via Zongo, i monopattini non potranno girare nella fascia oraria compresa tra le 16 e le 20.

Monopattini elettrici a Verona

A partire dalla prossima settimana, anche a Verona sarà regolarizzata la circolazione dei monopattini elettrici e degli segway. Dopo l’installazione dei relativi segnali stradali (prevista entro il prossimo fine settimana), si potrà liberamente circolare sulle strade stabilite dal Comune. Dei quattro mini- veicoli attualmente esistenti in commercio, a Verona ne saranno autorizzati solo due: i monopattini elettrici e i segway (formati solo dalle due ruote e dal manubrio). Restano vietati invece gli hoverboard (formati solo dalle due ruote congiunte, ma senza manubrio) e i monowheel (che hanno un’unica ruota, con ai lati due predellini). I due tipi di mezzi consentiti non potranno circolare sulle strade pedonali (come via Mazzini e via Cappello), ma potranno essere usati su tutte le piste ciclabili, su quelle ciclopedonali (come quella del Chievo) e su tutte le strade che hanno un limite di velocità di 30 chilometri l’ora (in Ztl ed anche, ad esempio, a Porto San Pancrazio). Sarà consentito anche entrare nelle aree di via Catullo, via IV Spade, Corte Farina, via Sant’Eufenia e vicolo Ostie ma solo nelle giornate feriali, e non nei giorni di sabato e festivi, quando tutte queste vie diventano pedonali.

MONOPATTINI ELETTRICI E NUOVE REGOLE: LE CRITICHE

Ecco alcuni commenti risalenti a maggio scorso, subito dopo l’emanazione del provvedimento. Pierfrancesco Maran:  “Non si fa in tempo a gioire per la notizia che, leggendola, vengono confermati tutti, ma proprio tutti, i pregiudizi su Toninelli. Se devo scegliere la cosa più incredibile è questa: i Comuni con delibera di giunta decidono in che strade possono circolare (e fin qui tutto bene, isole pedonali, zone 30, corsie ciclabili, probabilmente non vie ad alto scorrimento). Dopo la delibera devono mettere apposita segnaletica nelle strade dove è possibile andare in monopattino. Cioè in strade di pali, pali, pali (e togliere quelli esistenti è un casino) dovremmo mettere un nuovo palo per dire nel cartello che si può andare in monopattino. Poi i monopattini li usano i maggiorenni (anche senza patente) e i minorenni con patente categoria am, obbligo di indossare giubbino catarinfrangente di sera, di montare un clacson. Insomma se volevamo dimostrare non solo di essere ultimi, ma di saper scrivere la legge peggiore… eccoci!”.

Critica anche Legambiente.  “La circolazione – spiega il vicepresidente Edoardo Zanchini  – sarà consentita solo su piste ciclabili e aree pedonali, zone 30 e strade assimilabili, ma con differenze nell’accesso tra i diversi mezzi. Ai Comuni spetterà poi di individuare precisamente queste aree con relativa cartellonistica. Inoltre sono fissati limiti di velocità di 20 km/h, inferiori a quelli di una qualsiasi bicicletta a pedalata assistita, ma con limiti di potenza assolutamente abbondanti per quelle velocità. Non si comprende perché non si decida semplicemente di equiparare questi mezzi alle bici per quanto riguarda le regole di circolazione su strada. Il rischio – conclude Zanchini – è che con regole così complicate e restrittive gli stessi Comuni si trovino di fronte a un percorso assai complesso prima di aprire alla sperimentazione, e quella che potrebbe essere una opportunità di circolazione nelle nostre città, con mezzi a emissioni zero, incontri enormi barriere alla sua diffusione”.

Positivi invece i commenti dei produttori. Tra i primi a commentare la firma del decreto da parte del ministro Toninelli c’è stata Dott, startup olandese fondata da Maxim Romain e Henri Moissinac, attiva nel settore della micromobility e che ha anche in cantiere una flotta di e-bikes. “Dott – si legge in un comunicato – è molto soddisfatta per la conclusione dell’iter ministeriale che permetterà anche all’Italia di poter adottare nuove soluzioni di micro-mobilità; tra i benefici, ci sarà la riduzione dell’intasamento e dell’inquinamento nelle strade delle città Italiane, la possibilità di spostarsi più rapidamente e la creazione di nuove opportunità lavorative. Dott si ritrova pienamente nell’approccio adottato dal Ministro che ha dato massima priorità al garantire le condizioni di sicurezza per utilizzatori e non, potendo così avviare delle sperimentazioni in contesti controllati per poter trarre il massimo beneficio dalla sperimentazione. Infatti, in tutte le città in cui siamo già attivi seguiamo un approccio responsabile, e avere delle condizioni di sperimentazione chiare ed orientate alla tutela dei cittadini rappresenta per noi il contesto ideale in cui operare secondo i nostri principi”.

Entusiasta anche Salvatore Palella, CEO di Helbiz, uno dei primi operatori ad effettuare test su Milano in partnership con Telepass.  “Abbiamo atteso mesi e siamo molto soddisfatti: siamo sicuri che si tratta di un punto di svolta per tutta la mobilità del paese”, ha commentato all’indomani dell’emanazione del decreto. “Finalmente possiamo lanciare ufficialmente il servizio. Come Helbiz, grazie alla data collection, vogliamo collaborare nel modo migliore con le istituzioni cittadine e con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con l’obiettivo di condividerli come già abbiamo fatto in fase di test e di portare avanti la rivoluzione della mobilità smart”.

(Articolo aggiornato al 30/10/2019)

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale