Economia circolare: come e quando usare l'open innovation per incentivarla in azienda - Economyup

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Economia circolare: come e quando usare l’open innovation per incentivarla in azienda



Seppure in crescita, il grado di adozione della circular economy non è ancora abbastanza elevato. Come e dove intervenire nelle aziende e presso i consumatori per incentivare comportamenti “circolari”? Se ne è parlato in un incontro di Mind the Bridge con imprese che fanno leva sull’innovazione per metterla in pratica

di Alberto Onetti

30 Ago 2022


Economia circolare e aziende

La notizia non è l’esplosione degli investimenti in Circular Economy (cinque miliardi di dollari investiti negli ultimi dieci anni solo negli Stati Uniti, di cui quasi due nel 2021) per la quale si sta creando una pipeline di soluzioni e materiali innovativi.

La notizia è piuttosto il collo di bottiglia che ancora oggi risiede nel suo grado di adozione, se è vero che al mondo si utilizzano circa 1,2 milioni di bottiglie di plastica al minuto e che oltre il 90% della plastica non viene riciclato. In buona sostanza, all’incirca la metà della plastica è destinata a single-use product.

Non c’è da stupirsi quindi se una parte significativa degli investimenti in economia circolare (circa il 30%) è indirizzata verso sustainable packaging (con la bioplastica a fare la parte del leone, rimanendo tuttavia esposta ancora oggi a problemi di costo, quasi doppi, e di qualità) e reusable packaging, per il quale il tracciamento risulta decisivo così come la partecipazione attiva dei consumatori: il 94% degli americani supporta teoricamente il riciclo ma solo il 35% lo mette propriamente in pratica.

Su questi temi si è discusso lo scorso giovedì al Mind the Bridge Innovation Center di San Francisco in un Innovation Industry Talk che ha visto la partecipazione di player industriali nel mondo beverage (AB Inbev e Pelliconi) e startup innovative della Silicon Valley (FullCycle, Purcell, Turn).

L’occasione è stata il lancio del Report realizzato dalla Innovation Antenna di Pelliconi in Silicon Valley sui Disruptive Innovation Trends nel Beverage and Closure Market.

Il talk di Mind The Bridge sull'economia circolare con Pelliconi

Vi riassumo alcuni highlight, invitandovi alla lettura del Report (disponibile qui per il download) e a rivedervi la interessantissima sessione (il cui video recording verrà reso disponibile il 7 settembre sul nostro canale YouTube).

  • Come emerge dal Circular Economy Framework che Mind the Bridge ha applicato alla Beverage Supply Chain, le aree a maggiore impatto ambientale (e di conseguenza con maggiore opportunità di azione) sono quella della produzione e quella del consumo.
  • Se la prima è in qualche misura governabile dalle aziende produttrici (sustainable packages, in particolare nell’ambito delle Non-alcoholic beverages), la seconda richiede la collaborazione dei consumatori (oltre alla grande distribuzione e al retail). Qui educazione, incentivi, gamification (come sta facendo Turn) sono fondamentali, così come i sistemi di tracciamento (per cui Purcell è un caso molto interessante).
  • I grandi player si sono aperti solo di recente all’open innovation e alla collaborazione con le startup.
  • I modelli più utilizzati sono:
    • Innovation Outposts e Antenne nei principali ecosistemi per intercettare trends: AB Inbev e Pelliconi hanno un presidio di innovazione in Silicon Valley.
    • Venture Client: esempi di collaborazione vengono tra gli altri da Coca Cola, Danone e Pepsico.
    • Investimenti: AB Inbev ha un fondo di CVC dedicato (ZX Ventures) così come Nestlé (che ha annunciato un nuovo fondo focalizzato sul Brasile).
    • Acceleratori e Innovation Labs: AB InBev ha un acceleratore in partnership con Coca Cola, Unilever e Colgate) così come Pepsico. Carlsberg lavora più su iniziative di intrapreneurship.
    • Acquisizioni: Coca Cola, HP e AB Inbev sono diventando particolarmente attivi su questo fronte.
Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.