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Ecosistema

H-Farm sempre più vicina alla Borsa

25 Ago 2015

Il gruppo fondato da Riccardo Donadon accelera per la quotazione nel listino delle piccole e medie imprese. Secondo il quotidiano MF è già pronta la squadra dei consulenti: N+1 Syz, Banca Intermobiliare e Unicredit come global coordinator. Il collocamento in programma in autunno

Dopo l’annuncio di primavera, H-Farm accelera per l’ingresso in Borsa. La squadra  per la quotazione all’AIM Italia, il listino per le piccole e medie imprese, è completa, secondo quanto scrive oggi il quotidiano MFA seguire il collocamento dell’acceleratore fondato da Riccardo Donadon saranno l’advisor N+1 Syz, il nomad (nominated advisor) Banca Intermobiliare e Unicredit, che è anche nella compagine societaria della società veneta, come global coordinator. 
Dopo una semplificazione societaria, H-Farm ha lanciato due prestiti obbligazionari convertibili, da 15 e da 4 milioni e, con la definizione del team di consulenti, avrebbe compiuto un passo decisivo verso la quotazione, che potrebbe avvenire in autunno, a meno che le turbolenze di Borsa causate dalla tempesta cinese non inducano gli uomini di H-Farm ad aspettare momenti migliori.

Come ricorda sempre MF, attualmente H-Farm ha un azionariato composto da 34 soci. Ecco i principali in ordine di partecipazione:
Red Circle Investments della famiglia di Renzo Rosso (che detiene la quota maggiore: 16,48%); Cattolica Assicurazioni (4,5%); Veneto Sviluppo (3,57%), Unicredit (2,72%), Stefano Parisi (ex Fastweb, oggi ChiliTv, 1,36%); Buongiorno (1,2%), Banca Sella Holdig (0,6%), Rcs Mediagroup (0,68%), Gianfranco Zoppas (0,68%).

Dopo aver lasciato la presidenza di Italia Startup, Riccardo Donadon è quindi concentrato nell’avviare la seconda vita della sua creatura, a 10 anni dalla fondazione. A fine giugno H-Farm ha acquisito il 100% di Nuvò, società di consulenza per i i servizi di innovazione digitale che porta in dote un team ci rica 80 persone. E lascia intravedere un’evoluzione del modello di business del gruppo trevigiano che pare sempre meno incentrato sulle exit (vendite) delle startup incubate. Attività che sul mercato italiano non lascia molti margini per risultati importanti. 

Redazione

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