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Tendenze

Tutti pazzi per i droni, il regalo più desiderato per Natale

19 Dic 2014

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EconomyUp lo aveva anticipato un anno fa: i droni sarebbero stati fra i tech trend del 2014. Non a caso gli italiani, e non solo, sognano di trovarli sotto l’albero. Ecco, allora, alcune cose da sapere sui piccoli robot volanti

Se siete ancora indecisi sul regalo da fare per Natale, potete andare a colpo sicuro scegliendo i droni. Perché la maggior parte degli italiani, e non solo, desidera trovare sotto l’albero proprio i piccoli robot volanti.

Una tendenza che conferma quanto EconomyUp aveva anticipato un anno fa: in un mondo sempre più connesso, i droni sarebbero stati fra i tech trend che avrebbero caratterizzato il 2014, insieme a cloud, social tv e realtà aumentata.

Negli ultimi anni, i volatili 2.0 hanno conosciuto una crescita esponenziale ed infestano talmente tanto i cieli di tutto il mondo (quantomento di quello occidentale) da essere diventati un vero rischio. Soprattutto per aerei ed elicotteri civili, ma anche per edifici e persone contro i quali potrebbero andare a schiantarsi se finissero fuori controllo.

Ecco allora che i produttori e i venditori degli apparecchi (Amazon in testa) iniziano a prendere precauzioni. E per Natale allegheranno all’apparecchio volante (per ora solo negli Usa) anche un manualetto contenente le misure di sicurezza da rispettare. Perché sembra impossibile, ma i rischi ci sono. Per citare solo un paio di incidenti, a novembre un drone ha centrato (e ferito) una donna in Florida, mentre un altro, utilizzato come apparecchio fotografico in quota da un paparazzo, ha tranciato il naso al suo proprietario con i rotori. Mentre a settembre, a New York, un uomo è stato arrestato perché faceva volare il proprio drone troppo vicino a un elicottero della polizia e un aereo di linea ha quasi centrato un altro di questi apparecchi mentre atterrava all’aeroporto LaGuardia.

Ecco allora, alcune cose da sapere prima di depositare il desiderato pacchetto sotto l’albero.

Droni sì o no? In Italia ci scommette Aerodron. È stato liquidato come “pubblicità” l’annuncio di Amazon sul debutto entro il 2018 di velivoli automatizzati per consegna pacchi. Ma in Italia c’è chi ci lavora: si chiama AeroDron, è una start up specializzata in droni. E si è guadagnata 400mila euro di finanziamenti da b-ventures.

OlaFilm porta i droni nel nuovo film di Virzì. Promossa start up innovativa dalla Camera di Commercio di Milano, è la prima casa di produzione che usa i velivoli automatizzati e altre tecnologie innovative per il cinema e la pubblicità. Tra i clienti Ferragamo, Eni e Rai.

Nasce Borealis Tech Ventures, l’investimento n.1 ai droni. È il nuovo veicolo finanziario di b-Ventures. Tra i partner il ceo di Buongiorno, Andrea Casalini. Il primo finanziamento sarà per la start up Aerodron di Giorgio Uguzzoli, che ha 67 anni.

L’Oscar? La prossima volta sarà per l’innovazione. Stanno emergendo giovani aziende italiane specializzate in riprese cinematografiche con droni. La startup Ola Film ha contribuito al “Il Capitale Umano” di Virzì, MovieDrone al film sulla Certosa di Pavia. Così anche l’hi-tech può diventare una “grande bellezza”

Perché adesso Facebook vuole comprare i droni. Zuckerberg è in trattative per l’acquisto di Titan Aerospace, azienda texana specializzata in droni a energia solare: l’obiettivo è usarli come satelliti per il progetto Internet.org, che vuole garantire la connessione al web a 5 milioni di persone.

Ecco le tendenze del futuro che le imprese tecnoscettiche non vedono. Maria Grazia Mattei, ideatrice del Meet the Media Guru, racconta quali saranno gli impatti dei sistemi hi-tech sui modelli di business. E avverte: “Bisogna alfabetizzare il Made in Italy. Non possiamo più perdere tempo”.

Perché Amazon userà i droni per aumentare il business. Il gigante dell’e-commerce americano sta testando i veicoli aerei a pilotaggio remoto per la consegna delle merci. È convinta che ridurranno i costi, velocizzeranno i tempi e scateneranno curiosità tra i clienti (quindi più acquisti). Ma ancora l’ente federale Usa ne proibisce il volo.

L’innovazione non abita più in fabbrica, il suo posto è in “comunità”. Chris Anderson, co-fondatore di 3D Robotics (droni), spiega perché vincerà il modello aziendale “comunitario”: “Non ha barriere all’accesso, è aperto e trasparente, chi ci lavora ha motivazioni forti e guarda al lungo termine. Le vecchie companies ragionano sul breve periodo”.

Aerodron, la startup di Parma lancia le prime “master class” per piloti di droni. Creata dall’ingegnere “over 60” Giorgio Uguzzoli, e finanziata da b-ventures, la neo-impresa aprirà una scuola di alta formazione a Parma. Previste anche lezioni per architetti, topografi e geologi, che utilizzano gli Uav (Unmmaned aerial vehicle) per l’analisi del territorio

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a cura di Concetta Desando

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