Negli ultimi anni il Chief Innovation Officer (CIO o CInO) è diventato una delle figure più strategiche all’interno delle grandi organizzazioni. Se fino a qualche tempo fa l’innovazione era considerata principalmente una responsabilità dei reparti Ricerca e Sviluppo, oggi rappresenta un processo trasversale che coinvolge tecnologia, organizzazione, cultura aziendale e modelli di business.
La figura ha iniziato a diffondersi nei primi anni Duemila nelle multinazionali tecnologiche, ma oggi è presente anche nei settori manifatturiero, finanziario, sanitario, energetico, retail e nella pubblica amministrazione.
Nel 2026 il ruolo assume un’importanza ancora maggiore grazie alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, degli agenti AI, dell’automazione intelligente, della sostenibilità digitale e della crescente necessità di trasformare rapidamente prodotti, processi e servizi.
Indice degli argomenti
Cosa fa il Chief Innovation Officer
L’obiettivo principale del Chief Innovation Officer consiste nel trasformare le idee in vantaggio competitivo. Per farlo coordina attività molto diverse tra loro.
Innanzitutto monitora costantemente l’evoluzione tecnologica, individuando le innovazioni che possono avere un impatto sul business aziendale. Analizza startup, brevetti, università, centri di ricerca e nuovi modelli di mercato.
Una seconda responsabilità riguarda la definizione della strategia di innovazione. Il CInO individua le aree prioritarie sulle quali investire, stabilisce gli obiettivi, definisce le roadmap tecnologiche e coordina i programmi di trasformazione.
Sempre più spesso guida anche l’introduzione dell’intelligenza artificiale, della robotica, del cloud, delle piattaforme dati, del digital twin, della cybersecurity e delle tecnologie per la sostenibilità, valutandone non solo la fattibilità tecnica ma soprattutto il ritorno economico.
Il Chief Innovation Officer promuove inoltre programmi di open innovation, sviluppando collaborazioni con startup, incubatori, università, venture capital e partner tecnologici. In molte imprese coordina anche gli innovation lab e gli acceleratori interni.
Un’altra funzione centrale riguarda la diffusione della cultura dell’innovazione. Il CInO favorisce la sperimentazione, promuove programmi di intrapreneurship, introduce nuove metodologie di lavoro come Design Thinking, Lean Startup e Agile e contribuisce alla formazione continua dei dipendenti.
Il ruolo del Chief Innovation Officer in azienda
Il Chief Innovation Officer opera generalmente a diretto riporto dell’amministratore delegato oppure siede all’interno della C-Suite.
La sua caratteristica distintiva è quella di lavorare trasversalmente con tutte le principali funzioni aziendali.
- Collabora con il Chief Information Officer per la trasformazione digitale e l’evoluzione dell’infrastruttura tecnologica.
- Lavora con il Chief Technology Officer sullo sviluppo delle nuove tecnologie.
- Supporta il Chief Marketing Officer nell’individuazione di nuovi prodotti e servizi.
- Affianca il Chief Operating Officer nell’innovazione dei processi produttivi e organizzativi.
- Interagisce con il Chief Sustainability Officer per sviluppare innovazioni orientate agli obiettivi ESG.
Sempre più frequentemente collabora anche con il Chief AI Officer, dove questa figura è presente, oppure assume direttamente la responsabilità della strategia aziendale sull’intelligenza artificiale, integrando governance, sperimentazione e sviluppo delle nuove applicazioni AI.
L’obiettivo finale non è semplicemente introdurre nuove tecnologie, ma rendere l’azienda capace di innovare in modo continuo.
Le competenze del Chief Innovation Officer
Il profilo del Chief Innovation Officer è uno dei più multidisciplinari del management moderno.
Alle competenze tecnologiche devono affiancarsi solide capacità manageriali e una forte visione strategica.
Tra le competenze più richieste figurano:
- capacità di definire strategie di innovazione;
- conoscenza dell’intelligenza artificiale, dei dati e delle tecnologie emergenti;
- competenze di business development;
- gestione dell’innovazione e del cambiamento organizzativo;
- leadership trasversale;
- project e portfolio management;
- analisi economico-finanziaria degli investimenti;
- capacità di costruire ecosistemi di innovazione;
- conoscenza dei modelli di open innovation;
- negoziazione e gestione degli stakeholder.
Negli ultimi anni stanno assumendo un peso crescente anche le competenze legate alla governance dell’intelligenza artificiale, alla cybersecurity, alla sostenibilità, alla regolamentazione europea e alla gestione del rischio tecnologico.
Il Chief Innovation Officer deve inoltre possedere una forte capacità di comunicazione, perché uno dei suoi compiti principali consiste nel convincere l’organizzazione a sperimentare nuovi approcci e superare le resistenze al cambiamento.
I KPI con cui viene valutato
Diversamente da altri ruoli aziendali, il Chief Innovation Officer non viene misurato esclusivamente sul numero di progetti avviati.
Le imprese valutano oggi indicatori molto più ampi, tra cui:
- ricavi derivanti da nuovi prodotti e servizi;
- tempo necessario per portare un’idea sul mercato;
- numero di sperimentazioni concluse con successo;
- valore economico generato dai programmi di innovazione;
- livello di adozione dell’intelligenza artificiale;
- numero di partnership con startup e università;
- brevetti sviluppati;
- miglioramento della produttività;
- diffusione della cultura dell’innovazione all’interno dell’organizzazione.
Come cambia il ruolo con l’intelligenza artificiale
L’arrivo dell’AI generativa e dei sistemi agentici ha profondamente modificato il lavoro del Chief Innovation Officer.
Se fino a pochi anni fa il focus era prevalentemente sulla digital transformation, oggi il CInO deve guidare una trasformazione molto più ampia, nella quale l’intelligenza artificiale entra nei processi decisionali, nella progettazione dei prodotti, nella ricerca, nella customer experience e nelle attività operative.
Il suo compito non consiste soltanto nello scegliere le tecnologie più promettenti, ma nel costruire una governance capace di garantire qualità dei dati, sicurezza, conformità normativa e sviluppo responsabile dell’AI.
Per questo motivo molte aziende stanno integrando innovazione, dati, AI e trasformazione digitale sotto un’unica guida manageriale.
Esempi di Chief Innovation Officer nel 2026
La crescente centralità del ruolo è confermata anche dalle numerose nomine e dai riconoscimenti registrati nel corso del 2026.
In Italia, Forbes Italia ha dedicato una selezione ai cinquanta protagonisti dell’innovazione aziendale, comprendendo manager che ricoprono ruoli di Chief Innovation Officer, Chief Digital Officer e Chief Information Officer con responsabilità estese sulla trasformazione. Tra i profili figurano, ad esempio:
- Luca Giovannini, Global Chief Innovation, Digital and Data Officer di Gi Group Holding;
- Piergiorgio Grossi, Chief Innovation & Data di Credem;
- Massimiliano Garri, Chief Technology, Innovation & Digital Officer di Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane;
- Riccardo Renna, COO & Innovation di Banca Generali.
- Claudia Berti, Chief innovation officer di Pelliconi dopo gli anni di Matteo Mingardi in quel ruolo, lasciato per diventare CEO di Nespak/Guillin.
A livello internazionale spiccano invece figure come:
- Pascal Brier, Group Chief Innovation Officer di Capgemini, impegnato nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie del gruppo.
- Ken Moore, Chief Innovation Officer di Mastercard, che guida l’innovazione nei servizi digitali e nei sistemi di pagamento.
- Nancy Quan, EVP e Global Chief Technical & Innovation Officer di The Coca-Cola Company, responsabile dell’innovazione tecnologica e di prodotto a livello mondiale.
- Joe Depa, Global Chief Innovation Officer di EY, che coordina le strategie globali su AI, dati e innovazione.
Un ruolo destinato a diventare centrale
Il Chief Innovation Officer rappresenta oggi uno dei principali artefici della competitività aziendale. L’innovazione non riguarda più esclusivamente lo sviluppo di nuovi prodotti, ma investe l’intera organizzazione: processi, competenze, modelli di business, dati, sostenibilità e intelligenza artificiale.
Nel prossimo decennio questa figura sarà chiamata a gestire una sfida ancora più complessa: trasformare l’AI da semplice tecnologia a motore della crescita aziendale. Per questo motivo il CInO sta progressivamente assumendo un ruolo sempre più vicino a quello dell’amministratore delegato, contribuendo direttamente alle decisioni strategiche e alla definizione del futuro dell’impresa.
(Articolo aggiornato al 13/07/2026)






























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