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Il 2016 dell’Open Innovation, 15 casi (più uno) di innovazione aperta

19 Dic 2016

Il modello secondo il quale le imprese possono ricorrere a risorse esterne per innovare si è ulteriormente affermato a livello globale e ha preso piede anche in Italia. Ecco alcuni casi di società estere e italiane che, durante l’anno, hanno deciso di aprirsi a startup e innovatori

L’Open Innovation è stata protagonista dello scenario mondiale nel 2016 e si sta gradualmente affermando anche in Italia. Non tutti, ancora, capiscono a fondo il significato di questo termine coniato nel 2003 dall’economista americano Henry Chesbrough, ma il processo è ormai iniziato da alcuni anni ed è certamente inarrestabile. Open innovation significa sostanzialmente un modello di innovazione secondo il quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, non devono basarsi soltanto su idee e risorse interne ma possono ricorrere a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti.

Open Innovation, che cosa vuol dire (e da quando se ne parla)

Le multinazionali, o almeno alcune di esse, hanno capito già da tempo che, per sopravvivere, devono innovare e innovarsi, e che questo molto spesso non è possibile se si ricorre soltanto a risorse interne.

♦Solomon Darwin, Garwood Center for Corporate Innovation, Berkeley University: «Le multinazionali-dinosauri hanno bisogno delle giovani startup per non morire»

Ecco alcuni casi di implementazione dell’Open Innovation da parte di grandi società e multinazionali con sedi all’estero e, di seguito, qualche esempio italiano. Alcuni di questi progetti sono partiti nel 2016, altri sono in corso da qualche anno e magari proseguiranno negli anni a venire. Naturalmente è solo un elenco rappresentativo e non pretende di esaurire tutti i casi di innovazione aperta che si stanno concretizzando in questi mesi nel nostro Paese e nel resto del mondo. Ma può servire per comprendere la tendenza e fornire ulteriore ispirazione agli innovatori.

L’OPEN INNOVATION DEI BIG INTERNAZIONALI

Open innovation, tutti i programmi di Shell per le startup – La multinazionale supporta le realtà innovative con vari progetti: da Shell LiveWIRE, che ha sostenuto 6.200 imprenditori investendo 4,3 milioni di dollari, a #makethefuture, per le startup dell’energia pulita. C’è anche il corporate venture capital di Shell Technology Ventures. E in Italia ShellInventaGIOVANI punta sulla Basilicata

General Electric, come funziona l’acceleratore per startup sanitarie nei mercati emergenti – General Electric Healthcare, divisione della multinazionale statunitense, concederà fino a 50 milioni di dollari a realtà che sviluppano soluzioni medicali innovative principalmente in Africa e India. Possono candidarsi società di tutto il mondo, italiane comprese. È l’ultimo progetto di innovazione aperta di GE

Scabbio (Manpower): così facciamo open innovation nel lavoro con startup e hackathon – Il presidente Mediterraneo ed Europa Orientale del gruppo spiega come la società sta investendo in nuove imprese e progetti innovativi per facilitare l’attività di recruiting. «A fine ottobre, con la fondazione Human Age Institute, lanciamo una piattaforma di corsi online sulle competenze digitali»

easyJet, perché una compagnia aerea scommette sulle startup  La società britannica di voli low cost ha stretto un accordo con Founders Factory, incubatore ed acceleratore londinese: investirà ogni anno in 5 startup. È il sesto partner aziendale, ma l’unico nel comparto aviazione. La Ceo Carolyn McCall: «Le future generazioni di imprenditori ci danno un pensiero ‘fresco’ sulle nuove tecnologie».

Open-F@b, la call4ideas di BNP Paribas Cardif per innovare la customer experience – La compagnia assicurativa ha lanciato in Italia un contest per startup e innovatori, in collaborazione con InsuranceUp e Polihub, per migliorare la relazione dei clienti con il mondo delle assicurazioni e con l’azienda. I vincitori sono stati Amyko, Spixii e D-Hearth.

Open innovation, ecco come funziona l’Europcar Lab – Fabrizio Ruggiero, Deputy CEO, è anche il responsabile del team di 10 persone della società di autonoleggio che a Parigi lavora su nuovi possibili modelli di business e ha fondi per 80 milioni. «Partiamo dai bisogni della clientela, che fanno anche da guida nella selezione delle startup». Numerosi gli investimenti in nuove imprese europee, tra cui l’Italiana Wanderio.

Aurélien De Nunzio, l’under 30 francese che ha sviluppato la sua startup durante uno stage a Leroy Merlin – Una storia di open innovation che arriva dalla Francia: un giovane startupper di 23 anni è riuscito a creare una società, Permettez-moi de construire, mentre faceva alternanza scuola-lavoro presso un punto vendita di Leroy Merlin a Lilla.

L’OPEN INNOVATION IN ITALIA

Open innovation, Snam: nel 2016 una call per startup e un hackathon – L’innovazione è un’attività strutturata collettiva, dice il Direttore ICT del gruppo energetico. Per tre anni ha seguito un metodo che nel corso del 2016 è stato “capitalizzato” in altri settori dell’azienda. Parola d’ordine: apertura all’interno e all’esterno.

►Sia: «Valutiamo due startup fintech al mese per nuovi investimenti» – Nicolò Romani, responsabile dell’Innovation Lab della società milanese che si occupa di sistemi di pagamento, spiega come il gruppo affronta la digital disruption e monitora le nuove imprese italiane ed europee per migliorare i propri servizi.

►Open Innovation, come funziona growITup di Microsoft (che darà 10 milioni alle startup italiane) – Con Fondazione Cariplo, la multinazionale americana lancia un progetto che punta sull’incontro tra aziende made in Italy e giovani imprese. L’investimento nei prossimi tre anni in sette diversi settori

Edison: «Le invenzioni delle startup entrano nella nostra offerta» – Claudio Serracane, direttore Research Development & Innovation della società dell’energia, spiega come l’azienda innova anche acquisendo prodotti dall’esterno e poi assemblandoli sotto forma di “soluzioni”. Grazie a Edison Pulse è iniziata una collaborazione più stretta con due neoimprese: Traipler e MySnowMaps.

Zucchetti: il nostro modello di open innovation? L’hub aeroportuale – Il Gruppo lombardo di soluzioni software e hardware in un anno ha acquisito 14 società. Antonio Grioli, presidente del Comitato direttivo: «Lasciamo i dirigenti al loro posto e puntiamo a non “zucchettizzare” le realtà acquisite. Grazie anche all’Integration Manager che favorisce le sinergie».

Genenta, la startup del biotech si allea con un’azienda per un prodotto anti-cancro – L’accordo tra la società co-fondata da Pierluigi Paracchi e MolMed, guidata da Riccardo Palmisano (da poco presidente di Assobiotec), prevede lo sviluppo e la produzione di una terapia genica per il trattamento del mieloma multiplo.

Saipem, come funziona “La Fabbrica dell’Innovazione” con le idee di 50 giovani – La società specializzata in infrastrutture per l’industria petrolifera ha aperto un laboratorio (fisico e virtuale) nella sede di San Donato Milanese: gli innovatori selezionati in azienda elaborano progetti su specifici temi. Previste collaborazioni con università e startup. 

Colombo (Colmar): le innovazioni? Le cerchiamo al di fuori del nostro settore – L’amministratore delegato dell’azienda di sportswear racconta come il lavoro di ricerca&sviluppo sui materiali è fatto soprattutto con realtà che operano in ambiti diversi dal tessile, tra cui la startup del grafene DirectaPlus. Tra le sfide per il futuro ci sono le tecnologie wearable e l’Internet delle cose.

Polo Meccatronica, perché Trento investe 80 milioni (pubblici) nell’hub per aziende e startup – A Rovereto uno spazio di 17mila metri quadrati ospita una ventina di imprese, una quindicina di startup e un acceleratore. Punta su elettronica, meccanica, sensoristica, robotica e software. La filiera ha già generato 400 nuovi posti di lavoro.

di Luciana Maci

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