LA CLASSIFICA

Le città più smart d’Italia nel 2026: chi guida la trasformazione urbana



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Non esiste una classifica unica delle città più smart d’Italia, ma dalle graduatorie più prestigiose emergono alcune città, tra cui Milano, Bologna, Trento, Firenze. Ecco perché e in quali ambiti prevalgono

Pubblicato il 2 lug 2026



Smart city in Italia nel 2026
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Punti chiave

  • Nessuna graduatoria unica: studi di EY, FPA, Politecnico di Milano, IMD, ANCI e ISTAT valutano aspetti diversi (digitalizzazione, sostenibilità, mobilità, percezione).
  • Ricorrono spesso: Milano, Bologna, Torino, Trento e Bolzano, Bergamo, Venezia, Firenze, Roma e Modena; punti forti: mobilità sostenibile, gestione intelligente dell’energia, digitalizzazione.
  • Una smart city integra infrastrutture digitali, mobilità multimodale, governance basata sui dati e servizi centrati sul cittadino; il PNRR e programmi UE possono accelerare la riduzione del divario territoriale.
Riassunto generato con AI


Quali sono in Italia, nel 2026, le città più smart, cioè quelle in grado di integrare mobilità sostenibile, gestione intelligente dell’energia, servizi pubblici digitali, governance basata sui dati, inclusione sociale e resilienza climatica?

In realtà non esiste una graduatoria unica e definitiva. Le classifiche più autorevoli elaborate da organizzazioni come EY, FPA (ICity Rank), Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, IMD Smart City Index, ANCI e ISTAT misurano aspetti differenti: alcune privilegiano la maturità digitale delle amministrazioni, altre la sostenibilità ambientale, altre ancora la percezione dei cittadini o la qualità della mobilità urbana. Ecco quali sono le analisi e le classifiche più conosciute alle quali attingere per capire quali sono le smart city italiane.

Le principali classifiche delle Smart City in Italia

ClassificaChi la realizzaCosa misura
EY Smart City IndexEY ItaliaÈ un ranking nazionale delle smart city. Analizza 109 capoluoghi attraverso 323 indicatori relativi a transizione digitale, sostenibilità e inclusione sociale.
ICity RankFPA – Forum PAValuta la trasformazione digitale delle città italiane considerando governance, ambiente, economia, mobilità e qualità della vita.
City Vision ScoreBlum e City Vision (media partner Il Sole 24 Ore)Misura il livello di innovazione dei Comuni italiani attraverso indicatori su digitale, sostenibilità, mobilità e governance.
IMD Smart City IndexInternational Institute for Management DevelopmentConfronta le città a livello internazionale sulla base della percezione dei cittadini e della qualità dei servizi urbani.

Le prime 10 smart city in Italia

Confrontando i principali studi disponibili emerge una notevole convergenza: alcune città compaiono sistematicamente ai vertici grazie a una strategia ormai consolidata.

Le città italiane più smart nel 2026

PosizioneCittàPunti di forza
1MilanoMobilità intelligente, digitalizzazione, innovazione
2BolognaGovernance digitale, dati urbani, sostenibilità
3TorinoMobilità connessa, innovazione industriale
4TrentoSmart governance, qualità della vita
5BolzanoEnergia, sostenibilità, servizi digitali
6BergamoPA digitale, innovazione urbana
7VeneziaGestione intelligente del turismo e della mobilità
8FirenzeServizi digitali, open data
9RomaTrasformazione digitale e mobilità
10ModenaMobilità, innovazione industriale

(La graduatoria sintetizza le evidenze più ricorrenti provenienti dagli studi di EY Human Smart City Index, ICity Rank di FPA, Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano e IMD Smart City Index).



Milano: il laboratorio nazionale dell’innovazione urbana

Milano continua a rappresentare il principale punto di riferimento italiano. È ai vertici praticamente in tutte le classifiche grazie alla combinazione di trasporto pubblico avanzato, mobilità condivisa, digitalizzazione dei servizi comunali, diffusione della fibra ottica, sperimentazioni sull’intelligenza artificiale e una forte capacità di attrarre investimenti innovativi.

Nel settore della mobilità, Milano integra metropolitana, sharing mobility, MaaS (Mobility as a Service), pagamenti digitali e monitoraggio del traffico attraverso piattaforme dati sempre più evolute. Anche sul fronte energetico la città è protagonista di numerosi progetti dedicati all’efficienza degli edifici e alle comunità energetiche.

Bologna: la capitale della governance intelligente

Bologna è considerata uno dei migliori esempi italiani di utilizzo dei dati per il governo urbano. Da anni investe in piattaforme digitali integrate, open data, partecipazione dei cittadini e gestione intelligente della mobilità.

La città è inoltre protagonista di importanti sperimentazioni sulla mobilità sostenibile, sulla logistica urbana e sull’integrazione fra università, amministrazione pubblica e imprese innovative. Per questo rimane stabilmente sul podio di quasi tutti gli osservatori italiani.

Torino: la smart city industriale

Torino ha saputo trasformare la propria tradizione manifatturiera in un ecosistema dedicato alla mobilità intelligente.

Qui trovano spazio sperimentazioni su veicoli autonomi, mobilità elettrica, infrastrutture connesse, gestione intelligente del traffico e progetti europei dedicati alle smart road. La presenza di grandi gruppi industriali, startup e centri di ricerca rende la città uno dei principali laboratori italiani della smart mobility.

Trento e Bolzano: qualità della vita e innovazione

Le due città alpine ottengono risultati molto elevati grazie a una combinazione di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, digitalizzazione della pubblica amministrazione e servizi ai cittadini.

Il loro punto di forza consiste soprattutto nell’integrazione tra pianificazione urbana, mobilità dolce, gestione energetica e innovazione amministrativa.

Bergamo: eccellenza nella digitalizzazione

Bergamo compare ormai stabilmente nelle prime posizioni dei ranking nazionali, soprattutto grazie alla qualità dei servizi digitali comunali, all’utilizzo degli open data e alla modernizzazione della pubblica amministrazione.

Negli ultimi anni ha investito anche nella gestione intelligente della mobilità urbana e nell’efficientamento energetico degli edifici pubblici.

Venezia: smart city in un contesto unico

La sfida di Venezia è molto diversa rispetto alle altre città italiane. Qui l’innovazione è orientata soprattutto alla gestione dei flussi turistici, alla protezione del patrimonio storico e al controllo della mobilità attraverso sistemi digitali avanzati.

L’utilizzo di sensori, piattaforme dati e sistemi di monitoraggio rende Venezia uno dei casi più studiati a livello internazionale.

Firenze

Firenze mantiene una posizione di rilievo grazie alla qualità dei servizi digitali, all’elevato livello di interoperabilità amministrativa e alla disponibilità di piattaforme online per cittadini e imprese. È inoltre una delle città storicamente più performanti nell’ICity Rank.

Roma

Roma continua il proprio percorso di trasformazione digitale con investimenti nella mobilità, nella digitalizzazione dei servizi pubblici e nell’utilizzo delle tecnologie per la gestione urbana. Pur dovendo affrontare una complessità amministrativa molto superiore rispetto ad altri centri urbani, sta migliorando progressivamente le proprie performance nei principali indicatori nazionali.

Modena

Modena rappresenta uno degli esempi più interessanti di città di medie dimensioni capace di eccellere grazie alla collaborazione fra amministrazione, università e imprese. I suoi punti di forza riguardano soprattutto la mobilità intelligente, l’innovazione industriale e i servizi digitali.

Cosa rende davvero smart una città nel 2026

Dall’analisi dei principali osservatori emerge un elemento comune: la tecnologia, da sola, non basta più. Le città che ottengono i migliori risultati sono quelle che riescono a integrare cinque componenti fondamentali:

  • infrastrutture digitali diffuse;
  • mobilità sostenibile e multimodale;
  • gestione intelligente dell’energia;
  • utilizzo sistematico dei dati per le decisioni pubbliche;
  • servizi digitali semplici e centrati sul cittadino.

La disponibilità di sensori IoT, piattaforme cloud, intelligenza artificiale e digital twin rappresenta ormai il fattore abilitante, mentre il vero elemento distintivo è la capacità delle amministrazioni di trasformare queste tecnologie in servizi concreti e misurabili.

Le prospettive

Il divario territoriale rimane il principale limite delle smart city italiane. Le città del Nord e parte del Centro continuano a concentrare la maggior parte delle migliori performance, mentre molti capoluoghi del Mezzogiorno procedono con velocità inferiori. Tuttavia, gli investimenti del PNRR, i programmi europei dedicati alle Mission Cities e la crescente diffusione delle piattaforme urbane basate sui dati stanno accelerando la trasformazione anche in molte realtà medio-piccole.

La sfida dei prossimi anni non sarà aggiungere nuova tecnologia, ma far dialogare infrastrutture, dati e servizi in modo integrato. La smart city del futuro sarà infatti sempre meno una città “digitale” e sempre più una città capace di prendere decisioni migliori grazie ai dati, offrendo mobilità più efficiente, consumi energetici più sostenibili e servizi pubblici realmente costruiti intorno ai bisogni delle persone.

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