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Industria4.0, IBM: «Muoviamoci, il piano scade nel 2018»



«Grazie al Piano Calenda questo è un momento unico per la digitalizzazione del Made in Italy: le pmi l’hanno capito, ora devono capire come procedere» dice il Ceo di IBM Italia Enrico Cereda. Che però invita a fare presto. E soprattutto a fare sistema

di Luciana Maci

18 Gen 2017


Da sinistra l’AD Enrico Cereda, Stefano Rebattoni, GM Global Technology Services e Massimo Zocche,  Industry & Business Development Manager di IBM Italia
“Il momento è ora, è un momento unico per il decollo dell’Industria 4.0. Ma attenzione, la finestra di tempo che abbiamo è limitata. Il Piano Calenda prevede la sospensione di alcuni benefici entro il 2018, quindi le piccole e medie imprese devono affrettarsi ad afferrare questa opportunità”. Così ha detto Enrico Cereda, amministratore delegato di IBM Italia, presentando oggi a Milano “Ripensare il Made in Italy nell’Era del digitale”, il punto di vista di IBM per accompagnare le imprese italiane verso la quarta rivoluzione industriale, ovvero il processo di digitalizzazione del settore manifatturiero. (Qui il White Paper di IBM su Industria 4.0)

Cos’è l’industria 4.0

In un incontro con stampa e analisti, l’AD Cereda, Stefano Rebattoni, GM Global Technology Services di IBM Italia e Massimo Zocche,  Industry & Business Development Manager, hanno illustrato quello che il colosso statunitense dell’informatica è in grado di offrire per contribuire al percorso di trasformazione delle pmi italiane verso l’Industria 4.0. (A questo articolo su Internet4Things l’approfondimento sulla strategia Industry 4.0 di IBM). Una grande opportunità che però va colta con attenzione e pianificata velocemente. L’Italia sconta già un ritardo nell’avvio di un Piano nazionale di Industria 4.0, che invece è in atto da tempo in Germania ed è stato avviato di recente anche in Francia. 

Industria 4.0, che cosa succede in Europa e negli Usa

Le condizioni, secondo IBM, ci sono tutte. Innanzitutto ci sono le misure e le risorse già messe in campo dal governo italiano con il Piano Industria 4.0 varato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Ma anche la fine di una politica monetaria espansiva da parte della BCE e la maturazione delle tecnologie che possono sostenere lo sviluppo.

“E’ questo il momento di fare sistema e favorire un vero e proprio salto culturale – afferma il Ceo Cereda – perché le condizioni sul campo sono, a nostro avviso, irripetibili. Come seconda potenza manifatturiera d’Europa, l’Italia non può permettersi di sprecare altro tempo. Abbiamo bisogno di colmare il divario accumulato negli ultimi anni di crisi: penso al tessuto industriale, soprattutto alla piccola e media impresa, che dà linfa al nostro Made In Italy sul mercato globale. Noi lo conosciamo bene quel tessuto e sappiamo interpretarne le istanze di competitività e internazionalizzazione. Ecco perché – aggiunge Cereda – IBM si candida a essere il partner strategico delle imprese, sia dal punto di vista tecnologico e della consulenza, accompagnandone il processo di trasformazione digitale di cui la Fabbrica 4.0 è la chiave di volta”.  

Il Piano Calenda, che ha visto la luce a settembre 2016 dopo circa un anno di lavoro ed è poi entrato nella Legge di Stabilità, consiste in una serie di provvedimenti, incentivi e investimenti finalizzati a portare la digitalizzazione in tutte le fasi dei processi produttivi dell’industria italiana. Al centro ci sono il tema dell’innovazione organizzativa e dello sviluppo delle competenze, del trasferimento tecnologico sul territorio e della spinta allo sviluppo di nuove competenze. Soprattutto, il piano Industry 4.0 riconosce alla tecnologia il suo potere differenziante, la capacità di abilitare la digitalizzazione di cui c’è bisogno. Il Piano prevede un impegno economico sia per lo Stato (per circa 13 miliardi di euro) sia come leva per i privati (per circa 24 miliardi) per un periodo che va dal 2017 al 2020. Ma, per esempio, il previsto iperammortamento fino al 250% sugli investimenti in tecnologie, agrifood e impianti realizzati per migliorare i consumi energetici si può richiedere fino a giugno 2018. Perciò occorre affrettarsi.

“L’obiettivo del Piano Calenda – prosegue Enrico Cereda – è la semplicità. Provvedimenti come l’iperammortamento e il credito d’imposta sono di semplice applicazione. Inoltre il Piano ha previsto anche l’introduzione dei Competence Center e dei Digital Innovation Hub, questo significa che si è posto il problema ‘culturale’”.  I Competence Center nazionali, pochi e selezionati, prevedono un forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati con l’obiettivo di fare formazione ed awareness sul Piano Industria 4.0. I Digital Innovation Hub, selezionati “pivotando” sulle sedi di Confindustria e le reti di imprese, saranno un ponte tra imprese, ricerca e finanza con l’obiettivo di sensibilizzare le realtà imprenditoriali su opportunità esistenti in ambito Industria 4.0.

Cos’è il Piano Calenda

Le imprese, del resto, sembrano in gran parte aver capito l’importanza di digitalizzare i processi. “Fino a un anno fa non era così, ma oggi le piccole e medie imprese italiane – sostiene Cereda – hanno finalmente acquisito consapevolezza dell’importanza di adeguare le proprie fabbriche alla quarta rivoluzione industriale. Il problema è che non sanno come fare. Il prossimo passo sarà proprio questo. Noi intendiamo provare a colmare il gap tra consapevolezza e messa in pratica di quanto è stato compreso”.  Per portare il “verbo” dell’Industria 4.0 in Italia IBM sta per lanciare un roadshow in giro per l’Italia, da nord a sud, per incontrare le imprese e spiegare loro cosa possono fare e soprattutto come.  

Come, appunto? “Abbiamo una capacità al top in termini di offerta – dice Stefano Rebattoni – per accompagnare l’imprenditore a 360 gradi nel percorso della quarta rivoluzione industriale. Stiamo sviluppando un ecosistema di partner tecnologici. Abbiamo progetti di innovazione e ricerca. A tutt’oggi sono 700 le persone che seguono per noi l’Industria 4.0”. A Monaco di Baviera IBM ha appena aperto il Watson IoT Centre dedicato appunto all’Internet of Things, ha in progetto di insediare in Italia il Watson Health Centre continentale e a giugno 2015 ha inaugurato il Cloud Data center in provincia di Milano.

“La potenza dell’Internet of Things, il Cloud, il Cognitive e l’Intelligenza Artificiale – aggiunge Massimo Zocche – sono tutti additivi da mettere nel motore della ripresa economica, con un respiro progettuale che deve far leva su una veloce scalabilità delle scelte e delle soluzioni. Il tutto in un’ottica di ecosistema, di ‘innovazione aperta’ in cui gli attori del processo, aziende, partner, fornitori, università e startup, lavorano a stretto contatto in un rapporto di condivisione e di scambio continui”. Quanto alle startup in particolare, Zocche sottolinea che IBM non solo collabora con le startup, ma ne crea di proprie. Un’open innovation al servizio (anche) dell’Industria 4.0. “L’importante però – conclude Enrico Cereda – è riuscire a fare sistema. Far capire a tutti l’importanza della quarta rivoluzione industriale, comunicarla e unire le forze con altri partner: solo così il Made in Italy italiano può essere ripensato in chiave digitale”. 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale