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Droni sì o no? In Italia ci scommette Aerodron

È stato liquidato come “pubblicità” l’annuncio di Amazon sul debutto entro il 2018 di velivoli automatizzati per consegna pacchi. Ma in Italia c’è chi ci lavora: si chiama AeroDron, è una start up specializzata in droni. E si è guadagnata 400mila euro di finanziamenti da b-ventures

Pubblicato il 05 Dic 2013

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Droni sì, droni no: il sasso l’ha lanciato nello stagno Jeff Bezos accusato dai media di aver parlato di droni la settimana scorsa solo per far pubblicità ad Amazon, ma in Italia c’è AeroDron, una startup emiliana fondata da un 67enne che sta lavorando in questo campo e ha appena ricevuto un’iniezione di 400mila euro, raccolti grazie a b-ventures, con i quali intende rafforzare la flotta.

Creata dall’ingegner Giorgio Ugozzoli (nella foto), già campione di pallacanestro in gioventù, Aerodron è specializzata nell’uso di droni per l’analisi e la tutela del territorio e l’ambiente.

In pratica, come ha spiegato lo stesso founder in una recente intervista a “La Repubblica”, i suoi velivoli per uso civile, pilotati da un computer, sorvolano il territorio ed eseguono la missione di rilevare dati. Per esempio possono monitorare la qualità dell’aria, effettuare un’analisi all’infrarosso, misurare l’inquinamento.

Di recente gli apparecchi di AeroDron sono stati attivi sulla frana di Capriglio: attraverso l’elaborazione di 1.500 foto raccolte in un volo di ricognizione, anno elaborato un modello 3D di quella che è una delle frane più estese d’Europa, per conto della Regione e dell’Autorità di bacino.

L’idea è piaciuta a b-ventures, il network di sostegno alle nuove imprese innovative fondato da Mauro Del Rio, che le ha concesso un finanziamento di 400mila euro diviso in due tranche: la prima per 110mila euro si è conclusa il 27 novembre scorso ed è stata sottoscritta da Blom Cgr (Compagnia Generale Riprese aeree), azienda attiva nel settore della fotogrammetria e del telerilevamento, e dal veicolo finanziario Capital B! controllato da Mauro Del Rio. La seconda tranche, del valore di 290mila euro, verrà chiusa a gennaio 2014 e vedrà l’ingresso tra i nuovi soci, riferiscono indiscrezioni giornalistiche, di alcuni importanti imprenditori e primari investitori.

Eppure Ugozzoli è rimasto molto perplesso dopo che il founder e ceo di Amazon ha “promesso” domenica scorsa, in un’intervista televisiva in prima serata sulla Cbs, il decollo “tra quattro/cinque anni” di una sorta di piccoli elicotteri automatizzati e privi di guida umana per consegnare pacchi ai clienti. “A mio avviso non è possibile – ha detto al “Sole 24Ore” – non perché il drone non sia realmente capace di fare ciò che viene mostrato nel video di Amazon, il problema è nella gestione tecnica. Come si gestiscono uno sciame di droni nei cieli che dovrebbero consegnare dei pacchi? Questa e tutta una serie di complessità non possono essere ignorate, detto ciò è quindi evidente la volontà di mettere a segno un colpo mediatico”.

Una testi sostenuta da quasi tutti i media, tra cui Business Insider che è arrivato a calcolare i benefici economici ricavati da Bezos da 15 minuti di intervista a “60 Minutes”: uno spot di 30 secondi durante uno show delle 19.000 costa di solito 100mila dollari, perciò la stima è che ad Amazon tutto questo abbia fruttato circa 3 milioni di dollari di “risparmi” in annunci pubblicitari in vista del Cyber Monday, giornata creata dalle società di marketing e dedicata agli acquisti online.

Ci sono inoltre tutta una serie di nodi regolatori da sciogliere: per esempio l’ente federale per l’aviazione statunitense non consente ancora il volo di droni privi di guida umana e sembra non abbia alcuna intenzione di farlo prima del 2020. Ma l’argomento ha un suo fascino fantascientifico e continuerà a tenere banco. Mentre le start up come AeroDron ci lavorano sul serio.

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