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Business angel, in Italia investono sulle startup quasi 1 miliardo ma con il venture capital



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I business angel italiani hanno investito 920 milioni di euro in startup nel 2025, in crescita del 22%, sempre più spesso in syndication con i fondi di venture capital. Aumentano i round di grandi dimensioni e la collaborazione tra investitori. La Survey 2026 di IBAN

Pubblicato il 3 giu 2026



Paolo Anselmo, presidente IBAN
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Punti chiave

  • Crescita del mercato: investimenti complessivi di 920 mln (+22,3%), con impegno in autonomia di 74 mln
  • Maturazione: 81% dei deal in syndication; i round inferiori a 50 mila calano, 39% tra 500 mila e 2 milioni, 16% oltre 2 milioni
  • Profilo e preferenze: BA principalmente 45-69 anni, 82% con titolo post-laurea; 56% applicano criteri ESG; preferenza per startup 58% vs seed 42%
Riassunto generato con AI

Continua a crescere nel 2025 il mercato dell’Angel Investing in Italia: sono circa 920 infatti i milioni di euro investiti in startup dai Business Angel italiani in autonomia e in syndication con i fondi di Venture Capital, cifra in crescita del 22,3% rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente. La maturazione del mercato si osserva inoltre attraverso i dati che evidenziano come gli investimenti dei Business Angel italiani siano orientati sempre più verso deal di dimensione elevata: oltre la metà delle operazioni rilevate nel 2025 si concentra infatti in classi di investimento superiori ai 500 mila euro. Queste le principali conclusioni che emergono dall’analisi che IBAN, l’Associazione italiana dei Business Angel, ha svolto con la sua Survey 2026, annuale analisi del mercato italiano dell’informal Venture Capital o angel investing condotta con la supervisione scientifica del professor Vincenzo Capizzi dell’Università del Piemonte Orientale e della SDA Bocconi.

Nel 2025 i BA italiani, nonostante le turbolenze e le incertezze che hanno toccato l’economia del nostro Paese, hanno mantenuto invariato il loro impegno in autonomia per sostenere le startup italiane, investendo un totale di circa 74 mln di euro. I dati evidenziano anche come nel 2025 si rafforzi la presenza di round medio-grandi: le operazioni comprese tra 500 mila e 2 milioni di Euro rappresentano complessivamente il 39% dei deal e cresce la quota dei round di grandi dimensioni, superiori ai 2 milioni di Euro, che raggiunge il 16% (il doppio rispetto all’8% registrato nel 2023).

Business Angel e investimenti in startup italiane: più 22%

Le crisi, le incertezze e le oscillazioni internazionali degli ultimi anni hanno avuto delle conseguenze importanti anche sul mercato italiano. Nonostante questo, l’impegno dei Business Angel in Italia a supporto di una filiera fondamentale come quella dell’innovazione non si è mai arrestato. I dati della Survey IBAN relativi al 2025 confermano questa tendenza: sono circa 920 infatti i milioni di euro investiti dai Business Angel italiani in autonomia e in syndication con i fondi di Venture Capital in startup, cifra in crescita del 22,3% rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente.

Per ciò che riguarda le operazioni svolte unicamente da Business Angel, non includendo le operazioni di equity crowdfunding, le società target oggetto d’investimento nel corso del 2025 sono state 74, per un totale di 73,7 milioni di Euro investiti (in linea con i 74,5 nel 2024 e quasi il doppio rispetto ai 39,3 milioni investiti nel 2023). Un comportamento coerente con un processo di progressiva maturazione del mercato italiano dei Business Angel, nel quale emerge una maggiore strutturazione delle decisioni di investimento e una crescente propensione a operare in modo coordinato, anche attraverso Business Angel Network.

L’81% delle operazioni monitorate dalla survey IBAN sono avvenute in syndication (73% nel 2024), continuando il trend rilevato negli anni precedenti che vede i Business Angel unirsi in cordate per aumentare l’apporto finanziario complessivo, ridurre i costi individuali di transazione e ridurre il rischio unitario in caso di insuccesso dell’operazione.

La media di Business Angel per deal cresce lievemente a 6 (rispetto ai 5 del 2024). Questa dinamica appare coerente con una composizione degli investimenti orientata verso deal di dimensione più elevata: si riduce in modo significativo la quota dei round di piccole dimensioni, con le operazioni inferiori a 50 mila Euro che rappresentano il 12% del totale (38% nel 2024). Al contrario, nel 2025 le operazioni comprese tra 500 mila e 2 milioni di Euro rappresentano complessivamente il 39% dei deal e cresce la quota dei round di grandi dimensioni, superiori ai 2 milioni di Euro, che raggiunge il 16% (in crescita rispetto al 15% nel 2024 e il doppio rispetto all’8% registrato nel 2023).

Business Angel: l’85% non diminuirà gli investimenti in startup

Nell’incertezza è difficile programmare e scegliere di investire in maniera coraggiosa, ma da questo punto di vista i Business Angel italiani, forti anche di un mercato più definito e maturo, sembrano essere disposti a non tirarsi indietro nei confronti delle startup. Nel 2025, il 50% del campione della Survey dichiara di voler mantenere costante nei prossimi anni la quota di patrimonio dedicata all’investimento in startup, mentre il 35% manifesta l’intenzione di aumentarla e solo il 15% prevede una riduzione. Rispetto ai numeri del 2024 si può osservare un parziale recupero della propensione all’aumento della quota investita che si era fermata al 21%.

Le startup rimangono anche nel 2025 i target privilegiati dagli investitori per le loro operazioni rispetto agli investimenti Seed, con i valori che proseguono nel loro distanziamento dopo la quasi parità registrata nel 2022: nel 2025 i business angel hanno privilegiato le società in fase di startup (58%) rispetto a quelle in fase seed (42%). Nel 2025 si conferma quindi la preferenza per iniziative imprenditoriali che hanno già superato le primissime fasi di sviluppo. Un comportamento coerente con la fase di consolidamento del mercato dell’Angel Investing italiano, con la ricerca di un migliore equilibrio rischio–rendimento.

Chi sono i Business Angel in Italia nel 2025

Il profilo e le caratteristiche del Business Angel tipico rimangono sostanzialmente stabili nel 2025. La fascia d’età maggiormente rappresentata rimane quella compresa tra i 45 e i 69 anni, che nel complesso raccoglie oltre il 70% del campione, con una concentrazione particolare tra i 45 e i 49 anni (21%) e nelle classi 55–59 e 60–64 anni (entrambe al 18%). Il livello di istruzione si conferma elevato: l’82% del campione possiede un titolo universitario di secondo livello o post-laurea. La distribuzione geografica del domicilio conferma una netta prevalenza del Nord Italia (73%), seguita dal Centro (24%) e da una quota residuale nel Sud (3%), in linea con la storica concentrazione territoriale dell’ecosistema dell’Angel Investing.

Il Business Angel medio ha a sua disposizione un patrimonio tra 500mila e 2 milioni di Euro (25% del campione), in linea con quanto osservato negli anni precedenti, a cui si affianca una quota rilevante di investitori con un patrimonio inferiore ai 500 mila Euro (22%).

ESG e di impact investing determinanti nella decisione di investimento

La Survey IBAN 2026 ha proseguito nell’analisi dell’importanza che i fattori ESG e di impact investing hanno per i business angel italiani, sia in fase di valutazione di un possibile investimento che poi nella scelta o meno di sostenere un progetto di impresa innovativa. Anche i risultati dell’ultima indagine confermano la centralità di tutti questi elementi. Nello specifico oltre la metà del campione interpellato dalla Survey, il 56%, applica criteri di valutazione ESG e/o di impact investing nel valutare le opportunità di investimento.

A questo dato si aggiunge un altro numero che conferma nuovamente come le tematiche ESG siano tenute in grande considerazione dagli investitori. Per il 45% del campione della Survey infatti si tratta di componenti determinanti nel momento in cui bisogna scegliere se effettuare o meno un investimento.

I settori di investimento

Il settore di maggiore interesse per i business angel si conferma essere quello dell’ICT che negli ultimi otto anni è quello che ha beneficiato maggiormente degli investimenti. La composizione degli investimenti evidenzia una prevalenza delle Enterprise Technologies, che rappresentano il 64% delle operazioni, rispetto ai Digital consumer services (36%). Dietro quindi l’ICT che attira su di sé il 30% degli investimenti emerge una maggiore diversificazione settoriale degli investimenti rispetto alle rilevazioni degli ultimi anni: nello specifico, dietro all’ICT ecco l’Alimentare (14%), i Servizi finanziari (12%), la categoria Altri servizi (11%), l’Healthcare (9%) e i Beni di consumo che si attestano al 7%.

Parla il presidente di IBAN

Paolo Anselmo, Presidente di IBAN, ha commentato: “Il mercato italiano dell’Angel Investing è in una fase di consolidamento e maturazione che determina un riposizionamento strategico dei target di investimento, senza che questo comporti un minore impegno economico a sostegno e supporto delle startup italiane. I dati del 2025, infatti, confermano e ribadiscono come l’impatto dei Business Angel, che hanno partecipato a operazioni di investimento in startup per circa 920 mln di euro, rappresenti un elemento centrale per l’intero ecosistema dell’innovazione italiano”.

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