A volte un numero o un grafico visualizzano un problema meglio di mille parole. Lo spunto viene da una analisi di Oliver Coste, già industrial advisor del Primo Ministro francese Jospin ed executive presso Alcatel and Atos, ora a New York (grazie al mio amico Isidro Laso per avermi girato l’analisi).
Il numero è questo: tutte le aziende tech europee messe insieme oggi investono in R&D più o meno quanto Google da sola.
Indice degli argomenti
R&D tech in Europa: dal 23% all’8% della spesa mondiale
La quota europea della spesa mondiale in R&D tech è passata dal 23% all’8% in 20 anni.
Nello stesso periodo gli Stati Uniti sono saliti dal 47% al 62%, la Cina è passata da nulla al 15% (la fonte dei dati è “EU Industrial R&D Scoreboard (Commissione Europea), edizioni 2006-2025; elaborazioni FESDI. Europa include Regno Unito e Svizzera).
Non c’è stata una crisi improvvisa. Nessun titolo in prima pagina. Solo una linea che scende, anno dopo anno, quasi senza che nessuno se ne accorgesse.
Perché la R&D di oggi determina il mercato del 2035
L’R&D tech di oggi — software, chip, cloud, cyber, quantum, intelligenza artificiale — è la quota di mercato del 2035. Chi non investe oggi, non competerà domani.

Italia, Germania, Francia e Regno Unito: quanto terreno hanno perso
Guardando dentro l’Europa il quadro non cambia, si aggrava: il Regno Unito passa dal 2,8% allo 0,3%, la Germania dal 6,5% al 2,4%, la Francia dal 3,6% allo 0,9%, l’Italia dall’1,3% allo 0,4%.
Taiwan e Corea del Sud: la dimensione del Paese non basta a spiegare il divario
Si potrebbe dare la colpa alla dimensione dei mercati nazionali, troppo piccoli per competere. Ma i numeri smentiscono questa lettura comoda. Taiwan, 23 milioni di abitanti, ha la stessa quota mondiale di 20 anni fa e investe quasi dieci volte più del Regno Unito.
La Corea del Sud, 52 milioni di abitanti, investe più di Germania, Regno Unito, Francia e Italia messe insieme (non a caso abbiamo portato lì un po’ delle nostre principali aziende solo due settimane fa, qui il link all’articolo).
L’Europa investe ancora, ma soprattutto nelle industrie del Novecento
Nokia, Alcatel, ora forse Volkswagen: uscite silenziose, un’azienda alla volta, lente, quasi impercettibili.
L’Europa non ha smesso del tutto di fare R&D: ha continuato a farlo su automotive, macchinari, chimica, le industrie del Novecento.
Qui i dati sono comparabili con quelli degli Stati Uniti (266 vs. 237 miliardi di euro). Il problema è che Stati Uniti (e Cina) hanno anche investito in parallelo nelle industrie del ventunesimo secolo (294 miliardi contro 44).

Il costo economico del ritardo europeo nella tecnologia
Bilanci pubblici in deficit, debito che aumenta, salari stagnanti, elettorati che si spostano verso gli estremi. Niente di tutto questo è casuale: è la conseguenza, con 20 anni di ritardo, di una scelta di non investire nel futuro industriale.
Il tempo per correggere la rotta non è infinito. Chi oggi non investe in R&D tech sta già decidendo la propria posizione di mercato del 2035. E per l’Europa, al momento, quella posizione è marginale.





























Partecipa alla community