Auto elettrica: come funziona, come sceglierla, tempi e costi di ricarica

LA GUIDA

Auto elettrica: che cos’è e come sceglierla, tempi e costi ricarica



Con l’aumento dell’interesse verso le auto elettriche aumentano anche gli interrogativi sul loro utilizzo: come funziona la ricarica delle batterie? Dove si trovano i punti di ricarica dell’auto elettrica? Quanto costerà un “pieno”? Ecco le risposte

di Luciana Maci

16 Giu 2022


Non solo una moda elitaria per gli appassionati di sostenibilità e tecnologia, ma una componente fondamentale che sta attirando l’interesse del maggiori player del mondo dell’auto. Stiamo parlando dell’auto elettrica.

Auto elettrica: che cos’è

Unauto elettrica è un’automobile che utilizza per il suo movimento l’elettricità attraverso l’apposita ricarica, e non la benzina o altri combustibili utilizzati di solito nelle automobili. Grazie alle auto elettriche è possibile non soltanto salvaguardare l’ambiente inquinando di meno, ma anche risparmiare notevolmente sui costi del carburante. Vediamo quindi nel dettaglio come funzionano le auto elettriche, per chi vuole scoprire di più come utilizzare e dove acquistare un’automobile elettrica.

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Auto elettrica: come sceglierla

Dal prezzo al modello, ecco una guida per orientarsi nella scelta dell’auto elettrica.

Auto elettrica, che cos’è e come sceglierla: vantaggi e svantaggi di un’innovazione che corre

Auto elettrica: gli incentivi per chi l’acquisterà nel 2022

Sono diversi gli incentivi disponibili per l’acquisto di auto elettriche, uno dei punti fondamentali nello sforzo di transizione energetica italiano ed europeo. In particolare, stimolare le nuove immatricolazioni e la transizione verso veicoli elettrici o a basse emissioni, il Governo Draghi ha stanziato 650 milioni di euro per ogni annualità dal 2022 al 2024.

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Lo stato dell’arte delle auto elettriche in Italia e nel mondo

Il report UNRAE 2022 ha rilevato nel 2021 una crescita del numero di auto ECV (elettriche ‘pure’ e ibride plug-in) immatricolate, salite da 17.185 del 2019 a 136.311 del 2021, per una percentuale del 9,4% sul totale. Numeri promettenti, ma ancora indietro rispetto alla media del 20% degli altri 4 maggiori mercati europei e molto lontani dal 26% della Germania, dal 18,6% del Regno Unito e dal 18,3% della Francia.

Secondo i dati dello Smart Mobility Report 2021 dell’Osservatorio Smart Mobility del Politecnico di Milano, nello stesso anno in Italia circolavano 200.000 auto elettriche, il doppio di quelle che si contavano nel 2020.

Entro il 2025 la metà delle auto prodotte al mondo sarà elettrificata e i veicoli a gas e a benzina cederanno il passo a quelli ibridi ed elettrici. I produttori di auto hanno meno di un decennio per reinventarsi o rischiano di essere travolti dal cambiamento nel modo di alimentare, guidare e acquistare i veicoli”. Così parlava Sergio Marchionneamministratore delegato di Fca, prima della sua scomparsa. Dopo averla definita “una minaccia all’esistenza del pianeta”, Marchionne ci aveva ripensato e aveva inserito l’auto elettrica anche nel suo ultimo piano industriale per Fca.

Le sue stime si sono rivelate corrette alla prova del tempo: gli anni 20 di questo secolo si stanno rivelando il decennio della transizione elettrica nell’automotive. Lo sottolineano i dati di un recente report Accenture, secondo il quale entroil 2025, tutti i nuovi veicoli dovrebbero essere connessi e, entro il 2030, il 30% di essi sarà probabilmente elettrico.

Automotive: perché questo è il decennio della transizione elettrica (nonostante la pandemia)

Non è un caso che le case automobilistiche e i grandi player del mercato elettrico come Enel siano pronti a scommettere sul futuro “green” della mobilità. Futuro incarnato anche e soprattutto da Tesla, società statunitense creata dall’eclettico imprenditore Elon Musk che sta sfornando un modello e un record di crescita dopo l’altro.

Come funzionano le auto elettriche: come e dove ricaricarle?

Ricaricare dalle colonnine per la ricarica dell’auto elettrica: dove trovarle, come usarle, i costi

La modalità di ricarica di un’auto elettrica è la stessa di un telefono cellulare, perciò dovremmo cominciare a considerare questo tipo di automobili alla stregua di dispositivi o, meglio, elettrodomestici. La ricarica delle auto elettriche può avvenire tramite le colonnine diffuse sul territorio, che però ad oggi in Italia – e non solo- sono in numero assolutamente insufficiente.

Secondo le proiezioni di EFAO Acea Pocket Guide 2020-2021, entro il 2025 circoleranno in Europa 12,5 milioni di veicoli elettrici, il che richiederebbe 3 milioni di punti di ricarica pubblici. Già oggi, i punti disponibili sono appena 200mila sugli 800mila necessari.

In Italia in particolare ci sono poco più di 27.000 punti di ricarica per auto elettriche suddivisi in circa 14.000 colonnine, in media una ogni 20 chilometri.
Ecco dove trovare le più vicine, i tempi e i costi di ricarica.

Colonnine elettriche: costi e mappa stazioni di ricarica auto

Come ricaricare un’auto elettrica?

Per ricaricare l’auto elettrica, occorre innanzitutto individuare su Internet o sulle apposite applicazioni la stazione di ricarica più vicina, per poi parcheggiare, collegare il cavo all’auto e avvicinare alla colonnina la card fornita dal gestore. In questo la ricarica di un’automobile elettrica si differenzia da una che va a benzina: è necessario essere dotati dell’apposita tessera magnetica, che permette di sbloccare lo sportello e inserire l’adattatore. A collegamento effettuato il display visualizzerà il contatore: è possibile verificare quanti KwH stanno riempiendo la batteria, proprio come fosse un serbatoio per il carburante. Quando la ricarica è terminata è sufficiente accostare nuovamente la card alla colonnina e scollegare il cavo.

Quali sono gli operatori delle colonnine di ricarica?

Un altro ostacolo alla ricarica è il fatto che non tutte le colonnine sono compatibili con tutte le tessere o sistemi di pagamento. L’interoperabilità, cioè la possibilità di usare la colonnina di un operatore e avere l’abbonamento con un altro, è oggi uno dei punti focali della creazione di un’infrastruttura di ricarica. Esiste un progetto internazionale per superare queste barriere: ne ha parlato a EconomyUp Roble Dorronsoro, Head of Merchant and Acceptance Southern Europe di Visa – il primo partner del ramo pagamenti ad entrare nell’alleanza.

Ma chi gestisce oggi i 27mila punti di ricarica auto in Italia? E quali operatori offrono l’interoperabilità? Qui una mini-guida.

Ricarica auto elettriche: quali sono gli operatori in Italia e chi applica l’interoperabilità

Ricaricare on demand in mobilità

Dal 6 febbraio 2019 è attivo a Milano, in un progetto pilota, E-GAP, operatore di ricarica mobile per veicoli elettrici: chi possiede un veicolo e vuole farselo ricaricare potrà lasciarlo dove preferisce e, attraverso un’app dedicata, chiamare un addetto che eseguirà l’operazione al posto suo. Questo è reso possibile grazie all’utilizzo di Van elettrici di ricarica. Nel frattempo l’addetto potrebbe fornire altri servizi, come il lavaggio dell’auto. Tre i soci di E-GAPEugenio de Blasio, fondatore e presidente, già membro del board di AssorinnovabiliDaniele Camponeschi, ex CIO di Independent Power Producers; Alessandro Di Michele, ex CFO di Borsa Italiana.  Progetto al 100% Made in Italy, è stato realizzato insieme al gruppo MetaSystem, specializzato in ricerca, sviluppo e produzione di elettronica applicata ai sistemi di sicurezza avanzati per i mercati automotive ed energia. Nel 2020 E-Gap ha siglato un accordo di collaborazione con Enel per permettere l’utilizzo del servizio anche tramite l’app JuicePass di Enel X.

Un altro progetto per offire servizi di ricarica on demand è la startup Reefilla, che offre una soluzione as a service per monitorare la batteria del veicolo elettrico e offrire un servizio di ricarica dove serve e quando serve. Nata dall’idea di 3 ex manager di FCA, Marco Bevilacqua, Pietro Balda e Gabriele Bergoglio, Reefilla è un progetto Incubato da I3P – Politecnico di Milano e accelerato da Motor Valley Accelerator e Plug&Play. Oggi in fase di testing sui veicoli elettrici dei maggiori marchi, prevede il primo lancio pilota su Milano e Torino per il secondo trimestre 2022.

Ricaricare con presa elettrica domestica

L’altro modo di ricaricare l’auto elettrica è attraverso la classica presa domestica. Non una qualsiasi, però: le batterie dell’auto potrebbero danneggiarsi perché le prese domestiche non sono progettate per essere usate per molte ore consecutive ad elevata potenza. È quindi consigliabile, con una piccola spesa aggiuntiva, acquistare una presa CEE industriale. Considerata la scarsa presenza di colonnine, la presa domestica installata presso la propria abitazione può essere considerata in questo momento il punto di ricarica principale per un’automobile elettrica. Normalmente i veicoli sostano nel box o nel posto auto diverse ore al giorno: è la situazione ideale che consente di ricaricare lentamente la batteria. Contrariamente a quanto pensano in molti, non bisogna far scaricare la batteria per poi ricaricarla completamente perché le moderne batterie al litio impiegate sui veicoli beneficiano maggiormente di piccole ricariche parziali.

Quanto dura l’autonomia di un’auto elettrica

Una delle principali sfide per le case automobilistiche interessate all’auto elettrica è la ricerca e lo sviluppo di batterie che consentano una maggiore autonomia e una rapida ricarica. Attualmente gli Electric Vehicle (EV) commerciali possono garantire un’autonomia media fino a 290 km a carica.

L’autonomia di guida di un’auto elettrica dipende anche da alcuni fattori esterni, quali lo stile di guida del conducente, la velocità, il tipo di percorso, le condizioni climatiche come forte vento contrario, il peso del veicolo e l’utilizzo di riscaldamento o condizionatore.

Tempo di vita delle batterie

Le batterie delle moderne autovetture elettriche, per la maggior parte al Litio (Li), sono piuttosto durature. Come riferiscono gli addetti ai lavori, c’è un decadimento delle batterie abbastanza marcato nei primi 30mila km, decadimento che poi si assesta su un tasso molto contenuto. In ogni caso la capacità della batteria resta  compresa mediamente tra il 90% e il 95%, anche una volta raggiunti (e superati) i 200mila km. Per esempio la batteria della Tesla Model S perde in media meno del 15% della sua capacità originaria nel corso del ciclo di vita medio del veicolo (250mila km).

(Articolo aggiornato al 16/06/2022)

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Sviluppo Sostenibile
Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…