Nel corporate venture capital industriale, l’investimento è soltanto il primo passaggio. Il valore si genera quando una tecnologia nata in startup riesce a entrare nei processi, nei progetti e nelle filiere di una grande impresa. È su questo snodo che Siemens Energy Ventures sta concentrando la propria evoluzione: far diventare il portafoglio di partecipazioni una leva per l’adozione industriale.
Siemens Energy Ventures, braccio imprenditoriale del gruppo energetico tedesco fondato nel 2020, combina investimenti e sperimentazione di nuove soluzioni per i sistemi energetici. L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione delle startup capitale, competenze tecniche, rete commerciale e accesso al mercato, come spiega la pagina ufficiale di Siemens Energy Ventures.
Indice degli argomenti
Siemens Energy Ventures, dal capitale all’adozione
La difficoltà non è individuare una startup promettente, ma accompagnarla oltre il pilot. Nelle imprese industriali, l’adozione richiede il confronto con engineering, procurement, requisiti di sicurezza, affidabilità dell’impianto e condizioni commerciali. Tempi e linguaggi che raramente coincidono con quelli di una giovane azienda tecnologica.
«Le startup si muovono incredibilmente in fretta», ha dichiarato a Global Venturing Kendra Rauschenberger, General Partner di Siemens Energy Ventures. Per il gruppo, il corporate venture capital deve quindi svolgere anche una funzione di collegamento tra organizzazioni con velocità, processi e propensione al rischio differenti.
Il punto si traduce nella costruzione di percorsi decisionali più semplici per le partnership con le startup. L’investitore corporate assume un ruolo operativo: individua un bisogno interno, porta al tavolo le funzioni aziendali che dovranno usare la soluzione e lavora affinché la sperimentazione produca evidenze utilizzabili per l’adozione.
Siemens Energy Ventures e il venture clienting
Accanto all’attività di venture capital, Siemens Energy Ventures utilizza il venture clienting: la corporate diventa cliente iniziale della startup e testa la soluzione su un problema di business definito. Il modello consente alla giovane impresa di validare la tecnologia in un ambiente reale, ricevere riscontri commerciali e costruire un caso applicativo spendibile sul mercato.
La logica è chiara anche nella posizione espressa da Rauschenberger a Global Venturing: «Dobbiamo essere noi ad adattarci, quando ha senso». La frase sposta l’attenzione sull’organizzazione della corporate. Per lavorare con una startup, l’impresa deve rendere accessibili le proprie competenze, ridurre i passaggi che rallentano la prova sul campo e indicare fin dall’inizio quali condizioni renderebbero possibile un contratto, una partnership commerciale o un’integrazione tecnologica.
Siemens Energy affronta il venture clienting e il venture capital come due attività complementari. La prima accelera sperimentazione e validazione con un cliente industriale; la seconda sostiene la crescita della startup e può aprire l’accesso a ricerca e sviluppo, capacità manifatturiera, clienti e fornitori del gruppo.
La lezione per il corporate venture capital italiano
Il tema attraversa anche il dibattito italiano, dove sta aumentando l’attenzione per l’impatto del Corporate Venture Capital sul business e, quindi, sulla necessita di mettere velocemente in produzione le sperimentazioni fatte con le startup del portafoglio.
I modelli possono essere diversi: veicolo dedicato, investimento diretto, partecipazione a fondi terzi, venture clienting. La scelta dipende da capitale disponibile, competenze interne, vicinanza della tecnologia al business e capacità di seguire la startup dopo il round.
L’esperienza di Siemens Energy Ventures indica però alcuni requisiti comuni. Un investimento deve partire da un problema industriale riconoscibile; la sperimentazione ha bisogno di un responsabile di business; le funzioni tecniche, legali e di procurement devono entrare presto nel percorso. Solo così il pilot può diventare una decisione operativa e la startup può trasformare il rapporto con la corporate in ricavi, referenze e sviluppo di prodotto.
Per le imprese italiane dell’energia, delle utility e della manifattura, la misura del corporate venture capital si sposta quindi dalla quantità di startup in portafoglio alla capacità di portare le tecnologie nei processi industriali.






























Partecipa alla community