L'ANALISI

eCommerce B2C, il report 2023: crescita del 6% in Europa, ecco le sfide da affrontare

Secondo il Rapporto Europeo sull’eCommerce 2023, il fatturato totale del B2C è salito a €899 miliardi nel 2022, con un incremento del 6% rispetto al 2021. Le sfide da affrontare: inflazione e caro-prezzi. Le opportunità: intelligenza artificiale, soluzioni SaaS e le tecnologie di pagamento contactless

Pubblicato il 05 Ott 2023

Ecommerce B2C 2023

L’eCommerce B2C cresce in Europa. Secondo il Rapporto Europeo sull’E-commerce 2023, che analizza 37 paesi europei, il fatturato totale dell’eCommerce B2C è salito a €899 miliardi nel 2022, con un incremento del 6% rispetto al 2021. Si è verificata una leggera contrazione rispetto al tasso di crescita del 12% registrato nel 2021, ma questi numeri evidenziano la resilienza e l’attrattività costante del settore, nonostante la saturazione dei mercati post-pandemia.

Cos’è l’eCommerce B2c

Con il termine eCommerce “B2c”, abbreviazione di “Business-to-consumer“, ci si riferisce alle transazioni tra aziende e singoli acquirenti. B2c e B2b, quindi, differiscono nettamente come modello di business. L’eCommerce B2b, infatti, comporta transazioni tra un produttore e un grossista, o un grossista e un rivenditore, attraverso un portale di vendita online.

Rapporto Europeo sull’eCommerce 2023: spazio ai mercati emergenti

L’analisi dell’eCommerce B2C 2022, realizzata da Ecommerce Europe eEuroCommerce  evidenzia un quadro di sfide e opportunità. L’Europa occidentale domina con il 67% del fatturato totale, seguita da l’Europa meridionale con il 16%. Paesi come il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Spagna guidano il mercato, ma la crescita più significativa si è registrata in Estonia, Romania, Bulgaria, Spagna e Belgio. Questi dati sottolineano come, nonostante le economie mature continuino a dominare, ci sia un ampio spazio per l’espansione nei nuovi mercati emergenti.

 Sfide e innovazioni tecnologiche nell’eCommerce B2C 2023

Nonostante la crescita, l’eCommerce B2C 2022 ha dovuto affrontare sfide significative. L’impatto dell’inflazione e l’aumento dei prezzi delle materie prime a causa della guerra in Ucraina hanno influenzato il potere d’acquisto dei consumatori. Inoltre, la divisione digitale tra le PMI e le grandi aziende di eCommerce rappresenta un ostacolo alla crescita equa e inclusiva. Tuttavia, le innovazioni tecnologiche, come l’intelligenza artificiale, le soluzioni SaaS e le tecnologie di pagamento contactless, continuano a spingere la crescita dell’eCommerce B2C, offrendo nuove opportunità per migliorare l’esperienza di acquisto e aumentare la penetrazione del mercato.

eCommerce B2C 2023: le barriere da abbattere

Luca Cassetti, Segretario Generale di Ecommerce Europe, ha commentato: “Il 2022 ha segnato il 30° anniversario del mercato unico dell’UE e, se da un lato Ecommerce Europe riconosce gli importanti passi avanti compiuti nel corso degli anni, dall’altro vediamo che le imprese si trovano ancora di fronte a barriere significative, soprattutto in relazione alle vendite transfrontaliere. La politica ha la responsabilità di ridurre la frammentazione del mercato e di eliminare la burocrazia per le operazioni commerciali transfrontaliere. La progettazione di politiche a prova di futuro e neutrali rispetto ai canali, in grado di adattarsi all’evoluzione delle aspettative delle aziende e dei consumatori tenendo conto delle realtà aziendali, sarà fondamentale quando inizierà il prossimo ciclo dell’UE”.

Vendite online: previsione di crescita del 30% entro il 2030

Christel Delberghe, direttore generale di EuroCommerce, ha affermato: “Il percorso del consumatore sta cambiando rapidamente e la combinazione di interazione online e offline è diventata la nuova normalità. Nel 2022, con l’inflazione alle stelle, i consumatori sono diventati molto più sensibili ai prezzi. Cercano sempre più di risparmiare e lo fanno anche confrontando e diversificando i canali di acquisto online e offline. Prevediamo che le vendite online continueranno a crescere nei prossimi anni, raggiungendo, secondo le stime, il 30% delle vendite al dettaglio entro il 2030. Essere presenti online è diventato vitale per molti rivenditori, soprattutto per le aziende più piccole”.

Italia ancora indietro: è 37esima in Europa nelle tecnologie per i servizi pubblici

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm ed Executive Board Member di Ecommerce Europe ha commentato: “Secondo l’E-Government Development Index, che di fatto misura la volontà e la capacità dei Governi di implementare tecnologie per fornire servizi pubblici, l’Italia occupa il 37esimo posto, preceduta da Grecia e Polonia, ed è ben distante dalle prime posizioni occupate da Paesi come Danimarca, Finlandia, Islanda, Svezia, Paesi Bassi e Regno Unito. Una evidenza, questa, che non può passare inosservata e che mette i nostri policymaker di fronte all’urgenza di favorire l’adozione di tecnologie e soluzioni digitali a favore di tutti i cittadini e le imprese del nostro Paese. I vantaggi economici e occupazionali che derivano dal digitale sono ormai un dato di fatto, e i numeri sul comparto del digital retail ne sono una ulteriore dimostrazione: l’intera catena del valore di questo comparto è infatti il primo driver di crescita dell’economia italiana con un valore di ben 71 miliardi di euro, 723 mila imprese coinvolte e circa 378 mila lavoratori occupati”.

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Redazione EconomyUp
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