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STEP: cos’è e perché garantisce indipendenza tecnologica in Europa



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L’iniziativa STEP (Strategic Technologies for Europe Platform) vuole mantenere competitiva l’UE nel tech. Finanziamenti avviati: 28,9 miliardi. Obiettivo: attivare 160 miliardi di investimenti globali. L’impatto in Italia

Pubblicato il 27 apr 2026

Fabio Pasquazi

Associate Partner ICTLAB PA



Cos'è la strategia STEP
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Punti chiave

  • STEP: piattaforma UE che riprogramma risorse esistenti per aumentare l’autonomia tecnologica e mobilitare investimenti globali (obiettivo ~160–180 mld), non un fondo isolato.
  • Settori chiave: Tecnologie Digitali e Deep Tech (AI, semiconduttori, cybersicurezza), Tecnologie Pulite, Biotecnologie; priorità a R&S, fabbricazione e capitale privato; introduce STEP Seal.
  • Italia: circa 3 mld riprogrammati dal FESR/FSE+ (70% regionale), vantaggi di rendicontazione (cofinanziamento UE fino al 100%) e bandi attivi; il STEP Seal facilita accesso a finanziamenti.
Riassunto generato con AI

Le maggiori iniziative di finanza agevolata, sia a livello nazionale che a regionale, per Investimenti Industriali e Ricerca & Sviluppo fanno riferimento alla strategia STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).

STEP è la risposta strutturale dell’Unione Europea per evitare che il “Vecchio Continente” perda il treno della nuova rivoluzione industriale globale e migliori il proprio grado di indipendenza.

Non si tratta di un fondo nuovo con un budget isolato (come il PNRR), ma di una piattaforma che riprogramma e potenzia risorse esistenti. Un “moltiplicatore di forze” con l’obiettivo dichiarato dalla Commissione Europea di attivare investimenti globali per 180 miliardi di euro.

L’Italia ha “scommesso” circa 3 miliardi di euro della sua dotazione FESR/FSE+ sulla piattaforma STEP, posizionandosi tra i primi paesi europei per volume di risorse riallocate verso l’autonomia tecnologica.

In cosa consiste STEP

L’iniziativa STEP (Strategic Technologies for Europe Platform) è la risposta strutturale dell’Unione Europea per competere sulla nuova rivoluzione industriale globale.

Istituita ufficialmente con il Regolamento (UE) 2024/795, STEP non è un nuovo fondo isolato, ma una “piattaforma” nata per coordinare e potenziare gli strumenti finanziari già esistenti (come Horizon Europe, il Fondo per l’Innovazione e il PNRR) verso settori critici.

L’obiettivo è quello di raggiungere da parte dell’EU una propria sovranità tecnologica riducendo la dipendenza da paesi terzi (come Cina e USA) in tre settori chiave:

  • Tecnologie Digitali e Deep Tech puntando suIl’ntelligenza Artificiale, calcolo quantistico, semiconduttori e cybersicurezza.
  • Tecnologie Pulite (Clean Tech) ovveroenergie rinnovabili, stoccaggio energetico, idrogeno e tecnologie per l’abbattimento delle emissioni industriali.
  • Biotecnologie e nello specificofarmaceutica avanzata, ingegneria genetica e biofabbricazione.

Gli interventi previsti riguardano sia investimenti delle imprese per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche STEP, sia progetti di ricerca, innovazione e sviluppo sperimentale per le tecnologie STEP.

Oltre ai citati settori strategici STEP mira anche a rafforzare le catene del valore della difesa e a mobilitare capitali privati a favore delle startup europee.

Per facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati è stato inoltre introdotto lo STEP Seal, un certificato di qualità assegnato a progetti eccellenti per facilitare l’accesso prioritario a finanziamenti europei o nazionali. Il “bollino di qualità” sui progetti migliori, intende creare un moltiplicatore per i finanziamenti europei che da soli non basterebbero a competere con i sussidi americani o cinesi. Si intende in questo modo coinvolgere banche e privati a scommettere su progetti qualificati.

Le risorse stanziate

L’obiettivo politico dichiarato dalla Commissione Europea è quello di innescare investimenti globali per circa 160 miliardi di euro. Per raggiungere questo obiettivo si intende di far riferimento a Fondi UE diretti, cofinanziamenti nazionali, capitali privati attratti grazie alle garanzie europee che dovrebbero funzionare da “effetto leva”.

Ad oggi l’ammontare di finanziamenti UE avviati è pari a 28,9 miliardi di euro di cui 13,8 miliardi di euro gestiti direttamente dalla Commissione (attraverso programmi chiave come Horizon Europe, Innovation Fund e Fondo Europeo per la Difesa) e 15,1 miliardi di euro riprogrammati dagli Stati membri attraverso i fondi della Politica di Coesione (FESR, FSE+, Fondo per la Transizione Giusta).

Al momento della sua creazione, per dare una spinta iniziale, l’UE ha aggiunto una dotazione extra di circa 1,5 miliardi di euro destinati specificamente al Fondo Europeo per la Difesa, come integrazione ai budget già esistenti, per stimolare l’innovazione nel settore della sicurezza.

Stato attuale e prospettive future

A due anni dal suo lancio (marzo 2024), l’iniziativa ha raggiunto una fase di piena operatività. Al momento attuale, a livello europeo, sono stati indirizzati verso le tecnologie critiche circa 29 miliardi. Sul portale dedicato sono stati pubblicate oltre 220 bandi riscuotendo un notevole successo i termini di proposte presentate.

Inoltre, quasi 800 progetti hanno ricevuto lo STEP Seal che oggi rappresenta il principale asset per dare credibilità internazionale ai progetti europei.

STEP sta pertanto funzionando bene come “collante” tra i fondi esistenti. Tuttavia, la vera sfida resta la capacità dell’Europa di competere con i massicci sussidi americani (Inflation Reduction Act).

Per questo motivo STEP è ormai considerato un punto di partenza verso un ulteriore evoluzione di iniziative in questa direzione. Su queste tematiche, infatti, è stata attivata la proposta di istituire un nuovo Fondo per la Competitività Europea (European Competitiveness Fund), che potrà diventare il pilastro centrale del prossimo bilancio UE post-2027. Un fondo che dovrà provvedere ad unificare ulteriormente i programmi di finanziamento.

L’impatto STEP in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, l’attuazione della piattaforma STEP all’interno della Politica di Coesione (FESR e FSE+ 2021-2027) ha seguito un percorso di riprogrammazione massiccia che ha coinvolto sia Programmi Nazionali che Regionali.

Al 2026, l’ammontare delle risorse riprogrammate per l’iniziativa STEP in Italia è di circa 3 miliardi di euro. Non si tratta di nuove risorse ma della riallocazione di quelle esistenti verso le priorità STEP. Nello specifico, il 70% delle risorse deriva dai Programmi Regionali (PR FESR) con la partepiù consistente che deriva dalle singole Regioni che hanno creato azioni specifiche nei loro piani 2021-2027. Un ulteriore 18,7% deriva dal Programma Nazionale (PN) Ricerca, Innovazione e Competitività ed infine l’11,3% dai Programmi Regionali Multi-fondo (FESR/FSE+).

Questa riprogrammazione permette all’Italia di utilizzare i fondi europei con regole più vantaggiose come, ad esempio, la possibilità di rendicontare le spese con un tasso di cofinanziamento UE che può arrivare al 100%, alleggerendo il carico sul bilancio dello Stato e garantendo una marcia in più ai progetti che ottengono il cosiddetto “Marchio di Sovranità” (STEP Seal).

Nessuna Regione ha “rifiutato” formalmente l’iniziativa STEP, ma c’è stata una chiara distinzione tra chi ha aderito con una riprogrammazione massiccia e chi ha scelto di mantenere la propria programmazione originale quasi invariata.

Un’adesione “massiccia” si è avuta da parte delle Regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria, Puglia e Molise) e di alcune del Centro-Nord (Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria).

Con riferimento all’Emilia-Romagna si segnala che risulta attualmente attivo il bando STEP finanziato con 45 milioni di euro. Per una scheda di tale bando si rimanda al sito ictlabpa.it alla sezione bandi e nello specifico a QUESTO LINK.

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