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Open innovation

Polo Meccatronica, perché Trento investe 80 milioni (pubblici) nell’hub per aziende e startup

04 Apr 2016

A Rovereto uno spazio di 17mila metri quadrati ospita una ventina di imprese, una quindicina di startup e un acceleratore. Punta su elettronica, meccanica, sensoristica, robotica e software. La filiera ha già generato 400 nuovi posti di lavoro

Uno degli edifici del Polo
Un’azienda è arrivata qui “inseguendo” una startup: Carl Zeiss, società tedesca attiva a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di prodotti ottici, meccanici ed elettronici, ha acquisito qualche anno fa Quality, una startup nata nel Polo Tecnologico di Trentino Sviluppo. Un caso di open innovation all’interno di un ecosistema che si sta formando e che ha grandi ambizioni per il futuro. Si tratta del Polo Meccatronica di Rovereto: una scommessa sulla quale la Provincia autonoma di Trento sta investendo oltre 80 milioni di euro.

Il Polo consiste in oltre 17 mila metri quadrati di spazi produttivi modulari, altri 35 mila metri quadrati a disposizione di nuovi insediamenti, due scuole professionali e tecniche, un corso di laurea, un acceleratore industriale, centri di ricerca pubblici e privati. Tra le grandi aziende ospitate c’è appunto Carl Zeiss, per la quale l’acquisizione della startup è stata l’occasione per avviarvi un’unità di metrologia industriale (analisi del calcolo dimensionale, disciplina importante, per esempio, nel’automotive). C’è anche Bonfiglioli, gruppo fondato a Bologna, tra i leader della progettazione e produzione di motoriduttori di velocità, che, senza rinnegare le radici emiliane, vi ha dislocato un centro di ricerca e che conta, entro il 2018, di costruirvi una fabbrica da 100 posti di lavoro. Hanno scelto il Polo Meccatronica anche Ducati Energia, l’azienda presieduta da Guidalberto Guidi che vi a insediato un centro ricerche su soluzioni per ridurre le emissioni, e Dana, azienda mondiale che fa sistemi di trazione per veicoli fuoristrada. E ci sarà anche Mariani Spa, società del Gruppo OMR, presieduto da Marco Bonometti, già candidato alla guida di Confindustria, che conta di aprire un nuovo stabilimento produttivo nelle vicinanze del Polo Meccatronica, con l’assunzione di 50 nuovi collaboratori. Questo solo per fare qualche nome dei big che hanno una postazione all’interno del Polo, in tutto una ventina.

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Ma il complesso ospita anche una quindicina di startup innovative. “Noi crediamo nelle startup, non a caso Trento è la prima provincia in Italia per numero di startup innovative in proporzione al numero di società di capitali” sottolinea Mauro Casotto, direttore del Dipartimento Internazionalizzazione, Attrazione e Sviluppo Imprese di Trentino Sviluppo. In più nel Polo c’è Industrio Ventures, il primo acceleratore per startup dell’hardware d’Italia.

In sostanza è uno spazio comune per imprese, ricercatori e studenti pensato per produrre, ricercare e sperimentare prodotti innovativi e più efficienti nella filiera meccanica-meccatronica, quindi in particolare nelle aziende dell’automotive, nel comparto dei sistemi intelligenti e robotica, nella sensoristica e nell’automazione industriale. La Provincia autonoma di Trento ha sviluppato il progetto d’intesa con i privati e ha investito (o sta investendo) di tasca propria: 20 milioni per il nuovo edificio produttivo, inaugurato nel dicembre 2013; 24 milioni per i laboratori, anello di congiunzione tra imprese e formazione, i cui lavori di realizzazione sono stati appaltati a gennaio 2016; circa 36,5 milioni di euro da destinare a partire dal 2018 alla costruzione dei due nuovi edifici del polo scolastico, un istituto tecnico tecnologico ed un centro di formazione professionale. Perché un ente pubblico ha scelto questa scommessa? “Per noi fare politica industriale non significa solo distribuire incentivi, ma creare competenze e, di conseguenza, posti di lavoro” spiega Alessandro Olivi, vice presidente Provincia Autonoma di Trento. A suo dire le operazioni condotte da Trentino Sviluppo negli ultimi 18 mesi hanno generato circa 700 nuovi posti di lavoro sul territorio provinciale, 400 dei quali riconducibili alla filiera meccatronica.

Perché un Polo della meccatronica – Il settore della meccatronica registra trend in continua crescita. In Italia, primo Paese al mondo per numero di prodotti della meccanica e meccatronica, il comparto esprime il 15% del fatturato manifatturiero. In Trentino operano nella filiera meccanica-meccatronica circa 800 aziende con 9.700 addetti. In questo contesto si innesta il progetto di Polo Meccatronica: uno spazio comune dove produrre, ricercare, sperimentare prodotti e processi innovativi e più efficienti grazie all’interazione tra informatica, elettronica e meccanica.

Perché in Trentino – “Il Trentino – sottolinea Alessandro Olivi – si pone come un ecosistema dove la politica ha una sua progettualità, la pubblica amministrazione si dimostra efficiente e vicina a chi produce ed investe, e dove stanno pagando i massicci investimenti fatti in questi anni nella conoscenza come fattore di competitività. Siamo poi un territorio che sta tra due importanti flussi: vicino all’Europa e parte attiva di quel sistema produttivo italiano che gode di grande credibilità nel mondo. Per questo siamo oggi un ecosistema capace di dare delle risposte veloci, puntuali e serie alla nascita di una nuova manifattura intelligente orientata alla qualità”.

Industrie multinazionali e startup innovative – L’edificio produttivo del Polo Meccatronica, organizzato su tre piani, di cui uno costruito in legno, misura complessivamente 19.700 metri quadrati di superficie, dei quali quasi 17.200 a disposizione delle imprese che vi si possono insediare occupando spazi produttivi (13.200 mq) e uffici (4.000 mq). Inaugurato il 12 dicembre 2013 è stato realizzato in appena 389 giorni, con un costo di poco superiore ai 20 milioni di euro. Una “casa” flessibile e di qualità per le imprese, con il massimo livello di sostenibilità ambientale certificato Leed e Arca. Ospita ad oggi una ventina di aziende. Primo a trasferirsi nell’incubatore di Trentino Sviluppo è stato il Bonfiglioli Mechatronic Research, centro di ricerca della multinazionale emiliana nato a Rovereto nel 2011, che dà lavoro a una ventina di persone e crea i riduttori a gioco ridotto di nuova generazione. Ci sono poi la già citata Carl Zeiss, specializzata nella progettazione di sistemi ottici di precisione, ed il Centro Ricerche Ducati Energia, che a Rovereto ha costruito i prototipi dei veicoli elettrici a quattro ruote utilizzati da Poste Italiane e la bicicletta con il motore elettrico integrato nella ruota. Da settembre 2015 è attivo dentro il Polo Meccatronica anche il Dana Mechatronic Technology Center: primo centro ricerche mondiale di Dana orientato alla meccatronica, si occupa in particolare di sistemi avanzati di trazione per veicoli fuoristrada ed occupa ad oggi circa 20 persone. Completano il quadro diverse interessanti startup, giovani aziende innovative che lavorano su sensoristica, robotica, software e tecnologie applicate.

L’acceleratore “hardware” – A partire da novembre 2014 nel Polo Meccatronica opera anche Industrio Ventures, un acceleratore di startup hardware che mette a disposizione un mix di risorse, strumenti e know how imprenditoriale per aiutare startup con un prototipo a diventare aziende con un prodotto. Industrio è nato dalla collaborazione di un gruppo di imprenditori e professionisti trentini che hanno avuto il coraggio di creare la prima realtà italiana che supporta unicamente startup tecnologiche hardware. A disposizione di nuove imprese interessate ad insediarsi nel Polo Meccatronica c’è inoltre un’area di 35 mila metri quadrati riservata all’insediamento di realtà produttive con particolare necessità logistiche e di spazi.

Tre anime: impresa, formazione, innovazione – Alla prima tessera del puzzle, rappresentata dal nuovo edificio produttivo “corpo L” (2013), e all’insediamento dei primi centri di ricerca privati (2014 e 2015), seguiranno presto altre importanti novità a completamento del masterplan. In particolare entro la fine del 2016 il Polo Meccatronica rafforzerà la propria componente di innovazione e ricerca grazie a dei laboratori di prototipazione meccatronica unici nel panorama italiano, dotati di macchinari ed attrezzature del valore superiore ai 4 milioni di euro. Occuperanno una superficie complessiva di circa 6 mila metri quadrati: 1.000 metri quadrati saranno riservati alla “Facility” dotata di macchine innovative per la prototipazione rapida e la stampa tridimensionale, anche con l’utilizzo di leghe metalliche sinterizzate, tecnica che sta rivoluzionando l’approccio alla prototipazione industriale rendendola più veloce, creativa e performante. I restanti 5 mila metri quadrati saranno messi a disposizione di singole aziende che si potranno insediare per periodi più o meno lunghi, così da sfruttare i servizi offerti e sviluppare nuovi progetti di ricerca industriale. I lavori di costruzione inizieranno con la messa a bando dell’opera a gennaio 2016 e si completeranno a fine 2017. Tuttavia parte delle attività offerte dalla “Facility” saranno disponibili già a fine 2016 in spazi provvisori individuati negli edifici esistenti. Nei prossimi anni, nel corpo centrale del Polo Meccatronica, dove fino agli anni ’80 lavoravano le macchine dello storico Cotonificio Pirelli, troveranno spazio le nuove sedi dell’Istituto Tecnico Tecnologico “G. Marconi” e del Centro di Formazione Professionale “G. Veronesi”. Vicine alle imprese e al mondo del lavoro, le scuole avranno laboratori di produzione e isole di apprendimento dedicate, fornite di strumenti multimediali d’avanguardia. L’avvio dei lavori per la realizzazione del lotto prioritario costituito dall’Istituto Marconi potrebbe concretizzarsi già nel 2018, seguiranno in sequenza i lotti per la realizzazione del Centro professionale Marconi e delle relative infrastrutture. Un intervento, quello riservato alla parte scolastica, per il quale è previsto un investimento complessivo di circa 36,5 milioni di euro.

L’effetto leva dell’investimento pubblico – Nei sei incubatori d’impresa di Trentino Sviluppo, tra cui Polo Meccatronica – si legge in un comunicato dell’ente – operano ad oggi 116 aziende: occupano una superficie di 70 mila metri quadrati, danno lavoro a 720 persone e generano un fatturato pari a 415 milioni di euro. Messe tutte assieme sarebbero, per numero di addetti, la sesta industria della provincia di Trento. Considerando, più in generale, il risultato delle attività di attrazione d’impresa e degli interventi di consolidamento, rilancio e sviluppo di attività industriali significative presenti sul territorio provinciale, le “operazioni” condotte da Trentino Sviluppo negli ultimi 18 mesi hanno generato circa 700 nuovi posti di lavoro sul territorio provinciale, 400 dei quali riconducibili alla filiera meccatronica. Tra queste ultime la nuova fabbrica trentina di Bonfiglioli, che vedrà la luce entro il 2018 ed occuperà 100 addetti, il trasferimento di Mariani Spa, società del Gruppo OMR, in un nuovo stabilimento produttivo nelle vicinanze del Polo Meccatronica, con l’assunzione di 50 nuovi collaboratori, e gli investimenti in corso di realizzazione da parte di Adige Spa (Gruppo BLM), a Levico Terme, con l’incremento degli occupati pari a 60 addetti, ma anche da parte di Fly Spa (Gruppo Forgital), che nello stabilimento di Grigno, dove realizza sofisticati componenti per i motori Rolls Royce che equipaggiano i nuovi Airbus A350, prevede di passare dai 111 addetti di fine 2015 a 200 dipendenti entro i prossimi quattro anni. Si stima che le operazioni condotte dalla Provincia Autonoma di Trento tramite Trentino Sviluppo abbiano generato nel 2015 un PIL pari a 98,3 milioni di euro, considerando investimenti pubblici, privati e consumi privati generati dalla nuova occupazione. Le stesse operazioni hanno innescato un moltiplicatore dell’investimento pubblico pari a 2,5 volte: a fronte di investimenti provinciali per 25,5 milioni di euro, gli investimenti privati sono stati infatti pari a 63,7 milioni di euro.

di Luciana Maci

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