Economia circolare: cos'è, esempi, vantaggi dell'economia "green" | Economyup

SOSTENIBILITÀ

Economia circolare: cos’è, esempi, vantaggi dell’economia “green”



Dal Green Deal della Commissione europea arriva una spinta all’economia circolare, mirata a riutilizzo, riciclo e condivisione di materiali e prodotti esistenti. Ecco come funziona

di Luciana Maci

02 Ott 2020


Economia circolare

L’economia circolare è il nuovo trend del presente e del futuro, grazie anche al Green Deal europeo, piano d’azione lanciato nel 2019 per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Ma cos’è esattamente l’economia circolare? Perché è importante sia per il benessere del pianeta sia per i ricavi delle aziende? E in quale modo le nuove tecnologie contribuiscono alla realizzazione della circular economy? Ecco la definizione, una breve storia e alcuni esempi.

Che cos’è l’economia circolare

Oggi gli esseri umani producono molto di più rispetto alle epoche passate, di conseguenza consumano di più e generano una quantità maggiore di rifiuti, oltre a contribuire con i propri comportamenti all’innalzamento del livello di inquinamento globale e al surriscaldamento del pianeta. Tutto questo avviene mentre l’innovazione e le nuove tecnologie stanno sperimentando un’accelerazione che non ha pari nella storia dell’umanità e che può trovare nell’economia circolare una rivoluzione copernicana: un modo nuovo di  pensare come disegnare i nostri prodotti e processi produttivi per eliminare gli impatti negativi sull’ambiente, favorire l’utilizzo circolare dei materiali e contribuire a rigenerare il sistema naturale stesso.

Con economia circolare, dunque, si intende un modello di produzione e consumo  che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile (fonte: Unione europea, 2016). In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali ed energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

Nell’economia circolare hanno molta importanza le energie rinnovabili e la modularità e versatilità degli oggetti, che possono e devono essere utilizzati in vari contesti per poter durare il più a lungo possibile.

QUI IL PDF  di “CLOSING THE LOOP-NEW CIRCULAR ECONOMY PACKAGE”, DOCUMENTO SULL’ECONOMIA CIRCOLARE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Economia circolare: breve storia

Il concetto di economia circolare ha radici profonde, ma non si può ricondurre a un singolo padre o a una specifica data di nascita. Convenzionalmente si fa risalire la sua comparsa alla fine degli anni ’70, quando accademici e uomini di affari iniziarono a discutere dell’argomento. Da allora si sono sviluppate almeno sette diverse scuole di pensiero.

2010: La Ellen MacArthur Foundation

A dare impulso e divulgazione in Europa all’economia circolare è stata la velista britannica Ellen MacArthur. Dopo avere battuto nel 2005 il record mondiale di circumnavigazione del globo in solitaria, ha interrotto a 33 anni la carriera per dedicarsi a tempo pieno alla battaglia a favore dell’ambiente. Nel 2010 ha dato vita alla Ellen MacArthur Foundation, società no profit che lavora con aziende e istituzioni scolastiche per accelerare la transizione verso l’economia circolare.

2015: il pacchetto della Commissione europea

Il 2 dicembre 2015 la Commissione europea ha adottato un ambizioso pacchetto per contribuire ad accelerare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, stimolare la competitività a livello mondiale, promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro.

Il piano d’azione definisce 54 misure per “chiudere il cerchio” del ciclo di vita dei prodotti: dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. InoltrE, individua cinque settori prioritari per accelerare la transizione lungo la loro catena del valore (materie plastiche, rifiuti alimentari, materie prime essenziali, costruzione e demolizione, biomassa e materiali biologici). Il piano pone un forte accento sulla creazione di una solida base su cui gli investimenti e l’innovazione possano prosperare.

La transizione è sostenuta finanziariamente dai Fondi strutturali e di investimento europei, da Orizzonte 2020, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e dal programma LIFE.

Tutte le 54 azioni previste dal piano sono state attuate o sono in fase di attuazione.

Le norme puntano ad avere un effetto pratico e concreto sulla vita dei cittadini europei. Per esempio il provvedimento obbliga i Paesi membri a riciclare almeno il 70% dei rifiuti urbani e l’80% dei rifiuti da imballaggio, e vieta di gettare in discarica quelli biodegradabili e riciclabili.

2019: Il Green Deal europeo

Partendo dalla premessa che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l’Europa e il mondo, l’11 dicembre 2019 la Commissione europea ha presentato la comunicazione sul Green Deal europeo. Si tratta di una nuova strategia di crescita mirata a “trasformare l’UE in una società a impatto climatico zero, giusta e prospera, dotata di un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva”.

I leader dell’UE hanno ribadito il loro impegno a svolgere un ruolo guida nella lotta globale contro i cambiamenti climatici durante la riunione del Consiglio europeo del dicembre 2019, in occasione della quale hanno approvato l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

Per superare queste sfide, l’Europa ha definito tre obiettivi:

  • nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra
  • la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse
  • nessuna persona e nessun luogo sia trascurato.

Il Green Deal europeo è la tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE.

Economia circolare: i vantaggi per il pianeta

Per comprendere l’importanza dell’economia circolare bisogna in primo luogo prendere in esame alcuni dei problemi più urgenti che l’umanità si trova a fronteggiare in questa epoca. Uno dei temi  rilevanti è sicuramente il surriscaldamento dell’atmosfera causato dalla CO2 emessa principalmente per la produzione energetica, per l’attività industriale e per i trasporti. In particolare, secondo lo studio dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) dell’ottobre del 2018,  abbiamo circa 12 anni per ridurre del 50% le emissioni di CO2 e circa 30 anni per eliminarle totalmente. In caso contrario, alcuni degli effetti che si stanno già manifestando si amplificheranno, con un impatto devastante di siccità, incendi ed alluvioni. Tali eventi hanno già causato danni per 320 miliardi di dollari nel 2017.

C’è poi da riflettere sui danni causati dall’inquinamento dell’aria. Secondo l’Agenzia Ambientale Europea (EEA), l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione in Europa, in particolar modo per i cittadini delle aree urbane . Gli inquinanti sotto osservazione, in termini di rischio per la salute umana, sono le polveri sottili (Pm), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono troposferico (O3). A pagarne le conseguenze, come sempre, sono i cittadini. Ogni anno sono infatti oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico. Questo determina un danno economico – stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi – che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330 – 940 miliardi a livello europeo).

Altro tema particolarmente rilevante è la plastica e i danni derivanti dal suo utilizzo. Solo il 15% della plastica viene riciclata a livello mondiale (OECD 2018), il 25% è sottoposto a recupero energetico ed il restante 60% finisce in discarica.

WHITEPAPER
Vita da CEO: quali sono gli strumenti necessari ai manager per vincere le sfide professionali
CIO
Digital Transformation

La circular economy è comunque qualcosa di più del riciclaggio dei rifiuti: è un concetto più ampio che prevede, in ultima analisi, un ambiente meno malato che sa utilizzare al meglio le risorse a propria disposizione.

Circular economy: i vantaggi per le imprese

Non solo l’economia circolare protegge l’ambiente e permette di risparmiare sui costi di produzione e di gestione, ma è in grado anche di garantire utili alle aziende. Secondo il Parlamento europeo, grazie a misure come prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, le imprese europee otterrebbero un risparmio netto di 600 miliardi di euro, pari all’8% del fatturato annuo, e ridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%.

Del resto oggi gli aspetti meramente finanziari non sono più sufficienti per la valutazione olistica di un’impresa. È altrettanto importante verificarne la performance rispetto a specifici criteri ESG.

Che cos’è l’ESG

ESG sta per Environmental, Social and Governance (ambiente, sociale e governance), un concetto ormai affermatosi nel settore finanziario come base per giudicare la sostenibilità degli investimenti. L’integrazione dei criteri ESG può migliorare il profilo rischio/rendimento dei portafogli.

A sottolineare il ruolo cruciale dei criteri di sostenibilità nell’economia è stato addirittura il presidente e CEO di Blackrock, la più grande società di investimento al mondo. Nell’ultima lettera annuale inviata a clienti e società, Laurence D. Fink afferma che le questioni ambientali e sociali saranno sempre più importanti per la valutazione di una società. “Man mano che un numero maggiore di investitori riconoscerà che il rischio climatico è un rischio di investimento – scrive – assisteremo a una profonda rivalutazione del rischio e dei valori degli asset. Siamo alle porte di una significativa riallocazione del capitale. In quanto fiduciario, la responsabilità è di aiutare i clienti a navigare in questa transizione. E, con l’aumentare dell’impatto della sostenibilità sui rendimenti degli investimenti, riteniamo che gli investimenti sostenibili costituiscano la base più solida per i portafogli dei clienti in futuro”.

L’economia circolare in Italia

Secondo il Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2020, realizzato dal Circular economy network (Cen) in collaborazione con Enea, l’Italia si conferma al primo posto nel 2020 in Europa per  “indice complessivo di circolarità” con 100 punti. Il nostro Paese è seguito dalla Germania a 89 punti, dalla Francia a 88, dalla Polonia a 72 e dalla Spagna a 71.

Nonostante questo, la transizione verso la circular economy, secondo lo stesso rapporto, sembra aver subìto un rallentamento, visto che gli occupati nell’economia circolare tra il 2008 e il 2017 sono diminuiti dell’1 per cento, anche a causa di scarsi investimenti destinati all’avanzamento tecnologico.

Il buon risultato italiano è frutto della valutazione di diversi indicatori: produzione, consumo, gestione rifiuti, mercato delle materie prime seconde, investimenti e occupazione. Per quanto riguarda la produttività delle risorse, il nostro Paese, a confronto con tutti gli altri Paesi europei, si conferma fra le economie con maggiore valore economico generato per unità di consumo di materia. A parità di potere d’acquisto, per ogni kg di risorsa consumata si generano 3,5 € di PIL, contro una media europea di 2,24 e valori tra 2,08 e 4,5 in tutte le altre grandi economie europee.

Relativamente al bilancio commerciale tra import ed export di materiali, nell’ultimo anno di analisi le esportazioni presentano un andamento crescente con un lieve incremento pari all’1%, andando a ridurre leggermente il divario rispetto alle importazioni che rimangono per lo più costanti. È un primo cenno di diminuzione della dipendenza dell’Italia dall’estero. Contrariamente a quanto riscontrato per la produttività delle risorse, le performance italiane di produttività energetica nell’ultimo anno analizzato, dopo un periodo di sostanziale stasi, risultano invece in lieve calo: nel 2018 il valore corrisponde a 9,9 € prodotti per kg equivalente di petrolio.

QUI IL PDF DEL RAPPORTO COMPLETO SULL’ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA NEL 2020

Esempi di economia circolare: startup europee

Ecco alcune startup e realtà innovative europee che stanno lavorando a un’economia più circolare.

Circularise

Fondata nel 2016 in Olanda, Circularise è una startup che sviluppa strumenti di tracciamento per sostenere l’economia circolare delle aziende. Grazie alla sua tecnologia, protetta da blockchain, offre trasparenza all’interno delle supply chain globali, tracciando l’intero ciclo di vita di prodotti e materiali ed aiutando le aziende ad implementare un’economia circolare efficace.

Circulor

Circulor , fondata nel 2017 a Londra, si concentra nella tracciabilità delle supply chain per ottimizzare il riciclaggio dei rifiuti. Con l’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale e blockchain, crea network di supply chain ed utilizza gli insight dei dati raccolti su tutto il network per identificare eventuali problemi e carenze.

Greyparrot

Greyparrot , startup londinese nata nel 2019, è specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione dei rifiuti. Ha sviluppato una soluzione basata sulla computer vision che integra intelligenza artificiale e data analytics: il software identifica automaticamente diversi tipi di rifiuti, fornendo anche informazioni sulla loro composizione. È stata la prima startup scelta da A2A per il suo Corporate Venture Capital.

UBQ Materials

UBQ Materials nasce nel 2012 a Tel Aviv, Israele. Ha sviluppato un processo proprietario che converte rifiuti urbani residui, destinati alle discariche, in innovativi materiali UBQ bio-based.

Handerek Technologies

Fondata nel 2018 da un team con oltre 10 anni R&D alle spalle, Handerek Technologies  possiede un’innovativa tecnologia brevettata che permette di riciclare la plastica in materia prima per nuova plastica riciclata o carburanti alternativi a basse emissioni.

Adex

Attiva da dicembre 2004, ADEX opera nel settore delle centrali termoeletriche, con l’obiettivo di renderne il funzionamento più efficiente e pulito. Grazie ad una tecnologia di controllo proprietaria basata sull’intelligenza artificiale, offre strumenti per migliorare performance, sicurezza ed affidabilità delle centrali.

BeeBryte

Fondata nel 2015, Beebryte propone un software che utilizza l’intelligenza artificiale e logiche data-driven per ottimizzare l’utilizzo di condizionatori, punti di ricarica EV ed altre grandi fonti di dispendio energetico. Permette così di consumare elettricità in maniera più intelligente, conveniente e rispettoso dell’ambiente.

Storeh

STOREH è una startup italiana che propone un sistema di stoccaggio dell’energia e di produzione on demand di idrogeno: HOD, Hydrogen On Demand. Il sistema risolve il problema dell’intermittenza e della non programmabilità delle fonti rinnovabili, rendendo possibile lo stoccaggio stagionale dell’energia.

Automation Hero

Startup americana nata nel 2017, Automation Hero combina Robotic Process Automation (RPA) e intelligenza artificiale per creare una piattaforma di automatizzazione processi intelligente, che si occupa automaticamente di task ripetitivi e time-consuming, restituendo alle persone tempo per creare valore.

Esempi di economia circolare: startup italiane

Ecco alcune startup italiane impegnate nell’economia circolare.

Fili Pari

È una startup innovativa che ha brevettato, sviluppa e promuove materiali non convenzionali per il settore tessile, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. In particolare ha sviluppato una tecnologia in grado di valorizzare i prodotti e sottoprodotti delle industrie della pietra italiane, promuovendo un utilizzo efficiente della pietra naturale attraverso l’applicazione di nuove soluzioni per il mercato tessile.

Lac2Lab

Lac2Lab converte il latte scaduto o in via di scadenza, altrimenti destinato allo smaltimento, in prodotti per colture cellulari, mantenendo un’efficienza paragonabile a quella dell’attuale reagente e sarà ottenuto a costi contenuti, nel rispetto dei canoni dell’economia circolare.

Packtin

Nata come spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Packtin recupera i prodotti di scarto dei processi industriali della filiera agroalimentare (bucce di arancia, mela, pomodoro, polpa di barbabietola, etc.), da cui estrae biopolimeri per la realizzazione di integratori, pellicole, gel, packaging biodegradabili e commestibili.

Phononic Vibes

Phononic Vibes, startup nata dall’attività di ricerca dei suoi fondatori del Politecnico di Milano e del Massachusetts Institute of Technology nel campo dei metamateriali, introduce una nuova tecnologia brevettata per realizzare prodotti innovativi in grado di isolare rumore e vibrazioni con soluzioni basate su metamateriali (in sostituzione delle plastiche non riciclabili).

Poliphenolia

Poliphenolia realizza prodotti cosmeceutici applicando le conoscenze sulle proprietà dei polifenoli, sviluppate nel settore biomedicale, alla salute della pelle.

Giunko 

Giunko ha costituito una base dati di qualità capace di censire i prodotti di largo consumo tramite codice a barre con l’obiettivo di diffondere la cultura del riciclo e di spingere i cittadini a comunicare e condividere le proprie conoscenze e buone pratiche in materia.

Nebula

Questa società propone una tecnologia per la raccolta di acqua dalla nebbia in contesti urbani, ma anche molto utile ad esempio su piattaforme e stazioni di servizio, campi base di unità operative in territori isolati e poco agevoli, dove il trasporto della risorsa idrica è reso ancora più costoso dalle condizioni topografiche.

Anagramma 

Anagramma (che compare col nome commerciale MyFoody) raccoglie modelli di business basati sull’estensione del ciclo di vita dei prodotti tramite riparazione, rilavorazione, remarketing. È una two-sided platform dove i prodotti in scadenza e venduti dai supermercati a prezzo scontato vengono segnalati all’utente in base alla prossimità.

Armadio Verde

ArmadioVerde rivende tramite una piattaforma digitale abbigliamento usato a prezzi scontati; gli utenti che forniscono vestiti usati ricevono dei punti che possono poi spendere nel marketplace.

Economia circolare in Italia: le città, i materiali, le tecnologie

Al centro dell’economia circolare ci sono le città, i materiali e le tecnologie. Comew ricorda il report Re-think 2019, scaricabile QUI, le città sono il motore dell’economia moderna dove viene prodotto l’85% del GDP (gross domestic product, prodotto interno lordo) e dove vengono consumate il 75% delle risorse. Le città circolari e smart si basano su materiali, tecnologie e flussi che ottimizzano e mettono in relazione le infrastrutture con il capitale umano e sociale di chi le abita. I materiali sono alla base di ogni prodotto. La fase di disegno del prodotto rappresenta la più rilevante anche per la scelta dei materiali e la considerazione degli impatti che questi possono provocare durante l’uso ed all’ipotetica fine del ciclo di utilizzo. Le tecnologie stanno sempre di più trasformando le nostre vite: possono migliorare l’uso delle risorse riducendo gli sprechi, semplificando i flussi o ottimizzando l’uso delle infrastrutture.

Città circolari: palma d’oro a Milano

Numerosi gli indicatori di circolarità in un centro urbano: per citarne alcuni, i dati sulla raccolta differenziata, sull’utilizzo dei trasporti pubblici, su quello dei servizi di sharing mobility, il livello di concentrazione di PM10, la diffusione di eco-brevetti e di imprese ascrivibili alla categoria dei green jobs. In base a questi criteri Cesisp, Centro studi in Economia e regolazione dei servizi, dell’industria e del settore pubblico dell’Università di Milano-Bicocca, ha stilato una classifica delle città più circolari d’Italia: al primo posto c’è Milano, seguita da Trento e Bologna.

Milano si conferma medaglia d’oro anche grazie a sistemi di trasporto pubblico ramificati e apprezzati, servizi avanzati di car sharing, rete idrica efficiente, elevato livello di raccolta differenziata e alto fatturato delle attività di vendita dell’usato.

Le prime 10 città classificate si collocano geograficamente al Nord o Centro-Nord, le ultime posizioni sono coperte da centri urbani del Sud Italia, con Catania (3,8) e Palermo (3,9) fanalini di coda. Le uniche città del Nord Italia ad avere un punteggio al di sotto della sufficienza sono Genova (5,8 punti), Verona (5,7 punti) e Aosta (5,2 punti).

Economia circolare: le iniziative

La fondazione

A settembre 2020 è nata Regenerative Society Foundation, Fondazione co-presieduta da Andrea Illy e Jeffrey Sachs, che debutterà con il primo incontro ufficiale a Parma il 15 e 16 ottobre. Obiettivo: cambiare il modello economico e sociale attuale, considerato ormai insostenibile, in favore di un paradigma nuovo, capace di rigenerare persone, economia e ambiente. Tre i pilastri fondamentali: Economia Rigenerativa, Lotta al Cambiamento Climatico, Felicità Mondiale.

Il programma è promosso da una coalizione di leader globali, creata e guidata da un gruppo di imprenditori italiani – Davide Bollati (Davines), Maria Paola Chiesi (Chiesi Group), Andrea Illy (Fondazione Ernesto Illy), Oscar di Montigny (Banca Mediolanum e Flowe) e Francesco Mutti (Mutti SpA) – dal sistema B Corp (Paolo Di Cesare ed Eric Ezechieli di Nativa, Marcello Palazzi di Progressio Foundation) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (presieduta da Edo Ronchi e diretta da Raimondo Orsini), con il supporto di Fondazione Cariparma.

La Fondazione darà vita a partnership pubblico/private con università in campo scientifico ed economico, istituzioni governative, non governative e finanziarie, e i principali centri di ricerca internazionali operanti in questi ambiti.

L’organizzazione

Tondo – organizzazione no-profit internazionale operante nel settore dell’economia circolare per creare un dialogo costruttivo tra aziende, università, organizzazioni, istituzioni e persone – terrà la 2° edizione dell’evento Re-think – Circular Economy Forum il 27 e 28 di ottobre presso l’Università Cattolica e Triennale Milano. Re-think vedrà riuniti alcuni tra i maggiori esperti sul tema dell’Economia Circolare, da aziende e startup ad enti di ricerca ed altre istituzioni che stanno lavorando ad importanti progetti di Economia Circolare e sostenibilità ambientale.

Tavola rotonda 28 ottobre
Education: soluzioni concrete per una reale didattica integrata e una formazione completa
Digital Transformation
Open Innovation

Quattro saranno le macro-aree approfondite, agri-food, città, materiali e tecnologie, centrali per il ripensamento di nuovi modelli di sviluppo basati sul riutilizzo e la riduzione degli sprechi. Questi rappresentano, infatti, i trend che nel prossimo futuro vedranno l’Economia Circolare in larga espansione, grazie anche al nuovo Green Deal europeo, un piano d’azione volto a rendere l’Europa il primo continente ad impatto climatico zero.

Luciana Maci

Scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp.…