La Regione Lazio, in occasione dell’evento “Il Lazio che cresce 2026” dello scorso gennaio, aveva già annunciato, tra le diverse iniziative di finanziamento previste, un “pacchetto” di due misure relative alla piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).
È attesa ormai a breve la pubblicazione di tali misure con una disponibilità finanziaria complessiva di 85 milioni di euro (55 milioni per la misura “Filiere tecnologiche” e 30 milioni per la misura “STEP-FRI”).
La Regione Lazio, finanziando progetti in questi ambiti, si posiziona come un hub capace di produrre e governare tecnologie sensibili: microelettronica, catene del valore dell’idrogeno, cybersecurity avanzata, biotecnologie e sistemi di difesa dual-use (come la robotica e i droni).
Rimandando all’emissione del decreto attuativo per i dettagli, cerchiamo di fornire le principali linee guida che caratterizzano queste due misure, per consentire alle aziende di identificare per tempo le tematiche di possibile interesse.
Indice degli argomenti
Misura “Filiere Tecnologiche 2026”
L’obiettivo di questa misura, con una dotazione complessiva di 55 milioni di euro, è rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale attraverso il sostegno a progetti di Ricerca e Sviluppo realizzati in forma collaborativa all’interno di filiere industriali.
Ogni azienda può presentare al massimo un progetto che dovrà obbligatoriamente integrarsi con le traiettorie tecnologiche individuate dal regolamento europeo STEP e dalla RIS3 regionale:
- Tecnologie Digitali Advanced e Deep Tech – Intelligenza Artificiale, cybersecurity, robotica avanzata, microelettronica, semiconduttori e calcolo quantistico.
- Tecnologie Pulite ed Efficienti (Clean Tech) – Energie rinnovabili di nuova generazione, stoccaggio energetico (idrogeno, batterie), economia circolare, decarbonizzazione e riciclo di materie prime critiche.
- Biotecnologie e Salute (Biotech) – Diagnostica avanzata, scienze della vita, piattaforme biotech per la produzione di farmaci e dispositivi medici critici.
- Tecnologie per la Difesa e l’Aerospazio – Sistemi dual-use (civile/militare), sistemi robotici e unmanned (droni, veicoli autonomi), e tecnologie per la logistica avanzata e la manutenzione aeronautica/spaziale.
La misura richiede l’aggregazione di aziende di qualsiasi dimensione e di Organismi di Ricerca che potranno operare in effettiva collaborazione. Ogni partner aziendale deve realizzare le attività e imputare i costi presso un’unità produttiva locale attiva nel territorio della Regione Lazio.
I costi finanziati riguardano esclusivamente la componente “immateriale” e scientifica della ricerca, escludendo gli investimenti produttivi di serie (coperti invece dalla misura complementare STEP-FRI). Le voci di costo finanziabili riguardano pertanto personale interno, strumentazioni e attrezzature, consulenze esterne, spese generali e materiali (calcolate su base forfettaria).
Il finanziamento prevede un contributo a fondo perduto con intensità d’aiuto variabili in base alla dimensione aziendale e alla tipologia di attività (maggiori per la Ricerca Industriale rispetto allo Sviluppo Sperimentale), con premialità specifiche legate alla collaborazione effettiva.
Misura “STEP-FRI”
In sinergia con lo strumento nazionale del Fondo Rotativo per le Imprese (FRI) gestito da Cassa Depositi e Prestiti, la misura mette a disposizione 30 milioni di euro (estendibili a valere sul fondo rotativo complessivo).
A differenza di “Filiere Tecnologiche 2026”, questa misura è volta ad agevolare investimenti industriali e produttivi di tipo strutturale, focalizzandosi sull’allestimento, l’ampliamento o la modernizzazione dei siti produttivi dedicati alle tecnologie strategiche europee.
L’investimento deve essere presentato da aziende singole di qualsiasi dimensione e riguardare lo sviluppo, la produzione o il rafforzamento delle catene del valore in tre pilastri del regolamento europeo STEP già citati in precedenza: Tecnologie Digitali Advanced e Deep Tech, Tecnologie Pulite ed Efficienti (Clean Tech), Biotecnologie e Salute (Biotech).
La misura copre unicamente gli investimenti di fabbrica, escludendo la fase di ricerca e il personale. Sono finanziabili investimenti materiali (acquisto di macchinari avanzati, impianti industriali, attrezzature di produzione hardware, sistemi di automazione e installazioni tecnologiche) e immateriali (acquisizione di diritti di brevetto, licenze software gestionali o di produzione, know-how e conoscenze tecniche non brevettate).
L’investimento deve essere materialmente realizzato presso un’unità produttiva locale attiva (o da attivare) nel territorio della Regione Lazio.
Il contributo concesso prevede un mix di agevolazioni atti aridurre al minimo lo sforzo di liquidità iniziale dell’azienda. E’ prevista infatti una percentuale a fondo perduto, un prestito a tasso nominale ridotto, un contributo in conto interessi.
Abbinando il fondo perduto del FESR con la potenza finanziaria del Fondo Rotativo per le Imprese (FRI) di Cassa Depositi e Prestiti, la Regione permette alle aziende di affrontare investimenti ad alto impiego di capitale che prima non avrebbero mai rischiato di realizzare, coprendo quasi interamente il fabbisogno finanziario dell’iniziativa.
Cosa tener presente nella presentazione dei progetti
Entrambi i bandi sono gestiti da Lazio Innova e prevedono il caricamento delle proposte di finanziamento sulla piattaforma GeCoWeb Plus. Presentare progetti su queste due misure complementari significa utilizzare la leva pubblica per ridisegnare il proprio posizionamento competitivo sul mercato interno ed internazionale.
Filiere Tecnologiche finanzia l’intelligenza e il rischio (il costo della ricerca, dello sviluppo e del test del prototipo). Si tratta di un bando a graduatoria in cui il punteggio di merito si gioca sul valore della Relazione Tecnica che dovrà evidenziare la qualità e la validità dei singoli elementi di valutazione previsti.
Attraverso la misura “STEP-FRI” è possibile invece finanziare gli aspetti più infrastrutturali (un capannone, i macchinari complessi, le linee di montaggio automatizzate per la produzione in serie, ecc.). Trattandosi di una procedura a sportello valutativo, l’ordine cronologico di presentazione è in questo caso fondamentale per non rischiare che la proposta progettuale non vada in valutazione per esaurimento fondi. Gli elementi da tener presente in questo caso sono l’immediata cantierabilità dell’investimento (es. preventivi definitivi, delibere finanziarie e permessi pronti), il superamento dei requisiti economico-finanziari richiesti dal circuito bancario/FRI.
Si tratta, come si vede, di due misure speculari e complementari che potrebbero anche essere prese in considerazione, da alcune aziende, per portare avanti due fasi operative di un medesimo progetto di investimento.





















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