La space economy non è più solo terreno di grandi enti pubblici e programmi governativi. Il capitale privato ha ormai un ruolo strutturale: finanzia lanciatori, satelliti, componentistica, osservazione della Terra, comunicazioni, dati geospaziali, software di missione, cybersecurity, logistica orbitale e applicazioni dual use. Per capire chi investe davvero nello spazio bisogna però distinguere almeno tre famiglie di fondi: venture capital specializzati, fondi pubblici o pubblico-privati che agiscono da moltiplicatori dell’ecosistema, ed etf quotati che offrono esposizione alle società spaziali o space-enabled già presenti sui mercati finanziari.
La crescita del mercato spiega perché il tema sia entrato nei radar degli investitori. Nel Report on the Space Economy 2026, pubblicato il 13 luglio 2026, l’Agenzia spaziale europea fotografa una filiera 2025 ormai articolata tra un mercato upstream da 75 miliardi di euro, legato a manifattura spaziale e servizi di lancio, e un downstream da circa 490 miliardi di euro, in larga parte commerciale, trainato da comunicazioni satellitari, osservazione della Terra e servizi di navigazione. La stessa ESA rileva che nel 2025 gli investimenti privati globali nello spazio sono cresciuti del 60%, mentre le space venture europee hanno raccolto 1,4 miliardi di euro, l’8% in meno rispetto al 2024 ma comunque il secondo valore più alto di sempre. Per i fondi, lo spazio non coincide più solo con il lancio: diventa infrastruttura per telecomunicazioni, navigazione, clima, agricoltura, trasporti, sicurezza e industria.
Indice degli argomenti
Fondi space economy: perché il venture capital guarda allo spazio
Il capitale di rischio è il canale più rilevante per le startup spaziali, perché la filiera richiede tempi lunghi, competenze tecniche e spesso hardware costoso. Il Seraphim Space Index Q2 2026, report trimestrale sull’investimento privato globale in spacetech, indica 7,5 miliardi di dollari investiti nel secondo trimestre 2026 e 23 miliardi nei dodici mesi terminati a giugno 2026, distribuiti su 620 operazioni. Il seed resta la fase più numerosa, con il 47% dei round nel periodo considerato, ma la crescita del capitale si concentra sempre più sui round avanzati: le operazioni Series D+ hanno raggiunto 7,2 miliardi di dollari, pari al 47% del totale.
È una dinamica importante per startup e scaleup italiane: lo spazio non vive più solo di prototipi, bandi e contratti istituzionali. I fondi cercano aziende in grado di arrivare a ricavi commerciali, contratti governativi ricorrenti, proprietà intellettuale difendibile e integrazione con mercati terrestri. I segmenti più osservati sono infrastrutture orbitali, manifattura e componenti, dati satellitari, connettività, in-orbit servicing, space situational awareness, difesa e sicurezza.
Italia: Primo Space, Italia Space Venture e i fondi non specializzati
In Italia il riferimento più immediato è Primo Capital, piattaforma indipendente di fondi specializzati in tecnologie, che con Primo Space Fund ha aperto un canale verticale sul settore. Il 9 luglio 2026 la società ha annunciato Primo Space 2, nuovo fondo dedicato a space economy e tecnologie dual use in Europa, con target di raccolta da 120 milioni di euro e manifestazioni di interesse superiori a 70 milioni prima del primo closing atteso dopo l’estate. Primo Capital indica inoltre che il primo Primo Space Fund, lanciato nel 2020, ha investito in 19 società in sei Paesi; le partecipate hanno raccolto complessivamente oltre 470 milioni di euro, impiegano circa 900 persone e hanno generato più di 115 milioni di euro di ricavi.
Accanto ai fondi verticali agiscono strumenti pubblici o misti. CDP Venture Capital gestisce Italia Space Venture, nato da un accordo del 2022 con il Dipartimento per la trasformazione digitale: 90 milioni di euro provenienti dal Fondo complementare al Pnrr, altri 90 milioni messi a disposizione da CDP Venture Capital e un effetto leva stimato oltre 250 milioni con co-investimenti privati. Il fondo può intervenire su progetti imprenditoriali, accelerazione, trasferimento tecnologico e fondi privati specializzati nello spazio.
Ci sono poi investitori non verticali che hanno sostenuto scaleup spaziali italiane. Indaco Venture Partners ha avuto in portafoglio D-Orbit, società italiana della logistica spaziale, indicando l’exit a dicembre 2025. Neva SGR ha partecipato alla crescita della stessa D-Orbit, che nel 2024 ha chiuso una Series C da 150 milioni di euro. Questi casi mostrano una caratteristica del mercato: i fondi space economy puri restano pochi, ma le aziende migliori attraggono anche capitali deep tech, infrastrutturali, corporate e growth.
Europa: Cassini, Alpine Space Ventures, Expansion e Promus
L’Europa sta costruendo una propria architettura di capitale per ridurre il divario con Stati Uniti e Cina. Il Cassini Investor Network, iniziativa della Commissione europea, indica una capacità di investimento superiore a 2 miliardi di euro nel periodo 2022-2027 attraverso la Cassini Investment Facility. Tra i fondi space-focused sostenuti figurano Alpine Space Ventures, Expansion Ventures, Primo Capital, Promus Ventures e Balnord; tra i fondi multi-focused compaiono 42CAP, OTB Ventures, HV Capital, UVC Partners, Vsquared Ventures, ISALT, Join Capital, 3IP, Atlantic, Keen Venture Partners, Omnes Capital, Nazca Capital e Atlantic Bridge.
Alpine Space Ventures è uno dei nomi europei più riconoscibili: investe in società early stage della filiera spaziale, soprattutto in Europa e Stati Uniti, con focus su componenti, satelliti, operazioni, servizi e data processing. Il Fondo europeo per gli investimenti ha annunciato nel 2023 un impegno da 60 milioni di euro in Alpine Space Ventures, sostenuto da InvestEU, Cassini e dal programma tedesco ERP. Il fondo ha poi chiuso un veicolo da 170 milioni di euro, rafforzando il ruolo della Germania nel venture capital spaziale europeo.
Expansion si presenta come fondo europeo deep tech focalizzato su aerospace e defence sostenibili, con attenzione a C4ISR, comunicazioni sicure, sistemi spaziali e aviotrasportati, AI per la difesa e tecnologie a uso civile e militare. Promus Ventures, tramite Orbital Ventures, ha invece rappresentato uno dei primi veicoli europei legati allo spazio con radicamento in Lussemburgo, Paese che ha usato la space economy come leva di diversificazione industriale e finanziaria.
Il quadro europeo è confermato anche dall’European Space Policy Institute, che nel report Space Venture 2025 ha stimato 6,9 miliardi di euro di investimenti privati globali nel settore nel 2024, in crescita del 6% sul 2023. L’Europa ha raccolto 1,5 miliardi, con un aumento del 56% anno su anno; il venture capital rappresenta il 72% degli investimenti globali e il 69% di quelli europei. Circa il 40% delle società europee che hanno chiuso deal nel 2024 aveva un focus su sicurezza e difesa.
Stati Uniti e Regno Unito: i fondi specializzati globali
Tra gli investitori specializzati globali, Seraphim resta uno dei marchi più noti. La società indica oltre 630 milioni di dollari di asset under management, più di 150 startup supportate e oltre 12 miliardi di dollari raccolti dalle società in portafoglio e alumni. La strategia combina fondi venture, co-investimenti, accelerazione e un veicolo quotato, Seraphim Space Investment Trust, rivolto a società early e growth stage dello spacetech.
Negli Stati Uniti il campo è più affollato. Space Capital investe all’intersezione tra tecnologie spaziali e mercati globali, con una tesi costruita su Gps, geospatial intelligence e comunicazioni satellitari. SpaceFund si presenta come fondo early stage dedicato alla nuova economia spaziale. Starbridge Venture Capital cerca aziende in cui l’innovazione spaziale abbia anche mercati terrestri ampi e percorsi chiari verso la liquidità. Stellar Ventures investe in imprese early stage che usano tecnologie spaziali, con un portafoglio che comprende imaging, componenti, robotica, comunicazioni e manifattura.
Altri operatori si collocano all’incrocio tra spazio, difesa e deep tech. Embedded Ventures investe in digital engineering, advanced manufacturing e space operations, con partecipazioni in aziende come Apex Space, Slingshot e Anduril. Type One Ventures adotta una tesi più ampia su infrastrutture, intelligenza e sistemi industriali per una civiltà interplanetaria. Balerion Space Ventures investe in tecnologie dual use per launch, osservazione della Terra, propulsione, difesa e nuova infrastruttura spaziale.
Il ruolo dei capitali pubblici: dall’Europa alla Nato
Nello spazio il venture capital difficilmente si muove senza un ecosistema pubblico: programmi di ricerca, appalti, procurement militare, agenzie spaziali, garanzie e fondi di fondi riducono il rischio tecnico e commerciale. Il Fondo europeo per gli investimenti, la Banca europea per gli investimenti, Cassini, l’Agenzia spaziale europea e i veicoli nazionali sono parte della stessa catena di finanziamento.
A questa dimensione si aggiunge la difesa. Il NATO Innovation Fund è un fondo da oltre 1 miliardo di euro sostenuto da 24 Paesi alleati e orientato a deep tech per difesa, sicurezza e resilienza. Non è un fondo spaziale puro, ma lo spazio entra nella sua tesi perché comunicazioni, sorveglianza, navigazione, autonomia, materiali e sensoristica sono ormai tecnologie dual use. La presenza del fondo nel capitale di altri veicoli, come Alpine Space Ventures, conferma la convergenza tra space economy e sicurezza.
Etf space economy: i fondi quotati per l’esposizione ai mercati pubblici
Per gli investitori finanziari non professionali la porta più accessibile non sono i fondi vc, chiusi e riservati a investitori qualificati, ma gli etf tematici quotati. Sono prodotti molto diversi dai fondi venture: non finanziano direttamente startup private, ma investono in società quotate che operano nello spazio o traggono ricavi da tecnologie abilitate dallo spazio.
Il Procure Space ETF, ticker UFO sul Nasdaq, è uno dei prodotti storici del segmento. Al 20 luglio 2026 dichiara 68 partecipazioni, 608,7 milioni di dollari di asset netti e un expense ratio dello 0,75%. ARK Space & Defense Innovation ETF, ticker ARKX, è un etf attivo che investe almeno l’80% degli asset in società collegate a space exploration e defense innovation; dal 23 novembre 2025 il fondo ha cambiato nome da ARK Space Exploration & Innovation ETF a ARK Space & Defense Innovation ETF.
In Europa, il VanEck Space Innovators UCITS ETF, ticker JEDI, segue società dell’economia spaziale commerciale e al 20 luglio 2026 indica 1,7 miliardi di dollari di asset, un total expense ratio dello 0,55% e classificazione SFDR articolo 8. Nel 2026 si è aggiunto il WisdomTree Space Economy UCITS ETF, ticker WSPC, lanciato il 28 maggio 2026 con TER dello 0,50%, quotazione anche su Borsa Italiana e una metodologia costruita su quattro verticali: launch & infrastructure, commercial space, defence space ed emerging technologies.
Ecco uno schema generale, diviso per tipologia di investitore.
| Categoria | Fondo / investitore | Area | Cosa finanzia | Nota editoriale |
|---|---|---|---|---|
| Fondi venture specializzati | Primo Space / Primo Space 2 | Italia / Europa | Startup e scaleup space economy e dual use | È il caso italiano più rilevante tra i fondi verticali |
| Fondi pubblico-privati | Italia Space Venture – CDP Venture Capital | Italia | Startup, trasferimento tecnologico, accelerazione, co-investimenti e fondi specializzati | Strumento nato con risorse pubbliche e leva privata |
| Fondi venture specializzati | Alpine Space Ventures | Europa / Usa | Space tech early stage: satelliti, componenti, infrastrutture, dati | Tra i fondi europei più riconoscibili |
| Fondi venture specializzati | Expansion | Europa | Aerospace, defence, tecnologie dual use, comunicazioni sicure, sistemi spaziali | Più vicino a deep tech e difesa che allo spazio “puro” |
| Fondi venture specializzati | Seraphim Space | Regno Unito / globale | Space tech, dati satellitari, difesa, osservazione della Terra, comunicazioni | Uno dei principali investitori globali specializzati |
| Fondi venture specializzati | Space Capital | Usa | Gps, geospatial intelligence, comunicazioni satellitari | Tesi centrata sulle applicazioni abilitate dallo spazio |
| Fondi venture specializzati | SpaceFund | Usa | Startup early stage della nuova economia spaziale | Fondo verticale su new space |
| Fondi venture specializzati | Stellar Ventures | Usa | Startup che usano tecnologie spaziali per mercati commerciali | Focus early stage |
| Fondi venture specializzati | Starbridge Venture Capital | Usa | Startup space tech con mercati terrestri ampi | Cerca tecnologie spaziali con sbocchi commerciali non solo spaziali |
| Fondi deep tech / dual use | Embedded Ventures | Usa | Space operations, advanced manufacturing, digital engineering, difesa | Non è solo spazio: lavora all’incrocio tra space, industria e sicurezza |
| Fondi deep tech / dual use | Balerion Space Ventures | Usa | Launch, osservazione della Terra, propulsione, difesa, infrastrutture orbitali | Forte taglio dual use |
| Fondi istituzionali | Cassini Investor Network | Unione europea | Accesso a capitali per startup europee dello spazio | Non è un singolo fondo: è una rete europea di investitori |
| Fondo difesa / deep tech | NATO Innovation Fund | Paesi Nato | Tecnologie deep tech per sicurezza, resilienza e difesa | Non è un fondo spaziale puro, ma lo spazio rientra nelle tecnologie dual use |
| Fondi non verticali italiani | Indaco Venture Partners | Italia | Deep tech, digitale, elettronica, medtech; ha investito in D-Orbit tramite TT Venture | Caso utile per mostrare che anche fondi non space possono finanziare scaleup spaziali |
| Fondi non verticali italiani | Neva SGR | Italia | Deep tech e innovazione, anche con partecipazioni in società spaziali | Da citare come investitore non verticale coinvolto nella crescita di D-Orbit |
| Etf quotati | Procure Space ETF | Usa | Società quotate legate allo spazio | Non finanzia startup private: dà esposizione di Borsa |
| Etf quotati | ARK Space & Defense Innovation ETF | Usa | Space exploration, difesa, aerospace, tecnologie abilitate dallo spazio | Etf attivo, più ampio della sola space economy |
| Etf quotati | VanEck Space Innovators UCITS ETF | Europa | Società quotate della space economy commerciale | Prodotto UCITS, quindi accessibile sul mercato europeo |
| Etf quotati | WisdomTree Space Economy UCITS ETF | Europa | Launch, infrastrutture, commercial space, defence space, tecnologie emergenti | Lanciato nel 2026, utile per dare attualità al pezzo |
Che cosa cercano i fondi nella space economy
La mappa dei fondi mostra che lo spazio è diventato un mercato selettivo. Il capitale non premia più solo la capacità di andare in orbita, ma la possibilità di trasformare satelliti, dati, componenti e infrastrutture in ricavi ripetibili. Per le startup significa dover dimostrare più presto clienti, margini, affidabilità tecnica e accesso a supply chain complesse. Per le imprese industriali significa poter entrare nella filiera non solo come fornitori aerospaziali tradizionali, ma anche come produttori di software, materiali, cybersecurity, sensoristica, energia, robotica e servizi data-driven.
La space economy resta un settore ad alta intensità di capitale e rischio, con cicli tecnici più lunghi rispetto al digitale puro. Proprio per questo i fondi più attivi non ragionano più solo per verticali spaziali: cercano piattaforme che possano servire mercati terrestri, contratti governativi, applicazioni commerciali e bisogni di sicurezza. La nuova geografia degli investimenti nasce da qui: fondi specializzati per capire la tecnologia, capitale pubblico per sostenere l’ecosistema, etf per portare il tema nei portafogli quotati, grandi investitori deep tech per finanziare la fase di scala.




























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