Fastweb+Vodafone torna a investire in Mama Insurance, la startup insurtech nata nel suo programma di venture building sviluppato con Founders Factory. Il follow-on è guidato dalla telco con la partecipazione di Founders Factory e di Vento. Ma non è dato sapere a quanto ammonti l’investimento. A essere comunicata è solo la raccolta complessiva (e pure in maniera approssimativa, oltre 2 milioni) e mettendo insieme capitale di rischio, risorse ottenute attraverso bandi pubblici e debito bancario.
Sostenere l’innovazione italiana ed “esplorare come l’AI e le tecnologie digitali possano ridefinire intere categorie di servizi per consumatori e imprese in Italia”: sono gli obiettivi dichiarati da Alessandro Magnino, Chief Strategy & Transformation Officer di Fastweb-Vodafone, che in questo caso ha seguito il modello del corporate venture builder attivato con un partner esterno.
Fastweb-Vodafone non ha “trovato” Mama Insurance con un call o altri strumenti di selezione, ha contribuito a crearla, partendo da un mercato adiacente al proprio core business. Il follow on conferma che il progetto va avanti per estendersi dalla copertura della casa ad altre aree.
Indice degli argomenti
Mama Insurance, la startup nata nel venture building di Fastweb-Vodafone
Mama Insurance è il marchio di Tomorrow Labs, società fondata da Leonida Fini Zarri e costituita nel 2025. La startup è cresciuta dentro NeXXt Ventures, il programma di corporate venturing sviluppato da Fastweb con Founders Factory. L’impostazione è quella del venture builder: si parte da un bisogno individuato dalla corporate, si seleziona un imprenditore, si crea una nuova società e la si accompagna con capitale, competenze tecnologiche e accesso al mercato.
Il percorso affonda le radici nella joint venture con Founders Factory annunciata nel 2023, nata con l’obiettivo di costruire, finanziare e sviluppare più di 30 imprese digitali in cinque anni (dai dati disponibili sembra che essere state sviluppate finora sono solo tre, mentre sono molte di più – una decina – le startup finanziate).
Fra le aree indicate fin dall’inizio c’erano smart home e servizi capaci di ampliare l’offerta della telco. Mama, che è uno dei “frutti” di quell’attività, ha scelto la casa come primo mercato: offre online coperture modulari per proprietari, locatori e inquilini, con garanzie che possono riguardare immobile, contenuto, responsabilità civile e assistenza. Il preventivo e l’acquisto sono digitali; la distribuzione comprende il canale diretto, comparatori, agenti e broker, oltre a partnership embedded con marchi consumer. In questa architettura l’intelligenza artificiale, secondo la startup, viene usata per automatizzare attività operative, personalizzare il percorso e accelerare i cicli di sviluppo di prodotto e distribuzione. Le capacità distributive più avanzate basate sull’AI sono tuttora indicate come attività di ricerca e sviluppo.
Il lancio commerciale è arrivato nel 2026, dopo una prima fase di costruzione e test, a luglio è arrivato il riconoscimento agli Insurtech Innovation Awards nella categoria “Smart Home Enabling Technology” per l’integrazione tra tecnologia, esperienza del cliente e distribuzione.
«La polizza casa è il punto di partenza, ma il nostro obiettivo è costruire la piattaforma che protegge gli italiani in ogni dimensione della vita e dell’impresa: dalla casa agli animali domestici, dalla famiglia alla salute, fino all’uso dell’AI nel proprio business.”, dice Leonida Fini Zarri, Fondatore e CEO di Mama Insurance., che ha una grande ambizione: “L’Italia è l’unico grande mercato europeo senza un campione assicurativo digitale e AI-native. Lo stiamo diventando noi”
Il follow-on arriva quindi quando la startup deve passare dalla validazione iniziale alla crescita, ampliare il catalogo e dimostrare che il modello può funzionare anche oltre la casa. Sono direzioni di sviluppo molto diverse e non ancora prodotti disponibili: il capitale raccolto dovrà tradurle in nuove linee assicurative e verificarne la domanda.
Dal venture studio a una possibile nuova linea di business
Il follow-on è coerente con la traiettoria che Luigi Bianchi, responsabile Corporate Venture & Program Innovation ha raccontato a EconomyUp: il corporate venturing serve a esplorare mercati adiacenti e a intercettare soluzioni complementari, senza misurarsi soltanto sul ritorno finanziario diretto. Mama traduce questo approccio in una società separata, con un founder dedicato e la possibilità di attrarre capitali anche da altri investitori.
Ecco l’ingresso di Vento, il venture capital di Exor, che porta per la prima volta in Mama un investitore finanziario diverso dai soggetti che hanno contributo alla nascita della startup. Ed è un ingresso che può introdurre una disciplina di mercato utile a una startup nata in azienda: obiettivi di crescita, raccolte successive e sostenibilità economica dovranno convincere anche soggetti che valutano il rendimento del capitale. Ma non conoscendo i termini del round, non è possibile capire quanto pesi il nuovo investitore.
La raccolta mista va letta con la stessa cautela. Equity, bandi pubblici e debito consentono di finanziare attività diverse e limitare la diluizione dei soci, ma non sono risorse equivalenti. I contributi dipendono dai progetti ammessi, il debito va restituito e soltanto la quota equity esprime direttamente il prezzo accettato dagli investitori. La solidità dell’operazione si misurerà quindi nell’uso del capitale e nei risultati commerciali, non nella somma aggregata dei tre canali.
Il modello MGA: Fastweb non diventa una compagnia assicurativa
Per capire la logica dell’investimento serve distinguere i ruoli. Mama si presenta come Managing General Agent, o MGA, ma il veicolo societario Tomorrow Labs è un intermediario assicurativo iscritto alla sezione A del Registro unico degli intermediari e soggetto alla vigilanza IVASS. Le polizze sono emesse da Chubb European Group SE, che mette a disposizione la capacità assicurativa e assume il rischio previsto dai contratti.
Mama presidia, invece, il prodotto, il percorso digitale, la distribuzione e la relazione operativa con il cliente nei limiti del mandato ricevuto. Con questa configurazione Fastweb+Vodafone può partecipare alla creazione di un servizio assicurativo e alla sua distribuzione senza iscrivere a bilancio il rischio delle polizze. Il capitale serve soprattutto a costruire software, acquisire clienti, sviluppare canali e organizzare le operazioni, mentre il mestiere dell’assicuratore resta in capo a Chubb.
Ed è una configurazione adatta all’innovazione dell’azienda. Consente di cambiare più rapidamente l’esperienza d’acquisto e di provare nuove coperture, ma non elimina le complessità del settore. Prezzo, esclusioni, qualità dell’assistenza e gestione del sinistro determinano la fiducia del cliente molto più della velocità del preventivo. Anche l’AI deve operare dentro processi tracciabili e controllabili, soprattutto quando contribuisce a decisioni che incidono sulla protezione delle persone o delle imprese.
Perché una telco investe nelle assicurazioni?
La prima ragione è la ricerca di ricavi oltre la connettività.
Nella presentazione agli investitori sull’acquisizione di Vodafone Italia, Swisscom indicava già assicurazioni, sicurezza ed energia tra i servizi a valore aggiunto di Fastweb. La convergenza tra rete fissa e mobile allarga la base commerciale, ma rende ancora più importante aumentare i servizi venduti allo stesso cliente. Nei risultati del primo trimestre 2026 Swisscom ha segnalato per l’Italia una flessione del 4,4% dei ricavi da servizi di telecomunicazione, mentre Fastweb Energia aveva raggiunto 140 mila clienti. L’insurtech si inserisce nella stessa ricerca di business adiacenti.
La seconda ragione è di mercato.
Un operatore con milioni di linee mobili e fisse dispone di numerosi punti di contatto con famiglie, professionisti e PMI: app, siti, negozi, assistenza e forza vendita. Una polizza digitale può essere proposta nel momento in cui emerge un bisogno connesso alla casa, a un dispositivo o a un’attività aziendale. È la logica dell’embedded insurance, nella quale la protezione entra nel percorso di acquisto di un altro prodotto o servizio.
Non è certo una novità. Da diversi anni WindTre, ad esempio, ha una collaborazione con la piattaforma insurtech bolttech. Nel caso Mama il legame è più profondo, perché Fastweb ha partecipato alla creazione della startup ma finora non è stata lanciata un’offerta congiunta né sono stati precisati tempi e modalità di distribuzione delle polizze attraverso i canali Fastweb+Vodafone.
La terza ragione è la tecnologia.
Fastweb+Vodafone può offrire infrastrutture cloud, competenze di cybersecurity, modelli di AI e accesso a un mercato che una startup giovane impiegherebbe anni a costruire. Mama, in cambio, funziona come un laboratorio più rapido per progettare interfacce, automazioni e servizi che la corporate potrebbe poi integrare nella propria offerta.
Il valore potenziale nasce dalla capacità di progettare un’esperienza coerente tra canali e servizi, mantenendo separati i ruoli e rendendo comprensibile l’uso delle informazioni. Un’eventuale combinazione dei dati dei clienti richiederebbe basi giuridiche, finalità definite e consensi quando necessari.
Il protection gap e il potenziale di mercato
Oltre le tre ragioni viste sopra, c’è uno scenario di mercato ad altissimo potenziale a giustificare l’interesse di Fastweb-Vodafone. Il rapporto L’Assicurazione Italiana 2025-2026 di ANIA stima che a marzo 2026 erano assicurate contro l’incendio circa 18,4 milioni di unità abitative, pari al 52,1% delle 35,3 milioni di abitazioni censite dall’Istat. Un anno prima la quota era del 49%. Per la prima volta, dunque, la percentuale di abitazioni prive di questa copertura è scesa sotto la metà, al 47,9%.
Il vuoto resta molto più ampio sulle calamità naturali: soltanto il 17,5% delle polizze incendio comprendeva un’estensione catastrofale. Sono due indicatori diversi e non vanno sovrapposti. Per una startup, la distanza tra esposizione al rischio e copertura indica spazio di mercato, ma non garantisce che la domanda si trasformi automaticamente in acquisti. Servono prodotti comprensibili, prezzi sostenibili, distribuzione efficiente e una gestione dei sinistri capace di mantenere la promessa fatta al cliente.
L’estensione alle PMI aumenta le opportunità ma anche le difficoltà. Le imprese hanno rischi, beni e responsabilità più eterogenei delle famiglie; richiedono maggiore capacità di valutazione e spesso un supporto consulenziale. Il modello multicanale di Mama, che affianca agenti e broker alla piattaforma diretta, indica che la digitalizzazione non coincide necessariamente con la disintermediazione. Per Fastweb+Vodafone, il segmento offre anche un punto di contatto con la propria base business e con servizi di cloud, cybersecurity e AI, purché la proposta assicurativa resti adatta al rischio effettivo di ciascuna impresa.
Un banco di prova per la corporate innovation
Il nuovo investimento dice che Fastweb+Vodafone intende proseguire l’esperimento. Non dimostra certo che l’assicurazione sia diventata una nuova linea di ricavo per la telco. Per arrivarci serviranno un canale commerciale integrato, clienti acquisiti a costi sostenibili, rinnovi, qualità del servizio e prodotti capaci di reggere il confronto con operatori assicurativi e insurtech già presenti.
Il test riguarda anche il modello di venture building. Una startup nata da un’esigenza corporate può partire con tecnologia, capitale e accesso al mercato difficili da ottenere altrove. Deve però conquistare autonomia, attrarre investitori esterni e vendere anche fuori dal perimetro del socio industriale, altrimenti rischia di restare un progetto di innovazione dipendente da un solo canale.
Mama ha già compiuto tre passaggi: costruzione nel venture studio, lancio della prima polizza e follow-on con l’ingresso di Vento. La fase successiva dovrà mostrare se l’incrocio tra telco e assicurazioni produce un’impresa scalabile. È qui che il round acquista significato per la corporate innovation: finanzia un’opzione concreta su un mercato adiacente e, nello stesso tempo, obbliga Fastweb+Vodafone a trasformare le sinergie dichiarate in distribuzione, prodotti e ricavi misurabili.































Partecipa alla community