Innovare non è mai stato così necessario e, allo stesso tempo, così complesso. Lo scenario globale degli ultimi anni si è trasformato in una condizione di crisi permanente, la cosiddetta permacrisis, in cui shock sanitari, conflitti, tensioni energetiche e instabilità geopolitica si intrecciano con trend strutturali di lungo periodo come il cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione e la crescente scarsità di talenti.
Parallelamente, i modelli stessi di innovazione mostrano segni di affaticamento: i costi per innovare crescono perché l’innovazione è oggi più tecnologica e multidisciplinare (e l’AI sta velocizzando questo cambiamento), mentre i margini si assottigliano, complici cicli di vita dei prodotti più brevi e clienti meno fedeli. La competizione, inoltre, ha confini sempre più ampi, dalle big tech oligopoliste alle startup fino alle economie emergenti.
Un dato su tutti rende l’idea della posta in gioco: la vita media di un’azienda dell’indice S&P 500 si è ridotta dai 67 anni del 1920 ai circa 15 di oggi, e le stime indicano che nel prossimo decennio quattro aziende su dieci usciranno dalla lista.
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Open Innovation e imprese italiane nella crisi permanente
A questa pressione si aggiunge una sfida di sistema, particolarmente sentita in Europa. Il Vecchio Continente sconta un divario di produttività rispetto agli Stati Uniti, legato soprattutto alla difficoltà di far crescere e scalare le imprese nei settori digitali e tecnologici: appena quattro delle prime cinquanta tech company mondiali sono europee.
Anche sul fronte degli investimenti il quadro è eloquente: nel 2024 l’Unione Europea ha destinato alla ricerca e sviluppo circa 403 miliardi di euro, pari al 2,24% del PIL, una quota ancora distante da quella di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. E mentre la crescita globale della R&S rallenta, i capitali di venture capital si fanno più selettivi e si concentrano in misura crescente sull’intelligenza artificiale. In uno scenario così esigente, puntare sull’innovazione non basta: occorre farlo in modo aperto e collaborativo.
È proprio qui che l’Open Innovation diventa una leva strategica, perché permette di condividere rischi e competenze, accedere a un ecosistema di attori capaci di anticipare l’innovazione, quali startup, università e centri di ricerca, e trasformare la collaborazione in valore concreto. Ed è da questa convinzione che abbiamo strutturato la nuova edizione dell’Osservatorio Startup Thinking.
Ecosistema esterno e cultura interna per innovare
Il progetto costruisce il proprio programma su due assi di lavoro. Il primo affronta la creazione dell’ecosistema esterno di innovazione, attraverso ricerche dettagliate su tecnologie emergenti e nuovi trend, su startup innovative italiane e internazionali operanti negli ambiti di innovazione più di frontiera, giornate di scouting e pitch, lavoro con i ricercatori degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, tavoli di confronto tra imprese e attività con studenti del Politecnico di Milano.
Il secondo asse, non meno importante, si rivolge invece alla costruzione di un ambiente interno all’impresa predisposto per lavorare su strategie, governance e cultura dell’innovazione aperta, in termini di processi, organizzazione, cultura e metodologie, con giornate di approfondimento metodologico e lavori di gruppo hand-on con la community di Innovation Manager delle aziende partecipanti.
I risultati dell’innovazione aperta per le imprese
Condivisione di metodi ed esperienze, accesso all’ecosistema Politecnico, crescita professionale, comprensione di scenari evolutivi e trend emergenti, condivisione di metodi ed esperienze, visibilità e brand awareness, sono questi i principali risultati ottenuti dai 39 partner dell’ultima edizione dell’Osservatorio Startup Thinking: oltre 500 partecipanti ai 16 appuntamenti del programma; circa 100 studenti del Politecnico di Milano coinvolti; oltre 2400 startup analizzate e 40 incontrate al Politecnico; due giornate di scoperta del Gruppo Loccioni, esempio di open company italiana in grado di coniugare concretamente innovazione, sostenibilità e futuro.
Partner, Politecnico e nuova edizione per le imprese italiane
Un ringraziamento ai nostri Partner per la passione e l’entusiasmo con cui abbiamo lavorato insieme anche per questa edizione, con l’importante patrocinio del MIMIT: Amadori, Amplifon, Angelini Industries, Aruba, Banca Finint, BNL BNP Paribas, BPER Banca, Bticino, CDP, Chiesi Farmaceutici, Credem, ENAV, Enel, Eni, Epta, Etra, Fastweb+Vodafone, FPZ, Gewiss, Gruppo Enercom, Gruppo Iren, IBSA, Inail, Irinox, Iveco, Lactalis, Leonardo, Open Fiber, Pirelli, Poste Italiane, Prysmian, Q8, SEA Milano, Sisal, SKY TV, Snam, Svicom, Terna, Unipol.
Open Kickoff e partenza della S13
La prossima edizione S13 partirà in ottobre 2026 e il programma sarà presentato e condiviso all’Open Kickoff del 24 giugno p.v. nello splendido Spazio Vetrato della sede storica del Politecnico di Milano in Piazza Leonardo Da Vinci. Se la tua impresa ha bisogno di un boost per l’innovazione, scrivici, ti aspettiamo allo Startup Thinking!






















