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AI per Smart City: l’esempio di Milano e come si può applicare al resto d’Italia



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Layla Pavone, a capo del Board Innovazione Tecnologica e Trasformazione Digitale del Comune di Milano, spiega come la città sta usando l’AI. E i top manager di alcune grandi aziende approfondiscono le modalità applicative

Pubblicato il 29 mag 2026



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Layla Pavone, Layla Pavone, a capo del Board Innovazione Tecnologica e Trasformazione Digitale del Comune di Milano
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Punti chiave

  • Tecnologia come fulcro della modernizzazione: approccio trasversale e governance collaborativa
  • L’AI trasforma i dati sul campo in indicatori utili: videoanalisi Edge, modelli predittivi e gemello digitale per pianificazione e decisioni oggettive
  • Scalabilità per i piccoli Comuni: piattaforma Cyber City, 120 ore di formazione e pacchetti pronti; etica e regole nel Manifesto per l’Intelligenza Artificiale e 45 casi d’uso
Riassunto generato con AI

La modernizzazione dei centri urbani e dei territori extra-metropolitani richiede oggi un profondo ripensamento strutturale, dove la tecnologia smette di essere un elemento isolato per diventare il fulcro di strategie amministrative integrate. Le risposte alle sfide demografiche, climatiche e logistiche passano inevitabilmente attraverso la capacità delle amministrazioni locali di interpretare la complessità dei territori che governano. Durante il convegno del 5 maggio 2026 “Smart City & Smart Land“, organizzato dall’Osservatorio Smart City presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, i massimi esperti del settore e i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche si sono confrontati sulle traiettorie evolutive che stanno ridisegnando le nostre città. L’integrazione di soluzioni avanzate di AI per Smart City emerge come il fattore abilitante per eccellenza, capace di trasformare i flussi grezzi di informazioni in decisioni strategiche tempestive, oggettive e misurabili.

La governance collaborativa e l’abbattimento dei silos amministrativi

Il punto di partenza per una digitalizzazione efficace risiede nella destrutturazione dei vecchi modelli organizzativi verticali, storicamente rigidi e incapaci di dialogare tra loro. Le attuali dinamiche di sviluppo urbano impongono un approccio trasversale che metta a fattor comune le risorse e le competenze del settore pubblico, del mondo accademico e delle imprese private.

Il Board per l’innovazione tecnologica del Comune di Milano

Un esempio concreto di questo cambio di paradigma è rappresentato dall’iniziativa intrapresa dal Comune di Milano, che ha istituito il Board Innovazione Tecnologica e Trasformazione Digitale. Coordinato da Layla Pavone, questo organismo consultivo nasce da una precisa attività di ascolto dell’ecosistema urbano e dalla consapevolezza che l’innovazione richiede un lavoro di squadra coordinato. Come sottolineato da Pavone, la scelta strategica del Sindaco è stata quella di non creare un assessorato dedicato alla trasformazione digitale, muovendosi intenzionalmente verso l’abbattimento dei compartimenti stagni. L’obiettivo fondamentale è superare la logica dei singoli silos burocratici, fornendo una consulenza orizzontale a tutte le direzioni e a tutti gli assessorati cittadini.

Il board è composto da tredici membri scelti come figure rappresentative delle eccellenze del territorio. Al suo interno siedono esponenti del mondo accademico milanese – tra cui la rettrice del Politecnico, la professoressa Sciuto, e i rettori dell’Università Bocconi e della Statale – insieme a delegati delle grandi, medie e piccole imprese, delle startup, del mondo associazionistico e delle agenzie focalizzate sul dialogo generazionale. Questo organo opera in stretta sinergia con la Direzione ITED del Comune per tradurre le istanze esterne in progetti reali, rendendo plastica la collaborazione tra pubblico e privato. Secondo Pavone, questa architettura istituzionale risponde a una necessità strutturale ineludibile: “da solo un Comune non può fare investimenti e chiudere il cerchio da solo quando si parla di innovazione tecnologica, anzi, è una questione anche di competenze”.

Oltre la logica dei grandi centri: la scalabilità per i piccoli Comuni

L’esperienza milanese punta a configurarsi come una metodologia d’azione esportabile. I progetti avviati dal capoluogo lombardo sono concepiti con una logica di scalabilità e replicabilità, affinché il patrimonio di conoscenze accumulato possa essere messo a disposizione delle realtà municipali di dimensioni minori.

Un esempio concreto di questa condivisione sistemica è rappresentato dallo sviluppo della piattaforma denominata Cyber City, nata dal lavoro congiunto con Milano Smart City Alliance e Fondazione Assolombarda. Il progetto si focalizza sulla diffusione della cultura digitale e offre centoventi ore di formazione dedicate sia alla sicurezza informatica dei cittadini sia ai temi più generali della cittadinanza digitale. Per favorire l’adozione della piattaforma da parte delle amministrazioni più piccole, è stato strutturato un pacchetto di comunicazione immediato e pronto all’uso. L’iniziativa sfrutta i contenuti sviluppati dalle aziende private partner per innalzare il livello di consapevolezza della popolazione attraverso un linguaggio semplice e accessibile, avvicinando la cittadinanza alle complessità tecnologiche.

AI per Smart City: la valorizzazione del dato sul campo

L’efficacia degli strumenti digitali dipende in modo diretto dalla qualità dei dati raccolti e dalla capacità di analizzarli in tempo reale. Le infrastrutture urbane si stanno evolvendo per trasformare il territorio in un grande generatore di informazioni utili alla governance locale.

La videoanalisi Edge e gli scenari predittivi “What-If”

L’inserimento di sistemi basati sull’AI per Smart City agisce come un elemento di potenziamento per chi ricopre ruoli decisionali. Andrea Guglielmetti, Responsabile Business Development, Strategic Marketing & Product Management di A2A Smart City, definisce questa tecnologia come “uno strumento che si affianca a chi prende le decisioni per dargli la possibilità di prendere decisioni sempre più precise e tempestive”. L’operato di A2A Smart City si focalizza sull’intera filiera del dato, partendo dall’infrastruttura fisica installata sul campo, come la rete di videocamere dislocate sul territorio urbano.

Attraverso l’adozione di algoritmi di videoanalisi eseguiti direttamente a livello Edge, i flussi video vengono elaborati localmente e trasformati istantaneamente in metadati anonimi pronti per l’uso. Questa tecnologia consente di effettuare il conteggio automatico degli automezzi, la classificazione dettagliata delle tipologie di veicoli e l’analisi accurata dei flussi pedonali e veicolari, eliminando alla radice i problemi legati alla privacy. Il vero valore aggiunto si manifesta quando queste informazioni vengono integrate con i database già esistenti e con gli open data comunali. L’intelligenza artificiale opera come un filtro analitico avanzato, individuando correlazioni e pattern complessi che in passato restavano invisibili all’interno della grande mole di dati grezzi. I dati vengono così sintetizzati in indicatori oggettivi applicabili ai diversi verticali della gestione cittadina, dalla mobilità alla sicurezza, fino al turismo e alla tutela dell’ambiente.

Riduzione dell’incertezza e pianificazione urbana sostenibile

L’obiettivo primario di tali applicazioni è far parlare i dati per fornire agli amministratori strumenti concreti sia per la gestione delle urgenze quotidiane sia per la pianificazione a lungo termine. In questo scenario, le simulazioni predittive basate su modelli logici condizionali rappresentano una risorsa di grande rilievo per le amministrazioni pubbliche.

I modelli predittivi permettono di anticipare con precisione gli effetti sul territorio di una decisione amministrativa prima ancora che essa venga effettivamente messa in atto. Questo sistema offre alle autorità locali una sorta di bussola tecnologica alimentata da evidenze reali, riducendo drasticamente i margini di incertezza legati alle decisioni pubbliche. Sul piano pratico, i modelli algoritmici possono prevedere l’andamento del flusso automobilistico in caso di chiusura temporanea di un’arteria stradale per l’apertura di un cantiere, oppure simulare l’impatto viabilistico della modifica del percorso di una maratona cittadina. Disporre di queste varianti predittive consente di strutturare una pianificazione urbana guidata da criteri di sostenibilità e razionalità oggettiva.

Il gemello digitale tra osservazione scientifica e pianificazione

La convergenza tra l’intelligenza artificiale e la sensoristica IoT trova la sua massima espressione nella creazione dei gemelli digitali, repliche virtuali dinamiche dei sistemi urbani complessi.

Le tre funzioni del Virtual Twin nell’amministrazione locale

Il gemello virtuale si configura come una riproduzione scientifica della realtà che poggia sulla combinazione di diverse tecnologie abilitanti. Marco Oldani, Direttore Commerciale del Settore Infrastrutture e Territorio di Dassault Systèmes Italia, descrive lo strumento affermando che “è un po’ come se fosse una sfera di cristallo, dove dentro non c’è magia, ma c’è della scienza”. L’architettura del gemello digitale svolge tre funzioni primarie e sequenziali per supportare l’azione amministrativa:

  1. Osservare: Consente di monitorare in tempo reale i fenomeni che avvengono nel mondo reale, contestualizzando visivamente i dati raccolti sul campo e generati tramite algoritmi di intelligenza artificiale. Questo permette a figure professionali con competenze differenti di esaminare i problemi partendo da una base informativa condivisa e oggettiva.
  2. Capire e Prevedere: Offre la possibilità di indagare a ritroso le cause scatenanti di un disservizio o di un evento critico, agendo come una macchina del tempo. Parallelamente, permette di guardare al futuro, simulando gli impatti e gli scenari derivanti dall’adozione di una specifica scelta politica o infrastrutturale sul territorio.
  3. Programmare: Fornisce il supporto logistico e operativo per strutturare, temporizzare e mettere a terra gli interventi manutentivi o correttivi ritenuti idonei a risolvere la criticità rilevata.

All’interno della visione aziendale espressa da Dassault Systèmes, l’intelligenza artificiale si integra profondamente con il cloud e l’Internet of Things, agendo come un acceleratore per lo sviluppo dei gemelli digitali. L’AI permette infatti di analizzare i dati reali per generare dati sintetici integrativi, semplifica l’interazione degli utenti con il sistema agendo come interfaccia di frontend e ottimizza la creazione stessa dei modelli virtuali.

L’approccio graduale: avviare Proof of Concept mirati

L’implementazione di piattaforme tecnologiche di questa portata non può esaurirsi nell’acquisto di un software pronto all’uso; richiede un percorso di adozione metodologico e culturale ben strutturato. La complessità intrinseca dei sistemi urbani impone una strategia di sviluppo progressiva. Oldani suggerisce una precisa filosofia d’azione per gli enti locali: “l’elefante grosso si mangia a fette, quindi partire un pezzettino alla volta”.

Il percorso ideale prevede di iniziare con lo sviluppo di Proof of Concept mirati, che successivamente evolvono in progetti pilota focalizzati su specifiche urgenze territoriali, prima di passare alla produzione di sistemi estesi su scala cittadina. Le amministrazioni possono scegliere di applicare inizialmente il gemello digitale sui dati già in loro possesso per mappare verticali specifici come la mobilità, la gestione del verde pubblico, il monitoraggio delle esondazioni, lo studio delle isole di calore o i progetti di riqualificazione urbana. Questa gradualità permette di dimostrare l’utilità immediata della contestualizzazione dei dati, dando il tempo all’intera struttura amministrativa e ai diversi enti coinvolti di adeguarsi ai nuovi flussi operativi e di modificare radicalmente il proprio modo di lavorare.

Control room urbane e gestione delle emergenze territoriali

L’applicazione pratica delle tecnologie di monitoraggio si traduce nella creazione di centrali di controllo operative capaci di governare fenomeni complessi e ad alto impatto sociale ed economico.

Big data e algoritmi quantistici per la gestione della mobilità

La gestione dei flussi di mobilità rappresenta uno dei banchi di prova più complessi per le moderne amministrazioni, a causa delle dirette ripercussioni sulla congestione del traffico, sui livelli di inquinamento e sulla qualità della vita della popolazione. TIM Enterprise risponde a questa esigenza attraverso lo sviluppo della control room denominata Urban Genius, una piattaforma tecnologica applicata fin dal 2020 all’interno di un progetto pilota per la città di Venezia. Nel contesto veneziano, il sistema viene impiegato per il monitoraggio del trasporto pubblico locale, la gestione degli accessi ai parcheggi e il controllo predittivo dei flussi turistici legati all’overtourism.

Susanna Jean, Responsabile Marketing 5G Vertical & IoT di TIM Enterprise, spiega che i sistemi di big data analytics e l’intelligenza artificiale operano come un orchestratore delle molteplici fonti informative disponibili sul territorio. La piattaforma organizza i dati consentendone la lettura storica e permette di simulare l’impatto di varianti urbanistiche improvvise. Nei progetti realizzati, l’amministrazione è in grado di prevedere le mutazioni dei flussi veicolari causate dall’apertura di un cantiere stradale, modificando preventivamente i tempi di sfasamento dei semafori o istituendo sensi di marcia alternativi per evitare la congestione. In contesti di grandi arterie stradali, TIM Enterprise ha integrato l’uso di algoritmi quantistici supportati dall’intelligenza artificiale per ottimizzare in tempo reale i cicli semaforici, garantendo una fluidificazione dinamica del traffico automobilistico.

Biocities e l’impiego dell’intelligenza artificiale per la resilienza ambientale

Oltre alla gestione della mobilità, la salvaguardia del territorio e la prevenzione dei rischi ambientali rappresentano aree di applicazione prioritarie per le moderne tecnologie IoT e algoritmiche. Le control room urbane estendono le proprie capacità analitiche alla protezione civile, raccogliendo e organizzando dati provenienti da reti di sensoristica a terra, osservazioni satellitari e database istituzionali forniti dagli enti statali di monitoraggio. Questa aggregazione permette alle autorità locali di verificare l’efficacia degli interventi di mitigazione eseguiti sul territorio nel corso del tempo, basandosi su evidenze scientifiche e misurazioni reali.

Un filone di ricerca particolarmente innovativo e interdisciplinare è quello legato allo sviluppo delle biocities. In questo ambito, l’intelligenza artificiale viene utilizzata non solo per stimare i danni potenziali o prevenire le emergenze, ma per simulare l’interazione proattiva tra gli elementi naturali e l’infrastruttura costruita. I modelli algoritmici permettono di studiare il posizionamento strategico del verde urbano all’interno dei quartieri per incrementare i flussi di circolazione dell’aria, offrendo alle amministrazioni uno strumento concreto per contrastare gli effetti locali del cambiamento climatico e ridurre l’impatto delle isole di calore. Tali metodologie sono alla base di numerosi progetti comunali e di un’estesa iniziativa infrastrutturale sviluppata da TIM Enterprise che copre una quota rilevante del territorio dell’Italia centrale.

L’etica applicata e il Manifesto per l’Intelligenza Artificiale

L’introduzione massiva di tecnologie predittive e di analisi algoritmica nella sfera pubblica solleva inevitabilmente questioni di carattere etico, normativo e sociale che richiedono una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni locali.

I principi cardine del Manifesto milanese

L’evoluzione tecnologica deve essere supportata da un’adeguata evoluzione del mindset culturale e dei modelli operativi all’interno degli enti pubblici. La consapevolezza delle potenzialità dell’intelligenza artificiale deve capillarizzarsi all’interno di tutte le direzioni comunali non prettamente tecniche, affinché i responsabili dei settori Ambiente, Casa o Mobilità siano messi nelle condizioni di richiedere e applicare soluzioni tecnologiche avanzate per i propri progetti specifici.

Per guidare questo processo e definire i confini valoriali dell’uso della tecnologia sul territorio, il Comune di Milano si è fatto promotore del Manifesto per l’Intelligenza Artificiale. Questa dichiarazione di impegno pubblico è stata sottoscritta dall’amministrazione comunale e dalle sue principali società partecipate, tra cui il gruppo A2A, con l’obiettivo di esplicitare i principi etici che devono governare l’adozione degli algoritmi. Il documento stabilisce standard rigorosi in termini di inclusione, trasparenza e partecipazione democratica, ponendo l’essere umano al centro dei flussi decisionali. Il Manifesto sancisce il principio fondamentale della supervisione umana, come chiarito da Pavone: “Non prenderemo mai una decisione se non presa da chi è un umano”. L’adozione di queste linee guida garantisce la piena conformità alle prescrizioni del regolamento europeo AI Act e alle normative nazionali vigenti, anteponendo l’etica e il bene comune agli interessi puramente commerciali.

I quarantacinque casi d’uso concreti al servizio della comunità

L’utilità di una tecnologia complessa e spesso intangibile come l’intelligenza artificiale deve poter essere compresa chiaramente dalla cittadinanza attraverso evidenze pratiche. A questo scopo, le aziende e gli enti coinvolti nel Manifesto hanno collaborato alla mappatura e alla pubblicazione di quarantacinque casi d’uso concreti già attivi sul territorio cittadino.

Questi quarantacinque progetti coprono ambiti totalmente trasversali, concentrandosi principalmente sui settori verticali dell’ambiente e della mobilità urbana. La pubblicazione dei casi reali dimostra come le diverse aziende del gruppo comunale stiano già impiegando attivamente soluzioni algoritmiche avanzate all’interno dei propri processi industriali e di servizio. I progetti spaziano dall’applicazione di modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models) all’implementazione di sistemi di computer vision per il monitoraggio infrastrutturale. La divulgazione trasparente di queste applicazioni mira a mostrare in modo inequivocabile il beneficio diretto generato per la collettività, permettendo ai cittadini di comprendere il funzionamento delle tecnologie adottate. Questo sforzo congiunto consente di operare all’interno di un’arena pre-competitiva finalizzata a fare sistema a livello di Paese, consolidando le basi per il futuro decollo del mercato e dei servizi smart.

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