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Investimenti

Qurami riceve 150 mila euro da Unicredit: è la prima startup partecipata da una banca

18 Dic 2014

Erogato il primo finanziamento in equity di Unicredit Start Lab, in compartecipazione con il partner LVenture Group: la società romana che ha sviluppato il sistema per eliminare le code negli uffici raccoglie complessivamente 590 mila euro

Roberto Macina, Ceo di Qurami
EconomyUp l’aveva anticipato a inizio dicembre: Qurami potrebbe essere la prima startup italiana nel cui capitale entra una banca. Ora c’è l’ufficialità: l’istituto di credito in questione è Unicredit, che ha investito 150 mila euro nella nuova impresa innovativa romana che ha sviluppato un sistema per eliminare le code negli uffici, pubblici e privati.

[Qurami, l’app che piace a Comuni italiani e…. Posta inglese]

La società fondata da Roberto Macina raccoglie questo finanziamento in equity nell’ambito di un round di investimento complessivo di 590 mila euro, al quale partecipano anche LVenture Group, uno tra i primi operatori di seed venture capital quotati (unico sull’MTA di Borsa Italiana), e altri investitori.

Si tratta del primo investimento della banca guidata da Federico Ghizzoni a favore di una startup e arriva a meno di dieci mesi dal lancio del programma di accelerazione Unicredit Start Lab, promosso per favorire lo sviluppo delle nuove imprese innovative italiane.

Il partner principale dell’operazione è appunto LVenture Group,  che è attualmente uno tra i maggiori operatori del mercato nei segmenti del micro seed financing – in questo caso, l’investimento di limitate risorse finanziarie a favore di startup selezionate e inserite nel programma di accelerazione gestito da Luiss Enlabs  – e del seed financing – che consiste in investimenti in startup in fasi di crescita più avanzate che necessitano di maggiori risorse finanziarie per supportare lo sviluppo del prodotto e l’ingresso sul mercato.

“Siamo orgogliosi di sostenere per la prima volta con un investimento diretto una delle startup coinvolte in Unicredit Start Lab”, ha osservato Gabriele Piccini, country chairman Italy di Unicredit. “In questa prima edizione del programma numerose startup operanti in diversi settori, dal life science all’Ict, dal made in Italy al cleantech, si sono distinte per la capacità di cogliere esigenze di mercato e tradurle in idee imprenditoriali. Noi vogliamo favorire lo sviluppo di queste realtà che fanno dell’innovazione un pilastro della propria attività e adoperarci concretamente per contribuire, anche in questo modo, alla crescita della nostra economia”.

Per Luigi Capello, founder e Ceo di LVenture Group, “il fatto che Unicredit abbia scelto Qurami come primo investimento del programma Start Lab rappresenta uno sviluppo concreto della strategia di crescita di LVenture Group nel lungo periodo. Questa partnership è infatti in grado di supportare la crescita sui mercati nazionali e internazionali delle startup in portafoglio e di incrementarne la capacità di fund raising. Ci consente inoltre di aumentare le capacità di co-investimento con un partner di livello internazionale”.

Le nuove risorse consentiranno – secondo le previsioni degli investitori – un’ulteriore crescita di Qurami, società nata nel 2011 da un’idea dell’attuale Ceo Roberto Macina e rapidamente affermatasi grazie allo sviluppo di una soluzione innovativa per la gestione delle file. L’app consente agli utenti di prendere un numeretto virtuale, inserito nel flusso di quelli cartacei, e mettersi così in fila da qualsiasi luogo si desideri eliminando le code davanti agli sportelli e permettendo alle persone di risparmiare tempo e ottimizzare gli spostamenti. Qurami è già attiva in diverse strutture del territorio italiano, in particolare Comuni, ospedali e università.

“La decisione di un grande gruppo come Unicredit di investire non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza”, ha detto Macina. “Dal 2011 Qurami si è imposta sul mercato come una delle soluzioni più innovative per il miglioramento dei servizi e della qualità di vita nelle future smart city. Ora, grazie al supporto di un colosso internazionale come Unicredit, vogliamo ampliare i confini del nostro business, puntando a nuovi mercati e a nuove soluzioni sempre più innovative”.

La possibilità di co-investimenti è solo uno dei servizi messi a disposizione da Unicredit Start Lab a favore delle startup selezionate, che possono usufruire anche dei programmi di:

Training manageriale con  Bootcamp, Startup Academy e Social Media Day. A oggi vi hanno partecipato oltre 40 startup selezionate dal programma che hanno approfondito tutti i temi necessari per sviluppare al meglio le proprie idee d’impresa (business plan, social media advertising, marketing, strategie di business…).

Mentorship tramite il quale viene assegnato un mentor del network di Unicredit ad ogni startup. I mentor sono professionisti di alto profilo che offrono alle startup un supporto qualificato mettendo loro a disposizione l’esperienza maturata nel corso della loro attività professionale, condividendo il proprio network di conoscenze e creando sinergie e valore per le startup. Per raggiungere questo scopo è stata già organizzata una giornata di incontri conoscitivi in cui oltre 30 startup selezionate hanno avuto la possibilità di confrontarsi con più di 15 mentor in incontri one-to-one.

Networking che Unicredit è in grado di offrire mediante l’organizzazione di business meeting e incontri su settori specifici tra startup e aziende corporate interessate all’open innovation. Si è svolto i primi di ottobre il primo Life Science Innovation Day che ha visto coinvolte 10 startup che hanno ricevuto oltre 50 manifestazioni di interesse dagli oltre 20 corporate del settore presenti.

A partire dal mese di ottobre è in corso una nuova call for ideas per candidarsi a Unicredit Start Lab, con iscrizioni possibili sino al 30 aprile 2015. Per le startup interessate è già previsto per il 30 gennaio l’open day di Unicredit Start Lab: una giornata di approfondimento su tutti i servizi offerti dal programma di accelerazione a beneficio delle startup interessate.

Quello tra Unicredit e Qurami è un caso di open innovation. Vuoi saperne di più sull’innovazione aperta? Scopri la piattaforma Digital Open Innovation.

 

 

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