Aziende che investono su startup: i fondi di Corporate Venture Capital in Italia, da A2A a Zanichelli - Economyup

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Aziende che investono su startup: i fondi di Corporate Venture Capital in Italia, da A2A a Zanichelli



Dalla multinazionale alla PMI, ecco le aziende italiane che investono sulle startup con lo strumento del Corporate Venture Capital. Ne conoscete altre? Segnalatele alla redazione di EconomyUp

25 Ott 2022

Photo by Anne Nygård on Unsplash

Le aziende posso investire sulle startup in tanti modi e con diversi obiettivi. Con un’ottica industriale ma anche con un approccio finanziario. In questo caso fanno Corporate venture capital, uno strumento di open innovation ispirato al modello del venture capital appunto e sempre più utilizzato dalle aziende italiane.

In questo articolo vediamo quali sono le aziende italiane che hanno lanciato fondi di Corporate venture capital, in ordine rigorosamente alfabetico. Ne conoscete altre? Segnalatele a redazione@economyup.it

Corporate venture capital: che cos’è e chi lo fa (in Italia e all’estero)

A2A

La multi-utility A2A  ha avviato un programma di corporate venture capital nel 2019. Alcuni fra i diversi partner coinvolti nel progetto sono Capital 360 e il Politecnico di Milano con il fondo Poli360, che fa leva sulle potenzialità di ricerca dell’Università nonché sul Technology Transfer Office (TTO) e sull’incubatore PoliHub.

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Startup
Inbound

L’obiettivo è promuovere l’innovazione tramite investimenti in realtà operanti in business strategici come la transizione energetica e l’economia circolare, in linea con il piano industriale del gruppo. L’iniziativa si colloca all’interno della più ampia strategia di Open Innovation di A2A, un modello sinergico di scouting di startup e pmi, progetti di sperimentazione, challenge e attività di corporate entrepreneurship.

Ad oggi sono 7 le startup presenti nel portafoglio di A2A. I suoi ultimi investimenti, avvenuti nel dicembre 2021, hanno riguardato: Energy Dome (tecnologia per ottimizzare stoccaggio e utilizzo di energia da fonti rinnovabili), Enspired (energy trading as a service) e Beam Energy (pannelli fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica).

Angelini

Lanciato nell’ottobre 2022 dal gruppo Angelini Industries, Angelini Ventures è un fondo con sede a Roma che si specializza in investimenti in startup negli ambiti della biotecnologia, delle scienze della vita e della sanità digitale. Lo guida il CEO Paolo Di Giorgio affiancato da un team globale di 5 persone e un advisory board di esperti.

Con una dotazione di 300 milioni, Angelini Ventures investe in Europa, Nord America e Israele con particolare attenzione alla salute del cervello e a segmenti di mercato rivolti a donne, bambini e terza età.

Banca Sella

Il Gruppo Banca Sella ha una struttura dedicata al Corporate Venture Capital con un team di 5 componenti: Sella Ventures. Gli investimenti sono in prevalenza in fondi di venture capital o analoghi veicoli, oppure investimenti diretti in società che possono creare nuovi modelli di business guidati dalla discontinuità tecnologica a da un’offerta differenziale. I settori preferiti sono fintech, technologia (big data, IoT, machine learning), healthcare e digitale. L’investimento minimo è 25mila euro, il Massimo 2,5 milioni.

Brembo

Brembo, leader globale nello sviluppo e nella produzione di sistemi frenanti, ha annunciato nel 2022 Brembo Ventures, nuova unità di venture capital dell’azienda. 

Brembo Ventures, lanciato con il primo investimento sulla startup PhotonPath, ha anche l’obiettivo di coordinare i rapporti con le startup di cui Brembo è già azionista, creando un ecosistema in grado di supportarne l’evoluzione tecnica e monitorarne le performance finanziarie, oltre a gestire le partecipazioni in fondi di venture capital e le partnership con incubatori tecnologici.

Per i nuovi investimenti, l’attenzione èrivolta a realtà attive nell’intelligenza artificiale, nei big data, nella sensoristica, nella meccatronica, nell’efficienza energetica e nella sostenibilità che possano trovare applicazione nel settore automotive.

Chiesi

La farmaceutica emiliana Chiesi, in collaborazione con la società di venture A.M. Pappas & Associates, ha lanciato il programma di corporate venture capital Chiesi Ventures, focalizzato su startup impegnate nello sviluppo di terapie per malattie. Finora ha investito su 4 società: la californiana Glycomine; la spagnola Minoryx; l’americana Aura Bioscience; Biobreak. Ha uffici a Boston, nel Research Triangle Park, e a Parma. Chiesi Ventures investe in progetti europei e Usa. È gestito da Giacomo Chiesi e Arthur M. Pappas. Dal 2016 non ha più effettuato investimenti.

CLN Group

CLN, gruppo attivo nel settore siderurgico, ha lanciato il Corporate Venture Program: un programma di corporate venture capital con piani di investimento in startup, in collaborazione con parchi tecnologici e scientifici, incubatori, università, fondi di venture capital e partner industriali. Per l’azienda il venture capital significa opportunità di investimento in piccole società innovative con un alto potenziale di crescita.

Particolare attenzione è data a iniziative che rientrano negli ambiti di interesse del gruppo: nuovi materiali; automotive (hardware & software, IoT, M2M, interazione uomo-macchina);robotica; sostenibilità (cleantech, risparmio energetico…); startup con vocazione sociale. Le ultime startup in cui ha investito sono: Safen Fluid & Mechanical Engineering srl, che sviluppa e produce soluzioni innovative per il risparmio energetico nel campo dell’ingegneria fluido-meccatronica applicata all’aria compressa; WIB, fornitore di soluzioni IoT, pioniere e innovatore della vendita e distribuzione automatizzata web-based; Remat, società che ritira il poliuretano a fine vita (scarto e/o rifiuto) e lo rigenera, dando vita a nuovi prodotti “green”, commercializzati attraverso la sua rete distributiva nazionale.

Credem

Il programma di corporate venture capital della banca emiliana controllata dalla famiglia Maramotti è partito nell’aprile 2021. Nella sua attuazione ha un ruolo chiave il chief innovation officer di Credem, Piergiorgio Grossi. Attraverso il programma, Credem punta a investire in partecipazioni al capitale di società ad alto potenziale di sviluppo, con la finalità di sviluppare tecnologie e modelli innovativi per rafforzare il proprio business e generare valore per la clientela, migliorando la qualità di prodotti e servizi. Il primo investimento del corporate venture capital della banca di Reggio Emilia è stato nell’ottobre 2021 in Noonum, società americana attiva su intelligenza artificiale, analisi del linguaggio e sistemi di apprendimento digitale, finalizzati al supporto delle analisi finanziarie e alla costruzione di portafogli.

Edison

Il braccio di corporate venture capital di Edison, grande player nei settori dell’energia, dell’elettricità e del gas naturale, è Edison Venture Capital. Attivo da 15 anni e gestito dal Managing Director Nicholas Thiele, fornisce capitale di rischio e finanziamenti in fase di crescita (Serie A) alle società più promettenti con ampie opportunità di mercato in Europa, Asia, Israele e Usa. I settori target comprendono hardware e wearables, sicurezza, telecomunicazioni, mobile, dati, cloud, sanità IT, Ad-tech e Ed-tech. Edison VC investe fino a 3 milioni di dollari per deal. Ha investito in CorrectNet, che ha fatto exit, Exclaim e NetReceipts.

Eni

Eni nel 2019 ha aperto gli uffici di Boston e Londra del suo corporate venture capital: Eni Next. Ad oggi quest’ultimo ha esaminato oltre 300 startup, di cui il 64% americane e il 26% europee.

Attualmente Eni Next detiene in portafoglio: il produttore di sistemi a fusione Commonwealth Fusion Systems; la startup che realizza batterie Form Energy; la startup che costruisce quantum processing unit Pasqal; i produttori di idrogeno a zero emissioni C-Zero e dell’idrogeno low cost Thiozen.

Gruppo Ego

Il Gruppo Ego nel 2011 ha lanciato il corporate venture capital Green Venture, che nel 2017 ha cambiato nome in Ego Venture. La società fa capo a Ego srl, di proprietà di Stefano Cavriani, Andrea Ottolia e Carlo Corallo.

Il corporate venture capital di Ego detiene in portafoglio attualmente: RulexFiredesktop, DriWe, tutte italiane. Rulex è una software house che ha sviluppato un software dedicato al supporto dei processi decisionali tramite l’intelligenza artificiale. Firedesktop è attiva anch’essa  nel settore dell’AI, e ha sviluppato una piattaforma di robotic process automation, utile per gestire i processi digitali nelle aziende. DriWe invece è attiva nel settore cleantech, in particolare nel settore dell’auto elettrica. Nell’ottobre 2020 Ego Venture ha ceduto al gruppo cinese Weisa Auto Technology la sua quota del 45% in Mavel, pmi italiana di base a Pont St Martin, specializzata nella progettazione e produzione di motori elettrici e di elettronica di potenza per applicazioni industriali e aeronautiche.

Innovatec

Innovatec è una società quotata all’Euronext Growth Milan di Borsa Italiana attiva nei settori dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale. con un fatturato di circa 200 milioni di euro. Opera attraverso un gruppo di otto società su tre linee di business: Energia rinnovabile, Ambiente ed Economia Circolare, Servizi si consulenza. Ha lanciato Innovatec Venture nel febbraio 2022 in partnership con Fores Valley Insitute, impresa senza scopro di lucro che ha l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico tramite la promozione della Climate Innovation. Il nuovo veicolo di corporate venture capital, che parte con una dotazione di 4miloni di euro, ha come obiettivo la creazione di una factory in cui far crescere le startup selezionate per gli investimenti. Focus su recupero di materia ed  energia dai rifuti.

Iren 

Il programma di Corporate Venture Capital di Iren, multiutility italiana attiva nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e dei servizi tecnologici, si chiama Iren Up ed è volto ad affiancare nel percorso di crescita le startup italiane a più alto potenziale attive nel settore Cleantech, dalle tecnologie pulite all’economia circolare. Oltre a risorse finanziarie sia per la fase iniziale di vita delle imprese che per la fase di espansione e di scale-up, Iren mette a disposizione specifici pacchetti di servizi personalizzati che includono sperimentazioni, supporto tecnico, consulenza legale, test di mercato e accordi commerciali e industriali. Il programma prevede investimenti diretti e indiretti con ticket differenti da 100.000 a 2 milioni di euro, a seconda della fase di vita della startup e delle necessità.

Leonardo

Leonardo spa è una delle più grandi multinazionali italiane, attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. La società già lavora con le startup in iniziative di open innovation quali la piattaforma Solvers Wanted, che ha lanciato la sua prima call nel 2021.

Nel gennaio 2022, in partnership con il venture capital italiano LVenture, ha creato l’acceleratore di startup Business Innovation Factory (BIF). Il nuovo acceleratore punta a selezionare per i prossimi tre anni fino a 10 startup all’anno, che svilupperanno soluzioni innovative in grado di ampliare l’offerta di servizi digitali dell’azienda, tra i leader mondiali nei settori aerospazio, difesa e sicurezza. BIF ha lanciato la sua prima call, aperta fino al 14 marzo 2022. Le startup selezionate e che concluderanno con successo il programma di accelerazione potranno accedere a un ulteriore investimento da parte di Leonardo e di LVenture Group e allo sviluppo di Proof of Concept (PoC), processi di sperimentazione delle loro soluzioni tecnologiche con le diverse business unit di Leonardo.

Neva sgr

Neva sgr è nata nel 2016 come Neva Finventures, veicolo di corporate venture capital dedicato a investimenti strategici di Intesa Sanpaolo. Si è poi trasformata in Neva sgr, controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center -la società del gruppo dedicata all’innovazione-, con un incremento di 50 milioni al suo capitale iniziale di 100 milioni di euro. Fin dai tempi di Neva Finventures, il veicolo investe, generalmente con quote di minoranza, in società fintech che possano diventare complementari alle attività del gruppo, in industrie chiave come l’economia circolare e la data-driven economy, e in fondi di venture capital.

Nell’agosto 2021 Neva sgr ha lanciato il suo fondo Neva First in partnership con Intesa Sanpaolo Private Banking. Il nuovo fondo investe circa il 70% all’estero e il 30% in Italia, ha un obiettivo di raccolta di 250 milioni di euro, ed è guidato dall’amministratore delegato di Neva sgr Mario Costantini. Il nuovo fondo si concentrerà in particolare in società ad alto contenuto tecnologico (DeepTech) in fase di crescita ed espansione.

Quasi tutte le partecipazioni di Neva Finventures sono state trasferite nel portafoglio di Neva First, tra cui R3, Yolo, MatiPay, D-Orbit, iwoca, Diamanti, vFunction, blubrake, Jumple, TechStars, Rocket Internet Capital Partner I & II, Endeavour Catalyst III.

Poste Italiane

In un’ottica di open innovation, Poste Italiane effettua un processo rigoroso di selezione e qualificazione e uno scouting che avviene sia in modalità push (esempio: segnalazioni di venture capital/investment banking), sia in modalità pull (esempio: networking con acceleratori, centri di ricerca e università). Una volta identificate le startup di interesse, Poste Italiane conduce con loro un approfondimenti sia attraverso analisi desk, sia incontri one-to-one. In seguito, Poste Italiane propone la startup alle business unit o società del gruppo di riferimento. In caso di esito positivo, si delineano diversi scenari di collaborazione come ad esempio una Proof of Concept (PoC), una partnership o un’operazione di M&A. Inoltre con cadenza bimestrale Poste Italiane intervista le business unit/società del gruppo per raccogliere le loro esigenze in tema di innovazione legata ai loro bisogni di business e fornire uno scouting di soluzioni innovative a livello nazionale e internazionale. I temi d’investimento attualmente più interessanti per Poste Italiane sono: servizi finanziari; pagamenti; assicurazioni; pacchi e logistica; rete commerciale; risorse umane; servizi di assistenza ai clienti; sicurezza informatica.

Reale Group

Dal 2018 investe in startup anche la compagnia assicurativa italiana Reale Group, presente in Italia, Spagna e Cile, che vanta 115 milioni di risultato consolidato, 5 milioni di assicurati e 3.700 dipendenti. Finora Reale Group ha investito in 6 startup italiane ed estere: Vite Sicure, marchio del broker assicurativo Bridge Insurance, una piattaforma che consente di sottoscrivere in 3 minuti una copertura temporanea caso morte con un processo full digital; Pharmercure, startup italiana che consegna farmaci a domicilio; Auting, piattaforma di car sharing tra privati che permette l’incontro fra chi desidera utilizzare un’autovettura e chi la mette a disposizione; Tribe, agenzia di sottoscrizione assicurativa norvegese che distribuisce prodotti di varie compagnie assicurative locali attraverso il proprio canale digitale; Charlie24, web app per la richiesta di assistenza stradale on demand (road assistance as-a-service) con pagamento della prestazione direttamente dall’applicazione; Moneymour, piattaforma digitale alimentata da un algoritmo di intelligenza artificiale e machine learning, in grado di velocizzare e ​automatizzare il processo di credit scoring.

Non è stato creato un veicolo dedicato, non sono stati definiti un arco di tempo per gli investimenti e neanche un budget annuale. “Gli investimenti vengono conclusi solo se a monte di tutto il processo c’è uno stakeholder di business che ci dice che l’impegno finanziario è funzionale al problema che sta cercando di risolvere”, ha spiegato a EconomyUp Andrea Birolo, head of corporate venture capital di Reale Group.

Sesa

Sesa, società italiana attiva nei servizi informatici e digitali per le aziende, quotata alla Borsa Italiana, nel maggio 2021 ha lanciato il programma Sesa4Innovation, al fine di mettere a disposizione delle startup competenze e piattaforme digitali per lo sviluppo del business. Il progetto ha l’obiettivo di condividere con le nuove realtà le tecnologie digitali innovative e i servizi di integrazione sviluppati dal gruppo. Le startup in particolare potranno avvalersi di servizi integrati in ambito risorse umane, legale, marketing e comunicazione disponibili all’interno del polo tecnologico di Sesa. Il primo investimento di Sesa4Innovation è stato in Parentsmile, startup innovativa digitale che eroga servizi a favore dell’infanzia e del benessere di persone e famiglie, in campo medico-sanitario, assistenziale, formativo ed educativo. Sesa ha acquisito il 10% della startup attraverso la controllata Var Group.

Smeup

Smeup, società lombarda che aiuta le aziende a sviluppare il loro business attraverso un software strategico e infrastrutture dinamiche, nel gennaio 2022 ha annunciato il lancio di s2capital, fondo di corporate venture capital legato al contesto di smeup4innovation. Obiettivo del veicolo sarà investire in startup che focalizzano il proprio business nella diffusione dell’innovazione tecnologica nell’economia reale, con particolare attenzione al segmento B2B, mettendo a disposizione delle stesse startup le competenze e le relazioni industriali costruite in oltre 30 anni di attività. Smeup in precedenza ha investito in due startup legate al mondo della trasformazione digitale. Nel 2019 ha puntato su Apping srl, azienda incubata dal gruppo con la mission di sviluppare app innovative per il settore B2B, e a inizio 2021, in partnership con il cliente Intea Engineering, ha investito IoTReady, startup specializzata in IoT.

Tim

La società italiana di telecomunicazioni Tim investe nel CVC attraverso la società Tim Ventures, che ha finanziato finora 13 startup digitali, 12 delle quali accelerate nel programma TIM WCap. Tim Ventures ha investito direttamente in: Satispay, scaleup fintech attiva nei pagamenti via mobile e valutata complessivamente 150 milioni di euro circa; WeSchool, la piattaforma di classe digitale che permette ai docenti di portare in modo semplice la propria classe online, invitare gli studenti, creare lezioni, condividere materiali, discutere, gestire lavori di gruppo, verifiche e test; Askdata, che offre una piattaforma specializzata nei data analytics per condurre ricerche istantanee all’interno di database aziendali ed analizzare i dati usando il linguaggio naturale; Pedius, app che permette alle persone non udenti di fare una telefonata o di partecipare a una conferenza tramite una tecnologia di sintesi vocale e di riconoscimento; Wiman, startup che si occupa di connettività WiFi a livello globale, con lo scopo di semplificare l’accesso a internet e soddisfare il bisogno di WiFi gratuito; Webidoo, startup che fornisce servizi di digital marketing e digital transformation pensati appositamente per pmi e professionisti. Inoltre nel marzo 2021 Tim Ventures insieme al fondo United Ventures sgr ha lanciato UV T-Growth, il fondo di venture capital focalizzato su investimenti in aziende europee innovative ad elevata potenzialità di crescita. Il suo principale investitore è Tim attraverso Tim Ventures.

Unicredit

La banca milanese è attiva nel corporate venture capital attraverso Unicredit Evo, creata in partnership con la società di consulenza Anthemis. L’unità di CVC, lanciata nel marzo 2016, è dedicata al fintech e ha una dotazione iniziale di 200 milioni di euro. Il team di Unicredit Evo è formato da: Marco Pusterla (responsabile della strategia fintech e degli investimenti in equity di Unicredit); Vica Manos e Ruth Foxe Blader (entrambe group director di Anthemis). Unicredit Evo ha investito in: Meniga, società che fornisce di soluzioni digital banking con uffici a Londra e in varie altre città; +Simple, robo-broker francese dedicato a pmi e imprenditori autonomi; Fluidly, società che ha l’obiettivo di ripensare al modo in cui le aziende pianificano e gestiscono i propri flussi di cassa, facendo leva su intelligenza artificiale, esperienza in materia contabile e machine learning; Project Neptune, startup che punta a creare una rete standard aperta in modo che le banche e gli investitori possano scambiarsi “axe” and “inventory” controllati, mirati e in tempo reale, lasciando la proprietà e il controllo ai data provider; Aesthetic Integration, startup fintech con sede a Londra che sta rivoluzionando la sicurezza, la stabilità e la trasparenza dei mercati finanziari globali; HappyMoney, startup che mira a comprendere e accelerare il percorso che porta la clientela verso il benessere finanziario; Betterment, robo-advisor indipendente che offre portafogli di Etf diversificati a livello globale; Trov, startup in grado di reinventare i servizi assicurativi per le giovani generazioni, rendendoli semplici, flessibili e trasparenti.

Zambon

La società farmaceutica Zambon ha creato ZCube-Zambon Research Venture: un fondo per investire in startup attive in ambito life science nelle aree di interesse della farmaceutica, come problematiche respiratorie o legate a patologie neurodegenerative.

Finora ZCube ha investito nella startup tedesca Suppremol (di cui ha venduto la propria quota alla multinazionale Baxter Bio Science per 200 milioni di euro), in PharmEste, società che si occupa di ricerca e sviluppo in campo chimico farmaceutico; nella biotech austriaca ProtAffin ,in Endostart, società che sviluppa sistemi di colonscopia a bassa invasività, e in Hyivy Health (100mila euro), startup canadese early stage che sta mettendo a punto un dispositivo smart per la riabilitazione del pavimento pelvico.

ZCube ha anche lanciato nel marzo 2016 Open Accelerator, un percorso in 10 tappe per ricercatori, scienziati e aspiranti imprenditori, finalizzato alla selezionare 6 idee meritevoli di ricevere un investimento seed, fino a un massimo di 100 mila euro a progetto, per un totale di 600 mila euro.

Zanichelli Editore

Il famoso editore delle enciclopedie ha lanciato Zanichelli Venture: un’iniziativa di investimento in startup edtech in fase pre-seed o seed, in Italia o all’estero. In particolare, il corporate venture capital è a caccia di idee audaci su istruzione e tecnologia, e che cerchino finanziamenti pre-seed o seed. Guidato da Enrico Poli, Zanichelli Venture oggi detiene in portafoglio le edutech estere: KiDE Science (Finlandia), una scuola che sviluppa l’apprendimento basato sul gioco e le risorse per promuovere le capacità di pensiero scientifico nei bambini dai 3 agli 8 anni; 101 Edu (Usa), che ha sviluppato un prodotto che consente agli istruttori di coinvolgere gli studenti in classe, assegnare i compiti e fornire rinforzi in movimento; Mindstone (UK), piattaforma che rende più facile per gli studenti tracciare connessioni preziose tra i loro materiali di apprendimento, comprese le tue risorse, note, punti salienti e discussioni;  Kaizen Languages (UK), che offre un tutor linguistico privato, alimentato dall’intelligenza artificiale; Alpe (Israele), piattaforma audio che offre corsi progettati specificamente per gli studenti in movimento; London Interdisciplinary School (UK), che sta costruendo una nuova università specializzata nelle arti, nelle scienze e nelle discipline umanistiche; NewCampus (Singapore), piattaforma di apprendimento dal vivo che insegna le più attuali capacità di business e leadership; Foundry College (Usa), startup che mira a stravolgere il tradizionale modello di college biennale fornendo agli studenti le competenze e le conoscenze del ventunesimo secolo.

(Articolo aggiornato al 25/10/2022)

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