Metodologie e strumenti per la trasformazione digitale

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Matteo Mingardi (Pelliconi): “Fare innovazione è come ordinare il caos, per la trasformazione digitale servono metodologie e strumenti”



Matteo Mingardi, Corporate Innovation & RD Manager di Pelliconi, racconta la sua esperienza di trasformazione digitale e segnala cinque cose a cui prestare attenzione. Prima avvertenza: non utilizzare sempre lo stesso strumento

di Andrea Cavallaro, Andrea Gaschi

03 Mag 2022


Matteo Mingardi, Corporate Innovation & RD Manager di Pelliconi

Fare innovazione è “come ordinare il caos ed io ho preferito imparare a gestire il caos, piuttosto che diventare ordinato”, così Matteo Mingardi Corporate Innovation & RD Manager di Pelliconi (azienda italiana leader mondiale nella produzione di tappi),  ha introdotto la sua testimonianza durante l’appuntamento della serie di web talk Digital Transformation Tools dal titolo “Approcci e metodologie per la Trasformazione Digitale”.

Come abbiamo ripetuto più volte, la Digital Transformation è una sfida complessa, per la quale non esiste una soluzione ottimale, ma solo soluzioni contestuali ed emergenti. Il contesto è quello volatile, incerto e ambiguo che contraddistingue il mondo dell’innovazione digitale – componente fondamentale per la trasformazione in chiave digitale delle organizzazioni – ragione per la quale è possibile prendere spunto, ispirazione e anche modelli e strumenti che permettono di ridurre i rischi associati allo sviluppo di iniziative digitali attraverso la continua sperimentazione. Si tratta, come afferma Matteo Mingardi, di “pianificare ciò che non è possibile prevedere, facendosi guidare dall’innovazione per realizzare nuovi scenari”.

Le metodologie e gli strumenti per la trasformazione digitale

Oggi abbiamo a disposizione un gran numero di metodologie e strumenti che supportano le diverse fasi di un percorso di trasformazione digitale. Non è quindi più sufficiente conoscere soltanto un determinato metodo, un framework o uno strumento, ma diventa sempre più importante sviluppare una certa sensibilità che permetta di individuare, di fronte ad una determinata sfida, il migliore approccio a seconda delle caratteristiche dell’iniziativa, del suo grado di maturità e del contesto nel quale viene portata avanti. Non è possibile utilizzare sempre lo stesso “attrezzo”, dimenticando gli altri nella cassetta.

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Digital Transformation

Qui puoi rivedere il web talk con Matteo Migardi sulle metodologie per la digital transformation


All’interno del processo di sviluppo di nuove soluzioni, “in Pelliconi usiamo principalmente il Design Thinking quando dobbiamo approfondire la conoscenza del cliente target ed individuarne i bisogni. Mentre per i progetti con un modello già validato seguiamo i principi Lean Startup, in modo da essere veloci a fare ipotesi e validarle, e nel caso riprogettare quello che è stato già fatto”. Ma la metodologia da sola non basta. Mingardi aggiunge un ulteriore ingrediente: “il coinvolgimento. Il nostro modello prevede infatti che già nella di validazione del concept una buona parte dell’organizzazione venga coinvolta, perché è solo attraverso un esteso coinvolgimento delle persone che possiamo diffondere la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità in tutta l’organizzazione”.

Metodologie per la trasformazione digitale: a cosa fare attenzione

La maggior parte delle metodologie e degli strumenti per la trasformazione digitale sembrano essere, almeno a livello teorico, piuttosto semplici. In molti casi, per dirla con le parole di Matteo Mingardi, “si tratta di buon senso da applicare in un contesto caotico”. L’applicazione nella realtà, però, risulta più complessa, con risultati non sempre soddisfacenti, anche perché ciò che contraddistingue tali metodologie è spesso in contrasto con principi, cultura, modelli organizzativi, ecc. tipici delle imprese consolidate.

È per questo necessario fare attenzione a:

  • non utilizzare sempre lo stesso strumento, scegliendo quello giusto a seconda del progetto, ricordandosi di usare lo strumento giusto a seconda della fase del ciclo di vita in cui si trova l’iniziativa e delle sue caratteristiche principali;
  • proteggere il tempo dedicato a raccogliere esigenze e feedback, evitando di sacrificarlo per rispettare i tempi, in tutte le fasi dello sviluppo e che significa interagire davvero con i propri target, significa alzarsi dalla propria scrivania, “parlare, interagire, osservare da vicino, raccogliere feedback”;
  • sperimentare sul serio, puntando all’apprendimento e superando i bias cognitivi, significa prima di tutto accettare che le cose possano non funzionare (il famoso «fallimento»), cercando di non farsi condizionare da quei bias che ci portano a considerare o a dar maggior “peso” solamente ai dati che supportano le ipotesi fatte;
  • creare un linguaggio condiviso, diffondendo la conoscenza degli strumenti all’interno dell’organizzazione, facendo in modo che anche chi non è coinvolto direttamente nelle iniziative sia consapevole della direzione intrapresa dall’organizzazione;
  • riflettere costantemente su come diventare più efficace, adattando i comportamenti di conseguenza, facendo leva sull’apprendimento che viene generato ad ogni utilizzo di metodologie e strumenti.

“Ci abbiamo impiegato tre anni per scrivere la nostra procedura di sviluppo di nuove iniziative, è stato importante prima fare capire le persone cosa significa usare queste metodologie”, afferma Matteo Mingardi.

Le sue parole sottolineano un ulteriore aspetto fondamentale per raggiungere gli obiettivi di un percorso di trasformazione digitale, che ricalca il principio “individui e interazioni più che processi e strumenti” del famoso Manifesto per lo sviluppo Agile. Significa, in concreto, fare in modo che le persone abbiano ben chiari i principi sottostanti gli strumenti che devono utilizzare e il valore che deriva dall’affrontare certe attività secondo un dato approccio.

Le persone devono seguire una metodologia e utilizzare alcuni strumenti perché sono quelli che, in quello specifico contesto, permettono di svolgere in maniera più efficace il proprio compito. Bisogna fare molta attenzione a chi si concentra sul metodo senza capire il perché, il rischio è utilizzare framework e strumenti solo per il “gusto di farlo, per effetto moda”. Senza il giusto approccio delle persone, gli strumenti non servono nulla.

Digital Transformation, le fonti di ispirazione di Matteo Mingardi

Durante il suo intervento, Matteo Mingardi ha segnalato le sue fonti di ispirazione. Ecco le diverse risorse e i diversi formati che il Corporate Innovation & RD Manager di Pelliconi consiglia di sfruttare per approfondire i principi da seguire nell’era digitale:

  • L’unica regola è che non ci sono regole. Netflix e la cultura della reinvenzione di Reed Hastings, Erin Meyer
  • The Game di Alessandro Baricco
  • Monetizing Innovation: How Smart Companies Design the Product Around the Price di Madhavan Ramanujam, Georg Tacke

 

Andrea Cavallaro

PhD in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, attualmente Associate Partner di Partners4Innovation. Supporta le imprese a cogliere le opportunità dell’Innovazione Digitale in percorsi di vera e propria Trasformazione Digitale,…

Andrea Gaschi

Practice Leader di Partners4Innovation per l’area Digital Open Innovation. Aiuta le imprese ad adottare modelli di innovazione digitale agili, aperti e partecipativi